Il buddismo della Terra Pura, la cui corrente principale, maggioritaria e diffusa è nota anche come amidismo (cinese Jìngtǔzōng, (), "scuola della Terra Pura"; giapponese Jōdoshū, 浄土宗, o Jōdo bukkyō, 浄土仏教You Were Born For a Reason, ; coreano Jeongtojong, 정토종; vietnamita Tịnh Độ Tông), è un ramo del buddismo Mahāyāna, che enfatizza i rituali e le pratiche devozionali, ed è attualmente una delle scuole di buddismo dominanti nell'Asia orientale, dove divide la scena con il Chán (Zen in Giappone). Secondo alcune fonti è la scuola di buddismo più diffusa al mondoIntroduzione a I sutra della terra pura. Vol. 1, a cura di Massimo Claus, con più di 200 milioni di seguaciDouglas Todd, As Buddhism rises in North America, two “solitudes” are emerging (with video), su Vancouver Sun, 21 dicembre 2012 (la maggioranza in Cina) su circa 500 milioni di buddisti praticanti a seconda delle stime.Global Religious Landscape: Buddhists.
Nel buddismo cinese Terra Pura e Chán sono spesso praticati insieme (ad esempio dai monaci dello Shaolin, il più importante dei monasteri e templi Chán), e non sempre i fedeli sanno distinguere tra i due. Nel buddismo giapponese questa pratica mista è invece tipica ad esempio della scuola zen Ōbaku-shū, mentre la Jodo-shu e la Jodo Shinshu sono le principali scuole amidiste; con lo Zen e il buddismo Nichiren, rappresenta la scuola più diffusa in Giappone. Questa corrente venera il Buddha Amitābha (Amituofo in cinese, Amida Butsu in giapponese), considerato il Buddha eterno manifestatosi nel nostro mondo tramite il Buddha Sakyamuni.
Storia e diffusione
Da un punto di vista storiografico il culto di Amitābha si è probabilmente sviluppato alla fine del I secolo, circa 5-6 secoli dopo la predicazione del Buddha storico, e poco tempo dopo la resa scritta dei primi sutra Mahayana. Il buddismo della Terra Pura è fondato sui Sutra della Terra Pura: il Sutra della Vita Infinita o Sukhāvatīvyūha Sūtra lungo, detto anche sutra lungo della Terra Pura o sutra lungo del Buddha Amitabha; il Sutra di Amitabha o Sukhāvatīvyūha Sūtra corto/Amitābha Sutra, chiamato anche sutra breve della Terra Pura; il Sutra della Contemplazione o Amitayurdhyana Sutra, tradotto anche come sutra della consapevolezza di Amitabha; in più ci si riferisce in parte ad altri sutra, principalmente al Pratyutpanna Samādhi Sūtra; tutti questi sutra di derivazione indiana (secondo alcuni, però, almeno una parte di essi sono in realtà autoctoni della Cina, quindi l'origine indiana sarebbe apocrifaFujita, "The Textual Origins of the Kuan Wu-liang-shou ching: A Canonical Scripture of Pure Land Buddhism", in Buswell, Robert E.; ed. (1990). Chinese Buddhist Apocrypha, Honolulu: University of Hawaii Press, ISBN 0585349630Muller, Charles (1998). "East Asian Apocryphal Scriptures: Their Origin and Role in the Development of Sinitic Buddhism". Bulletin of Toyo Gakuen University. 6: 63–76., pag. 68) furono introdotti in Cina nel 150 circa dal monaco parto An Shih Kao e dal monaco kushan Lokakṣema. Essi descrivono, tramite un discorso di Gautama Buddha ai discepoli prediletti, il Buddha Amitabha (nominato anche nel sutra del Loto) e la sua paradisiaca Terra Pura, chiamata Sukhavati. Alcuni studiosi occidentali hanno ipotizzato un influsso del cristianesimo nestoriano sul buddismo cinese della Terra Pura.Henri de Lubac, Aspetti del Buddismo, Editoriale Jaca Book, 1980, p. 347 La futura scuola della Terra Pura cominciò ad acquisire la sua influenza in ambito Mahayana nel II-III secolo e la fama di Amitabha si diffuse rapidamente in Cina, ove il secondo dei tre Sutra venne tradotto in cinese dal sanscrito già nel 252 d.C; nel V secolo furono tradotti anche gli altri due.
