La storia della radioprotezione comincia a cavallo tra il XIX e il XX secolo con la scoperta che le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti da fonti radioattive naturali e artificiali possono avere un effetto nocivo sugli organismi viventi. È quindi anche la Storia dei danni da radiazioni.
Dopo che nel periodo iniziale le esposizioni alle sostanze radioattive, o meglio ai raggi X (raggi Röntgen), avvennero in maniera avventata, la crescente consapevolezza dei pericoli delle radiazioni nel corso del XX secolo sfociò in tutto il mondo in misure di prevenzione, che condussero alle corrispondenti disposizioni di radioprotezione. Le prime vittime furono i radiologi, che entrarono nella storia della medicina come "martiri" del progresso radiologico; ne è un esempio la famosissima Marie Curie che diede uno dei più importanti contributi alla storia della radioattività, morendo però a causa dell’avvelenamento da radiazioni. Molti di loro a causa dei danni da radiazioni dovettero subire amputazioni o morirono di malattie tumorali. Gli usi di sostanze radioattive nella vita di tutti i giorni erano considerati "chic".
A poco poco le conseguenze per la salute furono conosciute, le loro cause furono indagate e la consapevolezza della necessità di misure di protezione acuita. Un cambiamento decisivo avvenne dopo i lanci delle bombe atomiche nella Seconda guerra mondiale. Sempre più si riconobbero anche le conseguenze dei "raggi cosmici" naturali, gli effetti di sostanze radioattive che sono presenti nell'ambiente come il radon e il radio nonché i possibili danni per la salute delle radiazioni non ionizzanti. In tutto il mondo furono elaborate e introdotte misure di protezione, furono sviluppati strumenti per il monitoraggio nonché emanate leggi e disposizioni per la radioprotezione.
Nel XXI secolo le disposizioni sono soggette a un crescente irrigidimento. In particolare, i valori limite ammessi per l'intensità delle radiazioni ionizzanti subiscono correzioni più ampie verso valori minori. Anche il concetto della radioprotezione è tradotto in modo più ampio, contiene ormai anche prescrizioni per i contatti con le radiazioni non ionizzanti.
In Italia la legislazione disciplina la radioprotezione della popolazione dei lavoratori e delle esposizioni a scopo medico con il decreto legislativo n. 101 del 2020 e s.m.i. che sostituisce e abroga il D.Lgs 230/95 il 187/00 e smi.
Per la protezione dei lavoratori e della popolazione, invece, i datori di lavoro devono avvalersi di un Esperto di Radioprotezione e di un medico autorizzato, responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti.
Raggi X La pericolosità dei raggi X fu a lungo ignorata e la radioprotezione trascurata. Un'esposizione alle radiazioni è facilmente relativizzata, prendendo come valore orientativo il livello di radiazioni naturali (mediamente 2,1 millisievert all'anno). L'esposizione aggiuntiva media per le radiazioni artificiali ammonta a circa ulteriori 2 millisievert all'anno. Si fanno paragoni, ad esempio su quanto sia basso un livello di radiazioni come questo paragonato a quello a cui ci espone durante un soggiorno in montagna o in un volo.
Raggiungere un valore indicativo o limite, significa tuttavia solo introdurre un rischio (socialmente) ancora accettato. Tali paragoni minimizzano le conseguenze per la salute di un'esposizione alle radiazioni, perché non considerano l'effetto cumulativo di tutti i livelli di radiazioni, ai quali il singolo è complessivamente esposto. Fondamentale in tutti i livelli di radiazioni artificiali è osservare il principio ALARA (inglese As Low As Reasonably Achievable): il livello di radiazioni deve essere il più basso che sia ragionevolmente raggiungibile. Sulla base di questo principio, le dosi limite furono successivamente corrispondentemente corrette verso il basso.
