Argo è un'antica città dell'Argolide, in Grecia, importante polis al centro di molteplici eventi storici e mitologici.

Nome La regione di Argo è conosciuta come Argolide (Argolis o Argeia). Gli abitanti di Argo sono detti Arghèioi in greco e Argīvī in latino (argivi).

Il nome della città può avere origine pregreca ("pelasgica") mentre lo è sicuramente il nome della sua acropoli, Larissa. La città deriva il suo nome dal mitico fondatore Argo, figlio di Zeus e Niobe, figlia di Foroneo, che successe allo zio Api come re di Foronea, che ribattezzò dandole il suo nome.

Se il nome è di origine indoeuropea probabilmente è collegato alla radice arg- che significa "brillante" o "splendente" o simili (per esempio argyros, argento).

Mitologia

Fondazione

Il primo re dell'Argolide fu Inaco, figlio di Oceano e Teti, il quale divenne padre di Foroneo, suo successore, Egialeo, re di Sicione e Io, di cui Zeus si innamorò perdutamente ma che fu trasformata in vacca da Era. Foroneo divenne il padre di Argo, il cui mito gli attribuisce la fondazione della città, sposò Evadne, figlia di Strimone e Neera, ed ebbe come figli Ecbaso, Peiranto, Epidauro e Criaso. I discendenti regnarono per nove generazioni fino al re Gelanore. Io ebbe un figlio, Epafo, che sposò Menfi la figlia di Nilo e regnò sull'Egitto. Suo discendente fu Libia, antenata sia di Cadmo, fondatore di Tebe, Egitto e Danao. Danao fuggì con le sue figlie (le Danaidi), temendo i suoi nipoti (gli Egittidi) e conquistò Argo rifondandola.A questi succedette l'Egittide Linceo (che sposò Ipermnestra, una Danaide) ed a questi il figlio Abante che fu marito di Ocalea e che fu il padre dei gemelli Acrisio e Preto e di Idomenea e Lirco, quest'ultimo un figlio bastardo.

I due gemelli essendo entrambi figli maggiori e pretendendo entrambi alla successione lottarono a lungo, fino a quando Preto non venne sopraffatto, e Acrisio poté salire al trono della città di Argo. Preto si rifugiò a Tirinto e divenne re di questa città.

Secondo il mito,Sofocle, Antigone, 944. dal matrimonio del re Acrisio con Euridice, figlia di Lacedemone e Sparta, nacque una figlia: Danae.

Perseo Danae è la protagonista del celebre mito, che ha ispirato molti pittori fra cui Tiziano e Gustav Klimt. Il racconto è questo: un oracolo predisse al re Acrisio che sarebbe stato ucciso per mano del figlio di sua figlia. Dato che sua figlia Danae, bellissima ragazza, non aveva ancora figli, Acrisio pensò bene di rinchiuderla in un appartamento sotterraneo, o forse in una torre di bronzo; ma Zeus se ne innamorò e la raggiunse sotto forma di pioggia d'oro. Dalla loro unione nacque Perseo. Quando il re Acrisio seppe della nascita del nipote fece rinchiudere Danae e Perseo in una cassa che fu poi abbandonata in mare. Nonostante i molti ostacoli e pericoli, con l'aiuto di Poseidone, Perseo e Danae riuscirono a tornare a casa, approdando sull'isola di Serifo. Acrisio, appena apprese la notizia del loro ritorno, abbandonò la città e si rifugiò nella rocca di Larissa. Nonostante tutte queste precauzioni, ciò che era stato predetto si avverò: Perseo fu chiamato a Larissa per partecipare a dei giochi funebri e lanciando il disco, colpì involontariamente Acrisio, che morì.

Il regno argivo Perseo divenne così re di Argo, ma, non sentendosi degno di succedere a un re che aveva involontariamente ucciso, propose al cugino Megapente, succeduto al padre Preto come re di Tirinto, di scambiarsi i regni. Poi fondò Micene, facendo costruire ai Ciclopi delle mura invincibili come quelle di Tirinto. Micene divenne la capitale del regno.

