Della lingua araba esistono molte varietà che vengono chiamate solitamente dialetti, nell'accezione di "lingua vernacolare prevalente nell'uso informale presso ciascuna comunità". L'arabo è una lingua semitica, sottogruppo della famiglia afro-asiatica, che ha avuto origine nella penisola arabica. È classificato come macrolingua che comprende trenta varietà moderne, compresa la lingua standard (fuṣḥa).

I dialetti arabi non sono sempre mutualmente comprensibili: alcune varietà del Nordafrica, ad esempio, sono incomprensibili per un levantino o un abitante del Golfo Persico. All'interno di queste vaste regioni esistono inoltre grandi differenze geografiche, sia all'interno di una stessa nazione, sia sulle zone di confine, fino anche all'interno di città e villaggi.

Bisogna però tenere distinte queste varietà colloquiali altamente divergenti, utilizzate per la comunicazione quotidiana, da quella formale standardizzata, che si trova invece nella maggior parte della lingua scritta e dei discorsi preparati. La varietà regionalmente prevalente è imparata dai parlanti come madrelingua, mentre quella formale è appresa solo in seguito a scuola. La lingua formale varia anch'essa fra la sua rappresentante moderna, l'arabo moderno standard (detto anche in acronimo AMS o, talvolta, all'inglese, MSA, da Modern Standard Arabic; in arabo فصحى fuṣḥā) e la sua base, l'arabo classico, ossia quello del Corano e della poesia preislamica, sebbene gli arabi non facciano solitamente questa distinzione. Ciò che distingue l'AMS dall'arabo classico è una grammatica leggermente semplificata e l'aggiornamento del lessico necessario al mondo moderno.

Le differenze più grandi fra l'arabo classico/standard da una parte e i dialetti dall'altra sono la perdita dei casi, un diverso ordine dei costituenti della frase, la perdita del sistema di modi verbali con conseguente evoluzione di un nuovo sistema, la perdita della diatesi passiva espressa per mezzo della flessione eccetto per un numero ristretto di varietà residuali, riduzione dell'uso del duale e perdita del plurale femminile nella coniugazione verbale. Molti dialetti arabi, in particolare quelli maghrebini, presentano significative rotazioni vocaliche e particolari agglomerati consonantici. Diversamente dagli altri gruppi dialettali, nel maghrebino la prima persona singolare dei verbi porta il prefisso n-.

Altre grandi differenze si riscontrano fra le parlate beduine e quelle sedentarie, fra quelle delle campagne e quelle urbane, fra gruppi etnici e religiosi, fra le classi sociali, fra uomini e donne, fra giovani e anziani. I confini fra queste differenze tuttavia si sovrappongono in una certa misura. Spesso, gli arabi adattano la propria lingua in vari modi a seconda del contesto e dell'intenzione — ad esempio, per parlare con persone provenienti da altri paesi, per dimostrare il proprio livello di istruzione o per ricorrere all'autorità della lingua formale.

Cambio e mescolamento della lingua Come detto, gli arabi adattano il proprio modo di parlare a seconda delle circostanze. I motivi che possono indurre questo comportamento possono essere la formalità della situazione, la necessità di parlare con persone di differente dialetto, ottenere approvazione sociale, differenziarsi dall'ascoltatore, la citazione di un testo scritto, differenziare questioni personali e lavorative o problemi di carattere generale, chiarire un concetto, passare a un altro argomento.Bassiouney, 2009, p. 29.

Un altro importante fattore di mescolamento o cambio nel modo di esprimersi è il prestigio di una data varietà di lingua. Con ciò si intende il rispetto conferito a una lingua o dialetto all'interno della comunità dei parlanti. L'arabo formale porta un alto livello di prestigio nella maggior parte delle comunità arabofone, a seconda del contesto. Ma questa non è la sola fonte di prestigio:Abdel-Jawad, 1986, p. 58. vari studi hanno infatti evidenziato che per molti parlanti esiste una forma prestigiosa di dialetto. In Egitto, per i non cairoti, il dialetto di prestigio è quello del Cairo. Per le donne giordane di origine beduina o rurale può essere quello urbano delle grandi città, in particolare quello della capitale Amman.Bassiouney, 2009, p. 19. Inoltre, in certi contesti, un dialetto piuttosto differente dall'arabo classico può essere più prestigioso di un altro più vicino alla lingua formale — questo è il caso del Bahrein, ad esempio.Holes, 1983, p. 448.

