L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (noto anche come Ordine Mauriziano) è un ordine cavalleresco di Casa Savoia, nato formalmente nel 1572 dalla fusione di due istituzioni preesistenti: l'Ordine religioso-militare di San Maurizio e l'antico Ordine ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme. Attualmente, l'istituzione è ufficialmente riconosciuta dalla Santa Sede come l'unico legittimo erede del patrimonio storico e spirituale dei Lazzariti.
Storicamente considerato uno dei più prestigiosi ordini dinastici d'Europa, ha ricoperto per secoli un ruolo centrale nel sistema premiale sabaudo e, successivamente, del Regno d'Italia. Con l'avvento della Repubblica Italiana, la natura dell'ordine ha subito una scissione: da un lato, la XIV Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione ha trasformato l'Ente Mauriziano in un ente ospedaliero di diritto pubblico; dall'altro, l'Ordine sopravvive come ordine dinastico privato e associazione benefica sotto il gran magistero della Real Casa di Savoia.
Storia
I due ordini All'origine della nascita dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro si trovavano due ordini cavallereschi distinti tra loro per natura e nascita. San Lazzaro
L'ordine più antico, quello dei Cavalieri di San Lazzaro, fu fondato come ordine militare religioso al tempo del Regno Latino di Gerusalemme verso l'anno 1090. L'ordine era concepito per la cura dei lebbrosi, e molti suoi membri erano lebbrosi guariti divenuti cavalieri. Con la caduta di Acri nel 1291, i cavalieri di San Lazzaro lasciarono la Terra Santa e l'Egitto per trasferirsi prima in Francia, e poi, nel 1311, a Napoli. La Santa Sede lo soppresse incorporandolo nell'Ordine dei cavalieri di San Giovanni sin dal 1400, ma i cavalieri italiani, forti della protezione del re di Francia, rifiutarono di accettare la volontà papale.
Circa la sopravvivenza moderna di rami indipendenti alternativi, la Santa Sede ha ribadito la definitiva soppressione dei rami storici extra-sabaudi.Ordine di San Lazzaro, in Osservatore Romano, 15-16 aprile 1935. San Maurizio
L'Ordine di San Maurizio, invece, venne fondato a Ripaglia nel 1434 da Amedeo VIII di Savoia, in seguito divenuto l'antipapa Felice V. Si trattava, però, più di una confraternita religiosa che di un vero e proprio ordine cavalleresco; tanto che alla morte di Amedeo VIII di Savoia esso cessò di fatto di esistere.
Guglielmo Baldesano, storico di Carlo Emanuele I, cui il duca affidò la stesura della prima opera in cui si tratti dell'Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro, così scrisse dell'Ordine creato da Amedeo VIII: .G. Baldesano, "Origine, fondazione e promotione dell'Ordine de'cavallieri di S. Mauritio", in La Sacra historia di S.Mauritio, Torino, G.D. Tarino, 1604, pp. 424-25. Sul Baldessano si vedano R. Dotta, Guglielmo Baldesano storico della Chiesa nell'età della Controriforma, Carmagnola 1991; P. Cozzo, "Antichi soldati per nuove battaglie. Guglielmo Baldesano e la riscoperta del culto tebeo nelle «valli infette»", in Bollettino della Società di Studi Valdesi, CXVIII (2001), pp. 1-23; Id., P. Cozzo, Fra militanza cattolica e propaganda dinastica. La storiografia di Guglielmo Baldessano (1545- 1612) nel Piemonte sabaudo, in «Nunc alia tempora, alii mores». Storici e storia in età postridentina, atti del convegno (Torino, 24-27 settembre 2003), a cura di M. Firpo, Firenze, Olschki, 2005, pp. 397-414
L'unificazione degli ordini
Nel 1571 Giannotto Castiglioni, Gran Maestro dell'ordine di San Lazzaro, aveva spontaneamente rinunciato alla carica a favore del duca Emanuele Filiberto di Savoia. Questi aveva aperto trattative col pontefice Gregorio XIII per ottenere la riunione dei cavalieri italiani dell'ordine di San Lazzaro con quelli del già confermato ordine di San Maurizio. In occasione della Battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571, aderendo il Ducato di Savoia alla Lega Santa, numerosi cavalieri di san Lazzaro furono imbarcati sulle galere sabaude. Un anno dopo il papa, con bolla del 13 novembre 1572, nominò Gran Maestro dell'Ordine militare e religioso dei Santi Maurizio e Lazzaro lo stesso duca e i suoi successori in perpetuo. Il duca ne notificò l'organizzazione ai suoi sudditi il 22 gennaio 1573 tramite magistrali patenti. Al principio del 1574 furono emanati i primi statuti.
