Il raid di John Brown contro Harpers Ferry (noto anche come raid di John Brown o raid su Harper's Ferry)In many books the town is called "Harper's Ferry." For example, "Col. Robert E. Lee's Report Concerning the Attack at Harper's Ferry, October 19, 1859,"; Horace Greeley, The American Conflict: A History of the Great Rebellion in the United States of America, 1860–64. Volume: 1. (1866), p. 279; French Ensor Chadwick, Causes of the Civil War, 1859–1861 (1906) p. 74; Allan Nevins, The Emergence of Lincoln (1950) vol 2 ch 3; James M. McPherson, Battle Cry of Freedom: The Civil War Era (1988), p. 201; Stephen W. Sears, Landscape Turned Red: The Battle of Antietam (2003) p. 116. fu un'incursione, da parte del militante abolizionista John Brown e dei suoi uomini, su un arsenale federale, compiuta nel 1859 con l'intento di dare il via a una rivolta di schiavi. L'arsenale si trovava nella cittadina di Harper's Ferry, allora nel territorio della Virginia.
La banda di Brown, composta da 22 membri, venne sconfitta da una compagnia dello United States Marine Corps guidata dal primo tenenteIsrael Green, Israel GreeneHoffman, Colonel Jon T., USMC: A Complete History, Marine Corps Association, Quantico, Virginia, (2002), p. 84.. Il colonnello Robert Edward Lee era a capo del comando generale dell'operazione di riconquista dell'arsenale.
Brown aveva originariamente chiesto sia a Harriet Tubman sia a Frederick Douglass, entrambi incontrati nel corso dei suoi anni trascorsi a Springfield in qualità di propagandista abolizionista, di unirsi a lui nell'incursione: Tubman non fu in grado a causa di un'improvvisa malattia, mentre Douglass declinò l'invito ritenendo il piano irrimediabilmente destinato al fallimento.
Premesse
Preparativi
Brown e i suoi seguaci affittarono la Kennedy Farm costituita da nient'altro che una piccola capanna di tronchi posta nelle immediate vicinanze del centro urbano (a non più di 6,4 km e mezzo a nord) di Dargan nella contea di Washington (Maryland), John Brown website, sotto il falso nome di Isaac Smith. Il piccolo gruppo giunto con lui si rivelò pochissimo addestrato all'azione militare che avevano intenzione di realizzare. In tutto erano 18 uomini, di cui 13 bianchi e 5 neri.
Le associazioni abolizioniste operanti nel Nord inviarono 198 fucili Sharps calibro 52 con otturatore a retrocarica (parte delle Bibbie di Beecher già utilizzate durante il Bleeding Kansas) e 950 picche (ottenute a fine settembre dal fabbro Charles Blair della "Collinsville Axe Co." di Collinsville).
La preparazione del progetto di guerriglia richiese in tutto almeno tre mesi. L'arsenale federale era costituito da un enorme complesso di edifici che fabbricava armi di piccolo calibro per l'United States Army, dotato di un magazzino che si pensava potesse contenere in quel momento fino a 100 000 moschetti e fucili.
Brown tentò di reclutare quanto più possibile tra i neri liberi del Nord; in una riunione tenutasi nei pressi di una cava a Chambersburg provò ad assoldare Douglass in qualità di ufficiale di collegamento con gli schiavi del Sud per provocare un'insurrezione generale. Fu durante questo incontro che l'ex schiavo Shields Green acconsentì a unirsi a Brown, PBS, accesso 20 maggio 2007; Green dichiarò a Douglass: "credo che andrò con il vecchio", mentre quest'ultimo rifiutò indicando con chiarezza a Brown che riteneva si sarebbe trattato di una missione suicidaFrederick Douglass, , 1881, 2001 (Digital Scanning), , pp. 387-391.. Il piano consisteva in un attacco alla legittimità del governo federale che "avrebbe schierato l'intero paese contro di noi... Non ne uscirai mai vivo", avvertì Douglass; ma Brown rimase irremovibileJames M. McPherson, Battle Cry of Freedom: The Civil War Era (2003) p. 205. La Kennedy Farm cominciò presto a fungere da caserma, arsenale, deposito di rifornimenti, sala mensa, sala di discussione e abitazione; si rivelò molto affollata e la vita quotidiana assai monotona. Brown si preoccupò anche di non destare alcun sospetto tra i vicini contadini; di conseguenza rimanevano rinchiusi all'interno per tutto il giorno, senza molto da fare se non studiare, esercitarsi, discutere di politica o di religione e fare giochi di carte e partite a dama.
