Charles Cros fu un poeta e uno scrittore umoristico. Sviluppò vari metodi, in fotografia, per la lavorazione del colore, pertanto lo si può ritenere il padre delle foto a colori. Contribuì altresì al miglioramento della tecnologia del telegrafo.

Charles Cros, basandosi sui risultati di Édouard-Léon Scott de Martinville, congegnò una macchina, il fonografo, per la riproduzione del suono, e la riproduzione di registrazioni. Depositò i suoi studi presso l'Académie des Sciences di Parigi il 30 aprile 1877, anche se questa macchina non fu mai costruita. La lettera che mandò fu poi resa pubblica il 3 dicembre: vi veniva spiegato il metodo in cui pensava di riprodurre i suoni, tramite una membrana che si muoveva in base alle oscillazioni prodotte dai suoni, tenendo conto anche dell'intensità e della durata del suono, aggiungendo che la forma cilindrica era la più pratica per l'apparato di ricezione. I problemi che principalmente fermarono il suo progetto furono quelli economici; infatti si era rivolto per la costruzione di questo apparecchio alla azienda di orologi Breguet che aveva chiesto un corrispettivo di 3.000 franchi.

Questo genio aveva molteplici passioni e forse non fu mai stimato pienamente dai propri contemporanei, egli lavorò nei campi della fisica, letteratura, chimica, pittura ed era anche musicista. L'istituto di registrazione francese è stato chiamato in suo onore Académie Charles-Cros. Fu padre del poeta Guy-Charles Cros.

Opere Le Coffret de santal (1873, ampliato nel 1879) Le Fleuve (1874) La Vision du Grand Canal des Deux Mers (1888) Le Collier de griffes (postumo, 1908) Plainte (1873)

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