Biografia Andrea era con molta probabilità figlio di Giovanni di AbbondanzioFamiglia presente a Roma sin dal secolo XIV nel rione Ponte con Pietro de Abundantia proprietario di terreni tra Castel S. Angelo e l’ospedale di Santo Spirito (v. A. Esposito, Un inventario di beni in Roma dell'Ospedale di Santo Spirito in Sassia (1322), in Archivio Società Romana Storia Patria, 99 (1976), pp. 71-115 [89-90]), alcuni della famiglia ebbero sepoltura in S. Lorenzo in Damaso (D. Jacovacci, Repertori di famiglie in BAV, Cod. Ott Lat. 2548/I, vol. I). Diramatasi nel centro Italia per motivi politici ed economici (in particolare ad Amatrice e nella limitrofa montagna teramana), ancora ne sopravvivono alcuni rami in Italia e all'estero tra i quali quello di Trapani unitosi con i D'Alì-Monroy e quello di Toronto fondatori della manifattura tessile Royal Shirt/Shirtfit. di Lallo noto come Tartaglia di Amatrice, stabilitosi a Norcia probabilmente nella prima metà del secolo XV a seguito di liti e dissidi con famiglie di Amatrice e AccumoliAndrea Di Nicola, Le vie dei commerci sulla montagna d'Abruzzo nel basso medioevo: Norcia, Amatrice, L'Aquila, Rieti, 2012, p.45. Giovanni insieme a Cola di Nuccio di Vecchio, suo zio consobrino anch'egli di Amatrice e trasferitosi a Norcia, dal quale venne nominato esecutore testamentario nel 1451Cola lasciava numerosi lasciti alle chiese della cittadina sua patria, v. A. Di Nicola, Le vie dei commerci... cit., erano ricchi commercianti di bestiameAndrea di Nicola, La grascia di Amatrice del 1452-53: fisionomia economica di una città di montagna in Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, a. XCVI, 2006, (CXVIII dell'intera collezione), p. 198. che acquistarono abitazioni in Norcia nella parrocchia di S. Giovanni presso Porta Palatina nel rione Capo la TerraA. Di Nicola, Le vie dei commerci cit..

Nel 1471 Andrea fuoruscito guelfoNon è certo l'anno del suo esilio che pare risalga ai primi anni della sua presenza a Roma come si descrive nella vicenda accaduta alla propria moglie nella basilica di S. Pietro, dopo che anche il suo figlio infante era stato premeditatamente ucciso dalla parte avversa, come narrato da Giacomo Gherardi detto il Volterrano nel suo diario in Rerum italicarum scriptores, Milano 1733 - Tomo XXIII - Parte III, col. 141, D-E: 1481 - ... Ad penultimum Julii qui evenit die Lunae [...]. Novitate rei et indignitate, etiam notandum hoc censui. Per hos dies Nursina mulier, uxor Andreae Nursini, viri strenui et ex primatibus Populi sui, qui primis annis Xysti pontificis, custodiae palatinae praefuerat, audiri quaerebat a pontifice, ut illi pro mariti salute supplicaret, secumque conquereretur de infantis filii nece, qui paulo ante, studio adverse factionis, crudeliter interemptus fuerat et maritus in exilium actus. Obviam huic datur Pelleus quidam Corinthius, Juppi Nepotis Pontificis familiaris; orabat illa hominem, ut Juppi auctoritate a pontifice posset audiri. Pelleus ad feminam animum adiecit: iubet bono animo esse, se curaturum cum domino suo Juppo, ut procul dubio audiatur; veniat ad cubiculum secum, ubi de iis commodius loqui possint. Quum negasset illa verecunde admodum, in Divi Petri basilicam simul intrant loquentes; divertunt in cellam sanctissimi Sudarii Salvatoris nostri, quam Veronicam dicimus, Pelleus libidine caecus, oblitus sui ipsius, maiestatem sacratissimi loci non veritus, in mulierem manus iniecit; vocem tollere illa incoepit, comites, qui secum erant, accurrunt, hominem illico verberant, et locum effuso parum sanguinis contaminant. Vespertina oratio propterea eo die in Basilica dici non potuit. Die sequenti iussu Pontificis purgata Aedes est; illico tamen Pelleus, accersitis satellitibus, raptus ad carcerem est, et ad Nonae Turrim custodiae traditus; benigne