La battaglia di Surabaya fu combattuta dalle forze indipendentiste indonesiane contro le truppe britanniche e quelle del Raj britannico durante la Guerra d'indipendenza indonesiana; l'apice del conflitto si ebbe nel novembre del 1945. La battaglia rappresentò forse l'unica battaglia vera e propria dell'intero conflitto, e, nonostante avesse come risultato una vittoria militare delle forze britanniche, è ancora oggi celebrata come una vittoria strategica-morale degli indipendentisti indonesiani e simbolo della resistenza indonesianaRicklefs, Merle Calvin, A History of Modern Indonesia Since c. 1300, Seconda ed., MacMillan, 1993, p. 217 ISBN 978-0-333-57689-2.. Considerato come uno sforzo eroico da parte degli indonesiani, la battaglia infatti non solo ebbe un effetto galvanizzante nei confronti della popolazione ma soprattutto la tenace resistenza del neonato esercito indonesiano riuscì a demoralizzare le truppe britanniche (che da lì in poi avrebbero cercato un'uscita onorevole dal conflitto) e a far ottenere alla causa indipendentista indonesiana il favore dell'opinione pubblica internazionale. La battaglia è ancora oggi oggetto di commemorazione il 10 novembre con la proclamazione del Hari Pahlawan o giorno degli eroi.
Retroscena della battaglia
Il 17 agosto 1945, il Presidente indonesiano Sukarno ed il Vice-Presidente Mohammad Hatta proclamarono l'indipendenza indonesiana da Giakarta, due giorni dopo la resa giapponese nel Pacifico. Non appena si diffuse la notizia della dichiarazione d'indipendenza in tutto l'arcipelago indonesiano, il sentimento pro-repubblicano crebbe in tutta la popolazioneRicklefs, 1993, pp. 214-15. Nelle settimane successive, si creò un vuoto di potere, sia dall'interno che dall'esterno dell'arcipelago indonesiano, creando un'atmosfera di grande incertezza ma anche di grande opportunitàFriend, Theodore, Indonesian Destinies, The Belknap Press of Harvard University Press, 2003, ISBN 978-0-674-01834-1.. Il 19 settembre 1945, un gruppo di prigionieri di guerra olandesi supportati dai giapponesi innalzarono la bandiera dei Paesi Bassi fuori dell'Hotel Majapahit (allora Hotel Yamato) nella città di Surabaya, Giava Orientale. Considerata come una grave provocazione da parte dei miliziani indipendentisti, i quali assalirono i prigionieri e tolsero dalla bandiera il colore blu e crearono la bandiera dell'IndonesiaPetra Christian, Orange / Yamato / Mandarin Majapahit Hotel, University Surabaya, 2008.. Il leader del gruppo di prigionieri olandesi che aveva guidato l'innalzamento della bandiera, venne linciato dalla folla inferocita. Il comandante giapponese di stanza a Surabaya, il Vice-Ammiraglio Shibata Yaichiro, manifestò il proprio supporto alla causa indipendentista indonesiana dando pieno accesso ai depositi di armi e munizioni della sua casermaRicklefs, 1993, p.217. Il 3 ottobre 1945 egli si arrese ai soldati olandesi, i primi ad arrivare delle forze Alleate. Le forze britanniche comprendevano un piccolo contingente militare olandese, denominato Nederlandsch-Indische Civiele Administratie (Amministrazione Civile delle Indie Olandesi). L'obiettivo principale della missione britannica a Surabaya era quello di prendere in consegna l'armamento dell'esercito giapponese e della milizia indonesiana, ma anche di proteggere i prigionieri di guerra ancora internati nei campi di prigionia e di trasportarli in patria. Tra il settembre e l'ottobre del 1945 si verificarono diversi gravi episodi di violenza e di linciaggi da parte delle milizie indonesiane e della popolazione locale nei confronti di tutte le persone di origine indoeuropeaFrederick, Willam H., Visions and Heat: The Making of the Indonesian Revolution, Athens, Ohio, Ohio University Press, 1989, pp. 237–243, ISBN 978-0-8214-0906-0. Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre, i leader delle organizzazioni muslmane Nahdlatul Ulama e del partito Masyumi dichiararono la guerra in difesa della madrepatria indonesiana. Nel frattempo il carismatico leader dei miliziani indipendentisti indonesiani, Sutomo, diffuse alla radio accorati appella a tutta la popolazione per prendere le armi e combattere contro gli invasoriRicklefs, 1993, p. 217. Queste iniziative crearono all'interno della città di Surabaya un'atmosfera di fervore e di violenza che avrebbero avuto conseguenze disastrose per entrambe le parti. Il 25 ottobre 1945 soldati britannici dell'esercito del Raj entrarono nella città per evacuare gli internati europei e nell'arco di tre giorni iniziarono i combattimenti. Il 26 ottobre 1945 il brigadiere Aubertin Walter Sothern Mallaby raggiunse un accordo con l'allora governatore di Giava Orientale, Suryo, affinché i soldati britannici non chiedessero di deporre le armi alle milizie indipendentiste indonesiane. Tuttavia i termini dell'accordo non furono recepiti correttamente da tutto l'intero contingente britannico. Il giorno successivo, infatti, un aereo britannico lanciò dei volantini nei quali si intimava alle truppe indipendentiste presenti a Surabaya di arrendersi e consegnare le armi. I comandanti militari indonesiani considerarono quei volantini come un'aperta violazione degli accordi appena raggiunti da Mallaby. Il 28 ottobre 1945 circa soldati delle forze indipendentiste del Tentara Keamanan Rakyat ed un gruppo di irregolari di circa combattenti armati di fucili, spade e lance di bambù assalirono le truppe britanniche presenti in città uccidendo circa 200 soldati.
L'incidente della morte di Mallaby Dopo pesanti scontri, i britannici riuscirono a trovare un accordo con l'influente Presidente indipendentista Sukarno, con il suo Vice-Presidente Mohammad Hatta e con il Primo Ministro Amir Sjarifuddin per un cessate il fuoco a partire dal 30 ottobre 1945. Ma nello stesso giorno di inizio del periodo di tregua accadde un incidente che avrebbe ben presto fatto precipitare la situazione in un nuovo sanguinoso confronto. Il brigadiere Mallaby. infatti, decise di fare un giro di pattuglia con la sua auto per diffondere a tutte le postazioni britanniche i termini dell'accordo appena raggiunto.
Tuttavia l'auto di Mallaby e della sua scorta venne circondata dalle milizie indonesiane che si stavano fronteggiando con un gruppo di soldati olandesi, e il l'ufficiale britannico venne ucciso in circostanze ancora non del tutto chiareParrott, J. G. A., Who Killed Brigadier Mallaby?, in Indonesia, Vol.20, n. 20, 1975, pp. 87–111.. Il capitano R.C. Smith, che faceva parte della scorta di Mallaby, dichiarò di che un giovanissimo miliziano abbia sparato a sangue freddo a Mallaby dopo una breve discussione, e di avere gettato una granata verso il punto dove presumeva fosse fuggito il giovane che provocò l'incendio del retro della loro autoParrott, J. G. A., 1975,. Altre fonti sostengono invece che Mallaby sia stato ucciso non da un colpo d'arma da fuoco ma da un'esplosione. La scorta di Mallaby, dopo la sua morte, fuggirono dal luogo dell'aggressione e si gettarono nel fiume Kalimas. La morte di Mallaby scatenò un'azione di rappresaglia da parte dei britannici, a fronte del fatto che, al momento della sua morte, stava svolgendo un'azione pacifica. Il 31 ottobre 1945 il Comandante in capo alleato Philip Christison minacciò, sulla spinta di indicazioni del Foreign Office, che se i miliziani indonesiani responsabili della morte di Mallaby non avessero deposto le armi e non si fossero consegnati ai soldati britannici, "avrebbe scatenato contro di loro una guerra con tutte le sue forze di terra, aria e acqua"John Springall, ‘Disaster in Surabaya’: The death of brigadier Mallaby during the British occupation of Java, 1945–46, in Journal of Imperial and Commonwealth History, Vol. 24, n.3, 1996, p. 423.
