Il mercato coperto di Ravenna è un edificio storico situato in piazza Andrea Costa nel centro storico di Ravenna.
Storia Il mercato coperto sorge nel centro storico della città di Ravenna in Piazza Andrea Costa, un’area dedicata al commercio del pesce sin dall’epoca medievale poiché vi si trovava l’incontro di due fiumi. Già a partire dal X secolo si hanno testimonianze riguardanti l’attività della corporazione di pescatori “Schola Piscatorum” o Casa Matha, illustre corporazione ravennate patrocinata nei secoli da potenti famiglie e della presenza di pescherie e rivendite del pesce in questo luogo. Nel 1715 il Cardinale Gozzardini ordina la costruzione di un immobile a due piani con portici che fungeva sia da rivendita che da sede della corporazione Casa Matha. Nel corso del 1700 e del 1800 la zona è però caratterizzata da sporcizia e da aria insalubre.
Il complesso della Casa Matha fu abbattuto tra il 1893 e l 1894, e venne inaugurata una nuova costruzione ad esedra ad opera dell'ingegnere Ugo Vignuzzi. L'edificio ebbe tuttavia vita breve, venendo abbattuto già nel 1915 per fare spazio alla costruzione del mercato coperto vero e proprio, che assunse le dimensioni attuali e venne inaugurato nell'ottobre del 1922.
Il mercato coperto di Ravenna, riconosciuto come Mercato Storico con valenza artistica nel 2008, è oggi al centro di un progetto di rivalorizzazione che terminerà nell'autunno del 2019 e prevederà la suddivisione interna in due aree sovrapposte. Nel piano inferiore verrà mantenuta la destinazione d’uso originaria del luogo, cioè la vendita di prodotti al dettaglio ed altre aree commerciali di generi alimentari. Quello superiore invece lo si renderà spazio per eventi ed attività culturali e ricreative. La riapertura è ufficializzata per il 5 dicembre 2019, in gestione a Coop Alleanza 3.0 in partnership con Molino Spadoni
Il mercato coperto dal 1984 in poi Dal momento della sua realizzazione negli anni ‘20 del Novecento il Mercato Coperto di Ravenna è stato sottoposto a diversi interventi di adattamento degli spazi interni ed esterni. Quello del 1984 si caratterizzò attraverso lavori di ristrutturazione e restauro che eliminarono il caratteristico aspetto originario dei banchi su progetto degli architetti Naglia, Raffoni e Grossi.
Con determina dirigenziale del 17 ottobre 2008 al Mercato Coperto è stata attribuita la connotazione di Mercato Storico ai sensi della L. R. n. 5 del 10 marzo 2008 «Promozione e valorizzazione delle botteghe storiche». L’immobile è stato riconosciuto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna quale contenitore di interesse storico-artistico. A tutto ciò si aggiungono le indubbie capacità aggregative del luogo, fin da principio, considerato centro propulsore del commercio e della vita quotidiana della comunità locale; oltre al grande interesse e richiamo per visitatori, turisti e ospiti della città.
Per tali motivazioni il Mercato Coperto di Ravenna dal 2015 è oggetto di interventi di restauro e riqualificazione, aventi come obiettivi principali il recupero degli esterni e la riqualificazione funzionale degli interni, preservandone le caratteristiche storiche ed artistiche, grazie alle numerose indagini e alla ricerca documentaria.
L’intervento prevederà la suddivisione interna in due aree sovrapposte. Nel piano inferiore verrà mantenuta la destinazione d’uso originaria del luogo, cioè la vendita di prodotti al dettaglio ed altre aree commerciali di generi alimentari. Quello superiore invece lo si renderà spazio per eventi ed attività culturali e ricreative. In tale intervento, aderendo ai parametri del protocollo LEED COMMERCIAL INTERIORS (Leadership Energy and Environmental Design), particolare attenzione è stata posta all’accessibilità, alla sostenibilità ed al risparmio delle fonti energetiche, con l’uso di mezzi ecologici e di tecnologie ecocompatibili.
