Porto d'Ascoli è una località delle Marche, quartiere meridionale del comune di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, situato in corrispondenza dell'area golenale e della foce del fiume Tronto. Sotto il profilo socioculturale, il nucleo costituisce, insieme al Paese Alto e alla Marina, una delle tre componenti storiche costitutive dell'agglomerato cittadino. L'infrastruttura urbana dispone di una propria stazione ferroviaria di snodo, posta lungo la ferrovia Adriatica e capolinea della tratta ferroviaria Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto

Geografia fisica

Il quartiere occupa l'estremità meridionale del territorio comunale di San Benedetto del Tronto. L'abitato si sviluppa lungo il tracciato terminale dell'antica strada consolare via Salaria, della quale costituisce il punto d'approdo al litorale, e lungo l'asse viario di via del Mare, infrastruttura preposta al collegamento logistico tra i centri dell'entroterra e la costa del mare Adriatico. Sotto il profilo topografico, i confini del quartiere si estendono dal corso del torrente Ragnola, che lo separa dall'omonimo rione settentrionale, fino al perimetro protetto della Riserva naturale regionale della Sentina, disposta a ridosso del confine amministrativo con l'Abruzzo.

Storia

Il toponimo ricorda la concessione rilasciata da Federico II nel 1245 alla città di Ascoli per la costruzione di un approdo marittimo alla foce del fiume Tronto.

Storicamente Porto d'Ascoli apparteneva allo Stato della Chiesa, inserito all'interno della circoscrizione della Marca Fermana; il suo territorio si estendeva fino al corso del Tronto, che costituiva il secolare confine di Stato con il Regno di Napoli, divenuto in seguito Regno delle Due Sicilie. In prossimità dell'antico ponte di barche situato alla foce del fiume, venne collocato nel 1847 l'ultimo termine di daziaria e confine (il cippo numero 649) tra lo Stato Pontificio e il regno borbonico. Questi manufatti in pietra, alti circa un metro e recanti gli stemmi papali e delle Due Sicilie, furono posizionati lungo la linea di frontiera, partendo dalla foce del torrente Canneto (tra Fondi e Terracina) sul mar Tirreno, per terminare proprio alla foce del Tronto sul mare Adriatico.

Nel 1935, in attuazione dell'esito di un referendum in cui l'80% dei votanti si espresse a favore del distacco da Monteprandone, venne avviata la pratica formale di separazione territoriale. Il relativo regio decreto di aggregazione, controfirmato da Benito Mussolini, venne emanato il 16 luglio 1935: la frazione di Porto d'Ascoli fu così staccata dal comune di Monteprandone e annessa a quello di San Benedetto del Tronto.

L'accorpamento, giunto dopo svariati tentativi falliti nel giugno del 1861 e il 30 ottobre 1879.La municipalità di San Benedetto del Tronto ne rivendicava la proprietà da svariati anni; all'epoca l'area si presentava scarsamente urbanizzata, caratterizzata prevalentemente dalla presenza di poche decine di casolari rurali. San Benedetto del Tronto si trovava allora in piena espansione demografica ed economica — legata in particolare alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli — e necessitava di nuovi spazi per il proprio sviluppo urbanistico. A seguito di questa unione, Porto d'Ascoli è divenuta la terza componente storica della città, insieme al Paese Alto e alla "Marina".

All'epoca della fusione, San Benedetto contava oltre 17 000 abitanti, mentre la frazione di Porto d'Ascoli si estendeva su una superficie di 11,7 km², accogliendo 458 famiglie e poco più di 2 000 residenti.

Rimase frazione fino al 1961, anno in cui venne ufficialmente incorporata nel nucleo urbano di San Benedetto del Tronto dall'ISTAT in occasione del 9º Censimento generale, divenendone da allora parte integrante.

Anche il Codice di Avviamento Postale specifico di Porto d'Ascoli, contrassegnato dal numero 63037, venne abolito con la riforma postale del settembre 2006; da tale data l'unico CAP in vigore per l'intero territorio comunale divenne il 63039. Successivamente, dal 29 ottobre 2010, Poste Italiane ha assegnato a tutto il comune il nuovo codice 63074.

A seguito dell'unificazione amministrativa, la località — fino ad allora scarsamente popolata e urbanizzata se non lungo gli assi della strada statale 16 e della via Salaria — ha conosciuto una forte espansione urbanistica. Nel corso dei decenni il comune di San Benedetto del Tronto, in costante crescita demografica, ha effettuato ingenti investimenti nella zona costiera, intensificando l'edificazione sul lungomare sud con la costruzione di numerose strutture ricettive. Parallelamente è stata eseguita una profonda riqualificazione del litorale: la spiaggia sabbiosa, originariamente quasi inesistente, è stata progressivamente ampliata grazie alla messa in posa di scogliere frangiflutti, interventi a cui è seguito il rifacimento completo del viale a mare. Tali opere infrastrutturali hanno favorito un solido sviluppo economico incentrato sul comparto turistico e commerciale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Caserma pontificia È ubicata all'intersezione tra la strada statale 16 Adriatica e via del Mare, l'asse viario principale di Porto d'Ascoli. Edificio cinquecentesco fortificato, noto anche come Caserma Guelfa, presenta una pianta quadrangolare con chiostro interno e un portale d'ingresso in pietra che conserva lo stemma storico della città di Ascoli. L'edificio è stato per secoli la sede di un'importante dogana pontificia nei pressi del fiume Tronto, che costituiva il confine di Stato con il Regno di Napoli, divenuto poi Regno delle Due Sicilie. In epoca contemporanea i locali interni sono stati parzialmente riconvertiti per ospitare attività di ristorazione.

