Noto principalmente come proprietario di hotel di lusso e case da gioco, nonché come uno degli uomini più ricchi del BelgioPatrick Lefevre, Attaché Scientifique au Centre Interuniversitaire d’Histoire contemporaine, “Democratisation du liberalisme belge: l’exemple brugeois 1900-1940”, è stato anche Deputato liberale presso la Camera dei rappresentanti belga dal 1929 al 1936, per due legislature (La 29° e la 30°).

Biografia Le origini

Georges Marquet nacque da Jean-Jacques “Hubert” (1824-1878), battelliere e da Anne-Marie Savy (1829-1900), proprietaria di una caffetteria. Appena quindicenne, entrò come apprendista in un’azienda metalmeccanica di Rocroi, nelle Ardenne, ma, dopo essere stato accusato di furtoPer cui fu condannato a 6 mesi di reclusione nel dicembre 1882., fuggì in Francia. In seguito lavorò a Liegi e, più tardi, nel 1885, si trasferì a Namur per lavorare come cameriere al buffet della stazione. Tre anni più tardi divenne direttore di un café ed acquistò un piccolo albergo coi proventi di una eredità di 40.000 fr. della moglie, ma dovette dichiarare fallimentoACS - UCI - B.30 - Nota con oggetto: Roma, 26 settembre 1917 - Naldi e Lombardo e la loro attività nella società Hispano-Suiza - Darracq - e Marquet - Affare Marquet..

Imprenditore del gioco d'azzardo

Nel 1891 ottenne dalla città di Namur la concessione dell’antica kursaal locale con la promessa di organizzare un festival estivo di operetta e concerti presso il parco Louise-Marie. Nel 1892 prese in gestione il ristorante della suddetta kursaal e, successivamente, fu nominato commissario del casinò-kursaal di DinantPatrick Florizoone, “James Ensor: les bains à Ostende“, Snoeck-Ducaju & Zoon, Gand, 1996.Edmond Picard, “Les jeux de hasard et les cercles privés“, Larcier, 1893 - Pag. 78., ottenendo la concessione dei giochi. Nel 1893 ottenne la stessa concessione anche dalla città di Namur.

Sia qui che a Dinant, all’interno delle varie kursaalTermine composto da “Kur” (cura) e “Saal” (sala). Prima di essere destinati anche al gioco d'azzardo, le kursaal erano infatti luoghi di riunione per turisti in città di mare o di villeggiatura, ma anche e soprattutto in località termali. Da qui deriva probabilmente il concetto di “casa di cura”. riuscì a creare alcuni circoli privati esclusivi, chiamati Cercle Privé des EtrangersIn realtà già dal 1863 esisteva una società monegasca con un nome del tutto simile ai circoli privati che Marquet inaugurò in Belgio due decenni dopo: la “Société des Bains de Mer” (SBM). Un'altra corrispondenza tra le società del belga e la monegasca è che entrambe avevano la doppia funzione di centro per la salute (kursaal, casa di cura) e sala da gioco. La SBM nacque anche grazie ad importanti investimenti del Cardinale di Monaco e dell’allora futuro Papa Leone XIII (Cfr. )., dove esercitare il gioco d'azzardo, in particolare la roulette e il 30 et 40Cfr. Ciò gli diede la possibilità di sostenere finanziariamente molte associazioni ed attività, che lo resero popolare. Divenne così presidente della Association des Commerçants de Namur-Centre e di Namur-Attractions. Nel 1896 aprì la sua prima sala da gioco a Ostenda, vicino alla Zeedijk, presso il Grand Hotel Central.

Nel 1897, però, a causa di alcuni problemi di carattere fiscale, che condizionarono anche i suoi rapporti con l’amministrazione locale, Marquet fu costretto ad allontanarsi da Namur, anche se continuò comunque a mantenere buoni contatti con la città, come dimostra del resto ciò che avvenne nel 1903, quando, dopo un secondo posto ottenuto dall’Orchestra sinfonica locale La Concorde al concorso di Bruxelles, acquistò per essa 110 nuovi strumenti musicali.

Nel 1904 si trasferì nella cittadina vallona di Merbes-le-Château e, successivamente, nella capitale belga Bruxelles, per la precisione nella centrale Avenue de Tervueren. Nel corso degli anni, oltre a Namur, Dinant e Ostenda, alla lista delle località in cui Marquet gestì sale da gioco si aggiunsero progressivamente anche altre località, estere e non, come le francesi Parigi, Aix-en-Provence, Pau e Nizza, l’egiziana il Cairo, la belga Spa, la greca Corfù e la spagnola San Sebastián.

