I papiri di Ossirinco sono una grande collezione di frammenti manoscritti, molti dei quali su supporto papiraceo, rinvenuti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo in Egitto, in un'antica discarica vicino a Ossirinco, grazie all'opera di vari archeologi, tra cui, in particolare, Bernard Grenfell e Arthur Surridge Hunt.

Le particolari condizioni climatiche e ambientali della zona, come l'assenza di inondazioni e il clima secco e ventoso, hanno favorito la conservazione dei papiri. I manoscritti, che datano dal I al VI secolo, comprendono migliaia di documenti in greco e latino, lettere e opere letterarie, alcuni sono su vellum, altri più recenti in arabo su carta (ad esempio il medievale P. Oxy. VI 1006). La maggior parte dei manoscritti rinvenuti a Ossirinco è costituita da documenti pubblici e privati, come codici, editti, registri, inventari, atti di compravendita e lettere.

I papiri di Ossirinco sono custoditi in varie istituzioni di tutto il mondo: un numero consistente è conservato nell'Ashmolean Museum presso l'Università di Oxford. Sono disponibili on-line delle tabelle in cui sono elencati ciascun papiro o frammento, con una succinta indicazione del tipo di contenuto...

Letteratura antica

Nel sito di Ossirinco sono stati trovati molti importanti testi greci, tra cui poesie di Pindaro, frammenti poetici di Saffo e Alceo, insieme con parti più grandi di Alcmane, Ibico e Corinna. C'erano anche ampi brani dellIpsipile di Euripide, frammenti di commedie di Menandro e una gran parte dei Cercatori di tracce di Sofocle.

Tra i ritrovamenti figurano anche i diagrammi più antichi e completi dagli Elementi di Euclide. Secondo Thomas Little Heath, i frammenti di Euclide scoperti portano a una nuova valutazione dell'accuratezza delle fonti antiche riguardo agli Elementi, rivelando che la versione di Teone di Alessandria è più autorevole di quanto si ritenesse in precedenza.

Un'altra scoperta importante è stata l'opera storica nota come le Elleniche di Ossirinco, il cui autore è sconosciuto ma potrebbe essere Eforo o Cratippo. Fu portata alla luce anche una vita di Euripide di Satiro di Callati, mentre una epitome di sette dei 107 libri perduti di Livio è stato il ritrovamento letterario più importante in latino.

L'autore classico che più ha beneficiato dei ritrovamenti di Ossirinco è il drammaturgo ateniese Menandro (342–291 a.C.), le cui commedie erano molto popolari in epoca ellenistica. Tra le sue commedie parzialmente recuperate a Ossirinco vi sono: Il misantropo, La donna di Samo, L'arbitrato, Misoumenos, Dis Exapaton, Karchedonios e Kolax.

Euclide VolOxyDataContenutoIstituzioneCittàNazioneI29fine III/inizio IV secolo oppure 75-125Elementi II 5Penn Museum, Università della Pennsylvania; E2748E2748 - scheda del Penn Museum.FiladelfiaUSA

Omero VolOxyDataContenutoIstituzioneCittàNazioneI20II secoloIliade II 730-828British Library; Papyrus 742Papyrus 742 - scheda della British Library.LondraUKI21I/II secoloIliade II 745-764Istituto orientale dell'Università di Chicago, Papyrus 2058Papyrus 2058 - scheda dell'OI ChicagoChicagoUSA

Manoscritti teologici

Tra i testi cristiani trovati a Ossirinco vi sono frammenti dei primi Vangeli non canonici: Papiro di Ossirinco 840 (III secolo) e Papiro di Ossirinco 1224 (IV secolo). Altri testi di Ossirinco conservano parti di Matteo 1 (III secolo: P2 e P401), 11–12 e 19 (III - IV secolo: P2384, P2385); Marco 10–11 (V - VI secolo: P3); Giovanni 1 e 20 (III secolo: P208); Romani 1 (IV secolo: P209); della Prima lettera di Giovanni (IV - V secolo: P402); dellApocalisse di Baruc capitoli 12–14 (IV o V secolo: P403); del Vangelo degli Ebrei (III secolo: P655); del Pastore di Erma (III o IV secolo: P404) e di un'opera di Ireneo (III secolo: P405).