A Megapente succedette prima il figlio maggiore Ifianira e poi l'altro figlio Anassagora. Quando le donne argive impazzirono, per colpa di Dioniso, la loro furia venne scatenata durante il regno di Anassagora. Il re allora chiese aiuto all'indovino Melampo e a suo fratello Biante che riuscirono a riportarle alla ragione, grazie alle loro tecniche mediche. Essi però chiesero in cambio al re un terzo del regno. Quando il re si rifiutò di accontentarli, le donne tornarono a impazzire e Anassagora dovette richiamarli e pregarli di guarirle di nuovo, ma questa volta la richiesta fu di un terzo del regno a testa e il matrimonio con le figlie del re. Anassagora acconsentì, tenendo per sé solo il terzo del regno comprendente la città di Argo. Seguirono dunque alcune generazioni in cui i re furono tre: i discendenti di Anassagora e quelli di Melampo e di Biante.Pausania, Periegesi della Grecia, XVIII,4.

A Melampo succedette il figlio Antifate, poi il figlio di questi Oicle che accompagnò Eracle nella sua guerra contro Troia. A Oicle succedette il figlio Anfiarao che ereditò i poteri di Melampo divenendo indovino e che morì durante il primo assedio a Tebe (è probabile che uno dei due bronzi di Riace, quello detto il vecchio, provenga da Argo e rappresenti proprio Anfiarao). Il casato di Melampo terminò con i figli di Anfiarao, Alcmeone che morì dopo la guerra degli Epigoni e Anfiloco che dopo la guerra degli Epigoni partecipò alla guerra di Troia e fu uno dei guerrieri chiusi con Ulisse nel cavallo, aveva capacità di veggente e fu ucciso da Apollo. Il suo regno fu ereditato da Stenelo. A Biante succedette il figlio Talao, e a questi il figlio Adrasto che fu l'ideatore della prima e disastrosa mitica impresa contro Tebe (I Sette contro Tebe), coinvolgendovi anche Anfiarao. Adrasto lasciò il regno al figlio, Egialeo, che morì durante la guerra degli Epigoni. Adrasto, appresa questa notizia morì a sua volta di crepacuore. Essendo il figlio di Egialeo ancora piccolo, divenne re Diomede, nipote di Adrasto attraverso il genero Tideo e la figlia Deipile e fu re di Argo durante la guerra di Troia, partecipandoci con Anfiloco e Stenelo. Diomede fu un personaggio importante nel Ciclo Troiano, spesso insieme al suo collega Ulisse. Dopo la guerra Diomede passò la sua parte di regno a Cianippo – in seguito partì per la penisola italiana dove fondò città come Ancona, Benevento, Arpi, Brindisi e le isole Tremiti. Ultimo re di questa casata fu appunto Cianippo, figlio di Egialeo, salito al trono subito dopo la partenza di Diomede ma morto senza eredi e dato a Stenelo.

Ad Anassagora succedette il figlio Alettore, poi Ifi. Ifi lasciò il regno al nipote Stenelo (figlio di suo fratello Capaneo) che fu uno degli Epigoni nel secondo mitico assedio di Tebe, ereditò poi la porzione di regno della linea di Melampo e partecipò alla guerra di Troia assieme a Diomede. Ereditata anche la porzione di regno di Biante suo figlio Cilarabe fu il primo re unificato di Argo, ma anche l'unico.

Dopo di lui il trono venne occupato da Agamennone, re di Micene e, dopo il suo assassinio, dal figlio Oreste. Il trono passò poi a Tisameno, figlio di Oreste e ultimo Atreide fino alla conquista degli Eraclidi, che posero Temeno, discendente di Eracle, alla guida della città. Temeno ebbe un figlio, Carano, che fu il leggendario fondatore della dinastia Argeade e del regno di Macedonia.

Esiste un ciclo epico incentrato su Argo, ma le opere (di cui se ne conoscono due, Danaide e Foronide) sono del tutto perdute e gli autori sconosciuti.

Storia

Periodo greco antico

Origini

La città sorge ai piedi di una catena montuosa che chiude a nord l'omonima pianura e che a sud termina nel golfo di Nauplia. Inserita lungo importanti vie di comunicazione che collegavano il Peloponneso all'Attica ed alla Beozia, la città poteva contare sulle produzioni agricole della pianura circostante e sui commerci marittimi che si svolgevano nel vicino porto di Nauplia.

