Filadelfia (IPA: ,. Filadelfia anche in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Fu fondata nel 1783, in pieno periodo illuminista, come nuova città per gli abitanti della vecchia Castelmonardo, distrutta da un potente sisma e le fu conferito il titolo di città il 27 giugno del 1787 da Ferdinando I delle Due Sicilie, su esplicita richiesta del vescovo Giovanni Andrea Serrao, tra i fondatori di Filadelfia.

Il comune fa parte della comunità montana Serre Calabre..

Geografia fisica Territorio

Filadelfia si colloca nella zona centrale della Calabria, in una zona prevalentemente collinare, chiamata Piano della Gorna, a pochi chilometri dal mar Tirreno. È circondata nel lato est da dei monti, ricchi di vegetazione e di sorgenti d'acqua. Nelle vicinanze del paese si trova il lago Angitola, di origine artificiale.

Filadelfia si trova nella zona sismica 1, ovvero a pericolosità sismica alta..

Clima Filadelfia, non essendo bagnata dal mare ed essendo situata ad una notevole altitudine, ha un clima generalmente più fresco della media regionale.

Il comune fa parte della zona climatica D, con un valore di 1857 gradi giorno..

La stazione meteorologica più vicina è quella di Lamezia Terme.

Origini del nome Mentre il nome antico del comune Castel Monardo deriva dalla fusione della parola castello con il nome proprio latino Mainardus. (che a sua volta deriva dalla parola greca monon, che vuol dire "solo", e dalla parola latina ardum, che vuol dire "difficile") o (più probabilmente) da castello e dal nome proprio Meinardo, il nome attuale Filadelfia deriva dal greco e significa amore fraterno: per alcuni il nome aveva funzione benaugurale., mentre per altri si riferisce ai numerosi aiuti ricevuti dalla comunità dopo il terremoto o alla società illuminista dei Filadelfoi. Filadelfi erano infatti gli appartenenti ad una organizzazione carbonara diffusa nel meridione d'Italia. Secondo altri il nome è un chiaro richiamo all'omonima città della Pennsylvania. La Filadelfia calabrese fu concepita ancora più razionalmente da Giovanni Andrea Serrao, il vescovo liberale di Potenza, figlio nativo di Castelmonardo e amico intimo di Gaetano Filangieri".

Storia Castelmonardo Prima del terremoto del 1783 il nome di Filadelfia era Castelmonardo.

Su questo insediamento si hanno poche notizie: riguardo alla fondazione vi sono opinioni discordanti (alcuni pensano che la fondazione risalga a prima dell'anno 1000 e attribuiscono questa agli abitanti della città di Crissa, che probabilmente si rifugiarono in quel luogo per sfuggire ai saraceni, altri invece credono si tratti di un presidio militare, ricorrendo all'etimologia del nome: Castel deriverebbe dal latino castrum che vuol dire fortezza mentre Monardo dalla parola greca monon che vuol dire solo e dalla parola latina ardum che vuol dire difficile, inoltre c'è chi ritiene che la città sia stata fondata da un gruppo di optimates o di dinasti provenienti da Ippona, infine lo storico François Lenormant sostiene che Castel Monardo tragga il suo nome dal cavaliere longobardo Monardo che probabilmente costrui nella zona un grande maniero nell'VII secolo).. mentre la prima fonte scritta riguardante l'antico paese risale al 1056: sull'archivio della Diocesi di Squillace si cita il Castello del Mainardi, casato legato ai Normanni e giunto in Calabria precedentemente.

Successivamente diversi feudatari governarono il paese: ricordiamo tra questi, nel 1252, Pietro II Ruffo conte di Catanzaro, governatore delle Calabrie e viceré in Sicilia, Federico Lancia (regio vicario generale in Calabria e Sicilia; nel 1261), la famiglia Ruffo (fino al 1440) e infine Antonio Centelles (fino al 1445). In seguito, dopo una rivolta popolare, Alfonso V d'Aragona affidò il paese alla baronia del regio demanio. Il 22 aprile 1476 il paese fu dato ai fratelli Bartolomeo e Giovanni De Nobili ai quali susseguirono Antonio delle Trezze (1486), Antimo Savelli Cesarini (1504), Francesco delle Trezze (1505), ancora Savelli Cesarini (1517), Antonio II delle Trezze (1522).

