La battaglia della penisola di Kerč' si svolse tra il dicembre 1941 e il maggio 1942 nel corso dei più vasti eventi del fronte orientale della seconda guerra mondiale.
Impegnate nel difficile assedio di Sebastopoli in Crimea, le forze della 11ª Armata tedesca del generale Erich von Manstein furono sorprese, alla fine del dicembre 1941, da un contrattacco dell'Armata Rossa sovietica sferrato nella penisola di Kerč', dal lato opposto della Crimea rispetto a Sebastopoli: nel corso della più ampia operazione di assalto anfibio tentata dall'Armata Rossa nella seconda guerra mondiale, le forze sovietiche sbarcarono a Kerč' e Feodosia obbligando alla ritirata le forze tedesche e rumene, e impossessandosi dell'intera penisola. Il comandante sovietico, generale Dmitrij Kozlóv, fu però lento a sfruttare l'iniziale successo, e Manstein organizzò in fretta un contrattacco che portò alla riconquista di Feodosia; il fronte si stabilizzò poi lungo l'istmo di Parpach, il punto più stretto della penisola.
Tra la fine del febbraio e l'inizio di aprile 1942 i sovietici sferrarono quattro offensive per irrompere fuori dalla penisola e ricongiungersi alla guarnigione assediata di Sebastopoli, ma furono ogni volta respinti dalle forze dell'Asse. L'8 maggio fu invece l'11ª Armata tedesca a passare all'attacco, sorprendendo il nemico: nel corso di un'eccellente dimostrazione di operazione ad armi combinate, le forze tedesche irruppero attraverso le difese sovietiche grazie a un pesante supporto aereo e d'artiglieria, per poi circondare e distruggere buona parte delle forze di Kozlóv. Kerč' fu riconquistata il 15 maggio, e le ultime sacche di resistenza sovietiche capitolarono il 20 maggio seguente lasciando in mano ai tedeschi un pesante bottino di equipaggiamenti e prigionieri di guerra.
Antefatti
L'8 dicembre 1941, l'alto comando delle forze sovietiche (lo Stavka) ordinò al tenente generale Dmitrij Kozlóv, comandante del Fronte Transcaucasico, di avviare la pianificazione di una grande operazione militare che, attraversando lo Stretto di Kerč', potesse portare a un ricongiungimento con l'Armata costiera indipendente del generale Ivan Efimovič Petrov, tagliata fuori e assediata dai tedeschi a Sebastopoli, portando così alla liberazione dall'occupazione nemica della penisola di Crimea.. L'ambiziosa offensiva, che avrebbe comportato l'attuazione della prima grande operazione di sbarco anfibio nella storia delle forze armate sovietiche, fu approvata su insistenza del dittatore sovietico Iosif Stalin, convinto che la Wehrmacht tedesca, intensamente impegnata lungo l'intera estensione del fronte orientale, fosse a un passo dal collasso.; il piano fu quindi rapidamente elaborato dal capo di stato maggiore del Fronte Transcaucasico, il generale Fëdor Ivanovič Tolbuchin.
L'offensiva elaborata da Tolbuchin si rivelò troppo complicata per le capacità dell'Armata Rossa e della Marina militare sovietica. Il piano si basava su una serie di molteplici piccoli sbarchi anfibi, in località separate e in tempi diversi, invece di un unico grande sbarco anfibio in un'unica località. Cinque gruppi da trasporto, al comando del contrammiraglio Sergej Georgievič Gorškov della Flottiglia del Mar d'Azov, avrebbero sbarcato soldati della 224ª Divisione fucilieri e della 302ª Divisione da montagna, appartenenti alla 51ª Armata, in otto distinte località sulle spiagge a nord e sud della città di Kerč'; sfruttando la confusione generata nei tedeschi da queste azioni, la 44ª Armata sovietica avrebbe invece preso terra a Feodosia più a ovest, alle spalle delle forze nemiche attestate nella penisola di Kerč'. Il fuoco d'appoggio ai reparti sbarcati sarebbe stato fornito dalle navi della Flotta del Mar Nero dell'ammiraglio Filipp Sergeevič Oktjabr'skij, mentre l'Aviazione sovietica avrebbe fornito appoggio aereo a partire dalle sue basi nella penisola di Taman' sull'altro lato dello stretto. I sovietici avevano sufficienti uomini e navi da trasporto, ma la scarsità di veri e propri mezzi da sbarco comportava la necessità di servirsi di normali pescherecci per portare a terra i reparti, una condizione aggravata dalla scarsa esperienza in fatto di operazioni combinate esercito-marina e dalle avverse condizioni meteorologiche del periodo, caratterizzato da frequenti bufere invernali..
