È stato co-fondatore della rivista Jintian 今天 (Oggi), simbolo di questa corrente, pubblicata in Cina dal 1978 al 1980, anno in cui viene censurata.
Biografia Bei Dao nasce il 2 agosto 1949 a Pechino da una famiglia della media borghesia; il padre è impiegato e la madre medico. Frequenta una delle più prestigiose scuole, la Beijing Fourth Middle School, ma la sua formazione si interrompe nel 1966, quando ha solo diciassette anni, a causa dello scoppio della Rivoluzione Culturale. Bei Dao, come molti altri giovani della sua generazione, entra a far parte delle Guardie Rosse ed è mandato nelle campagne., dove lavora per undici anni come operaio edile. Durante questo periodo, rendendosi conto che la realtà rurale è diversa da ciò che l'ideologia maoista descrive, matura un senso di disillusione nei confronti della Rivoluzione Culturale. che lo spinge ad avvicinarsi alla filosofia e alla letteratura occidentali.
A partire dal 1970 inizia a dedicarsi alla letteratura e a frequentare gruppi segreti di letterati tra i quali circolano opere occidentali tradotte. Tra queste, quelle che più lo colpiscono e accelerano la sua disillusione nei confronti dell'idealismo maoista sono Le metamorfosi e Il processo di Kafka..
L'arresto dell'amico e letterato Zhao Yifan nel 1975 lo spinge ad utilizzare degli pseudonimi per mantenere nascosta la propria identità: userà come primo pseudonimo Bei Dao, e in seguito altri, come Aishan e Shimo..
Il 23 dicembre del 1977., nel pieno di quella che è chiamata Primavera di Pechino, con il collega Mang Ke fonda la rivista Jintian 今天 (Oggi), attorno alla quale si raccolgono i più importanti poeti menglong. Il linguaggio oscuro e polivalente utilizzato da questi letterati fa sorgere nella critica un'accesa controversia sul movimento, che porterà nel settembre 1980 alla chiusura della rivista.. Negli anni successivi Bei Dao lavora per la Foreign Languages Press di Pechino dove conosce la traduttrice Bonnie McDougall e il sinologo svedese Göran Malmqvist, che promuovono le sue opere, lo aiutano a farsi conoscere a livello internazionale e lo introducono negli ambienti diplomatici occidentali. Nel 1983 Bei Dao incontra in segreto il poeta americano Allen Ginsberg, che costituirà, negli anni successivi, il suo passe-partout per l'accesso nell'ambiente letterario ed accademico occidentale.
A partire dal 1989 Bei Dao inizia a viaggiare in Europa in qualità di scrittore ospite. Nonostante non si trovi più in patria, le autorità cinesi lo accusano di aver incitato attraverso le sue opere la Protesta di piazza Tiananmen. e lo condannano all'esilio.
A Stoccolma, nel 1990, riprende la pubblicazione di Jintian, rendendo la rivista una piattaforma di espressione per letterati cinesi esiliati e rafforzando la sua fama in Occidente. Dal 1995 si stabilisce a Davis, in California., dove ottiene una cattedra alla University of California. La lontananza dalla Cina e il rifiuto da parte del governo cinese di concedere il visto alla moglie Shao Fei e alla figlia Tiantian per ricongiungersi con lui, portano nel 1992 al divorzio della coppia. A Bei Dao è consentito rientrare in Cina solamente nel 2001, con un visto turistico, per visitare il padre malato.
Nel 2003 si risposa con Gan Qi, immigrata cinese negli Stati Uniti, e a partire dal 2007 ottiene una cattedra all'Università cinese di Hong Kong, dove insegna ancora oggi.
Pseudonimo L'utilizzo degli pseudonimi nasce dall'esigenza da parte degli scrittori dissidenti di sfuggire al controllo e alla censura delle autorità governative ed è un espediente molto diffuso in Cina a partire dagli anni Settanta.