Probabilmente il centro abitato contava all'incirca quattromila abitanti, divisi secondo una stratificazione sociale che divideva i cittadini in quattro classi: gentiluomini, civili, artefici e contadini. Gli abitanti del luogo usufruivano di collegamenti fluviali: molti torrenti, prima del terremoto, erano in superficie. Si sa inoltre che nel territorio di Castelmonardo vi erano dieci chiese ed un convento domenicano. Il paese era famoso, inoltre, per la possibilità, concessa da Carlo V nel 1534 di svolgere il mestiere di commerciante senza pagare alcuna tassa. Lo stesso Carlo V, vincitore dei francesi, entrò a contatto con la politica di Castel Monardo: destituì il feudatario francofilo De Tricio e nominò Ettore Pignatelli, la cui casata conservò la baronia fino al 1806, quando il feudalismo fu abolito da Giuseppe Bonaparte in favore del libero comune..

I primi eventi sismici nella zona in età moderna si verificarono nel 1659: questo causò l'abbandono di molte case da parte di nobili e facoltosi artigiani. Il terremoto, che durò dal 5 febbraio al 29 marzo 1783 in più di duecento centri abitati della Calabria, determinò il totale abbandono del luogo e lo spostamento degli abitanti verso la poco distante zona del Piano della Gorna, dove ora sorge Filadelfia.

Dal 1970 al 1973 furono realizzati dai Gruppi Archeologici d'Italia dei sondaggi e degli scavi sulla collina di Castelmonardo.

La ricostruzione

Dopo il terremoto, che distrusse tutte le abitazioni di Castel Monardo tranne una piccola casa poco fuori dal centro abitato, gli abitanti con diritto di voto (quelli del I e del II ceto, quindi con l'esclusione dei contadini) decisero all'unanimità di porre la prima pietra per la costruzione di una nuova città proprio su quella casa. Le fu dato il nome di Filadelfia, per i motivi sopra citati.

L'assemblea fu tenuta il 16 aprile del 1783: lì nacque anche lo stemma di Filadelfia: due mani, di cui una guantata, che si stringono. Secondo molti la ricostruzione del paese fu realizzata, finanziata e coordinata dalla Massoneria... A conferma di questo, sempre secondo queste teorie, si possono trovare nell'atto della fondazione della città diversi simboli massonici, tra cui proprio quello dello stemma con le due mani, simbolo della Massoneria, il collegamento con la società dei Filadelfoi, l'appartenenza alla massoneria di Benjamin Franklin e Giovanni Andrea Serrao e lo schema urbanistico con il quale fu costruita la nuova città, di stampo tipicamente illuminista, a griglia, secondo una visione globale quadrangolare, che richiamo inoltre schemi greci e romani. Ancora oggi esso viene considerato un esempio rinomato delle concezioni filosofico-estetiche e urbanistiche del Settecento.. La struttura urbanistica della città venne elaborata da due sopravvissuti al terremoto: Biagio Stillitano e Francescantonio Serrao.

Ad ogni cittadino, a seconda della classe sociale, venne affidato uno spazio nella nuova città. Dopo l'Assemblea dei Cittadini avvenne la cerimonia sacrale della fondazione della città: un aratro, trainato dai buoi, tracciò i confini della città, come, secondo la leggenda, a Roma. La città fu divisa in quattro aree, in seguito denominate rioni, che si possono ben identificare ancora oggi, su ognuna di queste quattro aree venne costruita una chiesa: di queste quattro chiese si parlerà successivamente. L'atto ufficiale della fondazione della città è documentato da Elia Serrao nella sua opera del 1785 De tremuoti e della nuova Filadelfia in Calabria.

