Le controversie su memoriali e monumenti negli Stati Uniti d'America (note anche come la guerra delle statue nella cronaca italiana) sono un fenomeno di deturpamento, vandalizzazione e distruzione di statue, monumenti e memoriali legati a personaggi e avvenimenti storici giudicati o considerati variamente discutibili.

A seguito della sparatoria e relativo massacro di Charleston avvenuto all'interno della "Emanuel African Methodist Episcopal Church" di Charleston (Carolina del Sud) nel 2015 ad opera del ventunenne Dylann Roof - che ha portato alla morte di 9 persone e condotto alla rimozione dei memoriali e monumenti confederati a New Orleans, Baltimora e altrove - nel corso del 2017 un numero sempre maggiore di monumenti e memoriali collegati è stato deturpato, vandalizzato e finanche distrutto.

Da quel momento in poi è stata proposta da più parti l'immediata rimozione di altri monumenti e toponimi presenti nelle maggiori città americane e dedicati a più o meno celebri personalità del passato: le controversie sui memoriali e i monumenti negli Stati Uniti d'America sono proseguite anche nel 2018, con esiti che rimangono allo stato dei fatti quantomai imprevedibiliTrip, Gabriel, "Far From Dixie, Outcry Grows Over a Wider Array of Monuments," Washington Post, 25 agosto 2017, https://www.nytimes.com/2017/08/25/us/monuments-confederacy-remove-rename.html.

Dal '700 al 2017 Statua di Giorgio III del Regno Unito

La prima statua monumentale innalzata nel territorio che sarebbe poi diventato gli Stati Uniti fu una statua equestre raffigurante il re Giorgio III del Regno Unito; venne realizzata dallo scultore britannico Joseph WiltonPost, Chandler Rathfon, A History of European and American Sculpture: From the Early Christian Period to the Present Day, Volume ll, Harvard University Press, London, 1921.

Commissionata nel 1764 e fusa in piombo ricoperto di sottilissime foglie d'oro, la raffigurazione rifacentesi allo stile del neoclassicismo mostrava il sovrano abbigliato come un imperatore romano in sella ad un destriero; l'effetto d'insieme avrebbe dovuto ricondurre il ricordo alla celebre statua equestre di Marco Aurelio presente a RomaReynolds, Donald Martin, Monuments and Masterpieces: Histories and Views of Public Sculpture in New York City, Macmillan Publishing Company, New York, 1988, p. 26.

Sarà allestita su un alto piedistallo nel Bowling Green Park a New York e verrà ufficialmente dedicata nell'agosto del 1770. Appena il mese seguente venne eretta un'altra opera dello stesso autore, questa volta in memoria di William Pitt il Vecchio, un politico britannico allora assai popolare nelle Tredici colonie per essere stato il responsabile dell'abrogazione dell'aborrita Stamp Act (1765)Reynolds, Donald Martin, Monuments and Masterpieces: Histories and Views of Public Sculpture in New York City, Macmillan Publishing Company, New York, 1988, pp. 26-27.

Proprio come per la statua di Re Giorgio, anche Pitt viene quindi raffigurato in abiti romani e posizionato a New York. Il 9 luglio del 1776, la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America fu letta per la prima volta in città e, per festeggiarla, un gruppo di patrioti abbatté il monumento e alla fine lo sciolse, facendone proiettili e palle da cannone da utilizzare contro gli inglesiReynolds, Donald Martin, Monuments and Masterpieces: Histories and Views of Public Sculpture in New York City, Macmillan Publishing Company, New York, 1988, p. 27.

Quando le truppe britanniche giunsero nel novembre di quell'anno si vendicarono distruggendo la statua di Pitt.

Statue di Haymarket Il 3 maggio del 1886 la polizia di Chicago, sentendosi minacciata da una folla di operai dimostranti, sparò contro di essa finendo con l'assassinare sei persone. Una manifestazione ancora più numerosa si raccoglierà per il giorno successivo; si tenne in prossimità di "Haymarket Square", quando ad un tratto un individuo rimasto sconosciuto lanciò una bomba artigianale nel bel mezzo di un gruppo di poliziotti, uccidendone otto. Era la rivolta di Haymarket.

