Divenne re il 1º febbraio 1908, quando suo padre Carlo e il fratello maggiore Luigi Filippo, erede al trono, furono assassinati in un attentato. Il suo regno durò solo due anni; il 4 ottobre 1910 venne deposto e in Portogallo fu proclamata la repubblica.

Biografia Infanzia ed educazione

Manuele di Sassonia-Coburgo-Gotha Braganza nacque a Lisbona, figlio secondogenito del re Carlo I del Portogallo e di sua moglie, la regina Amelia d'Orléans. I suoi nonni paterni erano il re Luigi del Portogallo e la principessa Maria Pia di Savoia, figlia a sua volta di Vittorio Emanuele II di Savoia; quelli materni erano Luigi Filippo Alberto d'Orléans, conte di Parigi, e Maria Isabella d'Orléans, infanta di Spagna.

Manuele nacque al Palazzo di Belém e venne battezzato pochi giorni dopo nella medesima residenza reale, avendo per padrino il nonno materno, il conte di Parigi, oltre al deposto imperatore del Brasile Pietro II, che aveva perduto il trono proprio il giorno della sua nascita. Nel giorno del suo battesimo il futuro sovrano ricevette anche i titoli di Infante del Portogallo e Duca di Beja.

A livello di educazione Manuele ebbe un'istruzione solida, ma non eccessivamente incentrata nell'ambito politico, dal momento che la sua posizione di secondogenito ne rendeva improbabile la successione al trono. Sicuramente un tratto che acquisì sin dall'infanzia fu l'atteggiamento altezzoso e snob, che poi perse con la salita al trono, al punto da eliminare il baciamano per i dignitari di corte. A sei anni già parlava e scriveva regolarmente in francese, ma si premurò di studiare anche altre lingue, oltre a storia e musica (ebbe come insegnante Alexandre Rey Colaço). Sin dall'inizio dimostrò una chiara inclinazione allo studio, a differenza del fratello Luigi Filippo, maggiormente dotato per le attività fisiche. Nel 1903 si recò con la madre e il fratello maggiore in visita in Egitto a bordo dello yacht reale Amélia, così da approfondire maggiormente la sua conoscenza delle antiche civiltà. Nel 1907 incominciò gli studi preparatori per il suo ingresso all'Accademia Navale, che gli avrebbe aperto la strada per una rapida carriera nella marina portoghese.

Matrimonio

Il 4 settembre 1913 Manuele II sposò, nella città tedesca di Sigmaringen, la principessa Augusta Vittoria di Hohenzollern-Sigmaringen, figlia primogenita del principe Guglielmo di Hohenzollern-Sigmaringen e della principessa Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie, contessa di Trani. La cerimonia venne presieduta dal patriarca di Lisbona, il cardinale José Neto.

Dal matrimonio non nacquero figli,

Relazione con Gaby Deslys A dicembre del 1909, mentre era in visita a Parigi, Manuele incontrò per la prima volta Gaby Deslys, una famosa attrice francese dell'epoca. Tra i due nacque da subito un rapporto stretto, che durò ben oltre il regno di Manuele, spesso con picchi di indiscrezione notevoli (nelle sue visite in Portogallo l'attrice pernottava al Palácio das Necessidades), cosa che non passò inosservata al pubblico. Malgrado questo, sia durante, sia dopo il regno di Manuele II, Gaby Deslys negò sempre l'evidenza e si rifiutò sempre di commentare pubblicamente la sua relazione con il re, precedente il suo matrimonio. I due continuarono a vedersi durante il periodo di esilio del sovrano a Londra sino all'estate del 1911, quando l'attrice partì alla volta di New York, raffreddando inevitabilmente il rapporto tra i due. L'attrice morirà poi nel 1920, vittima della "spagnola".

Regno

Il futuro di Manuele nella sua carriera in marina venne bruscamente e inaspettatamente interrotto il 1º febbraio 1908 con il regicidio che colpì la casata reale portoghese. Da qualche tempo, infatti, Manuele era tornato a Lisbona, dopo un breve viaggio a Vila Viçosa con tutta la famiglia, in modo da prepararsi per gli esami da sostenere presso la scuola navale. Prese parte con i genitori a una pubblica cerimonia; al ritorno partirono degli spari verso la carrozza, che uccisero sul colpo suo padre e il suo fratello maggiore, mentre Manuele venne ferito solo a un braccio. Il ragazzo divenne così re del Portogallo.