Arrivò nella città dei Paesi Baschi nel 1905, non prima però di essere riuscito, nel 1904, ad ottenere anche la concessione della kursaal di Ostenda al prezzo di 600.000 frDopo varie vicende, il 27 giugno 1908 la Kursaal di Ostenda venne definitivamente chiusa.. Proprio quest’ultima struttura viene menzionata ripetutamente anche in alcune importanti note investigative italiane degli anni ‘10 del Novecento, riguardanti i rapporti di affari che Marquet allacciò con il liberale italiano Filippo Naldi, allora condirettore del bolognese Il Resto del CarlinoACS - UCI - B.30 - Nota in corsivo con oggetto “Naldi-Marquet”..

Sempre nel 1904 venne segnalato come direttore generale della Société des Bains de Mer d’OstendeTalvolta nominata Société du Kursaal et des Bains de Mer (Cfr. ). Marquet viene segnalato come direttore di tale società anche quando essa viene nominata nel modo appena indicato (Cfr. ).“Rapport sur l’administration et la situation des affaires de la ville d’Ostende - Exercice 1904”, Imprimerie Centrale Albert Bouchery, Ostende, 1905 - Pag. 7. e si impegnò per organizzare numerose attività artistiche in parallelo all’attività del casinò. L’anno successivo, infatti, insieme all’avvocato ed amico Edmond Picard e all’editore Géo Daveluy, diede vita all’associazione Ostende Centre d'ArtGilles Deleux, “Arno - Een biografie”, Horizon, 2017., attraverso cui organizzò importanti eventi culturali ed artistici all’interno del casinò-kursaal ostendese da lui gestito.

Tra il 1905 e il 1908Questo fu il periodo di attività dell’Ostende Centre d’Art. vi si esibirono il violinista belga Eugène Ysaÿe, il pianista belga Jan Blockx, il direttore d’orchestra spagnolo Pau Casals, il pianista francese Camille Saint-Saëns e persino il grande musicista tedesco Richard Strauss. Vi si tennero anche numerose conferenze, di cui le più importanti furono quelle dei poeti belgi Camille Lemonnier e Émile Verhaeren, dello scrittore belga Georges Eekhoud e del noto politico socialista vallone Jules Destrée.

Come aveva fatto tempo prima a Namur, Marquet iniziò a distribuire soldi senza risparmiarsi, riuscendo così a garantirsi una grande popolarità anche ad Ostenda, soprattutto tra i commercianti, grazie anche alle cosiddette Stoeten van Marquet (Sfilate di Marquet), prestigiose cavalcate per la promozione del turismo, nate per sua iniziativa. In seguito, nel 1910, riuscì ad ottenere anche la concessione del casinò di Blankenberge e divenne proprietario del settimanale ostendese Le CarillonNorbert Hostyn, “Léon Spilliaert”, Antique Collectors Club Limited, 2006 - Pag. 12..

Spesso citato in giudizio, poiché il gioco rimaneva comunque una disciplina ai margini della legalità, fu tuttavia sempre assolto. Anche se, a un certo punto della sua vita, forse per evitare eventuali guai giudiziari, decise lasciare le Fiandre per trasferirsi nel sud dell'Europa. Marquet divenne così dapprima azionista della Société des bains de mer de Monaco (SBM), con una quota azionaria di 50.000 £978-3-8448-0977-0.pdf Henry Lohner, “Nur wer tot ist, geht kein Risiko mehr ein - Errata und Addenda ” - Pag. 11. e, successivamente, nel 1911, presidente della Compagnie des Bains de Mer a Monte Carlo.

I rapporti con Filippo Naldi per il gioco in Italia

A metà degli anni dieci, Roberto Lombardo, un avvocato bolognese che era in rapporti di lavoro con il giornalista Filippo Naldi, si recò a Barcellona accompagnando alcuni ufficiali dell’Aviazione militare italiana per la ricerca di acciaio. In seguito si spostò a Madrid, dove alloggiò in uno degli hotel di Marquet, l’Hotel Palace. In quell’occasione chiese al direttore dell’hotel di metterlo in contatto con Marquet, affinché gli facilitasse l’acquisto di acciaio presso gli altiforni di Malaga, di cui il belga era presidente“American mining and metallurgical manual”, University of Minnesota, 1919.

