Hong Gildong jeon (Hangul: 홍길동전; hanja: 洪吉童傳), tradotto in italiano nel 2003 come La storia di Hong Kil-tong, è un romanzo coreano scritto durante la dinastia Joseon e attribuito a Hŏ Kyun (1569-1618).. È considerato il primo romanzo coreano in vernacolare....

Il protagonista della storia è Hong Kiltong, il figlio illegittimo di un ministro e di una serva, dotato di un'enorme intelligenza e di poteri magici che usa per derubare gli aristocratici corrotti. Nonostante i coreani amino paragonare Hong Kiltong a Robin Hood,. i motivi che spingono i due personaggi letterari a "rubare ai ricchi per dare ai poveri" sono fondamentalmente differenti. Mentre l'eroe inglese agisce per un motivo di pubblica utilità, desiderando rendere ai propri concittadini ciò che è stato loro tolto dalle tassazioni ingiustificate, Kiltong è mosso da un bisogno di autoaffermazione: poco considerato dalla sua famiglia, in quanto figlio illegittimo, cerca un modo per conseguire una posizione sociale che attesti il suo talento e la sua intelligenza.. Egli non contesta l'ordine che ha causato il problema, ma anzi aspira a farne parte..

Secondo alcuni studiosi la figura del protagonista potrebbe essere ispirata a quella dell'omonimo bandito citato negli Annali dinastici (Wangjo-sillok), arrestato durante il regno di Yŏnsan-gun..

Edizioni dell'opera Esistono almeno ventinove edizioni note dellHong Gildong jeon, suddivise in due "macro-famiglie" di codici: i testi manoscritti, o p'ilsabon, e i testi stampati, alla cui categoria appartengono i testi wanp'anbon e kyŏngp'anbon.Le wanp'anbon sono le edizioni stampate al di fuori della capitale. Esse presentano termini dialettali e uno stile più vivace e colorito rispetto alle cosiddette kyŏngp'anbon, ovvero le edizioni stampate a Seoul. Cfr. Hŏ Kyun, Hong Kiltong : il brigante confuciano, Milano, O barra O edizioni, 2004, p. 39 Fa parte di quest'ultimo raggruppamento il testo di ventiquattro fogli che va sotto il nome di Hannam, considerato uno dei più autorevoli e attendibili.

I diversi codici sono scritti per la maggior parte in coreano, ma vi sono anche versioni in cinese; tutti risalgono a un periodo successivo al 1850. Hanno lunghezze molto diverse: tra i più brevi se ne annovera uno di soli diciotto fogli, mentre tra i più lunghi uno di ben ottantanove. La loro struttura narrativa è perlopiù omogenea.. Trama La struttura della trama è comune alle varie versioni dellHong Gildong jeon e si articola in tre parti.

Prima parte La prima parte è ambientata all'interno della residenza della famiglia Hong.

Svegliatosi da un sogno che preannuncia la nascita di un eroe, il ministro Hong, dopo il rifiuto della moglie, decide di giacere con la giovane serva Ch'unsŏm concependo così il suo secondogenito, Hong Kiltong. Crescendo, il bambino si dimostra da subito più intelligente della norma e il padre lo predilige nonostante i suoi natali...

Kiltong soffre a causa della sua condizione, dato che ai figli illegittimi non è concesso né accedere agli esami di stato né essere veramente parte della famiglia,letteralmente "chiamare il padre con il nome di padre ed il fratello con quello di fratello" e una notte si confida con il padre che lo sgrida, temendo che egli possa ribellarsi alla sua situazione. Kiltong decide allora di andarsene; ne parla con la madre, rivelandole inoltre i propri timori su una delle concubine del ministro, tale Ch'o-nanin coreano: 쵸난, traslitterato Ch'o-nan nell'edizione a cura di Sofia Teresa Scerbo e Ch'oran in quella a cura di Maurizio Riotto., che egli ritiene invidiosa dell'affetto che l'uomo nutre per loro...

