Biografia
Giovan Lorenzo Pappacoda era il figlio di Francesco Pappacoda, barone di Massafra, ed Isabella Siscara, il quale sin da giovane venne avviato alla vita di corte; ; ..
Dopo la morte del re Sigismondo I Jagellone, avvenuta nel 1548, si recò in Polonia, divenendo stretto collaboratore della regina vedova Bona Sforza, occupandosi del tesoro reale quando lei si recò in Masovia. Forte delle origini italiane della sovrana e degli attriti ricorrenti col figlio Sigismondo II Augusto, la di lui consorte Caterina d'Asburgo e la nobiltà polacca, la convinse a rientrare nel 1556 in Italia, stabilendosi nel castello di Bari. Qui Giovan Lorenzo Pappacoda ebbe un ruolo centrale nel favorire il passaggio in eredità del principato di Rossano e del ducato di Bari al re Filippo II d'Asburgo; ..
Nel 1557 sembra che sia stato lui stesso, dietro istigazione di vari potentati, a propinare tramite il medico di corte il veleno alla sovrana, che spirò il 19 novembre. Il Pappacoda, inoltre, non si curò di darle una degna sepoltura, alla quale rimediò in seguito la figlia Anna Jagellona facendole costruire un mausoleo in stile barocco nella basilica di San Nicola di Bari.
Dopo l'avvelenamento, venne intentata contro di lui una causa, ma la mancanza di prove solide e la presa di posizione del re Filippo II d'Asburgo, fecero terminare il processo. Nel 1558 il sovrano investì Giovan Lorenzo Pappacoda del marchesato di Capurso e delle signorie di Anoia, Carbonara e Triggiano, confermando quindi i lasciti di Bona Sforza stilati nel 1556, comprendenti anche la donazione di parecchie quantità di oro, argento, pietre preziose, bestiame e mobili di pregio del valore complessivo di ducati, che lo rese tra i feudatari più ricchi del Regno di Napoli; ; ..
La sua morte nel 1576, carica di debiti, lasciò esterrefatti i suoi contemporanei, che a distanza di anni continuarono a domandarsi come abbia fatto in breve tempo a dissipare la sua immensa fortuna; ..
Ascendenza
Discendenza Giovan Lorenzo Pappacoda contrasse il suo primo matrimonio con Caterina de Mendozza e nel 1566 si risposò con Caterina di Lannoy; . Dalla sua seconda moglie ebbe Ippolita, la quale andò in sposa a Marino Caracciolo, e Gisulfo, che alla morte del padre, sebbene ancora in fasce, gli succedette formalmente nel titolo di marchese di Capurso, esercitando appieno la carica una volta raggiunta l'età adulta.
Note
Bibliografia
Voci correlate Pappacoda (famiglia) Bona Sforza
Categoria:Pappacoda