Il bilancio IAS/IFRS, in economia aziendale, nel diritto italiano, è l'insieme dei documenti contabili che un'impresa deve redigere periodicamente, secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board) e approvati con regolamento comunitarioRegolamento CE, n.1606/2002.

In Italia, i principi contabili internazionali IAS/IFRS sono stati ufficialmente introdotti con il decreto legislativo n. 38/2015Il d.lgs. 38/2005 ha attuato la l.306/2003, che delegava al Governo l’emanazione di uno più decreti legislativi per garantire l’esercizio delle facoltà previste dal regolamento (CE) n.1606/2002..

L'applicazione dei principi IAS/IFRS dipende dalle disposizioni applicative, volte a realizzare il coordinamento tra principi contabili internazionali e le norme di redazione di bilancio previste dal Codice civile.

Soggetti obbligati alla stesura del bilancio IAS/IFRS L'art. 2 del decreto legislativo n.38/2015 individua i soggetti obbligati alla stesura del bilancio in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS nel diritto italiano sono: Le società quotate; Le banche e gli intermediari finanziari soggetti a vigilanza con titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato (gli altri possono optare per i principi contabili nazionali, v. art. 2bis, D.lgs. 28 febbraio 2005, n. 38); Le società assicurative quotate e quelle non quotate con riferimento al solo bilancio consolidato; La facoltà di applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS è riconosciuta a:

Le società incluse nel bilancio consolidato redatto da imprese appartenenti alle categorie obbligate all'adozione dei principi internazionali, purché non rientrino tra quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'articolo 2435-bis del Codice civile; Le società che redigono un bilancio consolidato, diverse da quelle ammesse alla redazione del bilancio in forma abbreviata.

Sono escluse dalla redazione del bilancio in conformità ai principi contabili internazionali le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'articolo 2435-bis del Codice civile, le quali continuano ad applicare la normativa contabile internazionale.

Chi redige il bilancio Nelle società obbligate alla redazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali, il bilancio e gli altri documenti contabili sono redatti da un dirigente contabile.

Il dirigente contabile, insieme agli amministratori delegati, si assicura, con apposita relazione allegata al bilancio di esercizio, dell'adeguatezza, della corrispondenza e dell'idoneità dei documenti al fine di fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'impresa.

Principi contabili internazionali Il bilancio d'esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali presenta delle differenze rispetto allo stesso documento steso secondo i principi contabili nazionali.

Tali diversità emergono per dare la possibilità ai soggetti utilizzatori, coloro che intendono investire nell'impresa con titoli di capitale e di debito, di valutare la redditività prospettica dell'investimento e il suo grado di rischio, cioè la probabilità che l'investitore ha di ottenere il rimborso del capitale investito.

La redditività e il grado di rischio del capitale investito dipendono principalmente dall'utile o dalla perdita che l'impresa è in grado di produrre in futuro.

Per questo motivo i principi contabili internazionali applicano il criterio del valore corrente, dove sono compresi anche ricavi e proventi non effettivamente realizzati ma che con molta probabilità si realizzeranno in futuro. Fair Value Il 'fair value o criterio del valore condizionato, evidenzia il risultato di conto economico potenzialmente prodotto dalla gestione aziendale.

Il passaggio dal costo storico al fair value riduce l'attendibilità degli importi inseriti in bilancio ma ne accresce la rilevanza.

Infatti, il fair value rende gli importi meno certi ma fornisce un'informazione più rilevante perché esprime il valore corrente di mercato.

Tuttavia, siccome i prezzi di mercato subiscono continue oscillazioni, si possono registrare risultati economici altalenanti che possono destabilizzare le decisioni degli investitori.

Le oscillazioni da fair value possono incidere nel Prospetto di conto economico, tra i costi o i ricavi e nel Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria attraverso l'iscrizione delle variazioni dei prezzi correnti nella riserva da rivalutazione (voce del patrimonio netto). Costo storicoFair valueSi riferisce sempre a valori effettivi, realizzati in passato. È quindi un valore oggettivo e facilmente verificabileSi riferisce a valori correnti non realizzati in quanto si determina basandosi sul prezzo di mercato. È un valore soggettivo, in quanto frutto di stime e congettureÈ coerente con il principio della prudenza e salvaguardia l'integrità del patrimonio aziendale a vantaggio dei creditori socialiSi ricavano valori effettivi alla data di redazioneÈ di semplice applicazioneRichiede ogni volta il ricorso a valutazioni extracontabiliTende a stabilizzare i risultati economiciPuò produrre differenze nei risultati d'esercizio

Composizione del bilancio Il Bilancio IAS/IFRS deve essere obbligatoriamente composto dai seguenti documenti: Il Prospetto della situazione finanziaria-patrimoniale (Stato Patrimoniale); Il Prospetto di conto economico complessivo (Conto Economico); Il Prospetto delle variazioni di patrimonio netto; Il Rendiconto finanziario, documento utilizzato per fornire agli utilizzatori del bilancio le informazioni sui flussi monetari verificatesi durante l'esercizio; Le Note che hanno la funzione di aggiungere e precisare informazioni ricavabili dai prospetti di bilancio (Prospetto della situazione finanziaria-patrimoniale e Prospetto di conto economico complessivo).

Prospetto della situazione finanziaria-patrimoniale Il prospetto della situazione finanziaria-patrimoniale è il documento che rappresenta la situazione patrimoniale-finanziaria dell'impresa.

Esso è composto da diversi elementi, che rappresentano le grandezze contenute nel documento.