Ci sono molte parti di altri libri canonici e tra queste sono stati trovati molti inni, preghiere e anche lettere dei primi cristiani.

Di seguito sono elencati tutti i manoscritti classificati come "teologici" tra i Papiri di Ossirinco e anche alcuni manoscritti che appartengono a più generi diversi, o generi che non sono trattati in maniera specifica nei volumi The Oxyrhynchus Papyri. Per esempio la citazione del Salmo 90 (P. Oxy. XVI 1928) associato con un amuleto, è classificato secondo il suo genere primario come testo di magia tra i The Oxyrhynchus Papyri; tuttavia, qui è incluso tra le testimonianze del testo dell'Antico Testamento. In ogni volume che contiene manoscritti teologici, questi sono elencati per primi, secondo una tradizione inglese di precedenza accademica.

Antico Testamento

L'originale Bibbia ebraica (Tanakh) fu tradotta in greco tra il III e il I secolo a.C.. Questa traduzione è chiamata Septuaginta (o LXX) perché, secondo una tradizione, fu compilata ad Alessandria da settanta scribi ebrei. È citata nel Nuovo Testamento e unita con il Nuovo Testamento, si trova nei codici onciali greci del IV e V secolo Sinaiticus, Alexandrinus e Vaticanus. La Septuaginta include libri, chiamati Apocrifi o Deuterocanonici dai cristiani, che in seguito non furono accettati nel Canone ebraico delle sacre scritture.

Porzioni di libri dell'Antico Testamento di indiscussa autorità presenti tra i papiri di Ossirinco sono elencati in questa sezione. Il primo numero (Vol) è il volume degli Oxyrhynchus Papyri nel quale è pubblicato il manoscritto. Il secondo numero (Oxy) è la sequenza generale di pubblicazione negli Oxyrhynchus Papyri.La citazione abbreviata standard dei papiri di Ossirinco è: P. Oxy. <volume in numeri romani> <numero sequenziale di pubblicazione>; il contesto renderà sempre chiaro se si fa riferimento al volume 70 dei papiri di Ossirinco piuttosto che alla Septuaginta. Data stimata approssimativamente con incrementi di 50 anni. Contenuto è il versetto più vicino, ove noto.

P. Oxy. VIII 1073 è una versione in latino arcaico della Genesi, gli altri manoscritti sono probabilmente copie della Septuaginta.

VolOxyDataContenutoIstituzioneCittàNazioneIV656150Genesi 14:21–23; 15:5–9; 19:32–20:11;24:28–47; 27:32–33, 40–41Bodleian Library; MS.Gr.bib.d.5(P)OxfordUKVI845400Salmi 68; 70Museo egizio; JE 41083Il CairoEgittoVI846550Amos 2University of Pennsylvania; E 3074FiladelfiaPennsylvaniaU.S.VII1007400Genesi 2–3British Museum; Inv. 2047LondraUKVIII1073350Genesi 5–6(in latino arcaico)British Museum; Inv. 2052LondraUKVIII1074250Esodo 31–32Università dell'Illinois; GP 1074Urbana IllinoisU.S.VIII1075250Esodo 11:26–32British Library; Inv. 2053 LondraUKIX1166250Genesi 16:8–12British Library; Inv. 2066LondraUKIX1167350Genesi 31Seminario Teologico di PrincetonPap. 9PrincetonNew JerseyU.S.IX1168350Giosuè 4-5(vellumManoscritto su vellum.)Seminario Teologico di PrincetonPap. 10PrincetonNew JerseyU.S.X1225350Levitico 16Seminario Teologico di PrincetonPap. 12PrincetonNew JerseyU.S.X1226300Salmi 7–8Liverpool UniversityClass. Gr. Libr. 4241227LiverpoolUKXI1351350Levitico 27(vellum)Colgate Rochester Crozer Divinity School Ambrose Swasey Library; 886.4venduto privatamente nel 2003.RochesterNew YorkU.S.XI1352325Salmi 82–83(vellum)Museo egizioJE 47472Il CairoEgittoXV1779350Salmi 1United Theological SeminaryDayton OhioU.S.XVI1928500 amuleto con Salmi 90Ashmolean MuseumOxfordUKXVII2065500Salmi 90Ashmolean MuseumOxfordUKXVII2066500Ecclesiaste 6–7Ashmolean MuseumOxfordUKXXIV2386500Salmi 83–84Ashmolean MuseumOxfordUKL352250Giobbe 42.11–12Ashmolean MuseumOxfordUKLX4011550Salmi 75 interlineareAshmolean MuseumOxfordUKLXV4442225Esodo 20:10–17, 18–22Ashmolean MuseumOxfordUKLXV4443100Ester 6–7Ashmolean MuseumOxfordUK