La battaglia Il 1º novembre 1945 la 9ª e la 123ª Brigata di fanteria, 5th Infantry Division del Raj, comandate dal maggiore generale Robert Mansergh, forti di soldati, ricevettero l'ordine di spostarsi dalla loro base di stanza a Batavia, nell'isola di Giava, e di portare supporto al contingente britannico di Surabaya. I rinforzi giunsero tra il 2 ed il 9 novembre 1945, mentre circa internati olandesi, tra cui molte donne e bambini, virtualmente ostaggi nel campo d'internamento a sud di Darmo, vennero tutti evacuati entro il 6 novembre 1945. Alle ore 9:00 dell'alba del 10 novembre 1945, giorno celebrato ancora oggi in Indonesia, le truppe britanniche iniziarono una manovra di penetrazione nella città di Surabaya, precedute da una pesante copertura di fuoco aerea e dal mare, circa 500 ordigni vennero sganciati sulla città tra il 10 e il 12 novembre. La 123ª Brigata di fanteria avanzò dalla sponda occidentale del fiume Kali Mas che attraversa tutta Surabaya, ed incontrarono "una fanatica opposizione dagli insorti, supportati daartiglieria, mortai e due tank giapponesi"Public Record Office [PRO] WO 263/2681. La ferocia della resistenza dei soldati indonesiani rese subito chiaro che non erano assolutamente intenzionati ad arrendersi né a ritirarsi. Fu proprio il muro di resistenza incontrato nel primo tentativo di penetrazione che spinse le gerarchie militari britanniche ad optare per un bombardamento massiccio della città sia dal cielo che dal mareDavid Jordan, A Particulrarly exacting operation: British Forces and the Battle of Surabaya, November 1945, in Small Wars & Insurgencies, Vol. 11, n.3, 2000, p. 103. I bombardamenti provocarono centinaia di vittime anche tra i civili della città, popolata da circa persone. La scelta di fare uso di un massiccio bombardamento in un centro così densamente popolato da civili indifesi fu motivato anche dal fatto che i britannici si resero conto di fronteggiare una forza militare ben organizzata e armata ma anche dal fatto che il numero del contingente britannico era notevolmente in minoranza numerica rispetto al nemico. Per minimizzare le vittime civili, i britannici scelsero di colpire quelli che erano stati designati come i quartieri generali degli insorti, e per permettere alla popolazione di evitare quelle zone, diffusero per via aerea dei volantini che indicavano ai civili quali fossero le zone sicure dai bombardamenti.
I primi bombardamenti ebbero inizio alle 11:00 del 10 novembre e furono diretti contro il palazzo di giustizia, che venne colpito dal fuoco di due Cacciatorpediniere britanniche armate con mortai da 3 pollici. Seguito da un attacco aereo di 8 Thunderbolt e 1 de Havilland DH.98 Mosquito armato di lanciarazzi. Gli altri obiettivi militari dei bombardamenti furono l'Hotel Jenin, la residenza del governatore, la residenza del sindaco e l'Hotel Simpang. L'assalto aereo fu terminato con raffiche di mitragliatrice a bassa quota contro gli edifici. La contraerea degli indipendentisti indonesiani si dimostrò piuttosto inefficace durante il raid aereo, che fu piuttosto preciso nel colpire gli obiettivi. Tramite la radio cittadina, gli insorti chiesero aiuti verso l'esterno, e ricevettero un aiuto disperato da piccoli contingenti di soldati giapponesi disertori che simpatizzarono per la causa indonesiana, in alcuni casi, essendo soldati ben addestrati, riuscirono ad aiutare gli insorti ad organizzare focolai di resistenza molto ben organizzati. Nel frattempo le truppe britanniche cercarono di trovare alleati nella città contattando le comunità cinesi le quali, terrorizzate dai linciaggi e dalle aggressioni di massa perpetrare dai miliziani e dalla popolazione indonesiana, concessero l'accesso ai quartieri da loro popolari con estrema disponibilità. Grazie al successo di questa iniziativa, la prima fase di penetrazione nella città si concluse positivamente.