La lingua si mescola e cambia in vari modi. Spesso gli arabi utilizzano più di una varietà di arabo in una conversazione o addirittura nella stessa frase: questo procedimento viene detto commutazione di codice. Ad esempio, una donna in un programma televisivo può fare appello all'autorità della lingua formale incorporandone elementi nel proprio discorso per evitare che gli altri partecipanti alla trasmissione la interrompano. Un altro procedimento che interviene è il livellamento, l'eliminazione di specifiche caratteristiche dialettali in favore di altre più generalizzate. Questo può riguardare tutti i livelli linguistici — semantico, sintattico, fonologico, ecc.Holes 1995: 39, p. 118. Il cambiamento può essere temporaneo, fintanto che la comunicazione avviene fra arabi di diversa origine, o essere permanente, come spesso accade a persone che dalla campagna si trasferiscono in città e adottano il più prestigioso dialetto urbano, generalmente entro due generazioni.

Questo processo di accomodamento talvolta si appoggia sulla lingua formale, ma spesso no. Ad esempio, gli abitanti dei villaggi della Palestina centrale cercano di utilizzare il dialetto di Gerusalemme piuttosto che il proprio quando parlano con arabi di dialetto molto differente dal loro, specialmente se hanno una conoscenza alquanto sommaria dell'arabo standard.Blanc, 1960, p. 62. Di nuovo, parlanti istruiti che provengono da zone diverse spesso utilizzano forme dialettali che sono una via di mezzo fra i loro dialetti piuttosto che fare ricorso alla lingua formale, in modo che la comunicazione sia più semplice e comprensibile. Ad esempio, per dire "c'è/ci sono" gli arabofoni ricorrono a varie parole: Kuwait e Iraq: Egitto, il Levante e buona parte della penisola arabica Tunisia: Marocco e Algeria: Yemen: arabo moderno standard: In questo caso, ha più probabilità di essere utilizzato perché non è associato a nessuna regione in particolare ed è il più vicino al nucleo dialettale condiviso di questo gruppo di parlanti. Inoltre, data la prevalenza di film e trasmissioni televisive in egiziano, è molto probabile che tutti i locutori abbiano una certa familiarità con questo dialetto.Holes, 1995, p. 294. L'iracheno aku, il levantino fīh e il nordafricano kayn sono tutti evoluzioni di forme dell'arabo classico (yakūn, fīhi, kāʾin rispettivamente), ma oggi suonano in modo molto diverso.

Talvolta un certo dialetto è associato ad arretratezza e non porta un prestigio tradizionale — tuttavia continua a essere utilizzato in quanto portatore di un certo prestigio occulto e serve a differenziare un gruppo da un altro quando necessario.

Varietà regionali Le differenze più grandi fra le varietà di arabo sono fra i gruppi linguistici regionali. Questi possono essere suddivisi in vari modi, ma questa è la tipologia solitamente accettata:

gruppo maghrebino marocchino (الدارجة dāriǧa) giudeo-marocchino ǧeblī tunisino (تونسي tūnsī) giudeo-tunisino algerino libico (ليبي lībī) ḥassānī sahariano andaluso siculo-arabo maltese gruppo sudanese sudanese ciadico ǧūbā gruppo egiziano egiziano (مصري maṣrī) ṣa‘īdī (صعيدي) gruppo della Penisola arabica baḥreinita bāreqī arabo del golfo (خليجي ḫalīǧī) naǧdī omanita (ḥadārī) ḥeǧāzī (حجازي) ḥaḍramī šiḥḥī o šiḥuḥ ẓofārī yemenita tihāmī bedawī gruppo mesopotamico arabo mesopotamico arabo mesopotamico settentrionale (moslawi/qeltu) gruppo levantino arabo levantino siriano settentrionale cipriota libanese (لبناني lebnānī) giordano palestinese

