La Cassata di Oplontis è il nome convenzionale attribuito a un affresco di epoca romana (I secolo a.C.) rinvenuto all'interno della Villa di Poppea (Villa A) nel sito archeologico di Oplontis, situato nel moderno comune di Torre Annunziata.
Il dipinto costituisce una delle più celebri e integre rappresentazioni di natura morta del panorama pittorico vesuviano, nota per il realismo geometrico con cui anticipa l'estetica della moderna pasticceria.
Collocazione e contesto archeologico L'affresco è parte integrante del monumentale apparato decorativo in secondo stile pompeiano che caratterizza la Villa di Poppea, prestigiosa residenza d'otium imperiale attribuita a Poppea Sabina, consorte dell'imperatore Nerone. Come l'intero complesso suburbano, l'opera rimase sepolta e protetta dai depositi piroclastici a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C..
Il dipinto si trova sulle pareti delloecus (salone o triclinio) della villa ed è inserito in un ciclo pittorico prospettico che include altre celebri raffigurazioni di elementi vegetali e alimentari, tra cui il noto "cesto di fichi" e la "Sala dei Pavoni". Questo genere di iconografia, classificabile come xenia (i doni ospitalieri nel mondo greco-romano), rispondeva alla necessità sociale di esibire il prestigio, la raffinatezza gastronomica e la disponibilità economica del proprietario della domus'' nei confronti dei propri commensali.
Descrizione e stile Da un punto di vista formale, l'affresco rappresenta un'alzata da banchetto disposta su un tavolino ovale o su un treppiede metallico d'argento. Sopra di esso è adagiato un vassoio che sostiene un dolce di forma circolare dai bordi nettamente verticali e rialzati.
Gli elementi di maggiore rilevanza storico-artistica comprendono: L'apparato cromatico: La sezione perimetrale del dolce è contraddistinta da un'accesa tonalità rosso porpora, pigmento di grande pregio nella pittura romana antica. La decorazione geometrica: La superficie superiore mostra una precisa disposizione simmetrica di guarnizioni, identificate dagli archeologi come frutta secca (gherigli di noce) e datteri. La resa volumetrica:''' L'uso del chiaroscuro e della prospettiva restituisce una forte impressione tridimensionale, tipica della maestria tecnica degli artigiani attivi nei cantieri della dinastia giulio-claudia.
Retaggio contemporaneo Pur non essendoci legami filologici o evolutivi diretti documentati tra la preparazione raffigurata e l'origine della cassata siciliana (la cui etimologia e struttura risentono della successiva influenza araba), la straordinaria somiglianza visiva ha portato la critica e il pubblico a identificare popolarmente il dipinto con questo nome.
L'impatto identitario del reperto ha spinto il Comune di Torre Annunziata a ufficializzare nel 2012 la ricetta della Cassata oplontina, un prodotto dolciario moderno che riprende filologicamente gli ingredienti attestati nella cucina romana antica (quali ricotta, miele e frutta secca) per scopi di valorizzazione ed economia territoriale del patrimonio archeologico locale.
Note
Voci correlate Scavi archeologici di Oplonti Oplontis Villa di Poppea Pittura romana Secondo stile Cassata di Oplontis (dolce)
Categoria:Opere della pittura romana Categoria:Scavi archeologici di Oplonti