La valorizzazione del Mercato si inserisce inoltre nel progetto sperimentale: “Promozione e valorizzazione del Centro Storico di Ravenna” ai sensi del D.G.R. n. 2108/2012.
La realizzazione di questo progetto è stata affidata dal Comune di Ravenna a Coop Alleanza 3.0 che gestirà la struttura per i prossimi anni. Partnership nella gestione sarà anche il Molino Spadoni.
Il 18 novembre 2019 viene dato l'annuncio ufficiale della riapertura al pubblico del mercato coperto, fissata per il 5 dicembre 2019.
Descrizione dell'edificio Progetto e struttura Il progetto del mercato è stato prodotto dall'ufficio tecnico del Comune di Ravenna e porta la firma dell’ingegnere Eugenio Baroncelli con la collaborazione dell’architetto Tobia Gordini, autori anche del piano regolatore generale della città nel 1927.
La necessità di avere un mercato unico era molto forte a Ravenna tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nel primo decennio del XX secolo il Comune prende in considerazione molti progetti. Con la fine della prima guerra mondiale cresce la necessità di dare lavoro agli uomini tornati dal fronte. Anche per questo nel 1919 si avvia il progetto pubblico del mercato impiegando principalmente ditte locali scelte nella federazione provinciale cooperative di Ravenna come la CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti), l’officina Luigi Matteucci di Faenza e le Officine di Forlì per la struttura interna.
L’edificio ha un’area 2630 metri quadrati ed è ubicato tra piazza Andrea Costa, via IV Novembre e via Ponte Marino. L’esterno è in stile classico caratterizzato da un’alternanza ordinata di parti in laterizio e in pietra d'Istria per i cornicioni e la zoccolatura e le decorazioni. La facciata principale è formata da due bracci simmetrici ritmati da tre finestroni ciascuno che convergono in un arco d’ingresso decorato. I prospetti di via IV Novembre e via Ponte Marino riprendono il ritmo della facciata principale e presentano due ingressi secondari. Gli elementi decorativi su queste facciate sono però in pietra artificiale. Gli angoli di congiunzione tra i vari lati sono arrotondati per dare un’idea di continuità. All'interno invece il mercato ha una struttura molto moderna con tralicci e capriate sostenute da colonne in ghisa in stile inglese, ampie finestre e lucernari garantiscono l’illuminazione ed è internamente suddiviso in 4 padiglioni.
L’apparato decorativo della facciata di Piazza Andrea Costa Su Piazza Andrea Costa si affaccia l’ingresso principale del mercato coperto. La facciata presenta sei finestroni decorati con motivi fitomorfi e zoomorfi e un grande ingresso che ricorda un arco trionfale verso il quale converge la piazza stessa. L’ingresso presenta colonne con capitello dorico e un arco a tutto sesto ed è arricchito da elementi decorativi come frutta, fiori, una maschera come chiave di volta e bastoni di Mercurio. Al di sopra vi è una trabeazione con una decorazione di ghirlande e festoni e ancora sopra la scritta «Mercato» sormontata da una conchiglia circondata da frutta. La facciata è caratterizzata da mattoni a vista rosso bruniti ed elementi decorativi in pietra d’Istria provenienti da Trieste.
La grande conchiglia in pietra d’Istria che sormonta la scritta del Mercato Coperto è stata inserita nella facciata durante i lavori di rifacimento dell’edificio negli anni 1919-1922. Oltre ad essere un richiamo al mare ed ai prodotti marittimi venduti all'interno, è anche un simbolo di prosperità: lo conferma anche la presenza di frutti al suo interno, sinonimo di abbondanza e fortuna. Non a caso, la conchiglia compare anche sulla facciata del Mercato delle Erbe di Ancona: era dunque un elemento tipico del periodo, oltre che simbolo di buon auspicio. Il motivo della conchiglia è presente come elemento decorativo in molti altri monumenti paleocristiani di Ravenna, come Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero Neoniano.