admodum secum est actum, domini sui auctoritate., e già al servizio con la qualifica di conestabile sotto Paolo II, compare per la prima volta in un accordo di ferma militare tra Sisto IV Della Rovere, da poco eletto al pontificato, e rappresentato dal camerlengo Latino Orsini che sottoscriveva materialmente l'accordoAltri dello stesso tenore ne verranno sottoscritti dal medesimo prelato negli anni successivi per conto del Pontefice presso la sua residenza di Monte Giordano, Fausto M. De Reguardati, La difesa dei Sacri Palazzi affidata da Sisto IV ad Andrea da Norcia. Un precedente sconosciuto dell'istituzione della Guardia Svizzera; (1986) - in: Archivio della Società Romana di storia patria vol. 109 (1986) p. 49-56., mediante il quale veniva nominatoLa decisione di istituire un corpo di guardia speciale per la difesa del pontefice e dei palazzi apostolici fu presa dallo stesso papa dopo che nel giorno della cavalcata di possesso il corteo papale fu aggredito con pietre da alcuni presenti presso S. Giovanni in Laterano, v. F. M. De Reguardati, La difesa dei Sacri Palazzi cit.; Giuseppe Lombardi, Sisto IV, Enciclopedia dei papi, 2000. capitano o conestabile della guardia personale del pontefice e custode del palazzo apostolicoO Capitaneus Portae Palacii Apostolici come appare ancora nei mandati del 1475., alla cui guarnigione, composta da circa un centinaio di fanti e 200 lance, spettava anche l’eventuale partecipazione ad azioni di guerra ritenute opportune dal PonteficeCon la qualifica di conestabile, lo strenuo viro Andrea de Nursia compariva nell'agosto 1471 nel primo mandato di pagamento della condotta su ordine di Latino Orsini a Giuliano e Lorenzo de Medici depositari della Camera Apostolica, Arch. Stato Roma, Camerale I, Mandati, reg.845. Era probabilmente la stessa persona l'Andrea di Norcia che insieme a Pietro Massimo, qualificati come Spectabiles viris, furono destinatari nel luglio 1474 di una corrispondenza dal Magistrato aquilano per la soluzione di una controversia sullo sfruttamento dei pascoli di Cittareale, per i quali il Massimo pretendeva la restituzione di quanto già versato per l'affitto a causa delle molestie degli amatriciani sul suo bestiame.Andrea Di Nicola, Un'opera sconosciuta di Antonio da Settignano: la rocca di Cittareale, p.50, Cittareale 2013

Nel 1475 in un atto notarile rogato a Roma compare nel mantenimento del ruolo di capitano alla custodia del PonteficeIvan Parisi, Il regesto dei protocolli del notaio Camillo Beneimbene. I volumi nn. 175 e 176 del fondo del Collegio dei Notai Capitolini nell'Archivio di Stato di Roma, p.151, e nell'agosto del 1476, avrebbe accompagnato il Pontefice ad Assisi per assistere all'apertura del sarcofago contenente il corpo di San Francesco, al cui culto Andrea si manterrà particolarmente devotoSulla discussa visita v. Marcos de Lisboa, Orazio Diola, Delle croniche de frati minori del serafico p. S. Francesco; parte terza, lib. V, p.182; Giuseppe Piatti, Storia Critico-Cronologica de' Romani Pontefici e de'Generali... 1767, Vol 9, p.158; Petrus van den Haute, Breviarium historicum Ordinis Minorum, sive brevis historia pro..., p.73. È probabilmente da escludere che si tratti della stessa persona il F. Andrea da Norcia a cui vennero consegnate le chiavi per la conservazione del sepolcro del santo di Assisi nel 1505: Nicola Papini, Notizie sicure della morte sepoltura canonizzazione e traslazione di S. Francesco..., 1822, p.212.. Nel maggio 1478 era a Perugia a capo di un contingente di fantiCronaca perugina inedita di Pietro Angelo di Giovanni, a cura di O. Scalvanti, Bollett. R. Deput. di Storia patria per l'Umbria, 1903, p. 145, mentre all'inizio dell'aprile precedente l'incarico di capitano della guardia del palazzo apostolico veniva affidata per tre mesi a