Il neoconservatorismo è un movimento politico internazionale di origine statunitense, di orientamento conservatore, interventista, occidentalista e filo-americanista i cui aderenti sono detti "nuovi conservatori" o "neo conservatori". Riguardo alle tematiche sociali, i neoconservatori (detti anche neocon, sia dagli ammiratori che dai critici) non si oppongono più di tanto ai principi del "big government" degli Stati Uniti e propongono solo limitate restrizioni alla spesa sociale.

Dal punto di vista strettamente americano, in politica estera il movimento sostiene, dopo la fallimentare esperienza vietnamita, l'utilizzo della forza militare (se necessario in maniera unilaterale) per sostituire governi dittatoriali e democrazie antiamericane con governi subordinati o democrazie liberali (esportazione della democrazia).

Questa visione è contraria all'internazionalismo, al realismo, al multipolarismo e all'isolazionismo. Molti neocon sono favorevoli all'atlantismo e al sionismo.

Il prefisso "neo" assume una pluralità di significati. In primo luogo denota la "novità" dell'approdo ad idee conservatrici di gran parte dei primi neocon, che provenivano in genere da culture politiche di sinistra, erano liberal (se non socialisti o trotzkisti), o liberali classici e simpatizzanti del Partito Democratico. Sotto un altro profilo, indica la relativa "novità" del movimento, consolidatosi solo negli anni settanta, rispetto ai più consolidati e tradizionali orientamenenti del conservatorismo nordamericano (esistono intellettuali neocon anche in Canada). Infine, ma non meno importante, serve a distinguere le tematiche di questa scuola da quelle portate avanti dai conservatori "tradizionali" oppure dai cosiddetti "paleoconservatori" ma anche dai libertariani, figure antagoniste nell'ambito della cultura conservatrice statunitense.

Il neoconservatorismo moderno è spesso associato a riviste come Commentary e The Weekly Standard, oppure all'attività di think tank come l'American Enterprise Institute (AEI) e Project for the New American Century (PNAC). Ai neoconservatori è stato spesso attribuita una grande influenza sulla politica estera degli Stati Uniti, soprattutto in quella svolta dalle amministrazioni repubblicane di Ronald Reagan (1981-1989) e di George W. Bush (a partire dagli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001).

Neoconservatorismo: definizione e idee Origini il movimento neoconservatore venne fondato come un gruppo di intellettuali, analisti politici, funzionari (noti anche come neocons), sviluppatosi negli USA dalla fine degli anni '60. Il termine comparve in quegli anni per indicare quegli esponenti progressisti che, delusi dall'atteggiamento del Partito Democratico sulla guerra del Vietnam e preoccupati dall'ondata pacifista che a loro giudizio minacciava di incrinare la lotta contro il comunismo e i valori della società americana, strinsero alleanze con la destra repubblicana al tempo dominata dal pragmatismo anticomunista di Henry Kissinger. Tra i padri fondatori vi sono Irving Kristol, Joshua Muravchik, Norman Podhoretz; importante fonte ispiratrice fu il pensiero del filosofo Leo Strauss e in seguito Francis Fukuyama. In politica estera ripresero l'aggressiva politica anticomunista del segretario di Stato John Foster Dulles e di suo fratello il direttore della CIA Allen Dulles.

Durante gli anni della presidenza di Reagan e Bush sr. la visione neoconservatrice guadagnò influenza nel Partito Repubblicano fino ad influenzare tutta la politica americana anche durante il periodo democratico di Clinton, rinsaldata e con una rinnovata notorietà dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, quando la Casa Bianca adottò una strategia di sicurezza che recepisce in buona parte tali strategie sotto la presidenza di George W. Bush.

Termine e visioni generali Il significato del termine è notevolmente cambiato nel tempo. James Bryce lo presentava come un neologismo nel suo Modern Democracies (1921). In "The Future of Democratic Values" pubblicato sul numero di Partisan Review, di luglio e agosto 1943, Dwight MacDonald si lamentava dei "neoconservatori della nostra epoca, che rifiutano gli assunti del materialismo, la Natura Umana e il Progresso". Citava ad esempio Jacques Barzun, che stava cercando "di combinare valori progressisti e concetti conservatori".

Nei primi anni settanta lo scrittore e attivista socialista Michael Harrington usò il termine in una maniera simile a quella di MacDonald, per connotare ex membri della sinistra che si erano spostati sensibilmente a destra – e che Harrington definiva sarcasticamente "socialisti per Nixon". In queste prime accezioni, i neoconservatori rimanevano sostenitori del welfare state, ma si distinguevano dal resto della sinistra per la loro alleanza con la politica estera dell'amministrazione Nixon, specialmente riguardo all'anticomunismo, al sostegno della guerra nel sud-est asiatico e alla forte avversione nei confronti dell'Unione Sovietica. L'appoggio al welfare state non è, peraltro, connesso all'uso moderno del termine.

Secondo i critici i neoconservatori sostengono una politica estera aggressiva, condotta all'occorrenza in modo unilaterale e poco attenta al consenso internazionale, costruito attraverso organizzazioni come le Nazioni Unite. Secondo i membri del movimento, d'altronde, la sicurezza nazionale è salvaguardata promuovendo democrazia e libertà nel mondo attraverso il supporto di gruppi pro-democrazia, aiuti stranieri e attacchi militari all'occorrenza. Ciò si distacca dalla tradizionale tendenza conservatrice (e non solo) di appoggiare regimi allineati in materia di commercio e anti-comunismo anche al costo di minare regimi democratici già esistenti. L'autore Paul Berman nel suo libro Terror and Liberalism descrive questa concezione con le parole "Libertà per gli altri significa sicurezza per noi. Lasciateci provare a liberare gli altri."