Prime conseguenze delle radiazioni La scoperta dei raggi X da parte di Wilhelm Conrad Röntgen (1845–1923) nel 1895 portò a estesi esperimenti da parte di scienziati, medici e inventori. I primi apparecchi a raggi X producevano per la generazione di immagini spettri di radiazioni assai sfavorevoli con una dose sulla pelle estremamente alta. Nel febbraio del 1896 John Daniel e William Lofland Dudley (1859–1914) dell'Università Vanderbilt condussero un esperimento, nel quale fu fatta una radiografia alla testa di Dudley, ciò che portò alla caduta dei capelli. Herbert D. Hawks, un laureato dell'Università della Columbia, subì gravi ustioni alle mani e al petto durante un esperimento dimostrativo con i raggi X. Questi fatti furono riportati nelle riviste specializzate su ustioni e caduta dei capelli. Così Nikola Tesla (1856–1943) fu uno dei primi ricercatori in Electrical Review del 5 maggio 1897 ad ammonire in modo del tutto esplicito contro il potenziale pericolo dei raggi X — dopo che ancora all'inizio li aveva considerati assolutamente privi di rischi. Egli stesso dovette subire massicci danni da radiazioni al proprio corpo dopo i suoi esperimenti. Tuttavia ancora in questo periodo vari medici affermavano che i raggi X non avevano alcun effetto sull'uomo. Ancora fino agli anni 1940 le attrezzature a raggi X venivano fatte funzionare senza alcuna precauzione.
Allo stesso Röntgen il destino degli altri utilizzatori dei raggi X fu risparmiato da un'abitudine. Egli portava continuamente in giro con sé nella tasca le lastre fotografiche non impressionate, e si accorse che queste venivano impressionate se durante l'esposizione alla radiazioni rimaneva nello stesso spazio. Così durante l'esecuzione delle radiografie usciva regolarmente dalla stanza.
L'uso dei raggi X nella diagnosi dell'odontologia fu reso possibile dal lavoro pionieristico di C. Edmund Kells (1856–1928), un dentista di New Orleans, che lo sperimentò già nel luglio del 1896 davanti a dentisti ad Asheville (Carolina del Nord). Kells commise suicidio dopo una lunga storia di malattia per il cancro causato dalle radiazioni. Gli era stato amputato un dito dopo l'altro, più tardi l'intera mano, seguita dall'avambraccio e poi dall'intero braccio.
Otto Walkhoff (1860–1934), uno dei più eminenti dentisti tedeschi della storia, effettuò parimenti nel 1896 radiografie in autoesperimento ed è ritenuto un pioniere della radiologia odontoiatrica. Egli definì il tempo di esposizione necessario di 25 minuti "come una tortura". L'ordine dei medici di Brunswick lo incaricò in seguito dell'istituzione e della supervisione di un reparto radiologico centrale. Egli sperimentò contemporaneamente su sé stesso nel 1898 (quindi nell'anno dopo la scoperta del radio) l'impiego del radio in medicina con l'uso di una quantità oggi inimmaginabile di 0,2 g di bromuro di radio. Walkhoff osservò che i topi che erano esposti a radiazioni di radio, morivano significativamente più tardi di un gruppo di confronto di topi non trattati. Egli diede inizio in tal modo allo sviluppo della ricerca sulle radiazioni per il trattamento dei tumori.
Il radiologo armeno-americano Mihran Krikor Kassabian (1870–1910), vicepresidente dell'American Roentgen Ray Society (ARRS), si occupò degli effetti stimolanti dei raggi X. In una pubblicazione menzionò i problemi crescenti con le sue mani. Benché Kassabian riconoscesse i raggi X come causa, evitò di fare questo collegamento per non ostacolare il progresso della radiologia. Nel 1902 subì una grave ustione da radiazioni alla mano. Sette anni più tardi la mano diventò necrotica e gli furono amputate due dita della mano sinistra. Kassabian tenne un diario e fotografò la sua mano, quando i danni ai tessuti andarono avanti. Morì nel 1910 per le conseguente del tumore.