La sua prima decisione da sovrano fu quella di convocare immediatamente il Consiglio di Stato, dimettendo il primo ministro João Franco, che era stato ritenuto responsabile di una non completa vigilanza per l'accaduto, e nominando in seguito un nuovo governo presieduto dall'ammiraglio Francisco Joaquim Ferreira do Amaral. Questo atteggiamento, che in un primo tempo servì per placare gli animi, in realtà con il tempo diede modo ai repubblicani di prendere il sopravvento e di riscontrare nel re delle debolezze.

Venne acclamato "re" dall'Assemblea Nazionale il 6 maggio 1908. Malgrado le buone intenzioni mostrate all'inizio Manuele II si astenne sempre dall'intervenire direttamente negli affari di governo, seguendo il motto secondo il quale "il re regna, ma non governa", giudicando l'ingerenza di suo padre come una delle cause della sua tragica morte. Il re fu sempre tuttavia attento alle questioni sociali.

Questioni sociali

Per "questioni sociali" durante il regno di Manuele II si può parlare della preoccupazione della crescita del proletariato urbano, fatto che comunque non interessò particolarmente il Portogallo, data la sua debole industrializzazione a confronto di quella di altri Paesi europei. Tuttavia il peso del proletariato urbano crebbe moltissimo, con l'azione del Partito Repubblicano che si fece pesantemente sentire durante il regno di Manuele, arrivando a colmare le lacune del Partito Socialista Portoghese che, pur essendo nato nel 1875, non era mai arrivato ad avere una rappresentanza parlamentare.

Manuele II seppe appoggiarsi ai socialisti per giungere a un accordo che generalmente migliorasse le condizioni di vita dei lavoratori e questo distaccò i socialisti dai repubblicani. Per meglio sopperire a queste esigenze, nel 1909 Manuele pagò personalmente il sociologo francese Léon Poinsard perché preparasse una relazione completa sul Paese e trovasse nuove soluzioni per organizzare il lavoro e l'amministrazione locale. Il re, entusiasta, scrisse nel giugno 1909 all'allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Venceslau de Lima, mettendolo al corrente della recente riorganizzazione del partito socialista, poi unitosi sotto la guida di Aquiles Monteverde, ricordandogli inoltre l'importanza di una collaborazione con i socialisti: "È in questo modo, deviando la classe operaia dal partito repubblicano, guidandoli, che essa diventerà una forza utile e produttiva".

Nonostante i contatti con il socialista Azedo Gneco, Venceslau de Lima considerava comunque un'azione difficile conciliare le forze politiche, ancora più dopo che il Congresso Nazionale dei Lavoratori era stato boicottato da anarchici e repubblicani con un congresso rivale. Anche le commissioni che si crearono per appoggiare i lavori socialisti si dimostrarono poco efficaci e non riuscirono a reificare i loro intenti, ancor più per il fatto che il regno di Manuele II durò troppo poco per pensare di attuare delle riforme efficienti anche a livello governativo.

Politica estera

Durante il suo regno Manuele II visitò diverse località del nord del Paese e si recò ufficialmente in visita in Spagna, in Francia e in Inghilterra, dove, nel novembre 1909, venne nominato cavaliere del prestigioso Ordine della Giarrettiera. Ricevette in Portogallo le visite ufficiali di Alfonso XIII di Spagna nel 1909 e di Hermes da Fonseca, presidente eletto del Brasile, nel 1910. Generalmente egli tentò sempre di seguire una politica di riavvicinamento con la Gran Bretagna, non solo a fronte di un orientamento geopolitico già seguito da suo padre, ma per rafforzare la sua posizione sul trono; questo fu probabilmente anche alla base del suo matrimonio con una principessa imparentata con la casata reale inglese.

