Il rilievo o toreuma è un metodo della scultura dove gli elementi scolpiti rimangono attaccati a un fondo solido dello stesso materiale. Il termine rilievo viene da rilevare, a sua volta derivato dal latino relevare, "sollevare". Creare una scultura in rilievo vuol dire infatti dare l'impressione che il materiale scolpito sia stato sollevato sopra il piano di sfondo. Ciò che si esegue effettivamente quando un rilievo è intagliato da una superficie piatta di pietra (scultura in rilievo) o di legno (intaglio in rilievo) è un abbassamento del campo, lasciando le parti non scolpite apparentemente sollevate. La tecnica implica una notevole asportazione mediante cesellatura dello sfondo, che è un esercizio che richiede molto tempo. D'altro canto, un rilievo evita di dover formare la parte posteriore di un soggetto, ed è meno fragile e fissato più saldamente di una scultura a tutto tondo, specialmente quella di una figura in piedi nella quale le caviglie sono un potenziale punto debole, soprattutto per la pietra. In altri materiali come il metallo, l'argilla, lo stucco di gesso, la ceramica o la cartapesta, la forma può essere semplicemente aggiunta o sollevata dallo sfondo, mentre i rilievi monumentali in bronzo sono fatti mediante fusione.
Ci sono diversi gradi di rilievo secondo il grado di aggetto della forma scolpita dal campo, per il quale in italiano e in francese si usano termini specifici, a volte ripresi anche in altre lingue (ad es. l'inglese). La gamma completa include altorilievo (haut-relief),Nell'inglese moderno, si usa high relief; alto-rilievo fu usato nel XVIII secolo e un po' oltre, mentre haut-relief ha sorprendentemente trovato una nicchia, ristretta alla scrittura archeologica, negli ultimi decenni fu usato nei testi francesi tradotti sulla pittura rupestre preistorica, e copiato anche da autori inglesi. Il suo uso però viene deprecato. in cui si mostra più del 50% della profondità e possono esserci aree sottoscavate, mezzorilievo (mi-relief), bassorilievo (bas-relief) e rilievo schiacciato,Relief, in Murray, Peter & Linda, Penguin Dictionary of Art & Artists, Londra, 1989. p. 348; bas-relief rimase comune in inglese fino alla metà del XX secolo. dove il piano è solo leggermente più basso degli elementi scolpiti. C'è anche il rilievo affondato, che era limitato principalmente all'Antico Egitto (vedi sotto). Tuttavia, la distinzione tra altorilievo e bassorilievo è la più chiara e la più importante, e questi due sono generalmente i soli termini usati per discutere la maggior parte delle opere.
La definizione di questi termini è alquanto variabile, e molte opere combinano aree con più di una tecnica, a volte scivolando fra di esse in un'unica figura; di conseguenza alcuni autori preferiscono evitare tutte le distinzioni.Ad esempio Avery in Grove Art Online, il cui lungo articolo su Relief sculpture le menziona o le definisce a malapena, eccetto per sunk relief (rilievo affondato). L'opposto della scultura in rilievo è il controrilievo, l'intaglio o il rilievo cavo,Murray, 1989, op. cit. in cui la forma è scavata nel campo o fondo sollevata da esso; questo è molto raro nella scultura monumentale. In italiano, i termini presentano quasi sempre una grafia "univerbata", ossia accorpata in un'unica parola (ad esempio "altorilievo" anziché, erroneamente, "alto rilievo"), ma in alcuni casi sono ammesse anche le forme distinte (ad esempio "mezzorilievo" o, meno comunemente, "mezzo rilievo"). Le opere con questa tecnica sono descritte come "in rilievo" e, specialmente nella scultura monumentale, l'opera stessa è "un rilievo".
I rilievi sono comuni in tutto il mondo sui muri degli edifici e in una varietà di ambienti più piccoli, e una sequenza di parecchi pannelli o sezioni del rilievo può rappresentare una narrazione estesa. Il rilievo è più adatto per raffigurare soggetti con molte figure e pose molto attive, come le battaglie, della "scultura a tutto tondo" a sé stante. Molti antichi rilievi architettonici originariamente erano dipinti, il che aiutava a definite le forme in bassorilievo. Per convenienza in questa voce si assume che il soggetto dei rilievi siano solitamente figure, ma la scultura in rilievo spesso raffigura modelli decorativi geometrici o a fogliame, come negli arabeschi dell'arte islamica, e può avere qualunque soggetto.
I rilievi nella roccia (o rilievi rupestri) sono quelli scolpiti nella solida roccia all'aperto (se all'interno di grotte, sia naturali che fatte dall'uomo, è più probabile che siano detti "scavati nella roccia"). Questo tipo si trova in molte culture, in particolare quelle del Vicino Oriente antico e dei paesi buddhisti. Una stele è un'unica pietra eretta; molte di queste presentano rilievi.
Tipi La distinzione tra alto e bassorilievo è alquanto soggettiva, e le due tecniche vengono molto spesso combinate in una stessa opera. In particolare, la maggior parte degli "altorilievi" posteriori contengono sezioni in bassorilievo, di solito sul fondo. Dal Fregio del Partenone in poi, molte figure singole della grande scultura monumentale hanno teste in altorilievo, ma la parte inferiore delle loro gambe è in bassorilievo. Le figure leggermente aggettanti create in questo modo funzionano bene nei rilievi che si vedono dal basso, e riflettono il fatto che le teste delle figure hanno di solito maggiore interesse sia per l'artista che per lo spettatore delle gambe o dei piedi. Come mostrano gli esempi incompleti di vari periodi, i rilievi, sia alti che bassi, erano normalmente "scontornati" segnando il profilo della figura e riducendo le aree di fondo al nuovo livello, lavoro senza dubbio svolto da apprendisti (vedi galleria).
