Biografia Le notizie riguardanti la vita di Taione di Saragozza non sono molte: le uniche informazioni che si possiedono si deducono dagli scambi epistolari intercorsi tra il vescovo e Braulione di Saragozza, Eugenio di Toledo e Quirico di Barcellona. La data di nascita sarebbe da collocare attorno all’anno 600 poiché in una lettera datata 632 Braulione di Saragozza si rivolge a Taione appellandolo come presbiter (prete) e la legislazione visigota fissava a trent’anni il limite minimo per l’ordinamento sacerdotaleAimé Solignac, Tajon de Saragosse, in Dictionnaire de spiritualité : ascetique et mystique, doctrine et histoir, XV, Taborin-Tyskiewicz, Paris 1991, cc. 12-14.. Uomo dalla grande cultura classica ed ecclesiastica, si era formato religiosamente e intellettualmente nel monastero di Santa Engracia di Saragozza, dove studiò con Fronimiano, fratello di Braulione e abate del monastero La Rioja di San Emilián, e con Eugenio, futuro vescovo di ToledoJorge M. Ayala, Escritores esclesiasticos del siglo VII: Braulio y Tajon de Zaragoza in «Revista española de filosofia medieval» 3 (1996), pp. 23-34, p. 25.. Tra il 646 e il 650 Taione si recò a RomaJosé Madoz, Tajón de Zaragoza y su viaje a Roma, in Mélanges Joseph de Ghellinck, tome 1 antiquité, Gembloux 1951, pp. 345-360, p. 351, dove ebbe la possibilità di consultare e trascrivere i testi di Gregorio Magno, costituendo un florilegio che in seguito portò in patria. Le motivazioni di questo viaggio non sono chiare e ad oggi gli studiosi non hanno ancora trovato una soluzione univoca. Secondo Jorge M. Ayala il VII concilio di Toledo avrebbe segnalato al re visigoto Chindasvindo la mancanza di codici riportanti i Moralia in Iob nel territorio spagnolo, chiedendo che qualcuno fosse inviato a Roma per trarne una copia e portarla in patria, e il monarca avrebbe individuato in Taione la persona prepostaJorge M. Ayala, Escritores esclesiasticos del siglo VII: Braulio y Tajon de Zaragoza, pp. 23-34, p. 27.. Madoz invece sostiene che alla base della partenza di Taione ci sarebbe solo la voglia del futuro vescovo di soddisfare la propria passione di bibliofilo, recuperando le “altre opere” di Gregorio Magno delle quali ha avuto conoscenza mediante una lettera che Gregorio Magno aveva inviato a Isidoro di Siviglia (benché ad oggi sia accertato che con “altri libri” Gregorio Magno indicava la Regula Pastoralis, di cui Taione era già a conoscenza)José Madoz, Tajón de Zaragoza y su viaje a Roma, p. 354.. Infine, secondo Luis A. García Moreno, lo scrittore sarebbe già stato a Roma inviato dal re Chindasvindo come ambasciatore e avrebbe approfittato del viaggio per ricopiare le opere di Gregorio MagnoLuis A. García Moreno, Rome y el reino visigodo, in Roma Fra oriente e occidente, Atti della XLIX Settimana di studio del centro italiano di studi sull’alto medioevo, 19-24 aprile 2001, Spoleto 2002, v. I, pp. 239-322, pp. 304-5.. Nel 649-50 Taione venne ordinato abate di una chiesa che tutt’ora rimane sconosciutaAimé Solignac, Tajon de Saragosse, c. 12. e nel 651, alla morte di Braulione, divenne vescovo di Saragozza. Assistette all’VIII e IX concilio di Toledo, che si tennero rispettivamente nel 653 e nel 655. La data di morte sarebbe da fissare intorno al 683Aimé Solignac, Tajon de Saragosse, c. 12. poiché al XIII concilio di Toledo la diocesi di Saragozza viene rappresentata da Varedo, successore di Taione; anche se c’è da sottolineare che nel X, XI e XII concilio di Toledo la chiesa di Saragozza non è stata rappresentataJosé Madoz, Tajón de Zaragoza y su viaje a Roma, p. 346. e per questo motivo la data di morte potrebbe essere anticipata. In una lettera indirizzata a Quirico di Barcellona, a cui dedica le Sententiae, Taione si firma con il cognome Samuel, indice di una discendenza ebraicaJosé Madoz, Tajón de Zaragoza y su viaje a Roma, p. 346-7., ma sulla questione gli studiosi sono discordi: Arévalo indica in Samuel un nomignolo frutto di una congettura causata dal fatto che qualche possessore del codice si chiamava in questo modo, mentre altri studiosi indicano la firma come non attendibile in quanto riportata solo da un manoscrittoJosé Manuel Diáz de Bustamante, Taio Caesaraugustanus, in La trasmissione dei testi latini nel medioevo, a cura di Paolo Chiesa e Lucia Castaldi, Firenze, 2005, pp. 520-525, p. 521.

Opere Le opere di Taione di Saragozza giunte fino ai giorni nostri sono gli Excerpta sancti Gregorii e i Sententiarum libri quinque. Entrambi gli scritti riflettono il metodo di lavoro usato durante il VII secolo nel regno visigoto: si concentrano sulla Bibbia e raccolgono selettivamente gli scrittori precedenti al fine di riassumerli ed abbreviarliJorge M. Ayala, Escritores esclesiasticos del siglo VII: Braulio y Tajon de Zaragoza, p. 32.. Taione, a differenza dei suoi contemporanei, non si limita solo a copiare, ma trasforma i testi a seconda dei suoi piani editoriali combinando anche più autori, e per questo motivo può essere definito un compilatore che offre una buona guida a livello di dottrina, di morale e di letteratura biblicaAimé Solignac, Tajon de Saragosse, c.14..

