La tregua è un film del 1997 diretto da Francesco Rosi.
La pellicola, ultima regia di Rosi, è tratta dal romanzo omonimo del 1963 (vincitore del premio Campiello) di Primo Levi.
Trama 27 gennaio 1945. La Germania nazista è costretta a difendersi dall'arrivo delle truppe sovietiche da un lato e dall'inarrestabile avanzata del resto degli Alleati dall'altro; i soldati tedeschi ricevono l'ordine di abbandonare i campi di concentramento situati in est Europa, per sfuggire all'arrivo dei sovietici. Vengono così cancellate le tracce degli orrori commessi nei lager distruggendo tutti i registri ufficiali e i deportati ancora in vita vengono chiusi nei campi e lasciati al loro destino.
Anche i deportati nel lager di Auschwitz subiscono la stessa sorte e dopo essere stati liberati dai sovietici cercano un modo di tornare alle proprie case. Tra di essi ci sono francesi, polacchi e anche italiani. Uno di loro è Primo Levi, deportato poiché partigiano ed ebreo, che racconta quindi in prima persona il viaggio che ha dovuto affrontare insieme ad altri deportati italiani per fare ritorno in Italia, a Torino, la sua città natale. Il loro percorso attraverso l'Europa centrale è ricco di imprevisti e spesso li costringe a percorrere molti chilometri a piedi oppure su treni di fortuna.
Il gruppo che viaggia con Levi è formato da Cesare, un romano spaccone ma estroverso e socievole, Daniele, veneto e oramai senza più una famiglia, sterminata dai nazisti. Poi Ferrari, un ladro di professione, Unverdorben, violinista, e D'Agata, siciliano. Di grande importanza è l'incontro che l’autore fa con l'ebreo greco Mordo Nahum, furbo e disilluso, che gli farà capire molte cose con il suo acuto modo di sopravvivere ai guai. Dopo tante disavventure, il gruppo giunge a Monaco, dove Levi mostra la sua uniforme da deportato di Auschwitz a un soldato tedesco catturato e costretto ai lavori forzati all'interno della stazione ferroviaria. Quest'ultimo si inchina come per chiedere perdono. Il ritorno a Torino è vicino, dopo lo scrittore può finalmente riabbracciare la sorella e la madre che non vedeva da parecchio tempo. Dopo aver mangiato e prima ancora spezzettato del pane impregnandolo con il latte Levi si dirige verso il suo studio. Dove regna soltanto il silenzio Primo ammira tutto quello che era stato lasciato prima che venisse deportato e dopo aver toccato una rosa rossa e guardato ancora una volta il suo numero sia nell'uniforme e sul braccio sinistro comincia a scrivere. Le sue prime parole sono quelle tratte dal romanzo con tanto di primo piano di Levi ancora molto provato su quanto è successo.
Distribuzione Presentato in concorso al 50º Festival di Cannes, il film è dedicato «a Pasqualino e Ruggero», ovvero a Pasqualino De Santis, storico direttore della fotografia del cinema italiano, morto in Ucraina durante le riprese, e a Ruggero Mastroianni, storico montatore del cinema italiano, morto poco prima di ultimare il suo lavoro. I due furono sostituiti da Marco Pontecorvo e Bruno Sarandrea.
Riconoscimenti 1997 - Festival di Cannes Candidato alla Palma d'oro 1997 - David di Donatello Miglior film a Leo Pescarolo, Francesco Rosi e Guido de Laurentiis Migliore regia a Francesco Rosi Miglior produttore a Leo Pescarolo e Guido de Laurentiis Miglior montaggio a Ruggero Mastroianni e Bruno Sarandrea Candidato per la Migliore sceneggiatura a Sandro Petraglia, Stefano Rulli e Francesco Rosi Candidato per la Migliore attrice non protagonista a Lorenza Indovina Candidato per la Migliore colonna sonora a Luis Bacalov 1998 - Nastro d'argento Candidato per il Regista del miglior film a Francesco Rosi Candidato per la Migliore fotografia a Marco Pontecorvo e Pasqualino De Santis 1997 - Globo d'oro Miglior fotografia a Marco Pontecorvo e Pasqualino De Santis
Note
Bibliografia Salvatore Gesù (a cura di), Francesco Rosi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1993
Voci correlate Film sull'Olocausto Olocausto in Italia
Collegamenti esterni
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