Situazione interna e rivoluzione repubblicana La situazione politica dello Stato in quegli anni si stava tuttavia deteriorando, con il succedersi di ben sette governi in soli 24 mesi di regno. I vari partiti monarchici tornarono ai loro abituali litigi interni, divisioni e frammentazioni, mentre il Partito Repubblicano continuava a guadagnare terreno. Dopo le elezioni parlamentari del 28 agosto 1910, in parlamento vi erano solo quattordici deputati repubblicani (il 9%), contro il 58% dei parlamentari a favore del governo e il 33% di indecisi, ma la miccia della rivoluzione era ormai stata accesa.

Infatti, il 4 ottobre 1910 ebbe inizio una rivoluzione e il giorno dopo, 5 ottobre, a Lisbona venne proclamata la repubblica. Il Palácio das Necessidades, residenza ufficiale del re, venne bombardato e il monarca dovette trasferirsi al palazzo di Mafra, dove si unirono a lui anche sua madre e sua nonna paterna. Il giorno successivo Manuele II decise, a bordo dello yacht reale Amélia, di dirigersi a Porto, ma venne sequestrato dagli ufficiali di bordo, che lo portarono a Gibilterra dopo avere sentito la notizia che anche Porto era caduta nelle mani dei repubblicani. Da lì la famiglia reale si recò nel Regno Unito, ove venne ospitata in esilio dal re Giorgio V.

Esilio

Manuele si stabilì in una residenza a Fulwell Park, presso Twickenham, appena fuori Londra, circondandosi delle personalità che gli erano state fedeli durante il periodo del suo regno e tentando a più riprese di organizzare dei colpi di Stato per essere restaurato (nel 1911, nel 1912 e nel 1919). Nella comunità dove risiedette fu sempre molto attivo: frequentava abitualmente la locale chiesa cattolica di San Giacomo, fu il padrino di battesimo di diverse decine di bambini e ancora oggi molti esempi di toponomastica lo ricordano, come la "Manuel Road", la "Lisbon Avenue" o i "Portugal Gardens".

Pur in esilio Manuele continuò a seguire da vicino la politica portoghese, godendo di una certa influenza in alcuni ambienti politici, in particolare presso le organizzazioni monarchiche. In particolare era preoccupato che l'anarchia della Prima Repubblica potesse provocare un intervento spagnolo e quindi minacciare l'indipendenza nazionale. Dopo la cacciata del generale Gomes da Costa da parte di António Óscar Carmona Manuele riuscì a esercitare la sua influenza nella nomina di un nuovo ambasciatore portoghese a Londra, che sostituì quello precedentemente designato.

Sebbene deposto ed esiliato Manuele fu sempre fautore di grande patriottismo, che nel 1915 lo portò nel suo testamento a lasciare ogni suo bene allo Stato portoghese per la fondazione di un museo, esprimendo anche il desiderio di essere sepolto in Portogallo.

Prima guerra mondiale L'essere anglofilo e ammiratore dello spirito britannico portò Manuele a fare alcune dichiarazioni allo scoppio della prima guerra mondiale. Egli infatti chiese ai realisti di prendere parte attivamente al conflitto per difendere la patria, mettendo da parte le ostilità contro la repubblica portoghese e di combattere fianco a fianco per tutta la durata del conflitto, giungendo egli stesso, seppure in esilio, a chiedere l'incorporazione nell'esercito repubblicano portoghese.

Contrariamente a quanto previsto, però, gran parte dei monarchici portoghesi non corrispose le aspettative del sovrano, sperando che l'appoggio al Kaiser tedesco avrebbe potuto portare alla restaurazione della monarchia in Portogallo. Il re, dal canto suo, riteneva che solo il supporto alla Gran Bretagna avrebbe garantito al Portogallo il mantenimento delle sue colonie. Malgrado il suo appello all'esercito repubblicano portoghese fosse andato disperso, Manuele si accontentò, anche se deluso, di entrare nella Croce Rossa inglese e prestare servizio come meglio poteva, anche partecipando a conferenze sul tema e organizzando delle raccolte fondi, visitando ospedali e soccorrendo i feriti al fronte, fatto che lo rese molto popolare.