Gli Excerpta sancti Gregorii sono un florilegio di estratti di Gregorio Magno tratti dalle sue opere e riorganizzati come commento progressivo alla BibbiaPaolo Chiesa, La tradizione indiretta latina antica dei «Dialogi», in «Dialogi» di Gregorio Magno, tradizione del testo e antiche traduzioni, Firenze, 2006, pp. 15-31, p. 28-29.; composti durante il viaggio a Roma, originariamente erano costituiti da sei codici: quattro dedicati all’Antico Testamento e due al nuovoAimé Solignac, Tajon de Saragosse, c.13; attualmente sono traditi da undici manoscrittiMirabile archivio digitale della cultura medievale: http://www.mirabileweb.it, sub voce Taione di Saragozza in db mediolatino. che riportano solo una piccola parte dell’intero progetto iniziale. L’opera al momento della sua creazione era composta da un’introduzione, una lettera di Taione indirizzata a Eugenio di Toledo dove l’esegeta spiegava il lavoro compilatorio traendo spunto dal proemio del Liber Testimoniorum di Paterio, e un corpus di excerpta che nel corso del tempo si sono divisi e sono giunti a noi secondo due linee di trasmissione indipendenti tra loroFabrizio Martello, «Vidimus gregorium»: il recupero, tra storia e leggenda dell'eredità letteraria e spirituale di Gregorio Magno, in Les receptions des Peres de l’Eglise au Moyen Age, le devenir de la tradition ecclésiale, Congrès du Centre Sèvres - Facultés jésuites de Paris, 11-14 juin 2008, Parigi 2009, pp. 965-983, p. 976.: la prima ci è tradita come introduzione a un gruppo di manoscritti spagnoli riportanti i Moralia in Iob datati entro il secondo decennio del X secolo, mentre il corpus è stato tramandato anonimo in diversi manoscrittiFabrizio Martello, «Vidimus gregorium»: il recupero, tra storia e leggenda dell'eredità letteraria e spirituale di Gregorio Magno, p. 976.. La paternità di Taione è stata confermata solo in epoca recente dopo anni di studi: nel 2011 Lucia Castaldi e Fabrizio Martello hanno confrontato il florilegio anonimo con i Sententiarum libri quinque di Taione e hanno notato delle somiglianze stringenti, dimostrando definitivamente la paternità degli ExcerptaLucia Castaldi-Fabrizio Martello, Tempera quasi aurum: origine, redazione e diffusione del Liber Testimoniorum di Paterio, in «Filologia mediolatina» 18 (2011), pp. 23-107, p. 99..

I Sententiarum libri quinque sono l’opera più importante di Taione, composta, come testimoniato dalla lettera a Quirico, durante il vescovado di Saragozza, negli anni della ribellione del nobile Froja (653); è giunta a noi integra e tradita da sedici manoscrittiJosé Manuel Diaz de Bustamante, Taio caesaraugustanus, p. 524.; suddivisa in cinque libri, che trattano diversi temi e problematiche di origine cristiana, è strettamente affine alla produzione letteraria della Chiesa spagnola di quel periodo attivamente impegnata nella conversione della popolazione visigotaLucia Castaldi, Laon, Bibliothèque municipale Suzanne Martinet, 319, sec. IX, Francia nord orientale, in Gregorio Magno e l’invenzione del medioevo, Firenze, 2006, p. 91.. L’opera si apre con una lettera prefatoria e una composizione poetica che conta una dozzina di esametriJosé Manuel Diaz de Bustamante, Taio caesaraugustanus, p. 523-4., alle quali fanno seguito i cinque libri che spaziano tra diversi temi cristiani. L’intento dell’opera è quello di dare un ordine logico - tematico alle sententiae gregoriane, con l’obiettivo di divulgare la dottrina del pontefice e le sue opereLucia Castaldi-Fabrizio Martello, Tempera quasi aurum: origine, redazione e diffusione del Liber Testimoniorum di Paterio, p. 87.. Le fonti principali, come dichiarato dall’autore stesso, sono le opere di Gregorio Magno integrate dai lavori di Agostino e Isidoro di Siviglia nei capitoli rispetto ai quali il pontefice non avrebbe offerto uno sviluppo sufficientemente articolato, mentre il modello letterario è costituito dalle Sententiae, sempre di IsidoroLucia Castaldi-Fabrizio Martello, Tempera quasi aurum: origine, redazione e diffusione del Liber Testimoniorum di Paterio, p. 87.. Non esiste un’edizione critica completa dell’opera. Risco ha pubblicato il testo sulla base del codice di Madrid, Biblioteca de la Real Academia de la Historia, Aemil. 44Taio Caesaraugustanus episcopus, Sententiarum libri quinque, ed. Risco in Espana Sagrada, tomo XXXI, Madrid 1776, pp. 171-544., mentre E. AnspachTaio Caesaraugustanus episcopus, Sententiarum libri quinque, ed. E. Anspach, in Taionis et Isidori nova fragmenta et opera, Madrid, 1930, pp. 6-22. e Z. Garcia VilladaTaio Caesaraugustanus episcopus, Sententiarum libri quinque, ed. Z. García, in «Revista de Archivos, Bibliotecas y Museos», pp. 23 -31. hanno pubblicato le sezioni che mancano in quel codice.

Visio Taionis La Visio Taionis è un racconto leggendario che narra il miracoloso ritrovamento dei Moralia in Iob di Gregorio Magno da parte di Taione di Saragozza e ha goduto di grande fortuna non solo in Spagna, e che è andato soggetto a varie rielaborazioni nel corso del tempo.