Appartenente alla scuola stoica, fu considerato il più grande filosofo della sua epoca, tanto che, per l'ampiezza degli studi, fu soprannominato "Atleta"T 1 J..
Biografia Nato ad Apamea intorno al 135 a.C., probabilmente da una famiglia nobile, verso il 117 a.C. Posidonio si recò ad Atene, dove fu allievo di Panezio, la cui interpretazione dello stoicismo incise profondamente sulla formazione e la futura attività del giovane filosofo.
Negli anni a cavallo del 95 a.C. si trasferì a Rodi, che all'epoca era un fiorente centro mercantile e culturale, e ne divenne cittadinoT 6 J., giungendo anche a ricoprire la carica di pritano (uno dei membri del collegio che presiedeva la bulè)T 2 J.; sempre in questa città egli fondò la sua scuola, che fu frequentata anche da CiceroneT 9 J.: nel giugno del 60 a. C. l'oratore gli avrebbe inviato il proprio ὑπόμνημα sul consolato del 63 a. C., pregandolo di scrivere ornatius sull'argomento, ma ricevendone un cortese rifiuto. e Pompeo Magno, anche se pochissimo si conosce sull'organizzazione di essa.
Nell'87 a.C./86 a.C. guidò una delegazione di ambasciatori rodiesi inviati a Roma presso Gaio MarioUna sua testimonianza su quest'incontro è in T 7 J.; fu proprio nella capitale della Repubblica romana che egli instaurò rapporti coi circoli ellenizzanti del patriziato, dando impulso al legame tra le due città e i due mondi. Posidonio strinse anche un forte legame con Gneo Pompeo Magno, a cui dedicò una monografia storica.
Compì, per motivi di studio, molti viaggi in Grecia, Spagna, Africa, Italia, Sicilia, Dalmazia, Gallia, Liguria, Nord Africa e sulla costa orientale dell'Adriatico; tra l'altro, in SpagnaDove avrebbe soggiornato un mese a Cadice, secondo Strabone, III 1, 5., egli giunse fino alla costa atlantica, dove studiò le maree, che mise in connessione con l'orbita e i cicli lunari. In Gallia, invece, studiò i Celti, di cui fece vivide descrizioni di usi e costumi, trattando anche dei druidi: Posidonio, in effetti, fu molto attento alle condizioni geografiche e di vita delle popolazioni da lui visitate ed alle realtà da lui viste, traendo da esse il materiale per i suoi scritti.
Morì, forse sempre a Rodi, intorno al 50 a.C.
Filosofia e scienza Come filosofoSi veda, per il sistema posidoniano, la sempre utile panoramica di G. Coppola-G. Calogero-R. Almagià, Posidonio , in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1935., Posidonio seguì le regole della filosofia post-aristotelica, concentrandosi su fisica, etica e logica. Al primo campo appartenevano numerose opere di tipo fisico propriamente detto e di tipo teologico-etico: un'ampia Filosofia naturale in almeno 8 libriF 4-12 E.-K., cui seguivano opere di cosmologia e meteorologia quali Sul cosmo, in più libriF 13 E.-K., Trattato elementare di meteorologiaF 14-15 E.-K., Fenomeni meteorologici in almeno 7 libriF 16-17 E.-K.. In campo etico Posidonio incentrò la sua riflessione soprattutto sulla liberazione dalle passioni e sul ruolo dei concetti di onesto e di utile nella condotta umana, oltre ad occuparsi del ruolo della provvidenza nel regolare il mondo: tali teorie erano state esposte in opere come l'Etica e nei trattati in più libri Sulle emozioni, Sull'ira, Sul convenienteF 30-36, 39-41 E.-K., Sulla sopportazione del doloreF 37 E.-K. e Sulle virtùF 38 E.-K.. Alla teologia erano dedicate diverse opere: Sugli dei, in almeno 5 libriF 20-23 E.-K.; Su eroi e demoni; Sul fato in almeno 2 libriF 25 E.-K.; Sulla divinazione, in almeno 5 libriF 26-27 E.-K.; forse ispirò l'omonima opera ciceroniana.; Sull'anima, in almeno 3 libriF 28 E.-K..
Come studioso di logica, compose Sul criterio, Contro Ermagora sull'ermeneutica, cui fece seguire studi di tipo retorico, strettamente legati alla visione della logica quale criterio di argomentazione, come un'Introduzione allo stile, Sulle congiunzioni, Sul sublime, delle Esercitazioni retoriche e gli Argomenti di DemosteneF 42-45 E.-K..
Posidonio si occupò, inoltre, di astronomia,Giuseppe Cambiano, "Astronomy and Divination in Stoic Philosophy", in Alan C. Bowen, Francesca Rochberg (eds.), Hellenistic Astronomy: The Science in Its Contexts, Leiden, Brill, 2000, pp. 607-618. e molte delle sue teorie confluirono nelle Naturales Quaestiones di Seneca e nei primi capitoli del III libro della Geografia di Strabone. Egli calcolò la lunghezza della circonferenza della Terra (come sappiamo da Cleomede), la grandezza della Luna, la sua distanza dalla Terra e la grandezza e la distanza del Sole. La circonferenza della Terra, stimata da Posidonio, era di circa 28.000 km, inferiore a quella più vicina al reale (39.700 km) ed ottenuta un secolo e mezzo prima da Eratostene da Cirene; la "piccola misura" di Posidonio fu accettata da Cristoforo Colombo, il quale fondava su questa distanza il calcolo del percorso da compiere per raggiungere le IndieF 19 E.-K..