L'autore dichiara in diverse interviste che lo pseudonimo "Bei Dao" gli è stato attribuito dall'amico e collega Mang Ke. Bei Dao letteralmente significa "Isola del Nord" ed indica non solo la provenienza settentrionale dell'autore, ma anche il suo carattere solitario: Mang Ke gli aveva suggerito questo pseudonimo, paragonandolo ad un'isola che, nell'oceano rumoroso, simboleggia il silenzio. L'autore inizia a firmarsi "Bei Dao" con la pubblicazione della rivista Jintian e le sue opere, grazie alla critica letteraria, acquisiscono da subito grande popolarità. Tuttavia il clima di incertezza politica degli anni Ottanta e il timore di poter essere riconosciuto dalle autorità, spinge l'autore a fare ricorso anche ad altri pseudonimi, quali Aishan e Shimo.
Questi ultimi si riferiscono a due eventi importanti della sua vita: Shimo, omofono di "silenzioso come una pietra" è probabilmente collegato alla condanna a morte del suo amico e critico della Rivoluzione Culturale Yu Luoke (1942-1970), mentre Aishan, omofono di "amare Shan" fa riferimento alla morte della sorellina Shanshan. Bei Dao rimane comunque il nome con cui l'autore firma più spesso le sue opere.
Bei Dao e la menglongshi Nominato diverse volte al Premio Nobel per la Letteratura, Bei Dao è uno dei maggiori esponenti della poesia menglong, nonché uno dei più influenti personaggi sul panorama letterario cinese contemporaneo. Le sue opere sono state tradotte in più di venticinque lingue.
Inizia a scrivere a partire dagli anni Settanta, agli inizi della Rivoluzione Culturale, quando l'isolamento nelle campagne e la malinconia che ne deriva fanno emergere in lui l'impellente esigenza di esprimere i propri sentimenti. Diversamente da molti altri scrittori della sua generazione, le iniziali intenzioni di Bei Dao non sono di fare della scrittura una professione, ma di usarla come personale mezzo di sfogo spirituale.. Prima della fine del decennio si afferma sulla scena letteraria soprattutto come poeta. Le sue prime poesie e i suoi primi racconti vengono pubblicati su Jintian.
All'interno della corrente letteraria della poesia "menglong", oltre a Bei Dao, si distinguono altri poeti e poetesse quali Mang Ke, Shu Ting, Gu Cheng, Jiang He e Yang Lian. Si raccolgono tutti attorno alla rivista Jintian, venendo così denominati, oltre che "poeti oscuri", anche "gruppo poetico di Jintian".. Il loro tratto comune è costituito dalla ribellione alle norme poetiche contemporanee e al conformismo ideologico.. Il termine "menglong" non fu coniato da questi nuovi poeti, ma ad essi attribuito dalla critica letteraria con un'accezione negativa, a causa dell'astrusità e difficoltà delle loro poesie, che dal punto di vista ideologico e artistico apparivano troppo distanti dal realismo socialista.. I critici accusarono i poeti menglong di eccessivo anti-realismo, di smisurata emulazione del modernismo occidentale e di individualismo, un attributo cancellato durante la Rivoluzione Culturale..
Ciò che questi poeti ricercano e rivendicano sono gli stessi valori che avevano ispirato il Movimento del Quattro Maggio, ossia l'importanza dell'individuo, l'umanesimo, la democrazia e, nell'ambito letterario, il valore della soggettività poetica, elemento che riemerge prepotentemente nelle opere menglong. Parallela alla ribellione ideologica è la ribellione del linguaggio: la lingua viene rovesciata, i simboli che prima erano positivi diventano negativi e viceversa. La poesia menglong apporta una vera e propria rivoluzione nell'immaginario e nelle modalità creative.
Gli anni Settanta e Ottanta Bei Dao è un esempio di questa rivoluzione. In quanto principale esponente di questa poesia, le sue opere vengono duramente colpite dalla critica con l'accusa di essere incomprensibi, a causa del suo stile soggettivo contrapposto all'oggettività e al realismo imposto dall'ideologia maoista degli anni precedenti.. Esse tuttavia vengono premiate da critici più all'avanguardia come Xie Mian, Sun Shaozhen e Xu Jingya che ne colgono il carattere rivoluzionario ed innovativo..