Apocrifi dell'Antico Testamento o Deuterocanonici

Si tratta di vari testi (per esempio il Libro di Tobia) o differenti versioni di scritti preesistenti (per esempio il Libro di Daniele) che si trovavano nel canone delle scritture ebraiche (in particolare, nella traduzione dei Settanta del Tanakh ebraico). Anche se tali scritture non sono più considerate canoniche tra gli ebrei sin dall'inizio del II secolo, hanno mantenuto tale status per gran parte della Chiese cristiane: erano e sono accettati come parte del Vecchio Testamento canonico dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. I cristiani Protestanti, tuttavia, seguono l'esempio degli ebrei e non accettano questi scritti come parte del canone dell'Antico Testamento.

VolOxyDataContenutoIstituzioneCittàNazioneIII403400Apocalisse di Baruc 12–14St. Mark's LibraryGeneral Theological SeminaryNew YorkU.S.VII1010350Apocalisse di Esdra 16:57–59Biblioteca BodleianaMS.Gr.bib.g.3(P)OxfordUKVIII1076550Tobia 2(no LXXTesto diverso da quello della Septuaginta)John Rylands University Library448ManchesterUKXIII1594275Tobia 12(vellum) (no LXX)Cambridge University LibraryAdd.MS. 6363CambridgeUKXIII1595550Siracide 1Palestine Institute MuseumPacific School of ReligionBerkeleyCaliforniaU.S.XVII20694001 Enoch 85.10–86.2, 87.1–3Ashmolean MuseumOxfordUKXVII2074450Apostrofe alla Sapienza [?]Ashmolean MuseumOxfordUKLXV4444350Sapienza 4:17–5:1(vellum)Ashmolean MuseumOxfordUK

Altri papiri affini

VolOxyDateContenutoIstituzioneCittàNazioneIX1173250Filone l'EbreoBiblioteca BodleianaOxfordUKXI1356250Filone l'EbreoBiblioteca BodleianaOxfordUKXVIII2158250Filone l'EbreoAshmolean MuseumOxfordUKXXXVI2745400Onomasticon di nomi ebraiciAshmolean MuseumOxfordUK

Nuovo Testamento

I papiri di Ossirinco comprendono il sottogruppo più numeroso delle copie più antiche del Nuovo Testamento sopravvissute. Si tratta di porzioni di codici (libri) scritti su papiro in lettere onciali (maiuscole) greche. I primi furono disseppelliti da Bernard Pyne Grenfell e Arthur Hunt ad Ossirinco, al volgere del XX secolo. Dei 127 papiri del Nuovo Testamento riconosciuti, 52 (il 41%) provengono da Ossirinco. I primi papiri sono datati alla metà del II secolo, cioè sono copie fatte circa un secolo dopo la redazione dell'originale del Nuovo Testamento.

Grenfell e Hunt hanno scoperto il primo papiro del Nuovo Testamento (P1), già il secondo giorno di scavo, nell'inverno 1896–7; questo, insieme alle altre prime scoperte, fu pubblicato nel 1898 nel primo volume dell'opera, ora arrivata a 70 volumi, The Oxyrhynchus Papyri.

La terza colonna (CRG) è il numero della sequenza di Caspar René Gregory, che ormai è lo standard, sufficiente ad individuare i manoscritti del Nuovo Testamento; un numero preceduto da una "p" indica un manoscritto su papiro, un numero che inizia con zero indica un vellum. Contenuto è il capitolo più vicino, a volte sono indicati anche i versetti.