Dal punto di vista sociale, l'Ordine non si rivolgeva solo ai nobili. Anche un non nobile, infatti, poteva esservi ammesso cavaliere. Nel caso i cavalieri avessero i quattro quarti di nobiltà, entravano nella classe cosiddetta "di giustizia". Se, invece, non erano nobili - o non lo erano pienamente - entravano nella classe dei cavalieri «di grazia». A questi l'ingresso nell'Ordine conferiva la nobiltà personale, che dalla persona del cavaliere, cioè, non passava né ai suoi figli né ad altri membri della famiglia. Se la carica di cavalieri era rivestita per tre generazioni consecutive, però, la nobiltà si radicava nella famiglia, la quale faceva così il suo pieno ingresso nel Secondo stato. Spesso, quando si voleva attivare questo passaggio, la famiglia interessata erigeva una commenda, che passava in eredità di padre in figlio con l'annesso titolo cavalleresco: la nobiltà conseguita in questo caso si chiamava "nobiltà di commenda". Nell'antico regime l'Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro era, quindi, anche un mezzo di mobilità sociale.
Unendo l'Ordine di San Maurizio a quello di San Lazzaro il duca ambiva a prendere possesso delle numerose commende che l'antico ordine gerosolimitano possedeva in tutta Europa, dall'Inghilterra al Regno di Napoli, dalla Spagna allo Stato della Chiesa. In questa prima fase, l'ordine si chiamava Ordine dei santi Lazzaro e Maurizio e la croce verde lazarita prevaleva su quella bianca di San Maurizio. Alla morte di Emanuele Filiberto di Savoia il progetto di recupero delle commende lazzarite era lontano dall'aver avuto successo. Il suo successore Carlo Emanuele I di Savoia riprese le trattative, soprattutto col re di Spagna e col Papa. All'inizio del Seicento l'Ordine assunse il nome odierno e la croce bianca di San Maurizio prese il sopravvento su quella verde di San Lazzaro. Fra Cinque e Seicento l'Ordine raccoglieva nel sistema degli onori sabaudo cavalieri di tutta Italia e un discreto numero di cavalieri europei.
In Francia, l'unione sabauda non fu accettata. Re Enrico IV, nel 1604, creò l'Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo, che fu unito ai beni di San Lazzaro nel 1608 con l'approvazione di Papa Paolo V, dando vita all’Ordine di San Lazzaro e di Nostra Signora del Monte Carmelo. L'ordine cessò di esistere nel 1830.H. Sainte Marie, Dissertazioni storiche e critiche sopra la cavalleria antica e moderna, Brescia, 1761, p. 259.
L'ordine nel Regno d'Italia
Con l'unificazione italiana nel 1861, l'ordine divenne de facto un ordine di stato italiano aperto a meriti civili e militari. Già Carlo Alberto aprì l'ordine anche ai non nobili, ma fu suo figlio Vittorio Emanuele II a stabilirne i cinque gradi tradizionali di merito: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, cavaliere ufficiale, cavaliere.
Fu Carlo Alberto nel 1839, inoltre, a stabilire la fondazione della Medaglia mauriziana per i cinquant'anni di carriera militare, concessa nel Regno di Sardegna, nel Regno d'Italia e mantenuta anche dalla Repubblica Italiana.Stabilita con Patente Regia del 19 luglio 1839, approvata con Decreto Reale del 21 dicembre 1924 e rinnovata con la Legge N. 203(1) del 7 marzo 1954 Medaglia Mauriziana al Merito di dieci lustri di carriera militare, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, N. 116, 21 maggio 1954, come previsto dalla legge n. 1327 dell'8 novembre 1956
Fu coi primi re d'Italia che l'Ordine assunse un carattere più esclusivo, a differenza del più comune Ordine della Corona d'Italia che veniva conferito più largamente infatti, l'antica consuetudine per la quale l'insignito del cavalierato godeva della nobiltà italiana personale fu abrogata nel 1894.