Le previsioni di Kiltong si rivelano fondate quando Ch'o-nan, complottando con una sciamana, fa in modo che il ministro incontri un'esperta di fisiognomica. Quest'ultima lo raggira, insinuando che Kiltong potrebbe portare alla rovina della famiglia Hong; il funzionario, assalito dai dubbi sul destino del figlio prediletto, decide di relegarlo in campagna. Insoddisfatta della poco severa soluzione adottata, la concubina, con il benestare della sposa e del figlio legittimo del ministro, assolda un sicario. Quando questi prova a uccidere Hong Kiltong, il ragazzo, messo precedentemente in allarme da una presagio, lo disarma e lo uccide facendo uso della magia. Poi, in preda alla sdegno per quel complotto, trascina nella stanza anche la sciamana e la finisce...

La prima parte si conclude con Kiltong che, resosi conto delle proprie azioni, corre a salutare il ministro, il quale, nel tentativo di convincerlo a restare, gli accorda il permesso di chiamarlo padre. Dopo aver dato l'addio alla madre, si dirige verso le montagne...

Seconda parte La seconda parte si apre con Kiltong che, vagando senza meta, giunge in un covo di briganti. Questi lo accolgono con entusiasmo e lo sottopongono a una prova per farlo diventare il loro capo, suggellando il giuramento di fratellanza quando egli la supera. Dopo un periodo di allenamento, i briganti propongono a Kiltong di rubare il tesoro del tempio buddhista Haein. Spacciandosi per un nobile desideroso di studiare presso il tempio, Kiltong va in avanscoperta e getta le basi per il piano. Il giorno seguente si presenta nuovamente dai monaci e, dopo averli distratti con uno stratagemma, li fa legare da alcuni suoi compagni e ruba il tesoro, sparendo prima che possa venir dato l'allarme. Da quel momento la banda prende il nome di Hwalpindang (Società per il riscatto dei poveri)Nella storia coreana, il nome hwalpindang viene utilizzato negli ultimi anni del 1800 e nei primi anni del 1900 da società segrete anti-imposte organizzate da veterani del movimento Tonghak nel Chŏlla e nel Kyŏngsang con il fine di resistere ai proprietari terrieri yangban. Cfr. Mike Davis, Olocausti tardovittoriani : El Niño, le carestie e la costruzione del Terzo Mondo, Milano, Feltrinelli editore, 2002 e Cfr. Kim Eugene e Kim Han-Kyo, Korea and the politics of imperialism, 1876-1910, Berkeley University of California Press, 1967, pp. 116-117 e inizia a ridistribuire a chi non aveva di che sostentarsi le ricchezze sottratte ai templi e ai magistrati locali...

La banda sottrae poi i beni del governatore di Hamgyŏng, un funzionario corrotto che vessa i cittadini, e Kiltong lascia un manifesto per rivendicarne il furto, dando il via a una furiosa caccia all'uomo che si rivela infruttuosa, in quanto il brigante, usando i propri poteri, anima sette fantocci di paglia a cui dona il proprio aspetto. I vari Hong Kiltong, ognuno a capo di un gruppo di briganti, si sparpagliano nelle otto regioni della Corea, usando i propri poteri, razziando ogni cosa e causando il panico, al punto che i governatori si vedono costretti a redigere un documento comune da mandare al re Sejong. Il sovrano convoca quindi gli uffici di poliziaL'ufficio per la cattura dei ladri (P'odoch'ŏng), a cui si fa riferimento, fu istituito nel medio-tardo periodo Chosŏn ed era diviso in due distretti chiamati "di destra" e "di sinistra". Cfr. Hŏ Kyun, Hong Kiltong : il brigante confuciano, Milano, O barra O edizioni, 2004, p. 66 e il comandante delle guardie di destra, tale Yi Hŭp, parte alla ricerca del fuorilegge...