Filosofi siriaci di origine semitica quali Posidonio, Diogene di Babilonia e Antipatro di Tiro fecero sì che l'astrologia, il culto degli astri e l'arte divinatoria entrassero a far parte dello studio e della pratica del saggio stoico. Per la prima volta nella storia del pensiero occidentale, a queste discipline erano attribuiti un ruolo e una dignità analoghi a quelli delle altre scienze seconde della filosofia.
Il pensatore di Apamea fu, inoltre, il primo a misurare la profondità del mare, attaccando un sasso ad una cimaStrabone, I 3, 9. e, secondo quanto riferito da Cicerone, aveva costruito un planetario che riproduceva il moto degli astri.
Scrisse anche sulle maree all'interno di un trattato che comprendeva trattazioni di zoologia marina, Sull'Oceano e le cose al suo interno: su quest'ultima opera, che costituiva la più completa trattazione dell'argomento dell'antichità ed esponeva una teoria astronomica del fenomeno in questione, si sono conservate le testimonianze di Plinio, Strabone e Prisciano LidioF 74-105 J..
Storiografia Alla luce della teoria secondo cui al progresso materiale corrisponde una decadenza dei costumi, Posidonio si dedicò anche alla storiografia, assegnandole un valore pragmatico e didascalico ed interpretando l'azione storica secondo un modulo interpretativo di tipo moralistico, approccio che ebbe notevole influsso su autori come Sallustio.
Oltre alla già citata monografia storica su Pompeo Magno, la più importante opera storica di Posidonio è rappresentata dalle Storie dopo Polibio, in 52 libri, che narravano gli eventi dal 144 (data in cui si fermavano le Storie di Polibio) all'85 (vittoria di Silla su Mitridate)83 frammenti di certa attribuzione in FGrHist 87..
Sebbene perduta anch'essa, come il resto della produzione posidoniana, quest'opera è per noi ricostruibile nelle sue linee essenziali, grazie alla conservazione di ampie citazioni da essa, a testimonianza del largo utilizzo che ne fecero Diodoro Siculo nella Bibliotheca historica, Ateneo nei Sofisti a banchetto e Strabone nella sua GeografiaStrabone, Geografia, V, 2,1.. Essendo, come si è detto, di origine probabilmente nobile, Posidonio sposò l'orientamento politico degli optimates romani, svalutando l'ascesa al potere degli equites e i loro eccessi: espresse, pertanto, anche giudizi negativi e sullo sfruttamento disumano degli schiavi, secondo la teoria tipica della filantropia stoicaCfr. le considerazioni in Ateneo, VI, 273b., oltre a criticare eccessi ed orrori dell'imperialismo con ritratti che assumono spesso la forma grottesca della caricaturaD. Musti, Storia greca, Roma-Bari, Laterza, 1994, p. 869..
Nella sua opera, inoltre, per meglio comprendere il teatro dell'azione, inserì numerosi excursus etnografici e geografici sui popoli che via via entrarono a contatto con i romani, tra i quali spiccavano quelli sui Celti (frutto, come si è detto, di osservazione diretta): un esempio di tali digressioni è il fr. 67 E.-K.:
Influsso ed eredità Come erudito e filosofo, dunque, Posidonio guardava a un sapere enciclopedico e universale, da cui scaturirono varie opere filosofiche, scientifiche e storiche: esse costituirono un serbatoio di notizie notevolissimo, il che forse determinò il naufragio dei suoi scritti, saccheggiati da autori posteriori come Seneca (per l'attenzione alle scienze naturali) e da compilatori come Plinio il Vecchio ed Ateneo, mentre la sua concezione moralistica della storiografia, che legava il declino di Roma a quello dei costumi, agì in forma diretta, come detto, su Sallustio, soprattutto nelle Historiae (e, per suo tramite, su alcuni passaggi della praefatio di Tito Livio); l'interesse etnografico, infine, ampiamente testimoniato da Strabone e Ateneo, rivive soprattutto in Tacito, che ne fece uso nella Germania.
Anche dal poco che ci è stato tramandato per via indiretta, dunque, in Posidonio si intravede un enciclopedismo paragonabile, forse, solo a quello di Aristotele ed ispirato probabilmente dalla nozione tipicamente stoica di συμπάθεια (simpatia), per cui la connessione tra le varie branche del sapere «non esprime altro che l'unità e la connessione tra le varie parti dell'universo».D. Fusaro, Posidonio di Apamea, in http://www.filosofico.net/posidonio.htm
Note
Bibliografia Edizioni dei frammenti
Studi E. Vernon Arnold, Roman Stoicism, Cambridge, University Press, 1911. Francis Henry Sandbach, The Stoics, Bristol, Classical Press, 1989. Posidonius, edited by L. Edelstein and I. G. Kidd, Cambridge, Cambridge Universiy Press, 1989, vol. II, pp. 989–1007 (bibliografia critica). M. Ruggeri, Posidonio e i Celti, Firenze, Athenaeum, 2000. M. Martin, Posidonio d'Apamea e i Celti: un viaggiatore greco in Gallia prima di Cesare, Roma, Aracne, 2011.
Voci correlate Atenodoro Cananita Bibliotheca Historica Cleomede Diodoto (filosofo) Eclettismo Gemino Strabone
Altri progetti
Collegamenti esterni
J. Malitz, Posidonio, in Grosse Gestalten der griechischen Antike. 58 historische Portraits von Homer bis Kleopatra, hrsg. von K. Brodersen und C.H. Beck, München, Verlag, 1999.
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