L'incidente ferroviario di Beano (conosciuto anche come incidente ferroviario di Codroipo) fu uno scontro di treni avvenuto il 27 agosto 1903 in prossimità di Beano, frazione di Codroipo, sulla linea ferroviaria Venezia-Udine.

Dinamica dei fatti Il 27 agosto 1903 alle ore 22:00 partì da Udine, diretto a Belluno, il treno straordinario 2165 (tradotta militare) sul quale si trovavano due battaglioni del 14º reggimento fanteria, su cui viaggiavano i militari che avevano assistito alla visita di Vittorio Emanuele III e della consorte ad Udine in occasione della mostra dei prodotti regionali a Udine per poi spostarsi il giorno dopo alle grandi manovre militari nel trevigiano. Sulla stessa linea, in senso inverso, circolava il treno merci straordinario 2468. Intorno alle ore 23:00 il treno militare giunse nella stazione di Pasian Schiavonesco (odierna stazione di Basiliano) fermandosi e ripartendo subito dopo. Il capotreno lasciò ripartire il treno senza attendere l'ordine del capostazione. L'incrocio con il treno merci 2468, previsto come normale da orario a Codroipo, era stato però spostato a Pasian mediante dispaccio telegrafico, ma questo non fu notificato al macchinista e al capotreno del treno militare come la normativa prevedeva. Se gli fosse stato consegnato l'avviso scritto di spostamento d'incrocio il treno 2165 avrebbe atteso l'incrocio con il 2468 e sarebbe ripartito solo dopo l'arrivo del treno incrociante, come previsto dai regolamenti.

Il capostazione di Pasian non aveva seguito la prassi prevista; non solo non aveva disposto a via impedita il segnale di protezione (di entrata) della sua stazione, cosa che necessitava fare in quanto la fermata al segnale avrebbe costretto il macchinista, dopo la disposizione a via libera del segnale stesso, ad entrare con cautela, a fermarsi in stazione e ad attendere l'ordine di partenza del capostazione per potere proseguire. Ma aveva anche impropriamente aperto il segnale di partenza al treno 2165 pur sapendo che un altro treno (il 2468) aveva impegnato la stessa tratta che era a semplice binario.

Infine anche il deviatore, pur avendo ricevuto l'avviso di spostamento d'incrocio, non aveva esposto il segnale di arresto all'altezza dello scambio di uscita al treno 2165 che era ripartito.

Lo scontro avvenne poco più avanti, sullo stesso binario da cui sopraggiungeva da Codroipo il treno merci 2468 il cui macchinista, accortosi del treno che avanzava contro, arrestò il proprio convoglio senza riuscire ad evitare il violento scontro. L’incidente fu causato dal via libera dato prima del ricevimento del treno incrociante.

Due militari, rimasti indenni, si avviarono nelle opposte direzioni per segnalare l'avvenuto incidente e raggiunto un casello vennero inviati dispacci telegrafici ad Udine; un ufficiale in bicicletta raggiunse Codroipo e fece suonare le campane per far accorrere le popolazioni in soccorso. Alcuni ufficiali che si erano salvati presero a coordinare il salvataggio dei feriti. Alcuni medici borghesi e le persone accorse dai centri abitati circostanti prestarono i primi soccorsi. Intorno alle ore 4:00 giunse il primo treno di soccorso per caricare i primi 45 feriti estratti dai rottami del treno.

L'indomani il Re e la Regina accompagnati dal ministro Ottolenghi e dalle autorità civili e militari giunsero a Codroipo per visitare i feriti.

I treni coinvolti Treno merci n. 2468 trainato da locomotiva a vapore Tradotta militare n. 2165, trainata da locomotiva a vapore, partita da Udine alle 22:00 e diretta a Belluno. Materiale rimorchiato misto, carrozze viaggiatori e carri merci per trasporto cavalli e carriaggi.

Le vittime Nello scontro persero la vita il macchinista Biagioni Marcello e il fuochista Antonio Marin della vaporiera del treno militare; il capitano Romeo Bedini, di Sinigaglia; i sergenti Pietro Naselli e Giovan Battista Mauro, di Palermo; Carlo Vallini di Rovigo, del corpo musicante; i soldati, Domenico Superchi di Parma, Carmine Cretone di Isernia e Gennaro Simeone, di Venafro; Antonio Occhi, di Codigoro, Ercole Giovanelli, di Loreto e Fioravante Rocchi di Copparo. Il soldato Agatino Morelli morì il giorno seguente.

I feriti ricoverati furono 66, di cui alcuni in gravi condizioni. Molti facevano parte del corpo musicante del reggimento; tra questi era anche il Capo-musica Sebastiano Rapisarda di Catania, direttore del corpo.

L'inchiesta L'inchiesta giudiziaria venne affidata ad una commissione composta dal giudice istruttore Contin, dal sostituto procuratore del Re, Tescari e dal cancelliere Piva-Locatelli. Furono incaricati delle perizie tecniche gli ingegneri Cudugnelli e Cantoni. Vennero arrestati, in prima istanza, il capotreno della tradotta militare e il capostazione di Pasian Schiavonesco in quanto l'incrocio tra i due treni, che doveva avvenire a Codroipo venne spostato a Pasian, senza accertarsi che il treno militare fosse stato trattenuto a Pasian.

L'inchiesta interna, della società della Rete Adriatica, condotta dal direttore generale Borgnini ipotizzò, tra l'altro, l'errore di uno dei due capistazione, di Codroipo o di Pasian. Come attenuante si è data la colpa al fatto che il treno militare, partito da Udine alle ore 22:00 del 27 agosto in concomitanza con le grandi manovre militari non circolava normalmente in tale periodo.La linea non era provvista di alcun sistema di distanziamento e i dispacci di servizio e di movimento venivano inoltrati per via telegrafica.

Il processo Il processo iniziò presso la Corte d'assise di Udine l'11 agosto del 1904 contro il capostazione di Pasian, Leonardo Valente, che non aveva disposto al rosso il segnale di protezione per obbligare il treno militare in arrivo alla fermata, non esposto la lanterna rossa davanti al fabbricato allo scopo di consegnare al macchinista del treno l'avviso scritto di spostamento d'incrocio concordato tra i due capostazione di Codroipo e Pasian mediante dispaccio telegrafico.

La duplice omissione aveva consentito al treno militare di entrare liberamente in stazione, fermarsi e ripartire subito dopo. Erano imputati anche il capotreno Carlo Bisoffi per essere ripartito senza attendere l'ordine del capostazione e il deviatore Benedetto Benedetti che, pur avendo ricevuto l'avviso del cambiamento d'incrocio non aveva impedito che il treno oltrepassasse lo scambio esponendogli il rosso e andasse a scontrarsi, poco dopo, con il treno merci n. 2468 che arrivava in senso inverso sullo stesso binario.

Era accusata e chiamata in giudizio anche la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali nella persona del direttore generale Secondo Borgnini. Dopo le deposizioni degli accusati Valente, Bisoffi e Benedetti, l'avvocato Marigonda, rappresentante della Società Adriatica civilmente responsabile, lesse una dichiarazione, nella quale la Società si diceva pronta, sia in via amichevole che giudiziale, a liquidare e pagare i danni in toto agli aventi diritto, qualunque fosse stato l'esito del processo.

Note

Voci correlate Incidenti ferroviari in Italia

Bibliografia

Beano Categoria:Codroipo