Questi elementi sono: Le attività; Le passività; Il patrimonio netto.

Attività Le attività sono considerate le risorse che concorrono al conseguimento dei risultati economici futuri. Le attività compaiono nel prospetto solo se avverrà l'effettivo raggiungimento dei risultati e se l'attività ha un costo o un valore che può essere determinato in maniera attendibile.

Passività Le passività sono composte da obbligazioni ottenute da eventi passati la cui estinzione darà luogo a uscite di denaro che incorporano i benefici economici.

Le passività compaiono nel prospetto solo se è probabile che l'uscita di denaro si realizzi effettivamente e se l'ammontare del pagamento può essere quantificato in maniera attendibile.

Attività e passività correnti e non correnti Lo IAS1 prevede, salvo eccezioni, che gli elementi dell'attivo e del passivo siano divisi in correnti e non correnti.

Le attività correnti sono quelle destinate alla vendita o al consumo nel corso del normale ciclo operativo oppure entro dodici mesi dalla data di chiusura bilancio.

Sono attività non correnti gli elementi destinati a perdurare nel tempo.

Le passività correnti sono quelle scadenti entro il normale ciclo operativo oppure entro dodici mesi dalla data di bilancio; i debiti commerciali devono essere sempre considerati come passività correnti anche se la loro estinzione avverrà oltre il normale ciclo operativo oppure oltre dodici mesi dalla data di bilancio.

Le passività non correnti sono quelle scadenti oltre il normale ciclo operativo o oltre dodici mesi dalla data di bilancio.

Attività destinate alla dismissione o alla vendita Le attività destinate alla dismissione o alla vendita sono rappresentate da elementi che saranno venduti o dismessi entro l'esercizio successivo.

I principi contabili internazionali prevedono che le attività che soddisfano i criteri per essere classificate come possedute per la vendita o per la dismissione, siano valutate al minore tra valore contabile e fair value al netto dei costi di vendita.

Quando tali attività vengono considerate disponibili per la vendita o per la dismissione, l'ammortamento su di esse non viene più calcolato.

Attività e passività finanziarie Gli IAS/IFRS suddividono le attività finanziarie in quattro categorie: attività finanziarie detenute a scopo di negoziazione, cioè strumenti acquistati o detenuti al fine di rivenderli nel breve periodo; attività finanziarie detenute fino a scadenza, ovvero, investimenti con scadenza fissa che l'impresa detiene fino a scadenza; attività finanziarie originate dall'impresa, ad esempio crediti di fornitura o commerciali, depositi bancari o postali. attività finanziarie disponibili per la vendita, ovvero, tutte le attività che non rientrano nelle categorie precedenti. Le passività finanziarie, invece, si dividono in due categorie: Passività finanziarie detenute a scopo di negoziazione; Passività finanziarie originate dall'impresa. Valutazione inizialevalutazione successiveIscrizioni delle variazioni fair valueAttività e passività finanziarie detenute a scopo di negoziazioneFair value (senza includere i costi di transazione)Fair valueProspetto di conto economico complessivoAttività finanziarie disponibili per la venditaFair value (inclusi i costi di transazione)Fair valuePatrimonio nettoAttività e passività finanziarie originate dall'impresaFair value (inclusi i costi di transazione)Costo ammortizzatoAttività finanziarie detenute fino a scadenza Fair value (inclusi i costi di transazione)Costo ammortizzato

Perdite di valore Le attività non possono essere iscritte nel bilancio a un valore superiore al valore recuperabile.

Il valore recuperabile di un'attività è il maggiore tra il suo fair value, dedotti i costi di vendita, e il suo valore d'uso.

Se il valore netto contabile del bene risulta maggiore del suo valore recuperabile, si rileva una perdita di valore.

Tutte le attività, escluse le rimanenze, le attività finanziarie, gli investimenti immobiliari e le attività fiscali, devono essere assoggettate, annualmente, a impairment test per verificare l'esistenza di eventuali perdite di valore e, nel caso queste si verificassero, l'attività deve essere svalutata per riportare il valore contabile a un valore almeno uguale a quello recuperabile. Caso delle attività soggette ad ammortamento Nel caso di attività soggette ad ammortamento, dopo la rivelazione della perdita di valore, la quota di ammortamento deve essere rettificata negli esercizi successivi, per ripartire lungo la sua restante vita utile il nuovo valore da ammortizzare.

La svalutazione per perdita di valore è imputata al Conto economico.

Se, come previsto dallo IAS 16 e dallo IAS 18, le immobilizzazioni sono iscritte in bilancio al costo rivalutato, in alternativa al criterio del costo, la perdita di valore deve essere contabilizzata in diminuzione della Riserva da rivalutazione.

Se, successivamente, la svalutazione si rivela insussistente, occorre operare una ripresa di valore (rivalutazione) che, analogamente alla svalutazione, transita per il Prospetto di conto economico oppure per la riserva da rivalutazione.

Immobilizzazioni I principi contabili internazionali suddividono le immobilizzazioni in materiali, che rientrano nella definizione di attività immobilizzate, e immateriali, che fanno parte delle attività immateriali.

Le attività immobilizzate rappresentano costi sostenuti e comuni a più esercizi che contribuiscono alla formazione del reddito in più periodi amministrativi.

Le attività immateriali, invece, sono risorse controllate dall'impresa che genereranno benefici economici futuri. Aggregazioni aziendali I principi contabili internazionali trattano separatamente l'avviamento anche se questo è un'attività immateriale.