Chiesa della Santissima Annunziata

Sorge lungo il tratto iniziale della Via Salaria ed è sede parrocchiale ufficiale dal 1923, anno in cui l'edificio venne distaccato dalla prepositura di Monteprandone. L'interno è arricchito da decorazioni pittoriche realizzate dall'artista marchigiano Giuseppe Pauri. Nel 2016 l'edificio ha subito gravi danni strutturali a causa della sequenza sismica del Centro Italia, rimanendo temporaneamente inaccessibile al pubblico; a seguito di completi lavori di restauro e consolidamento, la chiesa è stata riaperta alla comunità nell'autunno del 2019.

Chiesa di Cristo Re

Caratterizzata da una pianta esagonale ispirata ai criteri dell'architettura moderna, la struttura venne progettata nel 1955 dall'architetto Innocenzo Sabbatini. L'edificio fu consacrato il 29 giugno 1961 dal cardinale Luigi Traglia e aperto ufficialmente al pubblico il successivo 2 luglio. Nel 1980 il complesso è stato completato con l'edificazione del campanile all'interno del quale sono alloggiate cinque campane. All'interno dell'area parrocchiale sorge inoltre l'anfiteatro all'aperto "Karol Wojtyła", impianto capace di ospitare circa 500 spettatori.

Torre guelfa Situata all'interno del parco di una proprietà privata (Villa Laureati), la struttura è visibile dal tracciato della strada statale 16 Adriatica. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata risalente al XIV secolo, provvista di un apparato a sporgere costituito da beccatelli e caditoie. Costruita in muratura a sacco con paramenti interni ed esterni in laterizio, l'opera faceva parte del sistema fortificato ricostruito dalla città di Ascoli dopo il 1348, in seguito distrutto dalle truppe guidate da Gentile da Mogliano, signore di Fermo.

Lungomare

Lungomare di San Benedetto del Tronto

Sport

Ginnastica artistica La World Sporting Academy ha la propria sede di allenamento e quartier generale presso la tensostruttura per la ginnastica situata all'interno del centro sportivo "Sabatino D'Angelo".

Calcio La principale realtà calcistica storica del quartiere è stata lS.S.D. Porto d'Ascoli S.r.l., club dilettantistico fondato nel 1963 che ha raggiunto come apice sportivo la militanza in Serie D. Nel giugno del 2023 la società ha modificato la propria denominazione e i colori sociali, diventando temporaneamente San Benedetto Calcio S.r.l. per poi assumere ufficialmente il nome di U.S. Sambenedettese, ereditando la tradizione cittadina e approdando successivamente in Serie C.

Le altre formazioni del territorio sono lA.S.D. Molo Sud e lAgraria Club, entrambe iscritte al campionato di Seconda Categoria. Nel 2024 è stato inoltre fondato il Porto d’Ascoli City Football Club, compagine militante in Terza Categoria.

Economia

La principale risorsa economica del quartiere è il turismo. Porto d'Ascoli è una rinomata stazione balneare inserita nel comprensorio turistico della Riviera delle Palme. Il tessuto produttivo locale è inoltre caratterizzato da una forte concentrazione di aziende del settore agroalimentare, specializzate in particolare nel comparto dei prodotti surgelati, che costituiscono un rilevante distretto industriale agroindustriale.

Infrastrutture e trasporti

Strade Il territorio è attraversato longitudinalmente dalla strada statale 16 Adriatica e dall'autostrada A14. Inoltre, il quartiere costituisce il punto terminale della strada statale 4 Via Salaria, che lo collega direttamente a Rieti e a Roma.

Ferrovie La stazione di Porto d'Ascoli, posta lungo la ferrovia Adriatica, funge da scalo di diramazione per la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto. L'impianto è servito da relazioni regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana Il sistema di trasporto pubblico urbano e interurbano è garantito da una rete di autolinee extraurbane e locali gestite dalla società Start.

Note

Bibliografia Saturnino Loggi, Monteprandone – Porto d’Ascoli. Storia di un territorio, Ascoli Piceno, Capponi Editore Srl, 2016. ISBN 978 88 97066 842 Giuseppe Merlini, Porto d’Ascoli, Breve Guida della zona sud della città in Quaderni dell'Archivio storico comunale, San Benedetto del Tronto (AP), 2021

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