La nuora di Brown, Martha, faceva le veci di cuoca e governante, mentre sua figlia Anne era assegnata al "posto di guardia"; Brown volle nella fattoria anche le due donne per sviare i sospetti che inevitabilmente sarebbero stati sollevati da un gruppo di soli uomini. Uscivano solamente di notte per addestrarsi e respirare un po' di aria fresca; i temporali erano i benvenuti poiché coprivano i rumori degli spari ai viciniNational Park Service History Series. John Brown's Raid (2009), pp. 22–30..
Egli non ebbe mai in programma di fare un'incursione improvvisa e fuggire subito dopo in direzione delle montagne; piuttosto intendeva utilizzare i fucili e le picche sequestrati nell'arsenale, oltre alle armi che già aveva portato con sé, per armare gli schiavi ribelli allo scopo di terrorizzare gli schiavisti della Virginia. Credeva che nella prima notte di azione da 200 a 500 schiavi neri si sarebbero uniti a lui nella "lotta di liberazione". Teneva in scarsa considerazione sia la milizia sia le truppe dell'esercito regolare che avrebbero potuto opporglisi. Progettò di mandare dei rappresentanti nelle piantagioni dei dintorni per reclutare schiavi per la battaglia che sarebbe inevitabilmente scoppiata. Ebbe anche in programma di tenere sotto controllo l'intera Harper's Ferry per un breve periodo, attendendosi che molti volontari sia bianchi sia neri si sarebbero spontaneamente uniti a lui quando sarebbe stato sotto il fuoco nemico. Avrebbe quindi fatto muovere rapidamente i suoi uomini verso sud, inviando bande armate lungo la strada con il compito di liberare gli schiavi, ottenere provviste, cavalli e ostaggi con conseguente distruzione del morale degli schiavisti "peccatori". Il progetto di movimento prevedeva di seguire la linea dei monti Appalachi fino al Tennessee meridionale e perfino di raggiungere l'Alabama - il cuore pulsante del profondo Sud - compiendo incursioni periodiche nelle pianure su entrambi i latiAllan Nevins, The Emergence of Lincoln: Prelude to Civil War, 1859–1861 (1950), vol. 4, pp. 72–73.
Segretezza del piano Brown reclutò Hugh Forbes, dietro il compenso di 600 dollari, come addestratore e tattico; si trattava di un mercenario inglese il quale aveva già avuto l'occasione di servire Giuseppe Garibaldi nel corso della prima guerra d'indipendenza italiana e durante l'assedio di Roma (1849). Il suo Manual for the Patriotic Volunteer venne rinvenuto tra i documenti di Brown poco dopo l'incursione. Assieme discussero sulla strategia militare da adottare e su quanto denaro fosse necessario; Forbes ne richiese di più di modo che la propria famiglia rimasta in Europa potesse raggiungerloNational Park Service History Series. John Brown's Raid (2009), p. 16. Non riuscendo a ottenere quanto sperato, l'avventuriero britannico iniziò ad inviare lettere minatorie ai sostenitori di Brown nel tentativo di ottenere i fondi desiderati.
Frustrati questi tentativi, Forbes si recò a Washington per incontrare i senatori repubblicani William H. Seward e Henry Wilson. Forbes denunciò quindi Brown a Seward definendolo un "uomo pericoloso" che andava trattenuto, ma non rivelò i piani per il raid. Forbes espose invece parzialmente il progetto in corso a Wilson e poi anche ad altri. Il senatore scrisse pertanto a Samuel Gridley Howe, un sostenitore di Brown, consigliandogli di cercare di ottenere dai suoi colleghi abolizionisti il recupero delle armi destinate all'uso nel Bleeding Kansas; a Brown venne così detto che le armi entrate in suo possesso non dovevano essere usate "per altri scopi, come si sente dire in giro"Oates (1984), p. 248. In risposta a tali avvertimenti Brown dovette così temporaneamente ritornarsene nel Kansas per cercare di riconquistare il sostegno perduto e contemporaneamente per screditare Forbes; alcuni storici ritengono che questo viaggio improvviso abbia in conclusione ritardato gravemente l'azione in programma, costando molto tempo prezioso a BrownNational Park Service. John Brown's Raid (2009), p. 16.