Anche se non fu mai appreso chi avesse lanciato effettivamente l'ordigno, otto dirigenti del sindacato vennero arrestati, tutti saranno giudicati colpevoli e, dopo che uno di loro commise suicidio il giorno prima di essere giustiziato, altri quattro subirono l'impiccagione con l'accusa di anarco-sindacalismo. Erano tutti tedeschi americaniThe Federal Writers’ Project of the Works Progress Administration for the State of Illinois, “The WPA Guide to Illinois, Pantheon Books, New York, 1983 pp.82-83.

Dopo aver vinto un concorso indetto nel 1887 sarà creato un monumento ad opera dello scultore di origini danesi Johannes Gelert raffigurante un "robusto poliziotto, nel suo aspetto schietto, gentile ma risoluto"; sulla sua base vi era la frase: "nel nome del popolo dell'Illinois io comando che vi sia la pace".

Un giornalista dell'evento riporterà invece la versione alternativa secondo cui l'agente al proprio fianco disse che in realtà il significato sotteso rappresentava la massima: "nel nome della legge ti ordino di sfollare!"Riedy, James L., Chicago Sculpture University of Illinois Press, Urbana, 1981 p. 182.

La statua raffigurante il tutore dell'ordine in piedi con un braccio alzato, per il quale lo scultore aveva usato come modello per ispirarsi un vecchio vigile urbano che dirigeva il traffico ad un incrocio stradale, venne dedicata e scoperta ufficialmente il 30 maggio del 1889.

Alla celebrazione il sindaco di Chicago DeWitt Clinton Cregier dichiarerà: "possa rimanere qui stabilmente senza alcuna macchia finché la metropoli continuerà ad esistere". Parole incredibilmente poco profetiche se solo si pensa a quel che accadde in seguitoBach, Ira and Mary Lackritz Gray, Chicago's Public Sculpture, University of Chicago Press, Chicago 1983 p.230.

Nel 1900, dopo che era già stata ripetutamente deturpata e presa a scalpellate, furono scoperte "tracce inconfondibili" del tentativo di farla esplodere con la dinamite; la statua fu pertanto spostata nelle vicinanze di Randolph e Ogden Street all'altezza di Union Park...

Il 4 maggio del 1927, nel giorno del 41º anniversario del massacro, un "tram che viaggiava lanciato a tutta velocità saltò fuori dai binari e speronò la statua". Il monumento venne quindi spostato di nuovo, in una posizione più centrale all'interno del parco.

Nell'ottobre del 1969 e ancora esattamente un anno dopo furono fatti degli ulteriori tentativi di far saltare in aria la statua. Il sindaco Richard Daley la mise sotto la protezione costante della polizia, che gli fece la guardia a turno 24 ore su 24.

Nel 1972 il monumento - divenuto oramai itinerante - sarà nuovamente rimosso per essere messo esattamente di fronte alla questura, per poi trasferirsi di nuovo nel 1976 nel giardino del centro di addestramento della polizia cittadina..

Nel frattempo il "Monumento ai Martiri di Haymarket" di Albert Weinert fu inaugurato nel cimitero tedesco di Waldheim (l'odierno "Forest Home Cemetery").

Sarà posizionato là dove i quattro uomini giustiziati - August Spies, Adolph Fischer, Albert Parsons e George Engel - assieme a Louis Lingg che si era suicidato il giorno prima della condanna a morte, sono tuttora sepolti. Era il 1893 e a partire da allora affianca il riposo delle vittime.

Il 14 settembre del 2004 infine è stato scoperto un altro monumento, quest'ultimo di Mary Brogger.

L'autore Kara Kvaran cita lo storico di Chicago Tim Samuelson dicendo: "il tema unificante è che si tratta di una tragedia, una tragedia umana di persone inserite in circostanze difficili che reagiscono a qualcosa che però sembra sfuggire al loro diretto controllo"Burghart, Tare, “New Memorial Commemorates Bloody 1886 Labor Rally in Chicago, “Chicago Sun Times, 16 settembre 2004.