Un aereo da ricognizione tedesco Messerschmitt Bf 110 avvistò i preparativi sovietici per uno sbarco e li riportò al quartier generale del XXXXII Corpo d'armata, agli ordini del tenente generale Hans von Sponeck e responsabile della protezione della costa orientale della Crimea; von Sponeck emise quindi un immediato allerta generale per fronteggiare uno sbarco sovietico lungo la penisola di Kerč'. La maggior parte delle unità operative del XXXXII Corpo erano state trasferite a ovest per prendere parte all'assedio di Sebsatopoli, lasciando a protezione della penisola di Kerč' unicamente la 46ª Divisione fanteria del generale Kurt Himer (in carica solo dal 17 dicembre), due batterie di artiglieria costiera equipaggiate con vecchi cannoni della prima guerra mondiale, un reggimento di pionieri e un battaglione di artiglieria contraerea della Luftwaffe.. La 46ª Divisione tedesca era per lo più in forze, ma era stata alquanto sovraestesa per poter coprire l'intera estensione costiera della penisola contro possibili sbarchi nemici; l'unica riserva a disposizione di von Sponeck era l'8ª Brigata di cavalleria del Regno di Romania, acquartierata nelle vicinanze di Alušta..
La battaglia Gli sbarchi a Kerč' (26-28 dicembre)
Nel pomeriggio del 25 dicembre 1941, i primi reparti della 224ª Divisione fucilieri e della 83ª Brigata fanteria di marina sovietiche si imbarcarono a bordo di alcune piccole imbarcazioni per iniziare la traversata dello stretto di Kerč' a partire dalla penisola di Taman'.
La mattina del 26 dicembre le prime unità sovietiche iniziarono lo sbarco nei pressi di Capo Khroni a nord-est di Kerč'. Il "Gruppo 2" sovietico si trovava a bordo della cannoniera Don, delle navi da trasporto Krasny Flot e Pyenay, di un rimorchiatore, di due chiatte e di 16 pescherecci, i quali trasportavano oltre agli uomini anche tre carri armati leggeri T-26 e alcuni pezzi d'artiglieria. I pescherecci non si dimostrarono sostituti adeguati dei mezzi da sbarco, e la messa a terra di uomini e materiali procedette molto lentamente e con grandi difficoltà: per le 06:30 circa 700 soldati del 160º Reggimento fucilieri erano stati sbarcati a Capo Khroni, ma diversi uomini erano annegati a causa delle alte onde o erano stati resi incapaci dall'ipotermia causata dalle basse temperature; un altro battaglione di fucilieri fu sbarcato più tardi a Capo Khroni unitamente a un plotone di carri T-26 e alcuni pezzi di artiglieria leggera.. A Capo Zyuk 290 soldati sovietici furono sbarcati nell'arco di sei ore, ma diversi pescherecci affondarono dopo essere stati sbattuti contro le rocce dalla forza delle onde; a Capo Tarhan appena 18 soldati del "Gruppo 3", forte di uomini, poterono essere portati a terra a causa della carenza di pescherecci. A ovest di Capo Khroni, nella Baia di Bulganak, la Flottiglia del Mar d'Azov sbarcò soldati, tre carri T-26, due obici da 76 mm e due cannoni anticarro da 45 mm, ma due ulteriori sbarchi progettati a Punta Kazantip e a Yenikale furono annullati a causa della violenza del mare; entro la sera del 26 dicembre l'Armata Rossa aveva portato a terra circa uomini armati alla leggera in cinque separate teste di ponte lungo la punta della penisola di Kerč'..
