Biografia Alfredo Codacci Pisanelli nacque da Luigi Codacci, che morì pochi giorni dopo la sua nascita, e Bianca Naldini che, nell’aprile 1869, sposò in seconde nozze il celebre giurista e Ministro del Regno d'Italia, Giuseppe Pisanelli, che lo adottò per testamento.

Laureatosi in Giurisprudenza nel 1883 a Napoli e specializzatosi l'anno successivo a Berlino, nel 1885, appena ventiquattrenne, cominciò la sua carriera universitaria che lo vide docente presso le università di: Camerino, Pavia, Pisa e Roma. Si distinse come intellettuale reazionario, specialmente per la sua opera del 1891, "Il dogma della Sovranità popolare" che egli, per l'appunto, rifiutavaEgli dunque, si rifiuta risolutamente ad ammettere le dottrine del diritto naturale e del contratto sociale; dimostra l’insussistenza logico giuridica del “dogma” della sovranità popolare che da quelle dottrine derivava; alle quali contrappone, difende ed illustra quel principio dell’unità dello Stato e della sua personalità come fonte della sovranità, che costituì il perno del sistema adottato dalla giovane scuola italiana., V.E. Orlando, op. cit..

Fu deputato del Regno per otto legislature, dal 1897 al 1929, militando nelle file della Destra storica e aderendo poi al fascismoMa l'avanzare del movimento fascista, che in Puglia aveva dato dimostrazione di sé con le violenze squadristiche del febbraio-aprile 1921, aveva scalzato nella vecchia classe politica liberale la fiduciosa convinzione di trovarsi - a maggior ragione nelle lontane province meridionali - in una situazione immutata e immutabile, mentre il "pericolo rosso" l'aveva inesorabilmente spinta verso un accordo con il fascismo. Fu così che nelle elezioni politiche del maggio 1921 il Codacci aderì alla lista del Fascio nazionale per essere eletto nuovamente deputato nel nuovo collegio provinciale di Lecce. L'adesione alla scelta politica di Salandra - a lungo vicino a Mussolini, seppure con qualche perplessità, e da questo corteggiato - fece sì che alle successive elezioni del 1924 lo statista pugliese lo imponesse come candidato nel "listone" accanto all'altro suo seguace di Foggia E. Maury. Il Codacci fu così rieletto nel collegio unico della regione pugliese. Ma nonostante il compromesso raggiunto con il nuovo governo fascista, il ruolo politico del Codacci andò progressivamente tramontando insieme con quello del suo protettore Salandra: utilizzati per l'influenza che ancora esercitavano sull'elettorato della loro regione, gli ultimi esponenti della Destra liberale dovevano però farsi da parte davanti al sempre maggiore potere dei leader fascisti locali. Dizionario Biografico Treccani. Fu Sottosegretario di Stato al Tesoro, una prima volta dal 28 dicembre 1904 al 31 marzo 1905, e poi di nuovo dal 13 febbraio al 31 maggio 1906 e Sottosegretario di Stato all’Agricoltura Industria e Commercio dal 14 dicembre 1909 al 2 aprile 1910.

Suo figlio, Giuseppe, è stato deputato e ministro della Repubblica italiana.

Opere L’Azione popolare, 1887 Legge e Regolamento, 1891 Il dogma della Sovranità popolare, 1891 L’eccesso di potere nel Contenzioso Amministrativo, 1892 Scritti di Diritto pubblico, 1900 Lezioni di Diritto amministrativo, 1901 Lezioni di scienza dell’amministrazione, 1928

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