Il Movimento studentesco è un fenomeno sociale nato nella seconda metà del Novecento nei Paesi occidentali, concretizzatosi nella formazione di gruppi giovanili di protesta su cause politiche, ambientali, economiche o sociali. Nonostante sia spesso focalizzato su temi legati al mondo dell'educazione come scuola, curriculum e fondi per l'istruzione, i gruppi studenteschi hanno influenzato anche eventi politici di respiro più ampio.Fletcher, A. (2005) Guide to Social Change Led By and With Young People Olympia, WA: CommonAction.

I movimenti studenteschi moderni sono molto vari nelle tematiche, nelle dimensioni e nell'efficacia, vedendo la partecipazione di studenti di diverse età, etnie, estrazioni socio-economiche e visioni politiche.Fletcher, A. (2006)Washington Youth Voice Handbook Olympia, WA: CommonAction. Nonostante l'attivismo studentesco sia generalmente associato a politiche di sinistra, sono comuni anche movimenti studenteschi di destra (ad esempio, movimenti di entrambe le appartenenze combatterono insieme contro l'apartheid in Sudafrica).

Storia Le forme di protesta studentesca nascono di fatto con la nascita stessa dell'università. Nel 1229, in seguito a una controversia con il vescovo e le autorità cittadine seguita ai disordini del carnevale in cui avevano perso la vita alcuni studenti, i maestri dell'Università di Parigi avevano prima interrotto le lezioni, poi abbandonato la città, mentre gli universitari iniziavano uno sciopero durato poi ben due anni.. Il 10 febbraio 1335, giorno di Santa Scolastica, due studenti dell'Università di Oxford ebbero un alterco, poi terminato violentemente, con un oste per la qualità del vino. La popolazione, istigata dall'oste, si diede alla caccia allo studente, finché nell'Università si organizzò, l'11 febbraio, una risposta studentesca altrettanto violenta, con la distruzione di edifici e l'uccisione e ferimento di molti cittadini. Il giovedì successivo avvenne la rappresaglia dei cittadini, che invasero armati l'Univerisità facendo strage degli studenti. Il re Eduardo III scelse però di non chiudere l'Ateneo, ritenuto troppo importante sia culturalmente che economicamente, e diede l'immunità agli studenti sopravvissuti.

Negli anni '60 i campus statunitensi vedono il sorgere del movimento studentesco in opposizione alla guerra del Vietnam. La prima grande rivolta studentesca è l'occupazione dell'Universitò della California a Berkeley nel 1964, una sorta di anticipazione del Sessantotto a livello americano e internazionale, dopo che l'episodio fu reso celebre dal libro di Hal Draper, Berkeley: The New Student Revolt (tradotto da Einaudi l’anno seguente con il titolo La rivolta di Berkeley). A Berkeley il 2 dicembre 1964 Mario Savio, brillante e intrepido studente italo-americano della facoltà di Fisica, sale su un’auto della polizia (a piedi scalzi per non rovinarla) e parla della libertà d’espressione facendosi così icona dell'America della controcultura. Accese la miccia che sarebbe divampata quattro anni dopo anche in Europa con poche lapidarie parole: “Il rettore dice che l’università è una macchina, ma noi siamo essere umani. Mettiamoci in mezzo agli ingranaggi e impediamole di funzionare fino a quando non saremi considerati uomini liberi”. Con la compagna Suzanne Goldberg, Savio fonda il Free Speech Movement (che ancora oggi è attivo per opera del figlio Nadav che ogni anno devolve 6000 dollari ad attivisti studenteschi in difficoltà) con il quale riuscì a imporre all’amministrazione universitaria l'abrogazione delle restrizioni alle organizzazioni politiche nel campus, e riconobbe il diritto degli studenti di esprimere liberamente le proprie opinioni. Nel 1997 la scalinata di Sproul Plaza, da cui aveva pronunciato il suo discorso più famoso, è stata ufficialmente ribattezzata “Scala Mario Savio”. Ed è sullo scenario della baia di San Francisco che è ambientato il film più noto sull'argomento, Fragole e sangue (The Strawberry Statement, uscito nel 1970). Nel 1966 era nato negli USA il Black Campus Movement (BCM) di Ibrahim X. Kendi come "spazio di opposizione e spazio e spazio di riforme rilevanti nell'eurocentrismo degli atenei americani" e che denunciò anche scorrettezze, emarginazione e molestie nei confronti delle studentesse. Nella sua campagna elettorale del 1966 per governatore della California, il repubblicano Ronald Reagan promise di "ripulire il disastro a Berkeley", riferendosi ai disordini diffusi non solo all'Università della California - Berkeley, ma anche nei campus universitari di tutto lo stato. Studenti e docenti stavano infatti partecipando a proteste, manifestazioni e scioperi legati a questioni come la leva militare, i diritti civili, la discriminazione e la liberazione delle donne. Reagan dichiarò che molti movimenti di sinistra nei campus avevano superato la protesta legittima, con le azioni dei "beatnik, radicali e sostenitori del turpiloquio" che erano diventate più legate a "rivolte, con anarchia" che a "libertà accademica." Nell'ottobre 1966 a Berkeley e nell'Università del Michigan avvennero le prime dimostrazioni studentesche contro l'uso del napalm. Il 23 aprile 1968 viene occupata la Columbia University,sino al 30 aprile, quando alle 2 e 50 del mattino lo sgombero viene effettuato da circa 1000 agenti di polizia con 720 manifestanti arrestati in una sola notte. Tutto il mondo subì nel 1968 una forte scossa: dal movimento per i diritti civili per gli afroamericani e le minoranze negli Stati Uniti d'America all'assassinio di Ernesto "Che" Guevara in Bolivia, dalla mobilitazione contro la guerra del Vietnam in tutto il blocco occidentale alla grande rivoluzione culturale nella Repubblica Popolare Cinese e il suo massimo attrito con l'Unione Sovietica, dalla Primavera di Praga in Cecoslovacchia al Maggio francese in Francia, dalle mobilitazioni popolari e studentesche in Polonia, Giappone, Messico, Jugoslavia, Germania Ovest al sodalizio "studenti-braccianti-operai" che animò le proteste in Italia. In tutto il mondo nasceva l'identificazione giovanile con la controcultura derivata dalle rivolte nordamericane.