La resistenza tedesca ai primi sbarchi fu minima, ma a partire dalle 10:50 bombardieri Heinkel He 111 e Ju 87 Stuka iniziarono gli attacchi contro le forze sovietiche. A Capo Tarhano la nave cargo Vorošilov fu centrata da un attacco aereo e affondò con ancora 450 soldati a bordo; un battello con a bordo 100 soldati del "Gruppo 2" fu invece colato a picco dagli aerei tedeschi al largo di Capo Zyuk. La carenza di collegamenti radio, l'equipaggiamento leggero e lo stato di assideramento di molti dei soldati fecero sì che le forze sovietiche sbarcate sulla costa settentrionale avanzassero di solo un chilometro verso l'interno della penisola prima di iniziare a trincerarsi in attesa di contrattacchi nemici; i comandanti sovietici decisero di attestarsi sulle posizioni raggiunte e di aspettare i rinforzi, l'arrivo dei quali tuttavia fu ostacolato dalle avverse condizioni meteo.
La 302ª Divisione da montagna sbarcò a Kamysh Burun, a sud di Kerč', solo per incappare nella dura resistenza dei difensori tedeschi. Due battaglioni del 42º Reggimento fanteria del colonnello Ernst Maisel erano attestati in una perfetta postazione difensiva sul terreno elevato che dominava il litorale; lo sbarco iniziò alle 05:00 solo per essere bloccato dal pesante fuoco di mitragliatrici, mortai e artiglieria leggera dei tedeschi che impedì ai pescherecci sovietici di avvicinarsi alla spiaggia. Un battaglione tedesco del 42º Reggimento fanteria impedì un analogo sbarco nemico a Eltigen, mentre una compagnia sovietica scesa a terra a Stary Karantin fu annichilita da un contrattacco tedesco. La seconda ondata sovietica tentò di sbarcare alle 07:00 ma fu del pari respinta; alcuni soldati sovietici riuscirono tuttavia a impossessarsi dei moli di Kamysh Burun, consentendo alla terza ondata di sbarcare qui e di stabilire una testa di ponte nel pomeriggio. La Luftwaffe compì diversi attacchi affondando varie imbarcazioni, e solo dei preventivati uomini poterono essere sbarcati con successo..
Il generale Himmer della 46ª Divisione tedesca fu messo al corrente degli avvenuti sbarchi alle 06:10, ma rimase nell'incertezza su quale fosse il principale punto di attacco del nemico anche per via della natura disunita delle azioni sovietiche; il generale inviò il 72º Reggimento fanteria a contrastare i reparti nemici a Capo Khroni, ma difettava di ulteriori truppe con cui fronteggiare gli sbarchi nella Baia di Bulganak e a Capo Zyuk. Himmer organizzò quindi un'unità improvvisata con la sua compagnia quartier generale, il 3º Battaglione del 97º Reggimento fanteria e una batteria di artiglieria, che fu subito spedita in direzione di Capo Zyuk; per mezzanotte il 1º e il 3º Battaglione del 97º Reggimento fanteria e due batterie di artiglieria furono messi in posizione per lanciare un contrattacco la mattina dopo. Alle 13:50 del 26 dicembre il 72º Reggimento fanteria riferì che un ufficiale sovietico preso prigioniero a Capo Khroni aveva rivelato la reale portata del piano sovietico, il quale prevedeva lo sbarco di almeno uomini nella zona di Kerč'; Himmer reagì a questa notizia richiamando dalla zona di Feodosia l'ultimo dei battaglioni del 97º Reggimento fanteria per spedirlo nella zona di Capo Zyuk, mentre il 42º Reggimento ricevette istruzione di contenere gli sbarchi a Kamysh Burun finché le forze sovietiche più a nord non fossero state annientate. Un'unità improvvisata con alcuni fanti, artiglieri e genieri fu dislocata per bloccare sortite sovietiche dalla Baia di Bulganak, mentre von Sponeck fece richiesta per disporre dell'8ª Brigata cavalleria romena con cui rinforzare le truppe di Himmer..