Il parco naturale regionale del Vulture è un'area naturale protetta istituita nel novembre del 2017Legge Regionale 20 novembre 2017, n. 28 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 46 del 21 novembre 2017.. Questo parco regionale include l'area del Vulture oltre a parte dei territori comunali di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, tutti appartenenti alla Provincia di Potenza.
Geografia Il Parco Naturale Regionale del Vulture, secondo la perimetrazione prevista dalla Legge istitutivaLa perimetrazione è consultabile al seguente link OSM., si estende per ettari. In tale perimetro sono inclusi la ZSC/ZPS "Monte Vulture" (codice IT9210210) e il SIC/ZPS "Lago del Rendina" (codice IT9210201). L'intera area è divisa in tre differenti livelli di tutela che, sulla base del grado di interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, definiscono la tipologia e le modalità in cui è possibile effettuare degli interventi.
Biodiversità Il Parco registra una ricchissima biodiversità, e particolarità ambientali dovuta alla varietà geologiche, ecosistemiche e ai microclimi nelle differenti quote altimetriche. Tale unicità è anche ancor più presente in aree contigue ma al di fuori della sua perimetrazione attuale del parco, riferibile alle aree forestali lungo la fiumara di Atella, i boschi delle aree forestali di monte Pierno e dell'Alto Bradano, Foresta demaniale di Lagopesole e boschi contigui, di cui l'unicità territoriale porrebbe la necessità di tutela paesaggistica ed ambientale. Di particolare interesse la flora spontanea del Vulture e i molteplici utilizzi che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la vita contadina e monastica di questo ambiente.Cfr. Montagne e complessi vulcanici della regione Basilicata, vol. 3, maggio 2015 (Sistemi ambientali e rete Natura 2000.
Sentieri Dislocato in posizione strategica e baricentrica rispetto all'Italia meridionale peninsulare, il territorio in questione è stato sede di un intenso fenomeno di brigantaggio nel periodo successivo all'Unità d'Italia. Molto suggestivi sono i sentieri dei Briganti che ancora oggi è possibile ripercorrere all'interno del ParcoA. Russo - E. Setari, Sette itinerari per scoprire la Basilicata, 1994 (Le Guide di Metis, 1)..
Il Sentiero dei Briganti - Sentiero CAI 102
Partendo dai Laghi di Monticchio è possibile fare un'escursione suggestiva nei boschi del Vulture per raggiungere la Fontana dei Faggi, unica risorsa d'acqua ancora presente in zona e situata nei pressi di un'area pic-nic. Il sentiero è in terra battuta e attraversa boschi di castagni, querce e faggi. Il sottobosco cambia con il procedere delle stagioni e alcune delle piante spontanee sono anche delle risorse per l'etnomedicina e la tradizione gastronomica.
Cicerchie, ranuncoli, ferule, lupini, orchidee, rose canine, ortiche, ginestre illuminano con i loro colori il mese di maggio. Lupi, istrici, vari tipi di mustelidi (lontra, tasso, faina, donnola), rospi comuni L'ululone appenninico ricci, volpi e cinghiali sono solo alcune delle numerose specie che popolano questi boschi. Una ricca avifauna è presente nell'area per cui è possibile incrociare il volo di picchi, nibbi, poiane e barbagianni.Cfr. la Traccia del Sentiero OSM.
Note
Bibliografia A. Russo - E. Setari, Sette itinerari per scoprire la Basilicata, 1994 (Le Guide di Metis, 1). R. Spicciarelli, Montagne e complessi vulcanici della regione Basilicata, vol. 3, maggio 2015 (Sistemi ambientali e rete Natura 2000).
Voci correlate Vulture-Melfese Laghi di Monticchio
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