Si stimano almeno 80 persone a conoscenza del raid pianificato da Brown; in molti avevano ragione di credere che egli stesse contemplando un atto di guerriglia contro il Sud schiavista. Uno di quelli che sicuramente sapeva cosa stesse tramando era l'artista David John GueOates (1984), p. 284, un quacchero, che credeva che Brown e i suoi uomini sarebbero stati uccisi; assieme al fratello e a un altro adepto si decise a mettere in guardia il governo "per proteggere Brown dalle conseguenze della sua stessa avventatezza". Inviò pertanto una lettera anonima datata 20 agosto 1859 al segretario alla Guerra John Buchanan FloydOates (1984), pp. 284-285. La lettera diceva che il "vecchio John Brown" stava progettando di organizzare una rivolta degli schiavi nel Sud; affermava inoltre ch'egli possedeva un agente segreto in un'armeria del Maryland. Gue avvertì infine che Brown aveva programmato di entrare in Virginia con una banda di guerriglieri; Gue scriveva di aver paura di rivelare la propria identità, ma chiedeva a Floyd che questo non fosse motivo per ignorare la sua relazioneOates (1984), p. 285. Gue sperò che il ministro non esitasse a mandare i soldati a Harper's Ferry e che la maggior presenza militare avrebbe fatto desistere Brown dai suoi piani insurrezionali.
Sebbene il presidente James Buchanan offrì a suo tempo una ricompensa di 250 dollari per catturare Brown, sembra che Floyd non collegò la lettera inviatagli con il "John Brown" divenuto sinistramente celebre nel Kansas per il massacro del PottawatomieOates (1984), pp. 285-286. Sapeva inoltre assai bene che il Maryland non possedeva un'armeria (Harper's Ferry si trova difatti dall'altra parte del fiume rispetto allo Stato in questione). Floyd pensò pertanto che lo scrittore anonimo fosse un mitomane e se ne dimenticò presto; più tardi dichiarò che "un piano di tale malvagità ed oltraggio non poteva essere concepito da nessun cittadino degli Stati Uniti"Oates (1984), p. 286.
Svolgimento dell'incursione 16 ottobre Il 16 ottobre del 1859, una domenica, alle 22:30 circa, Brown lasciò quattro dei suoi uomini, tra cui il figlio Owen Brown, il ventenne Barclay Coppock e Frank Meriam, a fare da retroguardia; condusse il resto alle porte della cittadina.
Qui diede l'incarico a John Cook Jr. di catturare il colonnello Lewis Washington, pronipote di George Washington, assalendolo nella sua vicina proprietà di "Beall-Air", sequestrando poi alcuni dei suoi schiavi e impossessandosi di due reliquie appartenute a George Washington: una spada, presumibilmente offerta da Federico II di Prussia, e due pistole donate da La Fayette, che Brown considerava essere dei potenti talismani.
La banda svolse con estrema diligenza la missione che le era stata affidata e tornò indietro attraversando l'abitazione di Allstadt, ove prese in consegna altri ostaggi; il gruppo principale diretto da Brown riuscì invece a catturare numerosi guardiani di piantagione, ma anche semplici cittadini. Ci si doveva impossessare delle armi e fuggire rapidamente prima che potesse esser dato l'allarme: il raid iniziò così sotto i miglior auspici e parve procedere al meglio.
Tagliarono il filo del telegrafo e bloccarono un treno della "Baltimore and Ohio Railroad". La prima vittima dell'incursione fu proprio un nero libero, Hayward Shepherd, controllore dei bagagli nelle carrozze riservate agli afroamericani: non essendosi fermato al loro "Alt!" venne preso a fucilate e ucciso.
Per qualche strana ragione rimasta oscura Brown decise poco dopo che il treno poteva continuare il viaggio, liberando il conducente che, giunto alla stazione successiva, non esitò ad avvisare le autorità.