La 34ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino si è svolta a Berlino dal 17 al 28 febbraio 1984, con lo Zoo Palast come sede principale. Direttore del festival è stato per il quinto anno Moritz de Hadeln.

L'Orso d'oro è stato assegnato al film statunitense Love Streams - Scia d'amore di John Cassavetes.

Il festival è stato aperto dal film Ballando ballando di Ettore Scola.

La retrospettiva di questa edizione è stata dedicata al cineasta Ernst Lubitsch, in particolare ai film girati e/o interpretati nel periodo 1914-1933, mentre la sezione Homage ha visto un programma dedicato al regista statunitense Jules Dassin e all'attrice e cantante greca Melina Merkouri.

Storia

Il conflitto iniziato nel 1983 tra la direzione del festival e il ministro degli interni Friedrich Zimmermann, che si era opposto alle sovvenzioni per Das Gespenst di Herbert Achternbusch e per il film collettivo Krieg und Frieden, proseguì in questa edizione con un dibattito sulla nuova legge sul finanziamento dei film che sarebbe entrata in vigore il 1º marzo. I cineasti temevano una sistematica discriminazione nei confronti dei film artistici e politici e, in effetti, alcuni dei film tedeschi considerati più interessanti alla Berlinale del 1984 furono realizzati senza finanziamenti statali. Lo scontro politico-culturale interessò soprattutto il film fuori concorso Wanderkrebs di Herbert Achternbusch (che includeva un personaggio visto da alcuni come una caricatura del ministro presidente bavarese Franz Josef Strauß). e Meridian oder das Theater vom Frieden di Rüdiger Neumann, incluso nel programma del Forum. Zimmermann non si mostrò disposto a finanziare opere che a suo parere non giovavano all'immagine della Germania e negò al secondo l'ultima parte della sovvenzione, accusando Neumann di aver trasformato in un'opera politica quello che aveva presentato alla commissione per i finanziamenti come «un documento geografico, antropologico ed emotivo». In realtà l'unica differenza riguardava un riferimento alle politiche sull'armamento nucleare di Ronald Reagan nei titoli di apertura e a molti parve chiaro che il rifiuto aveva motivazioni politiche. Sul Frankfurter Rundschau, Wolfram Schütte descrisse il cinema d'autore tedesco come "in estremo pericolo".

La sera dell'inaugurazione, il nuovo sindaco berlinese Eberhard Diepgen assicurò che l'indipendenza del festival non avrebbe subito interferenze perché era «l'aria di cui una competizione artistica ha bisogno per vivere». La presenza dei due film fu confermata, tuttavia il tentativo del ministero di esercitare la sua influenza fu visto da molti come un grave pericolo per il futuro del cinema tedesco e alcuni degli addetti ai lavori accusarono il governo di limitare la libertà artistica e di usare la sua visione del mondo come metro di censura politica.

Con oltre 600 film proiettati in 12 giorni, la Berlinale del 1984 segnò il punto alto dal suo inizio quanto a dimensioni del programma, anche se la scelta di strutturare una tale offerta dividendola in sotto-sezioni, serie e programmi speciali non sempre trovò il favore dei commentatori.

Il film d'apertura fu Ballando ballando di Ettore Scola, anche se il festival avrebbe dovuto essere inaugurato da L'addio di Ėlem Klimov. La pellicola sovietica non fu però autorizzata per l'esportazione e solo tre anni dopo, quando la politica di Michail Gorbačëv determinò un cambiamento nel clima politico, fu mostrata a Berlino. Nel complesso, il programma del concorso ricevette l'apprezzamento della critica e oltre a quello di Scola si distinse per film come Piccola sporca guerra di Héctor Olivera, Das Autogramm di Peter Lilienthal, Les Voleurs de la nuit di Samuel Fuller (che fu duramente contestato dal pubblico) e Rapporti di classe di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet.

Gli Stati Uniti furono rappresentati in maniera eterogenea: mentre Voglia di tenerezza di James L. Brooks, proiettato fuori concorso, fu accolto come un elegante film hollywoodiano, John Cassavetes con Love Streams - Scia d'amore mostrò il lato intransigente e incorruttibile del cinema americano. L'assegnazione dell'Orso d'oro a quest'ultimo ricevette un'accoglienza mista da parte del pubblico e di alcuni degli addetti ai lavori, anche se su Die Zeit il giornalista Ulrich Greiner celebrò il film (l'ultimo interamente girato da Cassavetes) come «un lavoro radicale, disperato, eccentrico ma a volte davvero confortante». Gli altri premi furono accolti dagli applausi generali, in particolare il Gran premio della giuria a Piccola sporca guerra, mentre molti disapprovarono il fatto che a Das Autogramm non fosse stato assegnato nessun riconoscimento e che il film di Straub e Huillet avesse ricevuto solo una menzione d'onore.

