Il santuario della Madonna di Valleluogo è un santuario mariano situato nell'Appennino campano, circa a nord del centro cittadino di Ariano Irpino (anticamente Ariano, o Ariano di Puglia), lungo una vecchia mulattiera che conduceva a Montecalvo Irpino (già Montecalvo). La chiesa sorge presso un ruscello in una vallata ricca di vegetazione e di alberi secolari, a un'altitudine di .
Il nome originario dell'edificio sacro era Sancta Maria belli loci (letteralmente "Santa Maria del bel luogo", presto alteratosi in "Santa Maria di Valleluogo"); tuttavia a decorrere dal 1957 la denominazione ufficiale nell'ambito della diocesi di Ariano è santuario Salus Infirmorum ("Salute degli Infermi").
Storia
Secondo la tradizione le origini del santuario risalirebbero a un'apparizione mariana avvenuta forse nel basso Medioevo: la Madonna sarebbe apparsa a una giovane pastorella sordomuta, figlia un mugnaio residente nella stessa valle; il prodigio sarebbe infatti avvenuto nelle immediate vicinanze del mulino ad acqua, tuttora esistente e visitabile. Nel momento stesso dell'apparizione la fanciulla avrebbe acquisito l'udito e la parola, mentre la Madonna avrebbe richiesto l'edificazione di una cappella in quello stesso luogo.
In una prima fase ci si limitò ad allestire un semplice tabernacolo ma, in virtù dell'afflusso sempre maggiore di fedeli, delle presunte guarigioni o grazie ricevute, nonché delle laute offerte spontanee, si riuscì finalmente a edificare la cappella; l'anno esatto di costruzione rimane comunque ignoto, anche se l'esistenza dell'attuale chiesuola è documentata già nel Settecento. Al suo interno, decorato in stile barocco, è tuttora custodita una statua quattrocentesca della Madonna.
Culto
Nei primi secoli il santuario fu assai frequentato durante l'intero corso dell'anno; a partire già dall'Ottocento gli afflussi, sempre piuttosto intensi e provenienti anche da fuori diocesi, tendono però a concentrarsi nel triduo di Pentecoste.
Ricettività Fin dal Settecento è documentata l'esistenza di " abitazioni" atte a ospitare i fedeli che in gran numero giungevano al santuario. A metà Novecento fu poi edificata una notevole struttura destinata all'accoglienza degli infermi e dei pellegrini: si tratta della casa madre dei Silenziosi operai della Croce, un'organizzazione privata di fedeli fondata dal beato Luigi Novarese e riconosciuta dal Pontificio Consiglio per i Laici.
In occasione del Giubileo del 2000, conformemente agli auspici espressi in vita da Novarese, si è inoltre provveduto a restaurare l'antico mulino dopo lunghi secoli di abbandono.
Note
Voci correlate Apparizioni e altre manifestazioni mariane Ariano Irpino Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia Parrocchie della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia
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