I Pain of Salvation sono un gruppo musicale progressive metal svedese, il cui leader è Daniel Gildenlöw realizzatore di tutti i testi, chitarrista e voce principale della band.
Il loro sound è caratterizzato da ritmiche potenti, solidi tappeti di chitarre, grande timbrica ed estensione vocale, costante uso di cori e tastiere, rapidi cambi di ritmo e sperimentazione poliritmica. Un altro segno distintivo della band è rappresentato dal fatto che tutti i loro dischi sono dei concept album. I temi trattati nei loro concept sono molteplici e riguardano soprattutto la sessualità, la guerra (e i suoi effetti sulla famiglia e sulla comunità), i disastri ambientali (come quelli causati dalle centrali nucleari), il disagio sociale (soprattutto sotto l'aspetto dell'incomunicabilità), gli studi di genere, la crescita dell'individuo e dell'umanità, la natura di Dio e dell'esistenza. Caratteristico dei loro testi è anche il fatto che, nonostante siano concept e raccontano quindi delle storie, la narrazione è molto scarna mentre viene lasciato spazio da protagonista alle riflessioni e ai pensieri più intimi dei personaggi, espressi quasi sempre in prima persona, ed è tramite essi che l'ascoltatore riesce quindi a comprendere anche le trame.
Storia Gli inizi (1984-1996) I Pain of Salvation sono stati fondati dal chitarrista Daniel Gildenlöw, nel 1991. Le origini del gruppo tuttavia risalgono a diversi anni prima: nel 1984 infatti, Gildenlöw ha fondato il gruppo glam rock Reality, ispirato alla musica dei Kiss, a cui si sono aggiunti tre anni più tardi il chitarrista Daniel Magdic, il batterista Johan Langell ed il bassista Gustaf Hielm. Dopo il cambio di nome da Reality a Pain of Salvation, il gruppo inizia a partecipare a diversi concorsi nazionali classificandosi sempre nei primi posti per l'originalità dei pezzi, per la tecnica a livello musicale e per la qualità degli arrangiamenti vocali.
Nel 1994 il bassista Gustaf Hielm lascia la band per entrare nei Meshuggah e viene sostituito da Kristoffer Gildenlöw, fratello minore di Daniel.
Entropia (1996-1997) La formazione vera e propria si forma nel 1996 con l'entrata del tastierista Fredrik Hermansson. In questo stesso anno la band pubblica il primo demo Hereafter, in edizione strettamente limitata a poche centinaia di copie. In questo demo sono presenti le prime registrazioni di alcuni di quelli che poi saranno brani di Entropia, mentre altri due brani intitolati Beyond the Mirror e Timeweaver's Tale verranno nuovamente registrati ed inseriti come bonus track rispettivamente nelle edizioni sudamericana e giapponese di One Hour by the Concrete Lake.
Nel 1997 viene pubblicato il loro primo album in studio Entropia, caratterizzato da sonorità prevalentemente progressive metal ma che risente anche delle contaminazioni più disparate, come alternative metal, funk rock o R&B, mettendo subito in mostra l'originalità del gruppo e il loro approccio alla musica, totalmente slegato dai canoni contemporanei.
Il secondo disco e la firma del primo contratto discografico (1998-1999) Nell'autunno del 1997 è già pronto il materiale per One Hour by the Concrete Lake e, appena un mese prima dell'incisione di questo nuovo disco, il chitarrista Daniel Magdic lascia la formazione in seguito ad un lungo periodo di contrasti, venendo sostituito da Johan Hallgren, al quale tra l'altro viene chiesto di imparare tutte le parti di chitarra in un periodo brevissimo di tempo. Il nuovo chitarrista viene presentato come membro ufficiale della band nell'aprile del 1998.