Molti dei primi ricercatori sui raggi X e sulla radioattività entrarono nella storia come "martiri della scienza". Sarah Zobel dell'Università del Vermont nel suo articolo The Miracle and the Martyrs (italiano: Il miracolo e i martiri) richiama l'attenzione su un banchetto, che fu celebrato in onore di molti pionieri dei raggi X nel 1920. Aveva pollo per cena: "Poco dopo che fu servito da mangiare, si poteva vedere che alcuni dei partecipanti non erano nella condizione di godersi il pasto. Dopo anni di lavoro con i raggi X molto partecipanti avevano perso le dita o la mano a causa dell'esposizione alle radiazioni e non potevano tagliarsi la carne." Il primo americano che morì a causa dell'esposizione alle radiazioni fu Clarence Madison Dally (1845–1904), assistente di Thomas Alva Edison (1847–1931). Edison cominciò quasi immediatamente ad esaminare i raggi X dopo la scoperta di Röntgen e delegò questi compiti a Dally. Nel corso del tempo Dally per via dei danni da radiazioni dovette sottoporsi a oltre 100 operazioni alla pelle. Alla fine dovettero essergli amputate entrambe le braccia. La sua morte indusse Edison nel 1904 a rinunciare a ogni ulteriore ricerca sui raggi X.
Tra i pionieri fu annoverato anche l'austriaco Gustav Kaiser (1871–1954), al quale nel 1896 riuscì la radiografia di un doppio dito con 1½–2 ore di tempo di esposizione. Anche egli a causa della scarsa conoscenza ebbe danni da radiazioni delineati nelle mani e perse parecchie dita e la mano destra. I suoi lavori furono tra l'altro la base per la costruzione dei grembiuli di gomma con piombo. Heinrich Albers-Schönberg (1865–1921), il primo titolare di cattedra per radiologia a livello mondiale, consigliò nel 1903 la protezione delle gonadi per i testicoli e le ovaie. Egli fu in tal modo uno dei primi, che non solo difese le cellule germinali dai danni acuti da radiazioni, ma anche dalle piccole dosi di radiazioni, che possono cumularsi con il tempo e procurare danni postumi. Anche Albers-Schönberg morì a 56 anni in conseguenza dei danni dei raggi X.
Un monumento commemorativo della radiologia nel giardino dell'Ospedale di St. Georg ad Amburgo-St. Georg ricorda dal 4 aprile 1936 359 vittime di 23 paesi tra i primi utilizzatori medici dei raggi X.
Primi avvertimenti
Nel 1896 l'ingegner Wolfram Fuchs, sulla base delle sue esperienze con numerose ricerche sui raggi X, raccomandò di mantenere il tempo di irradiazione il più breve possibile, di mantenere una distanza dal tubo e di coprire la pelle con la vaselina – questa fu la prima pubblicazione del genere a livello mondiale. I medici di Chicago William Fuchs e Otto Schmidt furono nel 1897 i primi utilizzatori che dovettero risarcire i danni da radiazioni a un paziente. Anteprima limitata su Google Libri.
Il dentista William Herbert Rollins (1852–1929) pretese nel 1901 che durante il lavoro con i raggi X si indossassero gli occhiali protettivi con vetro di piombo, che il tubo a raggi X fosse circondato di piombo e che tutte le parti del corpo fossero coperte con grembiuli di piombo. Egli pubblicò oltre 200 articoli sui possibili pericoli dei raggi X, tuttavia le sue proposte furono per molto tempo ignorate. Un anno più tardi Rollins scrisse nella disperazione totale che i suoi avvertimenti sui pericoli legati ai raggi X non furono osservati tanto dall'industria quanto anche dai suoi colleghi. A questo punto Rollins aveva già provato che i raggi X potevano uccidere gli animali da laboratorio e causare aborti spontanei tra le cavie. I meriti di Rollins furono riconosciuti solo più tardi. Da allora entrò come il "padre della radioprotezione" nella storia della radiologia. Fu membro della Radiological Society of North America e suo primo tesoriere.