Le Isole Salomone (in inglese Solomon Islands) sono uno Stato insulare dell'Oceano Pacifico meridionale, nell'Oceania vicina, parte dell'omonimo arcipelago e situate ad est della Papua Nuova Guinea. Consistono in circa mille isole, che complessivamente coprono una superficie di circa 29.000 chilometri quadrati. La capitale, che sorge sull'isola di Guadalcanal, è Honiara, con circa 80.000 abitanti.

Origini del nome Quando nel 1568 il navigatore spagnolo Álvaro de Mendaña scoprì l'arcipelago, pensò di aver trovato il biblico regno di Ofir (Libro delle Cronache), sede delle miniere di re Salomone.Umberto Eco, Storia delle terre e dei luoghi leggendari, Bompiani, 2013, pag. 47.

Storia Le Isole Salomone, insieme a tutta la Melanesia insulare, furono colonizzate dall'uomo durante il II e I millennio a.C.. I primi abitatori dell'arcipelago furono dei gruppi di navigatori-mercanti provenienti dalle Isole Figi, che vi introdussero piante ed animali addomesticati. Nella regione i commercianti diffusero un tipo di ceramiche di tradizione "lapita" forse originario delle Isole Molucche; questa cultura tramontò solo nel 300 d.C.. I primi europei che arrivarono nell'arcipelago furono nel 1567 gli spagnoli, che nell'isola Santa Isabella stabilirono un presidio (Puerto de la Estrella y de Cabo Brulè) a difesa della rotta pacifica dei galeoni tra le Filippine e il Messico.

Le popolazioni locali vissero nell'ambito di società tribali simili in tutto il Pacifico fino all'arrivo dei conquistatori inglesi durante le ultime esplorazioni avvenute alla fine del XIX secolo. Nel 1893 l'arcipelago divenne un protettorato britannico, status che mantenne fino al 7 luglio 1978 quando fu proclamata l'indipendenza e fu adottato il nuovo stendardo nazionale in accordo con la regina Elisabetta II. Dal 1997 le isole sono state teatro di violenti scontri etnici, tanto che nel giugno 2003 vi è stata dispiegata una forza multinazionale a guida australiana (Regional Assistance Mission to the Solomon Islands (RAMSI) con lo scopo di disarmare le milizie etniche e ristabilire l'ordine.

Nell'aprile 2006 l'elezione a primo ministro di Snyder Rini ha scatenato una sommossa nella capitale. Bersaglio dell'attacco è stata la comunità commerciale cinese accusata di avere comprato l'elezione. Il ministro è stato messo al sicuro dal pronto intervento di 220 soldati australiani e si è dimesso. Il parlamento lo ha sostituito con Manasseh Sogavare, del Partito Popolare Progressista, che ha subito dimostrato di non gradire la presenza di truppe straniere. Questo nonostante gli Australiani abbiano opportunamente sostenuto l'attività del ministero delle finanze, della banca centrale e delle forze di polizia.Australia and its neighbours - Policing the Pacific The Economist June 3rd 2006, p.13

Il 6 febbraio 2013, un violento terremoto di magnitudo 8, seguito da uno tsunami, ha colpito le isole Santa Cruz con epicentro nella provincia di Temotu.

Verso la fine di novembre del 2021 è scoppiata una protesta contro Sogavare perché, a partire dal 2019, aveva deciso di allacciare rapporti diplomatici con la Cina, tagliando invece quelli con Taiwan. I manifestanti hanno preso d'assalto il parlamento, chiedendo le dimissioni di Sogavare; sono però stati successivamente dispersi dalla polizia con l'utilizzo di lacrimogeni. In seguito, violando il coprifuoco imposto dal governo, molti cittadini si sono uniti ai manifestanti, dando inizio ad una massiccia protesta; è anche stato dato alle fiamme una parte del quartiere cinese della capitale e una stazione di polizia come protesta contro le scelte diplomatiche del premier. Per sedare la rivolta l'Australia ha mandato polizia ed esercito, tenendoci però a specificare che non intende intromettersi negli affari interni del paese. La forza d'intervento era rafforzata anche da 50 militari di Figi e 34 di Papua Nuova Guinea; in tutto erano presenti circa 200 soldati. In seguito anche la Nuova Zelanda ha annunciato l'invio di 75 uomini per unirsi alla forza di pace capitanata dall'Australia. 15 uomini arrivano già il 2 dicembre, i restanti 50 il 4 dicembre.