Ad est ed a ovest della città sorgono due colline, Larissa e Aspis. La prima fu la sede dell'agglomerato e della rocca micenea, sulla seconda sorgeva un tempio dedicato ad Apollo Liceo (Lyceios)Pausania, Periegesi della Grecia, XIX,3: "La ragione per cui Danao fondò un tempio dedicato ad Apollo Liceo [protettore dei Lupi] è questa. Quando egli giunse ad Argo, reclamò il regno contro Gelanore, figlio di Stenelo. Molti argomenti plausibili vennero presentati a favore di entrambe le parti e coloro che parteggiavano per Stenelo erano pari a quelli favorevoli al suo oppositore ... Al tramonto un lupo attaccò una mandria che pascolava vicino alle mura della città ed attaccò il toro leader della mandria. Gli argivi pensarono che Gelanore fosse come il toro e Danao come il lupo. ... Fu perché il lupo vinse il toro che Danao vinse il regno." ed altri dedicati a Diomede ed Atena. Si attesta che le colline siano state abitate dai tempi del Neolitico.

Sulla collina dell'Aspis inoltre si trova anche un insediamento miceneo databile tra il 2000 e il 1600 a.C., tra i più antichi insieme a Micene e Tirinto. La collina ebbe una frequentazione successiva anche in epoca classica.

Edificata durante l'età del bronzo fu probabilmente rifondata nel 1000 a.C. e come gli altri centri dell'Argolide fu abitata dagli Ioni, poi scacciati dai Pelasgi, che a loro volta furono sostituiti dai Pelopidi (Achei), la stirpe di Agamennone, re di Micene. Quindi, nel X secolo a.C. i Dori giunsero nella regione e si mescolarono alle genti che si erano qui stabilite, sviluppando un dialetto dorico.

Egemonia argiva e rivalità con Sparta

La città fu nella Grecia antica la seconda città del Peloponneso ed "una delle più importanti terze forze nel quadro internazionale greco".Argo: una democrazia diversa, introduzione. Di Cinzia Bearzot e Franca Landucci. Collana: Storia. Ricerche. Vita e Pensiero editore.

Dell'Argo dell'epoca micenea resta ben poca vestigia. La città, insieme a Micene e Tirinto, doveva far parte dell'organizzazione difensiva palaziale micenea, che si è persa nei secoli successivi.<ref name="ReferenceB">Argos des origines au synoecisme du VIIIe siècle avant J.-C. di Piérart Marcel in Argo: una democrazia diversa. Collana: Storia. Ricerche. Vita e Pensiero editore.</ref>

Dopo i secoli bui, caratterizzati dalla decadenza dei palazzi micenei e da un brusco calo della popolazione del Peloponneso, Argo si riformerà per sinecismo di alcuni piccoli centri situati ai piedi delle due colline espandendosi poi fino a raggiungere la massima estensione nell'VIII secolo a.C. Inizialmente era una poleis monarchica, per poi diventare aristocratica e poi oligarchica.

Personaggio fra mito e storia di questo periodo fu il tiranno o re Fidone. Sotto la sua guida, fra l'VIII ed il VI secolo a.C. Argo raggiunse l'apice della sua potenzaErodoto, Storie, I,2,1: "Argo era, per ogni aspetto, la più importante delle città nella regione ora chiamata Grecia." arrivando a controllare la maggior parte del Peloponneso, a dirigere i giochi Olimpici strappando Olimpia dal controllo degli EleiErodoto, Storie, VI,127. e consegnandola ai suoi alleati Pisiati, ad imporre un diverso sistema di misure (più piccole di quelle ateniesi e dette appunto fidoniane) ed infine a possedere l'esercito più potente grazie alla introduzione della falange oplitica. La supremazia militare di Argo nel Peloponneso e su Sparta si mantenne fino al 600 a.C.

L'espansione si consolidò con la schiacciante vittoria ad Isie nel 669 a.C. contro Sparta, dopo tale scontro le due città furono eterne nemiche.

Estendendo il suo dominio sull'Argolide e su parte del Peloponneso, in questo periodo espanse la sua influenza alle oramai decadute città micenee di Tirinto e Micene, occupando Nauplia e il suo porto, espandendosi ad ovest verso l'Arcadia e a sud lungo il fiume Parnone riducendo gli occupati, definiti orneati in una condizione di semilibertà simile a quella dei perieci spartani.

Non dobbiamo infatti dimenticare che la stirpe argiva era dorica, come gli Spartani, e quindi con una impostazione politica simile. Ciò che è interessante nella storia di questa città è l'evoluzione originale che ebbero le sue forme di governo, sulla spinta delle ricorrenti crisi demografiche, causate dallo stato di guerra continua, ben descritto da Isocrate:

Anche la città di Corinto e l'isola di Egina subirono per un certo periodo la supremazia argiva.