Nel corso dell’incontro, avvenuto a Nizza, Marquet parlò però anche e soprattutto di stabilimenti balneari e gioco d'azzardo, dicendo che, se avesse ottenuto la concessione del monopolio degli stabilimenti balneari in Italia, al fine di impiantarvi sale da gioco, sarebbe stato disposto a versare all’erario italiano un canone annuo di 100 milioni, sul quale sarebbe stato disposto a versare anche un’anticipazione immediata di 500 milioni in oro.

Nell’aprile del 1917 Lombardo si incontrò nuovamente con Marquet a Parigi. All’incontro presenziarono anche NaldiEra stato Naldi a presentare Marquet a Lombardo, tempo prima (Cfr. ACS - UCI - B.30 - Nota con oggetto: Roma, 26 settembre 1917 - Naldi e Lombardo e la loro attività nella società Hispano-Suiza - Darracq - e Marquet - Affare Marquet). e Federico PolitanoAngelo Tito Anselmi, “Carrozzeria italiana: cultura e progetto”, Alfieri, 1978 - Pag. 2022. della Società Ceirano Automobili Torino, quest’ultima cointeressata nella ricerca di acciaio per l’aviazione. Il mese successivo fu NaldiACS - UCI - B.30 - “Comunicazione del Commendator Antonio Dell’Abbadessa - Parigi, 14 ottobre 1917”. ad occuparsi del progetto di Marquet, parlandone al Commendatore casertano Antonio Dell’Abbadessa, nato Caserta nel 1862. Antonio Dell’Abbadessa, vice direttore generale delle Gabelle presso il Ministero delle finanze.

Naldi disse che sarebbe stata provvidenziale per l’Italia l’assunzione, da parte di alcuni banchieri, dello sfruttamento delle stazioni climatiche e balneari italiane con facoltà di esercitarvi il gioco d'azzardo e chiese a Dell’Abbadessa di esporre il progetto all’allora Ministro delle finanze, Filippo Meda. Poco dopo il vice direttore generale delle Gabelle ne parlò effettivamente con Meda, ma il Ministro bocciò senza esitazioni l’idea di Marquet, Lombardo e Naldi.

Imprenditore nel settore alberghiero di lusso

Parallelamente all’attività di imprenditore del gioco d'azzardo, Marquet svolse con grande successo anche quella di imprenditore nel settore alberghiero di lusso e in quello immobiliare, reinvestendovi le considerevoli somme guadagnate attraverso le sale da gioco. Nel 1907 fondò la Société Anonyme Les Grands Hôtels Belges, la quale aveva nel proprio portafoglio, tra gli altri, il Café des Trois Suisses di Bruxelles, l’Hôtel du Phare di Liegi e l’Hôtel de l’Empereur di OstendaVincent Mercier, “Prins Diamant - Het tragische verval van een wereldimperium”, Vincent Mercier & Uitgeverij Van Halewyck, Leuven, 2013..

Nel 1908 la stessa società ottenne consistenti capitali per la realizzazione de Le Palace Hotel Bruxelles, un hotel di lusso che Marquet fece costruire nel corso di quell’anno nelle vicinanze della stazione di Bruxelles Nord e che era stato pensato per i visitatori della Esposizione mondiale del 1910. Mentre nel 1912, su suggerimento del Re Alfonso XIII di Spagna, fece costruire, a Madrid, l’Hotel Palace, il quale sarà gestito da Les Grands Hôtels Européens, società di cui lo stesso Marquet sarà presidenteSecondo Vincent Mercier, Marquet avrebbe fondato tale società come direttore della Société Hôtel du Château d'Ardenne (Cfr. Vincent Mercier, “Prins Diamant - Het tragische verval van een wereldimperium”, Vincent Mercier & Uitgeverij Van Halewyck, Leuven, 2013)..

Tra gli hotel gestiti da tale società vi furono anche l’Hôtel Astoria di Bruxelles, inaugurato nel 1909, l’Hôtel Negresco di Nizza, costruito nel 1913, l’Hôtel Claridge di Parigi, terminato nel 1914 e l’Heliopolis Palace Hotel, costruito tra il 1908 e il 1910, ora palazzo ufficiale del Presidente egiziano. Nel 1922, attraverso la Société Hôtel du Château d'Ardenne, di cui era direttore, diede nuova vita al Château royal d'Ardenne di Houyet, che era stato chiuso nel 1911 dalla precedente proprietaria, la Compagnie internationale des Grands Hôtels (CIGH), filiale della CIWL.