Questi vasti gruppi regionali non corrispondono ai confini degli stati moderni. Nella parte occidentale del mondo arabo i dialetti sono detti الدارجة ad-dāriǧa, mentre a Oriente العامية al-ʿāmmiyya. I dialetti confinanti sono solitamente mutualmente intelligibili, ma le varietà lontane no. Le parlate a ovest dell'Egitto sono piuttosto disparate e gli egiziani lamentano difficoltà nel capire i locutori maghrebini, mentre la capacità dei maghrebini di capire altre varietà di arabo è in gran parte dovuta alla diffusa popolarità dell'egiziano e, in misura minore, dei media libanesi; questo fenomeno è detto intelligibilità asimmetrica. Un altro fattore di differenziazione nei dialetti è l'influenza di altre lingue precedentemente parlate o ancora presenti nelle varie zone, ad esempio il copto in Egitto, francese, turco ottomano, romanzo d'Africa, spagnolo, berbero, punico (o fenicio) nel Maghreb, ḥimyarita, sudarabico moderno e antico nello Yemen e aramaico nel Levante. I locutori di varietà mutualmente non intelligibili sono spesso in grado si comunicare utilizzando l'arabo standard.

Le lingue moderne hanno in genere fornito un gran numero di nuovi termini e hanno talvolta influenzato la pronuncia o l'ordine delle parole. Esempi sono il turco e l'inglese in Egitto, il francese nel Maghreb e in Siria, l'inglese e il francese in Libano, l'inglese e l'ebraico in Israele. In ogni caso, un fattore molto più significativo per tutti i cinque gruppi di dialetti, come il latino per le lingue romanze, è il mantenimento (o cambio di significato) di forme dell'arabo classico utilizzate nel Corano.

Esempi delle principali differenze regionali L'esempio seguente mostra le somiglianze e le differenze fra le varietà letterarie e standardizzate e i più importanti dialetti urbani. Viene mostrato anche il maltese, una lingua siculo-araba lontanamente imparentata, discendente dell'arabo maghrebino.

La pronuncia reale può essere diversa; le traduzioni sono approssimative a fine dimostrativo. Anche la pronuncia dell'arabo standard varia significativamente da zona a zona. VarietàMi piace molto leggere.Quando sono andato in bibliotecaho trovato solo questo vecchio libro.Volevo leggere un libro sulla storia delle donne in Francia. Arabo moderno standard أنا أحب القراءة كثيرًا ʾanā ʾuḥibbu l-qirāʾata kaṯīran عندما ذهبت إلى المكتبة ʿindamā ḏahabtu ʾilā l-maktabati لم أجد سوى هذا الكتاب القديم lam ʾaǧid siwā hāḏā l-kitābi l-qadīm كنت أريد أن أقرء كتابًا عن تاريخ المرأة في فرنسا kuntu ʾurīdu ʾan ʾaqraʾa kitāban ʿan tārīḫi l-marʾa fī-faransā Tunisino [nħəbb naqṛa baṛʃa] [waqtəlli mʃit l-əl-maktba] [ma-lqīt ka:n ha-l-ktēb lə-qdīm] [kənt nħəbb năqṛa ktēb ʕla tērīx lə-mṛa fi fṛa:nsa] Algerino [a:na nħəbb nəqṛa ja:ser] [məlli raħt l-əl-maktaba] [ma-lqi:t ɣīr hād lə-ktāb lə-qdīm] [kunt nbɣi:t nəqṛa kta:b ʕla ta:ri:x lə-mṛa fi fṛa:nsa] Marocchino [ka nbɣi nəqṛa bezzaf] [məlli mʃit lmaktaba] [ma-lqi:t-ʃ mən-ɣi:r ha:d lə-kta:b lə-qdi:m] [kunt ba:ɣi nəqṛa ktāb ʕla ta:ri:x lə-mṛa fə-fṛansa] Egiziano [ana baħebb el-ʔera:ja awi] [amma roħt el-maktaba] [ma-lʔet-ʃ ella l-keta:b el-ʔadi:m da] [ana kont ʕajez aʔra ketāb ʕan tari:x es-setta:t fe faransa] Libanese [a:na kti:r bħebb il-ʔire:je] [lamma reħit ʕal-mektebe] [ma lʔe:t illa hal-i-kte:b li-ʔdi:m] [ke:n bedde ʔra kte:b ʕan te:ri:x l-mara b-fre:nse] Iracheno