L'ufficiale, fermatosi in un'osteria per rifocillarsi, incontra un ragazzo che si mostra preoccupato per le sorti della nazione e che acconsente ad aiutarlo a catturare Hong Kiltong. Il giovane, dopo aver sottoposto Yi Hŭp a una prova d'abilità, lo conduce tra le montagne fino al covo di Hong Kiltong e, chiedendogli di attenderlo fuori, vi entra. Ben presto Yi Hŭp viene catturato da un gruppo di uomini armati che lo legano e lo portano in una specie di Palazzo Reale dove il comandante scopre che il ragazzo che l'ha condotto fino a lì è in realtà Hong Kiltong, il quale, prima di liberarlo, gli offre da bere e gli consiglia di lasciar perdere ogni tentativo di catturarlo...

Le azioni di Hong Kiltong si fanno più spudorate e provocatorie; egli arriva ad uccidere i funzionari corrotti, mandandone notizia al sovrano che, spazientito, convoca i ministri per ordire un nuovo piano. Scoperta l'esistenza della famiglia di Hong Kiltong, re Sejong decide di farne arrestare il padre e il fratellastro Inhyŏng. Quest'ultimo, convocato dal sovrano, chiede la grazia per il padre e si offre egli stesso di catturare Kiltong.

Nominato governatore del Kyŏngsang, Inhyŏng fa affiggere in ogni regione dei manifesti in cui, facendo leva sulla virtù della pietà filiale, chiede al fratellastro di consegnarsi per evitare di causare la rovina del casato. Kiltong si presenta ben presto al cospetto del fratello che lo implora di costituirsi, cosa che il brigante fa. Contemporaneamente, però, anche nelle altre sette regioni viene catturato un Hong Kiltong e tutti e otto i briganti vengono condotti in catene a Seoul...

Non riuscendo a individuare il vero Kiltong, il re fa convocare l'ex ministro Hong che, dopo aver dato indicazioni su come identificarlo, sgrida il figlio e cade a terra privo di conoscenza. Quando i medici falliscono nel tentativo di rianimarlo, gli otto Kiltong intervengono infilando in bocca al padre delle pastiglie e facendogli così riprendere i sensi. Gli otto banditi raccontano poi all'unisono della sofferenza causata dalla condizione di figlio illegittimo e chiedono al re di far cadere il mandato di cattura, in quanto Kiltong è intenzionato a lasciare il Paese e a non arrecare più alcun disturbo.

Accasciatesi a terra le otto copie di Kiltong, ora di nuovo fantocci di paglia, il re rinnova l'ordine di cattura nei confronti del brigante che, facendo il giro della città, affigge sulle quattro porte principali un messaggio in cui afferma che si lascerà catturare solo quando verrà nominato ministro della guerra...

La seconda parte si conclude con Kiltong che, dopo essere sfuggito alle catene e aver dimostrato di non poter essere catturato, viene nominato ministro della guerra. Presentatosi al cospetto del re, Kiltong lo ringrazia per l'onore ricevuto e lo informa della sua intenzione di partire, inducendo il sovrano a ritirare il mandato di cattura...

Terza parte La terza parte si apre con Kiltong che, dopo aver chiesto ai compagni di attenderlo, si libra in aria e si dirige verso sud, raggiungendo così il regno dell'isola di Yul,Isola fantastica chiamata Yul nell'edizione a cura di Maurizio Riotto e Yuldo-guk nell'edizione a cura di Sofia Teresa Scerbo. una terra meravigliosa. Assicuratosi della prosperità del posto e avendo deciso di renderlo il luogo in cui trascorrere l'esilio autoimpostosi, Kiltong torna dalla banda chiedendo ai compagni di costruire delle barche e di prepararsi a seguirlo in una data precisa. Dopo essersi accomiatato nuovamente dal re e avergli spiegato ancora una volta le ragioni delle sue azioni illecite, Kiltong ritorna a Yul, più precisamente in quella che è diventata la sua nuova patria: Chedo. Qui fa costruire nuove case, migliora l'agricoltura e addestra i soldati...