Territorio Posizione e confini Le isole Salomone sono un gruppo di isole di origine vulcanica situate ad est della Papua Nuova Guinea, tra le latitudini di 5°S e 13°S e le longitudini di 155°E e 169°E.

Lo stato sovrano delle isole Salomone è composto da due arcipelaghi distinti, l'Arcipelago delle Isole Salomone propriamente dette a nord-ovest e il più piccolo Arcipelago delle isole Santa Cruz a sud-est.

L'isola di Bougainville (facente parte delle Salomone Settentrionali), insieme alle isole Choiseul, Santa Isabel, Isole Shortland e Ontong Java, fece parte dal 1885 al 1919 della Nuova Guinea Tedesca e delle Isole Salomone Britanniche dal 1919 al 1949. Geograficamente, l'Isola di Bougainville fa parte del gruppo delle Salomone ma politicamente costituisce ora la regione autonoma di Bougainville dello stato di Papua Nuova Guinea.

Superficie Il territorio è costituito da sei isole maggiori e da circa altre 992 piccole isole in Oceania, ad est della Papua Nuova Guinea ed a nord-ovest di Vanuatu, per un'estensione di circa 28.896 km²

Morfologia L'isola principale è Guadalcanal sulla quale si trovano le cime più alte, il monte Popomanaseu (2335 m) e il monte Makarakomburu (2310 m); le altre isole maggiori sono Santa Isabel, Makira, Malaita, Nuova Georgia e Choiseul. Il gruppo comprende altre 992 isole e atolli minori. Le isole si estendono da est a ovest per circa 1500 km. L'isola di Santa Cruz, che dà nome al piccolo arcipelago sud-orientale, è situata a nord di Vanuatu a circa 200 km dall'isola più vicina.

Il territorio delle isole è montuoso o collinare e ricoperto di una ricca vegetazione perlopiù forestale.

I vulcani attivi e dormienti sono molto numerosi. Particolarmente famoso è il vulcano sottomarino Kavachi, che nell'eruzione del maggio 2000 lanciava lava a 70 m sopra il mare CSIRO - Fiery birth of new Pacific Island - 24.05.2000 e nell'autunno del 2002 ha dato vita a una precaria isola vulcanica, alta 10–15 m e scomparsa quasi subito Howell, citato da Global Volcanism Program, Smithsonian Institution - Kavachi - Monthly Reports. URL consultato il 29-04-2012.

Clima Le isole hanno un clima equatoriale estremamente umido tutto l'anno. La temperatura media è pari a 27 °C con variazioni minime nel corso dell'anno. Il periodo più fresco è tra i mesi di giugno e agosto mentre i venti provenienti da nord-ovest nel periodo compreso fra novembre e aprile provocano un aumento delle precipitazioni e occasionali cicloni. Le precipitazioni annue sono pari a 3050 mm. Tali precipitazioni sono più intense nelle aree montuose.

Flora e fauna

Vegetazione Le isole sono ricoperte quasi interamente da una giungla lussureggiante (per circa il 90% del territorio), favorita dal carattere prevalentemente montuoso delle isole e dalla bassa densità di popolazione. Si notano talune piantagioni di palme lungo la costa e aree di dimensione limitata adibite a coltivazione.

Dal punto di vista ecologico, si distinguono due bioregioni: quella delle foreste pluviali delle isole Salomone (in senso geografico, compresa l'isola di Bougainville) e la foresta pluviale delle isole Santa Cruz. La prima, che presenta molte variazioni a seconda dei versanti e delle singole isole, è dominata da dodici specie di alberi dei generi Calophylum, Campnosperma, Dillenia, Elaeocarpus, Endospermum, Gmelina, Maranthes, Parinari, Pometia, Schizomeria, Terminalia. La seconda rientra nelle caratteristiche generali della foresta pluviale di Vanuatu, anche se condivide con la prima alcune specie; da segnalare la presenza nelle isole Santa Cruz della conifera australe AgathisConifer Specialist Group 2000. Agathis macrophylla]. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012.