Accademicamente, il termine "neoconservatore" è più spesso riferito a giornalisti, consiglieri politici, analisti e istituzioni collegati alla fondazione Project for the New American Century (PNAC) e alle riviste Commentary e The Weekly Standard più che con tradizionali istituzioni conservatrici, come la Heritage Foundation o periodici come Policy Review o National Review. Policy Review è stato il giornale di punta della Heritage Foundation dal 1977 a marzo 2013, data della sua chiusura. Nel 2001 fu acquisito dal'Istituto Hoover dell'Università di Stanford, mentre la sede rimase al Circolo DuPont di Washington DC.

Secondo Irving Kristol, precedente caporedattore del Commentary e adesso membro anziano dell'istituto conservatore American Enterprise Institute di Washington ed editore della rivista dei "falchi" The National Interest, un neoconservatore è un "liberal colpito dalla realtà" ossia una persona con idee progressiste passata al conservatorismo dopo aver visto l'impatto pratico delle politiche liberal, sia all'estero che all'interno del paese.

Per alcuni i precedenti intellettuali del neoconservatorismo possono essere ricercati nei lavori del filosofo politico Leo Strauss. Anche se Strauss ha raramente sostenuto argomenti di politica estera, ad opinione di alcuni Strauss ha influenzato la visione di politica estera dei governi neo-conservatori, soprattutto riguardo l'applicazione del diritto internazionale in situazioni in cui è implicato il terrorismo. Inoltre gli studi di Strauss sulla scrittura reticente secondo alcuni spiegherebbero alcune posizioni del movimento neoconservatore in tema di etica sociale e di tutela dei valori tradizionali come applicazione concreta dell'idea che anche se cultura e moralità sono solo una invenzione dell'autorità dei filosofi/profeti, sono tuttavia elemento indispensabile di ogni società umana.

Sunto delle teorie neoconservatrici I neoconservatori, durante la guerra fredda, hanno sostenuto un energico anticomunismo. Riguardo a questioni di politica interna, il movimento ha propugnato una spesa sociale superiore a quella solitamente ritenuta accettabile dai libertari e dai conservatori tradizionali e simpatizzato per il movimento dei diritti civili a favore dei neri e delle altre minoranze. Dal punto di vista della politica estera (quella più importante nell'identificazione delle teorie neoconservatrici), l'agenda ritenuta auspicabile è meno deferente alle concezioni tradizionali della diplomazia e del diritto internazionale, oltre che meno incline ai compromessi sulle questioni di principio, anche se ciò porta ad agire unilateralmente. Altre caratteristiche che in genere accomunano i neoconservatori sono la preferenza per il libero commercio internazionale, il sostegno ad Israele e a Taiwan, l'opposizione ai regimi del Medio Oriente sospettati di collusioni col terrorismo.

Il movimento simpatizza per la concezione del presidente democratico Woodrow Wilson, diretta a diffondere all'estero gli ideali americani riguardo al governo, all'economia e alla cultura politica, anche se tende a rigettare la tipica fede wilsoniana, secondo cui questi risultati sarebbero raggiunti attraverso le organizzazioni internazionali ed i trattati.

Nella concezione della politica estera, il movimento si allontana anche dall'interventismo di Theodore Roosevelt. Per Roosevelt, gli strumenti del diritto internazionale erano inefficaci e solo l'equilibrio delle forze garantiva gli interessi del paese. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto intervenire soltanto quando l'equilibrio delle forze fosse stato minacciato da una nuova minacciosa potenza. I neoconservatori vanno oltre, sostenendo la prevenzione, ovvero la necessità di colpire il nemico prima che questo colpisca noi. Le minacce di oggi sono, oltre al terrorismo internazionale, i regimi tirannici che, per rendersi credibili, devono dimostrare necessariamente la vulnerabilità del nemico: di qui la risposta neoconservatori che giustifica l'uso della forza per provocare i cambiamenti di regime.

Comparati con le altre tendenze del conservatorismo statunitense, i neoconservatives sono caratterizzati, come si è visto, da una maggiore spinta interventista in politica estera, causata da motivazioni morali. Dal punto di vista della politica interna, la teoria neocon è meno attenta alle istanze tradizionali del "conservatorismo sociale" (aborto, religione, valori etici) e a quelle libertarie e neoliberiste tendenti ad un "governo minimo".

La tematica religiosa Tuttavia, secondo alcune analisi, la tematica religiosa avrebbe una certa importanza all'interno dei neocon. Daniel Tanguay sulla rivista Commentaire ha scritto un articolo in cui parla di una tacita alleanza tra intellettuali neocon e destra religiosa:

Differenze con altre tipologie di Conservatori La maggioranza di coloro attualmente considerati "neoconservatori" sono membri del Partito Repubblicano (Republican Party). Mentre i neoconservatori sono sempre stati sulla stessa linea elettorale degli altri conservatori, hanno sostenuto le stesse amministrazioni presidenziali e hanno spesso ignorato le differenze ideologiche fra i conservatori e i politici di sinistra, ci sono evidenti differenze tra i neocons e le visioni tradizionali o "paleoconservatrici". In particolare, i neoconservatori discordano sulla visione nativista e protezionista e sull'isolazionismo del conservatorismo americano, una volta impersonificato dall'ex repubblicano "paleoconservatore" Pat Buchanan, e sul tradizionale approccio pragmatico alla politica estera spesso associato a Richard Nixon, che in genere mantenne una politica di pragmatica alleanza coi dittatori; una politica di pace attraverso la negoziazione, di diplomazia e di controllo " détente and containment " — piuttosto che di "rollback" con l'Unione Sovietica; e l'inizio del progetto che portò a legami fra la Repubblica Popolare Cinese (RPC) e gli Stati Uniti.