L'Ordine dopo il Regno d'Italia
La XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana il 1º gennaio 1948, stabiliva: «L'Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge». Il patrimonio dell'antico ordine dinastico fu quindi affidato ad un ente appositamente costituito, ricondotto all'esclusivo e originario compito di ente ospedaliero.
Con la legge del 3 marzo 1951, nr. 178, all'art. 9, lo Stato italiano ha cessato il conferimento dell'ordine, consentendo comunque l'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie.
L'Ordine cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro è diventato un'associazione senza fini di lucro, a scopo benefico, come la grande maggioranza degli Ordini cavallereschi. Agli aspiranti cavalieri sono, per statuto, richieste le doti di onestà, fedeltà, comprensione, generosità e perdono. L'ordine conta circa membri, fra cavalieri e dame, distribuiti in 33 paesi nel mondo e divisi in Delegazioni nazionali e regionali. Ogni Delegazione è retta da un Delegato del Gran Magistero, sovente coadiuvato da un Vicario per ogni provincia, e gode dell'assistenza di un Religioso cattolico presbitero, come avviene per qualsiasi altro Ordine Cavalleresco cattolico che non sia stato mai oggetto di "Bolla di abolizione" dalla suprema Autorità in materia, che è ovviamente solo il Santo Padre.Normalmente vengono tenute due cerimonie ufficiali all'anno, durante le quali tutti gli associati sono invitati a partecipare. La prima viene celebrata in Francia, nell'Abbazia di Altacomba, e rappresenta la commemorazione dei membri deceduti di Casa Savoia. La seconda rappresenta il Capitolo Generale dell'Ordine e viene tenuta nell'abbazia svizzera di San Maurizio di Agauno, presso Martigny. Nell'occasione vengono introdotti i nuovi associati e ha luogo un ballo di beneficenza.
L'accesso all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è riservato a tutti i membri della nobiltà italiana ed europea, oltre a coloro i quali, esentati con decreto magistrale, facciano parte del mondo delle scienze, dell'arte, della letteratura, dell'industria e degli affari, col presupposto che godano di ottima reputazione tra i loro pari e che condividano come obiettivo le finalità umanitarie dell'ordine stesso.
La Fondazione Con legge statale n. 4 del 21 gennaio 2005 di conversione del decreto-legge n. 277/2004, l'Ente Ordine Mauriziano diviene ufficialmente un'azienda ospedaliera costituita dall'Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino e l'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, permettendo in tal modo di continuare l'operato nell'ambito medico che la Repubblica Italiana ha stabilito per esso fin dal 1948. La medesima legge costituisce anche la Fondazione Ordine Mauriziano, con sede in Torino, alla quale trasferisce il rimanente patrimonio immobiliare, costituito dalla Palazzina di caccia di Stupinigi, dal complesso monastico antoniano di Sant'Antonio di Ranverso, dal complesso monastico cistercense dell'Abbazia di Staffarda.
La gestione della fondazione è affidata ad un comitato costituito da cinque membri di cui: uno nominato dal presidente del Consiglio dei ministri, con funzioni di presidente del comitato; uno nominato dal ministro dell'interno; uno nominato dal ministro della cultura; uno nominato dalla regione Piemonte; uno nominato dall'Ordinario diocesano di Torino. Gli eventuali oneri per il funzionamento di detto comitato sono a carico della gestione dell'Ente Ordine Mauriziano. Il comitato presenta una relazione annuale al Presidente del Consiglio dei ministri, il quale provvede alla trasmissione alle competenti commissioni parlamentari. Attualmente solo la Fondazione Ordine Mauriziano si preoccupa del mantenimento degli edifici e dei beni storici esistenti; gli ospedali, dopo una disastrosa gestione, sono oggi affidati alla Regione Piemonte ed ai servizi sanitari nazionali.
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