Il loro secondo lavoro viene così pubblicato nel maggio 1998 in quasi tutto il mondo riscuotendo un successo tale da indurre la casa discografica a ripubblicare in Europa il precedente album Entropia. One Hour by the Concrete Lake è stato inizialmente distribuito dalla Avalon Records in Giappone nel luglio 1998 e in seguito distribuito in Europa nel gennaio 1999 dalla Inside Out Music, negli Stati Uniti d'America nel novembre 1999 dalla Inside Out America e in Sud America nel novembre 1999 dalla Hellion. Un certo numero di fatti sono riportati nel libretto dell'album, con un elenco di fonti fornite alla fine. L'ordine cronologico delle tracce è lo stesso degli avvenimenti del concept e una serie di luoghi ed eventi sono realmente esistenti (come le Black Hills in Nord America ed il lago Karačaj nella ex URSS).
Daniel Gildenlöw ha personalmente dichiarato, anche se a malincuore, che Concrete Lake è l'album dei Pain of Salvation che gli piace di meno.
One Hour by the Concrete Lake segue il racconto immaginario, suddiviso in tre capitoli, di un uomo che lavora nell'industria delle armi. Egli comincia ad avere dubbi riguardo alla moralità della sua occupazione, e si rende conto di essere soltanto una parte della grande "macchina" che controlla la sua vita. Alla vigilia del nuovo anno prende la decisione di scoprire quali conseguenze la sua vita e il suo lavoro hanno in altre parti del mondo, e decide di liberarsi della macchina.
The Perfect Element Part One e Remedy Lane (2000-2003) Dopo un anno di ottimi riscontri, la band inizia a raccogliere materiale per il loro terzo album The Perfect Element Part One che viene pubblicato nel settembre del 2000 mentre i Pain of Salvation sono impegnati in un tour europeo durante il quale Daniel cade rompendosi due dita della mano sinistra. Il tour va comunque avanti con addirittura delle aggiunte di tappe a quelle già pianificate.
The Perfect Element Part One viene universalmente riconosciuto dalla critica come uno dei migliori lavori in assoluto dei Pain of Salvation, e Daniel lo ha presentato con queste parole:
Il concept è molto diverso dai precedenti, ed è stato descritto da Kristoffer Gildenlow come il più intenso ed individuale. Inoltre, come suggerito dal titolo, viene annunciato nel libretto stesso dell'album che The Perfect Element Part One è soltanto il primo lancio di un concept diviso in due parti, e viene paragonato ad un classico romanzo di formazione. Da notare che tale concept fu ideato e realizzato proprio nel periodo in cui Daniel seguiva studi di genere all'università di Gävle.
Per supportare l'album, la band organizzò un tour nell'autunno 2000 con gli Arena. Nel febbraio 2001 suonarono da headliner al ProgPower USA accanto agli Evergrey e ai Symphony X. Nel maggio del 2001 i Pain of Salvation partecipano alla Dream Theater Fanclub Convention, che si tiene a Parigi e durante la quale propongono un'esilarante improvvisazione stile reggae con Mike Portnoy dei Dream Theater.
Le registrazioni del loro quarto album iniziano nel settembre del 2001 e finiscono nel novembre dello stesso anno; nel febbraio del 2002 viene pubblicato Remedy Lane, altro album che ottiene ottimi riscontri dalla critica.
Il concept di Remedy Lane ripercorre la vita sentimentale e sessuale del protagonista senza nome, partendo da un flashback iniziato in una stanza di albergo, e proseguendo attraverso le esperienze più significative e dolorose. Secondo alcune interpretazioni, si tratta di una sorta di autobiografia di Daniel ed è considerato l'album più oscuro e concettualmente triste dei Pain of Salvation.
Dopo la pubblicazione dell'album la band parte in tour come gruppo spalla dei Dream Theater. Soltanto a distanza di una decina d'anni Daniel dichiarerà pubblicamente che, quando i Dream Theater avevano proposto ai Pain of Salvation di aprire i loro concerti, lui aveva prontamente accettato dicendo che avrebbe promosso un nuovo album della band; tuttavia, in realtà, i Pain of Salvation non possedevano ancora nessun materiale su cui lavorare, e di conseguenza l'ideazione, la composizione e la registrazione di Remedy Lane si svolse nel giro di appena due mesi.