La Repubblica Universale di Filadelfia

Dal 1860 a Catanzaro i principi del russo Michail Bakunin e di Giuseppe Mazzini vennero apertamente sostenuti da due intellettuali dell'epoca: Raffaele Piccoli e Giuseppe Giampà, quest'ultimo dirigeva il giornale La luce calabra. Entrambi avevano l'obiettivo di una celere presa di coscienza sociale da parte dei contadini e di una società libera da classi sociali e profonde disuguaglianze, dove, in uno Stato sotto forma repubblicana, tutti gli uomini fossero riuniti in un consorzio umano.

Giuseppe Giampà, il 28 febbraio 1868 approfittò dell'assenza del duca di Vastogirardi, prefetto di Catanzaro, assente per un trasferimento alla sede di Trapani, preparò un'insurrezione armata col sostegno di Ricciotti Garibaldi allo scopo di fondare la Repubblica Universale di Filadelfia. Reclutò uomini a Filadelfia, Curinga, Cortale e Maida.

Nei primi giorni di maggio i congiurati arrivarono in queste ultime due città mentre il 6 maggio 1868 giunsero a Filadelfia (si pensa che da questo avvenimento derivi l'espressione popolare filadelfiese fare l'otto maggio), scelta come sede del quartier generale per l'appoggio di alcuni garibaldini del luogo. Nel Palazzo Serrao fu posto il quartier generale: i proprietari del palazzo militavano nel fronte politico progressista e governavano la città con Bernardo Serrao. In seguito venne coniata la nuova moneta repubblicana ed emesso uno statuto.

Arrivò, però, improvvisamente una truppa regia dal Timpone, una ripida salita della città: erano le ore sette dell'8 maggio 1868. L'arrivo celere causò la sconfitta dei congiurati: mancava il tempo a Ricciotti Garibaldi e a Giuseppe Giampà per organizzare una forma di resistenza. Vennero catturati ventiquattro soldati, tra cui lo stesso Giuseppe Giampà. Ricciotti Garibaldi trovò invece rifugio inizialmente in località Curti ma poi fu catturato a Pizzo e rinchiuso nel castello di Gioacchino Murat.

Filadelfia oggi

Simboli

Blasonatura stemma

Le due mani simboleggiano l'amore universale, le tre stelle sono di auspicio di progresso, le tre colline ricordano la distruzione sismica di Castel Monardo.

Blasonatura gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Nel territorio del comune di Filadelfia si trovano sei chiese cattoliche e una chiesa evangelica. Il disegno iniziale della struttura urbanistica di Filadelfia prevedeva quattro chiese, nei quattro rioni, in alcune piazzette poste nei pressi della piazza principale: Piazza monsignor Serrao. Questa disposizione era stata scelta, secondo alcuni, dai massoni, che probabilmente coordinavano l'opera di ricostruzione di Castel Monardo, per delineare la separazione, anche geografica, tra potere civile e potere religioso.

Le quattro chiese, da cui prendono nome i rioni in cui si trovano, sono: Chiesa di San Francesco di Paola Chiesa di San Teodoro. Chiesa di Santa Barbara Chiesa della Madonna del Carmine Si trova inoltre un'altra chiesa nella frazione di Montesoro e una a sud del paese, la chiesa della Madonna delle Grazie, di costruzione più recente.

Architetture civili

Palazzi Filadelfia, per il suo progetto iniziale, non dispone di molti edifici pubblici, sicuramente uno dei più importanti è il Palazzo Quattrocchi dove si trova la sede del consiglio comunale e nella facciata del quale si può ammirare un grande orologio ancora funzionante.

Fontane Nel territorio comunale si trovano diverse fontane: la più famosa è senza dubbio quella chiamata Ficarazza, posta poco fuori dall'abitato, a nord del paese. Una leggenda narra che dalle sue tre figure scorrano l'acqua dell'oblio, l'acqua dell'odio e l'acqua dell'amore. La fontana fu costruita intorno al 1850. Altre fontane si trovano fuori dall'abitato e nelle campagne mentre in Piazza monsignor Serrao si trova una piccola fontana di più recente costruzione.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Gli stranieri residenti nel comune sono 71 (27 maschi e 44 femmine) al 1º gennaio 2014.. La comunità straniera più rappresentata è quella bulgara con 40 residenti che costituiscono il 58,82% del totale.

Tradizioni, folclore ed eventi Tradizioni legate alla religione