Il decennio successivo protrasse le forme di contestazione, le occupazioni e le manifestazioni dei gruppi universitari di moltissimi Paesi del mondo. In Messico, il 2 ottobre 1968, migliaia di studenti si riunirono nella Plaza de las Tres Culturas di Tlatelolco. Mancavano solo dieci giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi nella città, quindi il governo decise di reprimere le manifestazioni il prima possibile. Un corpo di paramilitari infiltrati, il Batallón Olimpia, i franchi tiratori aprirono il fuoco, i militari si scagliarono contro i manifestanti, causando di più di 300 morti e di 1.200 feriti. Nel maggio del 1970, il presidente Nixon annunciò l’invasione della Cambogia, anche con l'arruolamento degli universitari tramite il ROTC (servizio militare universitario). Gli studenti della Kent State University, iniziarono una conteastazione che si concluse tragicamente il 4 maggio 1970. Le proteste iniziarono il 1° maggio, quando il presidente Nixon ufficializzò l’azione. Nel corso della mattinata si svolsero diversi comizi, del tutto pacifici, all’interno del campus. Appena prima di mezzanotte, su una strada del centro città, un piccolo gruppo di manifestanti accese un falò, richiamando l’attenzione della polizia locale. Si verificarono episodi violenti con lanci di bottiglie e vetrine in frantumi. Alle 3 del mattino la polizia mise in fuga i manifestanti, lanciando lacrimogeni. Il 3 maggio quasi 1200 elementi della Guardia Nazionale occuparono l’Università e in serata si verificarono nuovi scontri. Circa duecento dimostranti richiedesero la riduzione delle tasse universitarie, l’amnistia per le persone arrestate durante le proteste dei due giorni precedenti e il ritiro della Guardia Nazionale. L’assembramento venne sciolto in poco tempo da nuovi lanci di lacrimogeni. Lunedì 4 maggio, poco prima di mezzogiorno, circa 500 persone si riunirono negli spazi comuni dell’università. I militari ordinarono alla folla di disperders, la folla rispose con urla e lanci di pietre. Settanta soldati della Guardia Nazionale spararono un numero di colpi compreso tra 61 e 67, uccidendo quattro studenti e ferendone nove. Le vittime furono Allison Krause, Jeffrey Miller, Sandra Scheuer e William Schroeder, tutti di età compresa tra i 19 e i 20 anni. Solo uno dei quattro studenti deceduti stava realmente prendendo parte alla protesta. In Argentina, durante il governo di Isabel Perón, gli studenti di La Plata si mobilitarono per chiedere uno sconto sul biglietto dell’autobus (il cosiddetto BES, biglietto per gli studenti delle superiori), ottenendolo nel settembre del 1975. Quando, nel 1976, venne instaurata la dittatura, il BES venne sospeso e l’intelligence della polizia argentina realizzò indagini per determinare chi erano stati i leader delle mobilitazioni per sradicare al più presto quel “focolaio di potenziali sovversivi”. All’alba del 16 settembre 1976, dieci studenti vennero sequestrati e portati prima a un centro di detenzione clandestino (Arana) e poi al Centro Investigativo di Banfield (il “Pozzo di Banfield”), e ad altri centri di tortura: fu la "notte delle matite spezzate". In memoria di questi fatti, a partire dal 1998, nel calendario scolastico argentino il 16 settembre è la “Giornata dei Diritti degli Studenti delle Scuole Superiori”

Il 4 giugno 1989 in Cina avviene la strage di piazza Tienanmen, diventata sinonimo di lotta per la libertà e la democrazia, ma anche di repressione brutale contro le decine di migliaia di studenti universitari scesi in piazza contro il regime totalitario cinese, anche come eco degli avvenimenti nei Paesi dell'Est comunista di quell'anno. Le proteste di Piazza Tienanmen iniziarono il 15 aprile 1989, con la morte di Hu Yaobang, un ex leader del Partito Comunista Cinese noto per le sue posizioni riformiste, che era visto come un simbolo di speranza per una generazione di giovani cinesi che desiderava un cambiamento. Migliaia di studenti universitari e cittadini si radunarono a Pechino per rendere omaggio a Hu e per chiedere riforme politiche ed economiche. Il 3 giugno, l'esercito fu dispiegato per sgomberare la piazza. La notte tra il 3 e il 4 giugno, carri armati e truppe armate entrarono a Tienanmen, aprendo il fuoco sui manifestanti. Migliaia di persone furono uccise o ferite, anche se il numero esatto delle vittime, i loro nomi, le loro storie, rimangono ignoti a causa della censura governativa. Al centro di questa tragedia, un'immagine cattura l'attenzione del mondo: quella di un uomo solo che il giorno dopo la strage nella quale sono state uccise migliaia di persone e altrettante ferite, ha fermato una colonna di carri armati che irrompevano nella piazza. Parlare di quella tragedia in Cina è tuttora un tabù: l'apparato di intelligence cinese ha distrutto o occultato prove e testimonianze. Chi vuole parlare del 4 giugno, usa lo stratagemma di riferirsi alla data come 35 maggio, un’espressione coniata dallo scrittore Yu Hua.