Il caduceo, elemento figurativo attribuito al dio Mercurio, usato solitamente come emblema dei farmacisti, in questo luogo assume la funzione di rappresentare il commercio; Mercurio infatti viene considerato il protettore dei commercianti e l'inserimento di questo elemento decorativo sull'ingresso principale sintetizza la funzione primaria del mercato, luogo in cui l'attività del commercio si svolge sin dall'epoca medievale. Questo sistema di valori è ben rappresentato anche negli affreschi dell'Aula Magna della Casa Matha realizzati da Enrico Piazzi nel 1903, in cui Mercurio è raffigurato mentre sostiene con una mano un'ancora e con l'altra il caduceo, e viene identificato dalla scritta "COMMERCIO" riportata sotto la sua figura. Mercurio è inoltre affiancato dall'allegoria dell'industria, rappresentando così i temi della Ravenna industriosa. Anche le mele, riccamente disposte tra la grande conchiglia e la scritta "MERCATO", si ripropongono negli affreschi dell'Aula Magna, insieme ad altri elementi (pesci, strumenti da lavoro, volatili) presenti sulla facciata principale del Mercato Coperto, sottolineando l'importanza dell'agricoltura, della caccia, della pesca e del lavoro dell'uomo per Ravenna. In particolare la presenza della frutta, insieme ai festoni di foglie di alloro, simboleggia l'abbondanza, un buon augurio per la prosperità del mercato.
Sulle chiavi di volta dei quattro ingressi del Mercato si trovano quattro volti ben caratterizzati fisiognomicamente che sembrano rappresentare il dio Bacco a cui è legata la celebrazione della natura, della sua ciclicità (le quattro stagioni) e il legame che l'uomo ha con essa. Lo stile di questa protome è tipica dell'arte eclettica e liberty diffusasi tra '800 e '900, in cui l'elemento decorativo è principalmente funzionale all'abbellimento di un edificio pubblico e/o privato.
Dall'Esedra Vignuzzi vengono recuperate le sculture che decoravano la facciata principale: lo stemma della Casa Matha, che viene posto all'entrata del mercato di vicolo Gabbiani e uno dei due gruppi scultorei rappresentanti due delfini con una conchiglia, che troneggiavano in cima ai bracci dell’Esedra. Questi elementi furono commissionati nel 1894 a due scultori ravennati, Attilio Maltoni (Ravenna 1862- 1909) e Virgilio Montanelli, membri della Casa Matha.
Lo stemma riportante “Casa Matha 1894” presenta elementi iconografici caratterizzati da importanti significati storici e simbolici per la città di Ravenna e per la corporazione di pescatori Casa Matha. Nello stemma vi è infatti raffigurato in primo piano un pescatore intento a tirare le reti, figura fondamentale poiché indica l’attività dell’Ordine. L’uomo indossa un berretto, caratteristico in particolare della figura del Bidello o Cursore: questa carica della Corporazione era solita indossare un berretto rosso riportante l’immagine della Casa Matha. La tecnica di pesca che sta effettuando è la cosiddetta pesca a bilancia, tipica del territorio emiliano-romagnolo: un modo antico di raccolta del pesce, soprattutto dove le acque sono poco profonde e con basse velocità.
Sullo sfondo è presente una casetta, paragonabile alla “capannuccia", presente sull'antico stemma della corporazione ravennate, descritta dal marchese Camillo Spreti nel 1820.
La pineta è patrimonio paesaggistico e simbolo della città di Ravenna. Presente sia nello stemma araldico della città che in numerosi edifici, la pineta è emblema di un’identità storico-culturale di Ravenna. Resa celebre da Dante Alighieri e dai quadri di Botticelli, la pineta di Ravenna è stata citata da numerosi importanti autori come Boccaccio, Lord Byron, Oscar Wilde. Inoltre, risultò elemento fondamentale del dibattito politico riguardante i beni paesaggistici nel 1905, grazie all'intervento di Luigi Rava e di Corrado Ricci.
La pigna che sormonta lo stemma è anch'essa emblema di Ravenna: una figura che contiene una grande tradizione simbolica e che è presente sui monumenti più importanti della città, come la Tomba di Dante e il Mausoleo di Galla Placidia. La pigna posta sul Mercato indica abbondanza e fertilità, elementi di buon auspicio per il commercio.