Nel 402, il monaco Huìyuan radunò un'assemblea di praticanti devoti ad Amitabha e diede origine formalmente, in Cina, alla corrente autonoma della Terra Pura o Jìngtǔ (淨土宗, Jìngtǔ zōng) fondando un monastero sulla cima del Monte Lushan. Il lignaggio è fatto però risalire a Nāgārjuna, il monaco indiano del II secolo fondatore della scuola dei Mādhyamika e considerato il primo patriarca delle scuole Mahāyāna, contemporaneo di Lokaksema.
La prima testimonianza scritta del nome Amitābha (sanscrito Amitābhaḥ (अमिताभ), letteralmente "Luce (ābhā) senza fine (amita)"; in cinese traslitterato 阿彌陀, Āmítuó; in giapponese Amida, 阿彌陀, da cui deriva il termine amidismo) è contemporanea all'introduzione in Cina del primo sutra, e si tratta della dedica incisa su una statua del II secolo trovata a Govindnagar, Pakistan, ora al museo di Mathura, dedicata a "Amitābha Buddha" da una famiglia di mercanti nel "28º anno del regno di Huviṣka", cioè nella seconda metà del secondo secolo, durante l'impero Kuṣāṇa. Il primo sutra a citare Amitābha è la traduzione cinese del Pratyutpanna-sūtra, portata nel Paese da Lokakṣema intorno al 180 d.C., e che si dice sia stato all'origine del buddismo della Terra Pura in Cina.
I rituali furono sistematizzati ad opera di Shan-tao (pinyin Shandao, 613–681), un maestro considerato dai fedeli un'incarnazione del Buddha Amitabha e il più importante maestro del lignaggio cinese; non a caso oggi ci si riferisce al principale lignaggio della Jingtu come al lignaggio di Shandao (in giapponese Zendō; è considerato il quinto patriarca). La filosofia amidista procedette quindi a diffondersi in Giappone, dove crebbe più lentamente: Honen Shonin (1133–1212), un monaco Tendai, stabilì stabilmente il buddismo della Terra Pura come una setta indipendente in Giappone con il nome di Jodo Shu (1175), avendo un grande seguito. Dagli insegnamenti del suo discepolo Shinran nacque la Jodo Shinshu o buddismo Shin, il secondo gruppo amidista del Giappone. La scuola Ōbaku-shū pratica lo Zen e la Terra Pura assieme (come per un certo periodo fece la Rinzai), sul modello delle scuole cinesi del Chán.
Oggi la Terra Pura è, insieme al Chán (Zen), una delle scuole buddiste più praticate (200 milioni nel mondo su 500 milioni circa di buddistiLe stime più accettate sul numero totale di buddisti vanno dai 350 ai 550 milioni di praticanti. Questi numeri rendono il buddismo di fatto la quarta religione per numero di credenti dopo il Cristianesimo, l'Islamismo e l'Induismo; vi son infine altre stime secondo cui, sommando tutti i simpatizzanti oltre agli aderenti alle varie dottrine particolari derivanti tutte dagli originali insegnamenti del Buddha che porterebbero il numero complessivo dei buddisti ad oltre un miliardo di esseri umani sparsi in tutto il pianeta) e la scuola di buddismo dominante in Cina, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Macao e Vietnam; è presente anche in Corea del Sud e comunità amidiste consistenti sono diffuse anche a Singapore e Indonesia. In Cina e Giappone il buddismo della Terra Pura è spesso praticato in sincretismo religioso con Chán e Zen, o con le religioni locali, come lo shintoismo giapponese (come avviene in maniera analoga alle altre scuole) o taoismo, confucianesimo e religione popolare in Cina e Taiwan. Nell'Asia continentale l'amidismo è la forma di buddismo più diffusa, in Vietnam è praticato spesso assieme al Thiền (zen vietnamita), in Corea assieme al Sòn, mentre in Giappone contende la maggioranza alla scuola Nichiren di origine Tendai e storicamente rivale della Terra Pura. Secondo alcune stime, il 40 % dei buddisti giapponesiIl 34 % dei giapponesi si è dichiarato seguace del solo buddismo segue stabilmente la scuola della Terra Pura (il 25 % dell'intera popolazione, circa 18 milioni di persone), secondo altre stime sono invece circa 13 milioni (10 % della popolazione nipponica).Woodhead, Linda. "Religions in the Modern World: Traditions and Transformations." New York, NY: Routledge Publishing 2016, ISBN 9780415858816 p. 83