Fuori concorso fu proiettata una copia di Nosferatu il vampiro di F.W. Murnau restaurata insieme alla fondazione Deutsche Kinemathek, con la musica originale suonata da un'orchestra allo Zoo Palast. La proiezione fu dedicata a Lotte Eisner, storica del cinema, scrittrice e poetessa scomparsa pochi mesi prima, dopo aver supervisionato il restauro del film..

L'Info-Schau presentò diversi programmi tematici, tra cui quello sul nuovo cinema austriaco, una serie di film americani indipendenti e un "Panorama mediterraneo" con film provenienti da Israele, Egitto, Spagna, Jugoslavia e altri paesi affacciati sul Mediterraneo, per la prima volta raggruppati per costituire un "focus" geografico.. Fu un'innovazione accolta positivamente dalla stampa, anche se la proiezione di Al-avokato del regista egiziano Raafat El-Mihi, una farsa sulla corruzione delle autorità proibita in patria, destò lo sdegno di alcuni critici arabi che inviarono una lettera di protesta al presidente egiziano Hosni Mubarak.

Il Forum estese il suo programma e quest'anno rivolse l'attenzione in particolare alla musica con film e documentari come il canadese Au pays de Zom di Gilles Groulx, l'indiano Dhrupad di Mani Kaul o The Gold Diggers dell'esordiente Sally Potter, e soprattutto una selezione di film sul tango e il suo rapporto con la storia politica dell'Argentina. Molti furono anche i film della Germania Ovest, tra cui gli apprezzati Dorian Gray im Spiegel der Boulevardpresse di Ulrike Ottinger e Der Schlaf der Vernunft di Ula Stöckl, che il critico Wolfram Schütte accostò a Una vampata d'amore di Bergman e definì sul Frankfurter Rundschau «un autentico esempio di cinema che affronta profondamente le esperienze controverse nelle vite delle donne vissute consapevolmente». Oltre al programma dedicato al Nuovo cinema tedesco, ci fu un omaggio alla serie Das kleine Fernsehspiel, vero e proprio laboratorio artistico di ZDF che aveva lanciato giovani talenti cinematografici, e un programma incentrato sulle opere prime intitolato "Prospettive".

Nel Kinderfilmfest ci furono polemiche dopo la proiezione del film di apertura, lo statunitense Kidco diretto da Ronald F. Maxwell. Pur apprezzato dal giovane pubblico, il film suscitò la disapprovazione di molti osservatori che lo videro come una glorificazione dei valori capitalisti e una propaganda dellAmerican way of life destinata ai bambini.

Giuria internazionale Liv Ullmann, attrice (Norvegia) - Presidente di giuria Jules Dassin, regista, sceneggiatore e produttore (Stati Uniti) Edward Bennett, regista e sceneggiatore (Regno Unito) Manuela Cernat-Gheorghiu, storica del cinema (Romania) Lana Gogoberidze, regista e sceneggiatrice (Unione Sovietica) Tullio Kezich, critico cinematografico, commediografo e sceneggiatore (Italia) Steffen Kuchenreuther, produttore e distributore (Germania Ovest) Jeanine Meerapfel, regista e sceneggiatrice (Germania Ovest) Kevin Thomas, critico cinematografico (Stati Uniti) Mario Vargas Llosa, scrittore e drammaturgo (Perù) Adolphe Viezzi, produttore (Francia)