Il forte individualismo che emerge nelle sue poesie degli anni Settanta e Ottanta non ne esclude il valore politico.: nella poesia di Bei Dao scompare l'asservimento ad un modello politico-ideologico, mentre permangono il ricordo della Rivoluzione Culturale e un senso civico ed umanistico di impegno morale attraverso cui il poeta dimostra di riconoscere il proprio debito con la società. Bei Dao percepisce il poeta come un eroe disposto a soffrire per l'intera umanità., come colui che si è "risvegliato" dal conformismo ideologico e cerca la strada per la rinascita individuale e collettiva..
Le principali caratteristiche della poetica di Bei Dao tra gli anni Settanta ed Ottanta sono evidenti nella poesia Huida 回答 (Risposta), considerata un manifesto della menglongshi:
Già dalle prime strofe è evidente non solo il linguaggio "oscuro" della poesia, ma anche la critica alla Rivoluzione Culturale. Le strofe centrali, caratterizzate dall'anafora dell' "io" manifestano l'importanza attribuita all'individuo. I simboli cui l'autore ricorre (ghiaccio, carta, corda, ombra) non sono così chiari ed espliciti nella tradizione poetica cinese, sono immagini che vogliono rappresentare sentimenti contrastanti e il conflitto tra l'individuo e la società. La ripetuta dichiarazione "Io non credo" sta a dimostrare la forte volontà di non credere più alle verità apparentemente incontestabili ("Io non credo che il cielo è azzurro") ed è un chiaro segno di protesta contro il positivismo e l'idolatria imposti da Mao Zedong.
Dalla fine degli anni Ottanta, la poetica di Bei Dao cambia sensibilmente: pur non abbandonando la sua opposizione ideologica e il tratto velato del suo linguaggio, l'autore si allontana dall'attivismo politico, sviluppando un crescente pessimismo all'interno delle sue poesie.. Un esempio ne è la poesia Yiqie 一切 (Tutto)L'autore spesso non data le sue opere, perciò è difficile conoscere l'anno esatto di questa poesia:
Gli anni dell'esilio L'esilio apre infine una nuova fase poetica. Per Bei Dao l'esilio è inizialmente un'esperienza molto dolorosa. che lui descrive come "shock culturale, inefficienza linguistica e rimozione dal mondo di cui si ha conoscenza". e che lo porta a sviluppare una poetica estremamente soggettiva, con tematiche molto più private e codificate, immagini surrealistiche e un linguaggio ancora più oscuro e incomprensibile. Quest'esperienza genera in lui una profonda riflessione sia sul ruolo della poesia che su quello della lingua: la poesia è uno strumento politico nel senso che influenza l'immaginazione e il modo di pensare e parlare delle persone, ed è anche, lei stessa, una sorta di esilio dal linguaggio quotidiano. In questo senso l'esperienza dell'esilio diventa per lui da un lato l'opportunità di intraprendere una nuova sperimentazione poetica perché sancisce definitivamente l'autonomia dagli ultimi residui del discorso maoista., dall'altro lo strumento con cui esprimere il suo senso di incertezza e fragilità e il suo essere e non-essere cinese..
Una delle poesie che può rappresentare bene la sua ultima fase poetica è Xiangyin 乡音 (Accento locale):
La poesia è costruita su una struttura narrativa binaria: c'è un frammentato mondo soggettivo e, accanto a questo, un mondo oggettivo incomprensibile e incomunicabile. L' "accento locale", piuttosto che simboleggiare l'appartenenza e l'identificazione in un popolo, diventa qui la causa di una scissione interiore, della scissione dell'Io dalla sua immagine riflessa nello specchio..
Influenze e stile Bei Dao inizia a scrivere durante la Rivoluzione Culturale, quando la circolazione di opere occidentali è sottoposta ad uno stretto e rigido controllo governativo.