In Cina i praticanti della Terra Pura costituiscono una buona parte, col Chán, dei 200 milioni di cinesi che seguono il Mahayana. Come le altre religioni e scuole buddiste, anche quelle amidiste subirono la repressione dei maoisti durante la rivoluzione terminata nel 1949 e la grande rivoluzione culturale degli anni '60; molti monaci fuggirono a Taiwan e a Hong Kong dove il buddismo cinese ebbe un grande incremento. Diversi templi subirono danneggiamenti, o rischiarono la distruzione da parte delle Guardie Rosse, come il Tempio del Buddha di Giada a Shangai e il principale tempio Shaolin. Solo dopo il 1976 il governo ha concesso libertà di culto ai monasteri tradizionali, e da allora i praticanti e i monaci cinesi sono nuovamente aumentati.
Il buddismo della terra Pura si è diffuso anche nel mondo in seguito all'immigrazione di praticanti asiatici e all'interesse per le tradizioni buddiste da parte degli occidentali. In Europa esso è rappresentato principalmente dalla Jodo-shu Europa; in Italia è meno diffuso di altre tradizioni come il Nichiren (specialmente scuola laica Soka Gakkai), lo Zen, il Theravada (tradizione thailandese/srilankese) e il Vajrayana tibetano, e principalmente è rappresentato dalla Jodo Shinshu Italia di tradizione giapponese, dai gruppi Shaolin di tradizione cinese (Chán/Terra Pura) diffusi in seguito all'immigrazione da questo paese, e dall'Associazione Buddisti Vietnamiti in Italia (Thiền/Terra Pura). Il movimento Amida Shu è una scuola laica occidentale della Terra Pura di origine giapponese.
Caratteristiche del culto
Il Buddha Amitabha Secondo il Sukhāvatīvyūha Sūtra,Hisao Inagaki, Harold Stewart (transl.): The Three Pure Land Sutras , Berkeley: Numata Center for Buddhist Translation and Research 2003. ISBN 1-886439-18-4 il Buddha Sakyamuni in persona, davanti ad un'assemblea di Deva, Arhat, e Bodhisattva, racconta che in un eone molto lontano, un Re aveva abbandonato la vita mondana per divenire un monaco, prendendo il nome di Dharmakara ("Miniera della Legge").
Dharmakara si era recato dinanzi al Buddha della sua Era, il Buddha Lokesvararaja (lett."Il Signore Re del Mondo"), e aveva pronunciato il voto iniziale di Bodhicitta (Pranidhana, "Pensiero del Risveglio"). Tale voto del Bodhisattva si articolava in quarantotto impegni, i più salienti dei quali erano la volontà di generare un Buddhaksetra ("Campo di Buddha") dove gli esseri senzienti potessero rinascere un'ultima volta prima dell'Illuminazione (bodhi), l'auspicio che l'invocazione fervente del suo stesso nome di Buddha fosse il mezzo per recarvisi (il "Diciottesimo Voto"), e l'auspicio che dal suo corpo emanasse una luce illimitata.
Infine egli divenne Amitabha Buddha. Amitābha, oltre che nei sutra della Terra Pura, è nominato anche nel sutra del Loto al capitolo VII, come uno dei sedici "figli" del Buddha Mahâbhijñā Jñānâbhibhū, assieme a Gautama Buddha (Sakyamuni), ed è anche uno dei Cinque Dhyana Buddha (giapponese Nyorai Butsu) del buddismo Vajrayana. Nel mandala dei Cinque Buddha, la sua consorte e controparte femminile è chiamata Pāṇḍarāvasinī.