Selezione ufficiale In concorso 1997 - Il principio dell'arca di Noè (Das Arche Noah Prinzip), regia di Roland Emmerich (Germania Ovest) Acorde major, regia di José Inácio Parente (Brasile) Ai nostri amori (À nos amours), regia di Maurice Pialat (Francia) Akelarre, regia di Pedro Olea (Spagna) Aloud, regia di Donald McWilliams (Canada) Alptraum, regia di Wolfgang Kübel e Johannes Mayer (Germania Ovest) Antarctica (Nankyoku monogatari), regia di Koreyoshi Kurahara (Giappone) Aparte Bilder, regia di Walter Heynowski e Gerhard Scheumann (Germania Est) Ärztinnen, regia di Horst Seemann (Germania Est, Germania Ovest, Svezia Svizzera) Das Autogramm, regia di Peter Lilienthal (Germania Ovest, Francia) Ballando ballando (Le bal), regia di Ettore Scola (Francia, Italia, Algeria) Boon bin yen, regia di Allen Fong (Hong Kong) Champions, regia di John Irvin (Regno Unito) Crackers, regia di Louis Malle (Stati Uniti) Cykelsymfonien, regia di Åke Sandgren (Danimarca) Flirt, regia di Roberto Russo (Italia, Francia) Gorilla, Gorilla, regia di Anne Wivel (Danimarca) Horizonte, regia di Michael Engler (Germania Ovest) Humus, regia di Jürgen Tröster (Germania Ovest) Könnyü testi sértés, regia di György Szomjas (Ungheria) Love Streams - Scia d'amore (Love Streams), regia di John Cassavetes (Stati Uniti) Mann ohne Gedächtnis, regia di Kurt Gloor (Svizzera, Germania Ovest) Morgen in Alabama, regia di Norbert Kückelmann (Germania Ovest) Piccola sporca guerra (No habrá más penas ni olvido), regia di Héctor Olivera (Argentina) Pileto, regia di Sotir Gelev (Bulgaria) The Prisoner, regia di Tim Booth (Irlanda) Ra, regia di Thierry Barthes e Pierre Jamin (Francia) Die Rache des winkenden Mädchens, regia di Gunter Rometsch (Germania Ovest) Rapporti di classe (Klassenverhältnisse), regia di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet (Germania Ovest, Francia) Rembetiko, regia di Costas Ferris (Grecia) Remeslá a cas, regia di Karol Floreán (Cecoslovacchia) Die Schattenlinie, regia di Martin Gressmann (Germania Ovest) Sergi Aguilar, regia di Paco Poch (Spagna) Il servo di scena (The Dresser), regia di Peter Yates (Regno Unito) Skønheden og udyret, regia di Nils Malmros (Danimarca) De stille Oceaan, regia di Digna Sinke (Belgio, Paesi Bassi) Romanzo del tempo di guerra (Voenno-polevoy roman), regia di Pëtr Todorovskij (Unione Sovietica) Les Voleurs de la nuit, regia di Samuel Fuller (Francia) Xue, zong shi re de, regia di Yan Wen (Cina) Yu bang xiang zheng, regia di Jinqing Hu (Cina)

Fuori concorso Marlene, regia di Maximilian Schell (Germania Ovest) Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens), regia di F.W. Murnau (Germania) Rue barbare, regia di Gilles Béhat (Francia) El señor Galíndez, regia di Rodolfo Kuhn (Argentina, Spagna) Star 80, regia di Bob Fosse (Stati Uniti) Testament, regia di Lynne Littman (Stati Uniti) Voglia di tenerezza (Terms of Endearment), regia di James L. Brooks (Stati Uniti) Wanderkrebs, regia di Herbert Achternbusch (Germania Ovest, Canada, Regno Unito)

Proiezioni speciali Angae maeul, regia di Im Kwon-taek (Corea del Sud) O Bom Burguês, regia di Oswaldo Caldeira (Brasile) La congiura degli innocenti (The Trouble with Harry), regia di Alfred Hitchcock (Stati Uniti) Le Dernier Combat, regia di Luc Besson (Francia) La donna che visse due volte (Vertigo), regia di Alfred Hitchcock (Stati Uniti) Dr. Mabuse im Gedächtnis, regia di Thomas Honickel (Regno Unito) Fariaho, regia di Roland Gräf (Germania Est) La finestra sul cortile (Rear Window), regia di Alfred Hitchcock (Stati Uniti) Fräulein Berlin, regia di Lothar Lambert (Germania Ovest) Die Frau ohne Körper und der Projektionist, regia di Niklaus Schilling (Germania Ovest, Lussemburgo) Hamburger Wochenschau Nr. 8, regia di Kai Wessel e Arne Steffen (Germania Ovest) Koks i kulissen, regia di Christian Braad Thomsen (Danimarca) Il lago (Among the Cinders), regia di Rolf Hädrich (Nuova Zelanda, Germania Ovest) La morte di Mikel (La muerte de Mikel), regia di Imanol Uribe (Spagna) Nodo alla gola (Rope), regia di Alfred Hitchcock (Stati Uniti)