Giovan Battista da MonteseccoGeorges Holmes, The Pazzi cospiracy seen from the Apostolic Chamber, in Mosaic of Friendship: Studies in art and history for Eve Borsook, 2001, p.172, nota 5.. Andrea avrebbe altresì accompagnato il Pontefice nei primi mesi del 1476 a Campagnano di Roma presso gli Orsini per evitare la peste che affliggeva Roma e ancora nel luglio del 1478 a Bracciano in visita a Napoleone Orsini che stava completando la costruzione del castello, dove vi rimase per circa due mesiCecilia Sodano, Il castello Orsini Odescalchi di Bracciano. prime ipotesi interpretative. Parte I

Tale incarico sarà tenuto non continuativamente fino al giugno 1484, quando appare ancora in vita durante l'assedio di Marino, per espugnare i ghibellini Prospero e Fabrizio Colonna e i Savelli che vi si erano asserragliati, rei di ribellione contro il papaFernando Gregorovius, Storia della città di Roma nel medioevo, vol. III, lib. XIII, p.857.. Con l'elezione del successore di Sisto IV, Innocenzo VIII, la carica venne ricoperta da Domenico Doria parente del pontefice. Prima di Andrea, durante il pontificato di Paolo II, avevano ricoperto saltuariamente un simile incarico, Giorgio di MassaGià castellano di Orvieto nel 1452 ca.; A. Santilli, I castellani pontifici a Orvieto da Niccolò V a Paolo II (1450-1471), in «Bollettino della Deputazione di storia patria per l'Umbria», CXIII (2016), 1, pp. 91-112, Mariano Savelli signore di Palombara e un Giovanni Pazaglia da CortonaCostui era al soldo dei Veneziani nel 1451, v. C. Paganini, Il Quinto registro delle missive Sforzesche.

Del tutto incerte sono la data e le circostanze della morte di Andrea, come lo definisce Stefano Infessura conestabile del Conte (Girolamo Riario) e della Ecclesia, che secondo quanto egli riferisce il 18 giugnoIn verità il solo Infessura narra della morte in questa data di Andrea da Norcia, al contrario di tutti gli altri diaristi e oratori sincroni che concordano nella morte, nelle medesime circostanze, di Leone da Montesecco (che prese anche parte alla cattura del protonotario Colonna) poi sepolto nella chiesa di Santa Maria della Febbre, fratello di Giovan Battista., durante un attacco perdeva la vita colpito a morte probabilmente per mano di Antonello Savelli presso Marino, o nella presa della stessa localitàStephani Infessurae Senatus populique romani scribae, Diarium Urbis Romae in Corpus historicum medii ævi, sive scriptores res in orbe universo precipue in Germania, vol. II, Lipsia 1723, XVII, coll.1924; Diario della città di Roma di Stefano Infessura scribasenato. Nuova edizione a cura di Oreste Tommasini, Istituto Storico Italiano - Fonti per la storia d'Italia pubblicate dall'Istituto Storico Italiano. Scrittori secolo XV. Roma nella sede dell'Istituto Palazzo dei Lincei, già Corsini, alla Lungara 1890, p.130; Ferdinando Gregorovius, Storia della città di Roma nel medioevo, Roma Soc. Editrice nazionale 1901, vol. III, pp. 855-856; mentre secondo Gaspare Pontani il 26 giugno riusciva a prendere Marino per conto della Chiesav. Diario di Gaspare Pontani, in Rerum Italicarum Sciptrores, Raccolta degli storici italiani dal cinquecento al millecinquecento ordinata da L A. Muratori, Tomo III - Parte II; A. Nibby, Analisi storico topografico-antiquaria della carta dei dintorni di Roma, vol. II, v. Marino, p.316.; ad avvalorare la prima ipotesi vi è l'ultimo mandato a suo favore versato pochi giorni prima del 18 giugno e l'affidamento del medesimo incarico nel luglio successivo ad altra persona. Solo pochi giorni dopo, il 30 giugno in Castel Sant'Angelo veniva giustiziato il protonotario Lorenzo Oddone Colonna, fratello di Fabrizio, alla cui cattura, avvenuta nel maggio precedente, non pare avervi preso parte.Diario della città di Roma di Stefano Infessura cit.; p.130