Fauna

I mammiferi sono rappresentati nelle Isole Salomone da una cinquantina di specie, molte endemiche. Oltre a numerose specie di pipistrelli e alcune specie di roditori, si conta un'unica specie di mammiferi terrestri, il marsupiale Phalanger orientalis T. Leary, R. Singadan, J. Menzies, K. Helgen, D. Wright, A. Allison, S. Hamilton, L. Salas & C.Dickman, 2008. Phalanger orientalis. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012.

Tra i mammiferi acquatici, va segnalata la presenza del dugongo H. Marsh, 2008. Dugong dugon. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012.

Gli uccelli sono più largamente rappresentati. Anche tra essi, peraltro, non mancano gli endemismi, numerosissimi, di cui menzioniamo solo pochi esempi: Gallirallus rovianae, uccello inetto al volo, congenere di altri galliralli delle isole del Pacifico e limitato a poche isole dell'arcipelago BirdLife International 2008. Gallirallus rovianae. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012; Cacatua ducorpsii, cacatuidae endemico delle Salomone; Haliaeetus sanfordi, l'aquila pescatrice di Sanford, spesso raffigurata sui francobolli, endemica dell'arcipelago delle Salomone in senso geografico (comprese le isole di Bougainville e Buka); Lorius chlorocercus, un pappagallo abbastanza comune nelle Salomone, ma endemico di queste BirdLife International 2009. Lorius chlorocercus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012; Rigidipenna inexpectata, unica specie di un genere endemico di podargidi; Corvus woodfordi, il corvo di Guadalcanal (presente anche nelle isole di Choiseul e Santa Isabel) BirdLife International 2009. Corvus woodfordi. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012.

Ambiente marino

L'ambiente marino delle Isole Salomone è caratterizzato da barriere coralline ricche di biodiversità, che rappresentano un'attrazione turistica da subacquei e appassionati di tutto il mondo.

Popolazione Composizione etnica

Il gruppo etnico largamente prevalente è quello dei melanesiani, primi abitanti delle isole. Tuttora rappresentano il 93% della popolazione dell'arcipelago, seguiti da polinesiani (4%) e micronesiani (1,5%). Il restante 1,5% è costituito in prevalenza da asiatici (vivace la comunità cinese a Honiara) e qualche decina di europei discendenti dai colonizzatori, che scelsero di rimanere sulle isole anche al termine del periodo coloniale delle rispettive nazioni. Le etnie dei polinesiani e dei micronesiani risiedono principalmente nelle isole esterne.

Istruzione e sanità L'istruzione primaria è impartita in prevalenza nelle scuole pubbliche. La scuola secondaria fornisce un'istruzione pratica orientata allo sfruttamento delle risorse locali con particolare riguardo all'agricoltura.L'enciclopedia della geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini S.p.A., 1996, p. 1048. Il tasso di analfabetismo è del 23,4%.

La sanità risente della mancanza di strutture e personale specializzato.

Lingue e dialetti Nell'arcipelago si parlano ben 74 lingue diverse, quattro delle quali (il dororo, il guliguli, il kazukuru e il vano) risultano però estinte.Gordon, Raymond G., Jr. (ed.), 2005. Solomon Islands in Ethnologue: Languages of the World, Fifteenth edition. Dallas, Tex.: SIL International. Una sola di queste lingue ha più di locutori, il kwara'ae che trova la sua origine a Malaita.

Nelle isole centrali si parlano lingue oceaniane, come anche le lingue Reefs-Santa Cruz, mentre nelle isole più lontane (Rennell e Bellona a sud, Tikopia, Anuta e Fatutaka ad est, Sikaiana a nord-est, Luaniua a nord) sono diffuse lingue polinesiane. Gli immigrati provenienti dalle Isole Gilbert, ora Kiribati, e Tuvalu parlano invece le rispettive lingue oceaniane.