Statua della donna pioniera

Nell'ottobre del 1936 i progetti per realizzare una statua della "Pioneer Woman" da collocare presso la "Texas Woman's University" a Denton (Texas) presero il via "invitando un gruppo di scultori americani di punta, circa 80 di numero, a presentare fotografie dei loro lavori; ne saranno scelti diversi che avrebbero dovuto poi presentare i modelli della statua proposta alla Commissione di controllo del Centenario"Texas Woman's University Board of Regents meeting, 3 ottobre 1936, libro 34, p. 4.

Tra gli artisti che parteciparono al concorso vi sarà anche la scultrice texana Waldine Tauch, la quale ottenne le commissioni per tre memoriali: quelli dedicati a Moses Austin, a Isaac e Frances Van Zandt ed infine alla battaglia di Gonzales (il "First Shot Fired For Texas Independence Monument"), ma non fu invece in grado di vincere la gara per la statua della donna pioniera. Tuttavia ella avrebbe avuto un ruolo preminente nella vicenda che seguirà.

Non è ancora chiaro quanti modelli in gesso siano stati presentati, ma una "giuria di professionisti" scelse all'unanimità quello presentato da William Zorach, uno scultore di New York, che comprendeva non solo una donna pioniera o una donna assieme ad un bambino come fece Tauch, ma l'intera famiglia: madre, padre, figlio e figlia. Ed erano tutti completamente e rigorosamente nudiThurman, Nita, "Original TWU pioneer statue caused a statewide hoopla", Denton Record-Chronicle, 15 febbraio 2006.

Il nudo artistico venne visto da alcuni come appropriato per i ritratti classici, allegorici o simbolici (vedi storia del nudo artistico e nudo eroico), ma del tutto inaccettabile per le donne pioniere del Texas; dopo aver appreso della decisione della commissione Tauch "non perse tempo a telefonare e a scrivere lettere a molti amici in tutto lo Stato per riferire dello scandaloso incidente"Hutson, Alice, From Chalk to Bronze: A Biography of Waldine Tauch, Shoal Creek Publishers, Austin, Texas 1978 pp. 96–97.

"Le angosciate proteste dei texani si trasformarono in una polemica che rimpicciolì tutte le precedenti già accadute nella lunga carriera di Zorach; un osservatore non mancherà di far notare che la donna rappresentata non aveva neppure una fede nuziale... mentre un capitolo delle "Figlie della Repubblica del Texas" appositamente riunitosi ebbe a dichiarare che questo era il più grande insulto che avrebbe mai potuto essere commesso nei confronti di queste donne che hanno sempre creduto e praticato la sacra virtù della modestia"Baur, John I., ‘’William Zorach’’, Published for the Whitney Museum of American Art by Frederick A. Praeger, New York, 1959 p.33.

Zorach ha scritto che "tutti i maggiori giornali dicevano che se un pioniere del Texas fosse andato in giro in un tale stato di nudità sarebbe stato legato all'albero più vicino per essere sottoposto subito dopo all'impiccagione... il collega Gutzon Borglum si trovava in quel momento nei paraggi e mi è stato riferito che ha detto che le mie figure assomigliavano ad un mucchio di stupidissime scimmie"Zorach, William, Art is My Life: The Autobiography of William Zorach, The World Publishing Company, Cleveland, Ohio, 1967 p. 112.

Quest'ultima osservazione verrà ampiamente citata dagli avversari della statua in quel momento. Alla fine la commissione fu consegnata allo scultore Leo Friedlander, che non era nemmeno entrato nella competizione. Lui, insieme ai "Piccirilli Brothers" assoldati come intagliatoriLittle, Carol Morris, A Comprehensive Guide to Outdoor Sculpture in Texas, University of Texas Press, Austin, 1996 p. 195, eseguì infine il lavoro This article contains quotations from this source, which is available under the license and the GFDL..

The Races of Mankind

The Races of Mankind è una serie di 104 busti creati appositamente per il Field Museum di Chicago dalla scultrice Malvina Hoffman, che vorrebbero rappresentare le differenti "razze" del genere umano; furono scoperti nel 1933.

La maggior parte di essi sono a grandezza naturale e i lavori verranno inizialmente ospitati nel padiglione 3, il "Chauncey Keep Memorial Hall" ("La sala delle razze dell'umanità").