Sempre nel 2002 Daniel partecipa inoltre a vari progetti: Unfold the Future dei connazionali The Flower Kings, partecipando anche a diverse date dei loro tour, e la prima parte di Genius, rock opera del chitarrista italiano Daniele Liverani.
Nel 2003 i Pain of Salvation tornano nella loro città natale Eskilstuna per la registrazione del loro primo album dal vivo, un unplugged pubblicato l'anno successivo col nome di 12:5, che ripercorre, anche tramite due medley, brani tratti da tutti gli album precedenti eccetto One Hour by the Concrete Lake. In questo stesso anno la band partecipa al Gods of Metal 2003 tenutosi a Milano.
BE (2004-2005) Il loro concept BE, esce nel settembre 2004. In questa occasione il gruppo esplora altri generi musicali come il rock progressivo, folk, musica classica e musical. Si è trattato del primo album registrato dai Pain of Salvation senza l'aiuto di un produttore esterno, dato che i precedenti erano tutti stati prodotti da Ander "Theo" Theander, ed è stato definito dalla critica come il concept più complesso e filosofico del gruppo.
BE viene pubblicato anche sotto forma di un DVD live, in cui il gruppo ha suonato l'intero album accompagnato dalla Orchestra of the Eternity, di cui alcuni membri avevano già preso parte alla registrazione di The Perfect Element Part One. Il DVD viene intitolato BE (Original Stage Production) ed il concerto si è svolto ad Eskilstuna il 12 settembre 2003, cioè prima ancora della pubblicazione dell'album in studio.
Scarsick, cambi di formazione e live DVD (2006-2009)
Il 21 febbraio 2006 il bassista Krisstoffer Gildenlow annuncia l'abbandono del gruppo: essendo egli residente nei Paesi Bassi, per lui risulta impossibile continuare a collaborare col resto del gruppo, che invece risiede in Svezia. In attesa di trovare un sostituto, il suo ruolo viene temporaneamente coperto dal fratello Daniel. Infatti, nell'aprile 2006 iniziano le registrazioni del sesto album Scarsick ai Fascination Street Studio di Örebro, dove il cantante e chitarrista del gruppo ne diventa anche bassista durante le session in sala d'incisione. Il 23 aprile iniziano le registrazioni delle parti di batteria, portate a termine da Johan in meno di 6 giorni. Nonostante il disco inizi a circolare illegalmente, tramite P2P, già nell'autunno dello stesso anno, Scarsick viene pubblicato solo il 22 gennaio 2007, per poi essere seguito da un tour europeo.
A causa dell'improvvisa variazione di stile, il disco divide i fan del gruppo, soprattutto quando viene annunciato che Scarsick è la prosecuzione di The Perfect Element Part One, la cui seconda parte è stata attesa per anni. Infatti Scarsick si presenta come un disco apparentemente più grezzo, sia nella produzione che nell'esecuzione, che sembra allontanarsi dal progressive metal per compiere incursioni nel mondo dell'hip hop, del rock alternativo, del crossover, del nu metal e addirittura della disco music (nel brano Disco Queen). Le tematiche affrontate si riallacciano a quelle di The Perfect Element Part One, ma analizzano aspetti sociali differenti, quali la frustrazione, la cultura del consumismo, il materialismo, il conformismo, l'idolatria per le celebrità, la natura collettivista della religione e il declino della civilizzazione. Daniel Gildenlow ha inoltre rivelato in un'intervista che la vita del protagonista maschile è un'allegoria di tutto il genere umano; che in egli vediamo i problemi della società in un livello intimo e personale. Così come The Perfect Element Part One prende in considerazione soggetti disfunzionali in un contesto psicologico che si occupa dei singoli, Scarsick se ne occupa in un contesto sociologico che esplora le relazioni. Proprio come la canzone finale della prima parte del concept (The Perfect Element) si occupa della sua caduta su un livello mentale, la canzone finale di Scarsick (Enter Rain) lo vede cadere su un livello fisico.