Bassorilievo
Un bassorilievo è un'immagine sporgente con una bassa profondità complessiva, usata ad esempio sulle monete, sulle quali tutte le immagini sono in bassorilievo. Nei rilievi più bassi la profondità relativa degli elementi è completamente distorta, e se vista di lato l'immagine non ha senso, ma dal davanti le piccole variazioni di profondità la registrano come un'immagine tridimensionale. Altre versioni distorcono molto meno la profondità. È una tecnica che richiede meno lavoro, ed è perciò più economica da produrre, in quanto una parte minore del fondo deve essere rimossa con l'intaglio, o serve un minore modellamento. Nell'arte egizia, nei rilievi dei palazzi assiri e in altre antiche culture del Vicino Oriente e dell'Asia, come pure della Mesoamerica, si usava comunemente per l'intera composizione un rilievo continuo e molto basso. Queste immagini venivano solitamente dipinte dopo l'intaglio, il che aiutava a definire le forme; oggi la pittura si è cancellata nella grande maggioranza degli esempi sopravvissuti, ma rimangono minuti, invisibili resti di pittura che possono di solito essere scoperti attraverso mezzi chimici.
La Porta di Ishtar di Babilonia, ora a Berlino, ha bassorilievi di grandi animali formati da mattoni modellati, con colore vetrificato. L'intonaco, che rendeva la tecnica di gran lunga più semplice, era ampiamente usato in Egitto e nel Vicino Oriente dall'antichità fino ai tempi islamici (recentemente per la decorazione architettonica), come all'Alhambra), a Roma e in Europa almeno dal Rinascimento, nonché probabilmente altrove. Tuttavia, l'intonaco ha bisogno di ottime condizioni per sopravvivere a lungo in edifici privi di manutenzione – l'intonacatura decorativa romana è nota principalmente da Pompei e da altri siti sepolti dalla cenere del Vesuvio. Il bassorilievo era relativamente raro nell'arte medievale occidentale, ma si può trovare, per esempio, nelle figure di legno o nelle scene sulla parte interna delle ante pieghevoli delle pale d'altare formate da più pannelli (polittici).
La riscoperta del bassorilievo, che era visto come uno stile classico, comincia all'inizio del Rinascimento; il Tempio Malatestiano a Rimini, un pionieristico edificio classicista, progettato da Leon Battista Alberti intorno al 1450, usa i bassorilievi di Agostino di Duccio dentro e sui muri esterni. A partire dal Rinascimento l'intonaco è stato usato molto ampiamente per lavori ornamentali interni come cornici e soffitti, ma nel XVI secolo fu usato per grandi figure (molte delle quali usavano anche l'altorilievo) nel Castello di Fontainebleau, che furono imitate più rozzamente altrove, ad esempio nell'elisabettiana Hardwick Hall.
Il rilievo schiacciato (o stiacciato) è un rilievo molto poco profondo, che in alcuni punti si fonde con l'incisione e può a malapena essere letto nelle fotografie. Si usa spesso per le aree di fondo di composizioni con gli elementi principali in bassorilievo, ma il suo su un pezzo intero (di solito piuttosto piccolo) fu perfezionato dallo scultore rinascimentale italiano Donatello.Avery, p. vi.
Nell'arte occidentale successiva, fino a una riscoperta del XX secolo, il bassorilievo fu usato per la maggior parte per opere più piccole o combinato con il rilievo più alto per trasmettere un senso di distanza, o per dare profondità alla composizione, specialmente per scene con molte figure e un paesaggio o uno sfondo architettonico, nello stesso modo in cui i colori più chiari si usano per lo stesso scopo nella pittura. Così le figure in primo piano sono scolpite in altorilievo, quelle sul fondo in bassorilievo. Il bassorilievo può usare qualunque mezzo o tecnica di scultura, la scultura su pietra e la fusione in metallo essendo le più comuni. Le grandi composizioni architettoniche tutte in basorilievo videro una rinascita nel XX secolo, essendo popolari sugli edifici dell'Art déco e dei relativi stili, che prendevano a prestito dagli antichi bassorilievi ora disponibili nei musei.Avery, p. vii. Alcuni scultori, incluso Eric Gill, hanno adottato la profondità "schiacciata" del bassorilievo in opere che sono effettivamente a sé stanti.
Mezzorilievo
Il mezzorilievo è definito in modo alquanto impreciso, e in altre lingue come l'inglese il termine non si usa spesso, essendo invece le opere descritte solitamente come bassorilievo. La definizione tradizionale tipica è che il soggetto sporge solo fino alla metà, e nessun elemento è sottoscavato o completamente svincolato dal campo di fondo. La profondità degli elementi mostrati normalmente è alquanto distorta.
Il mezzorilievo è probabilmente il tipo più comune di rilievo che si trova nell'arte indù e buddhista dell'India e del Sud-est asiatico. I rilievi da basso a medio delle Grotte di Ajanta dal II secolo a.C. al VI secolo d.C. e delle Grotte di Ellora dal V al X secolo in India sono sculture nella roccia. La maggior parte di questi rilievi sono usati per narrare le sacre scritture, come i 1.460 pannelli del tempio di Borobudur del IX secolo a Giava Centrale (Indonesia), che narrano i Jātaka o vite anteriori del Buddha. Altri esempi sono i bassorilievi nel tempio di Prambanan, sempre a Giava, che narrano l'epica induista del Rāmāyaṇa, nei templi di Angkor, in Cambogia, con scene che includono il Samudra manthana o "Zangolatura dell'oceano di latte" presso l'Angkor Wat del XII secolo, e i rilievi delle apsaras. Nel tempio di Bayon ad Angkor Thom ci sono scene di vita quotidiana dell'Impero Khmer.
Altorilievo