I suoni, nel linguaggio dei fumetti, sono una parte importante della narrazione e sono resi graficamente, nelle varie vignette, attraverso l'onomatopea, cioè quel procedimento di formazione delle parole che ricorre ad una imitazione diretta del suono o rumore da rappresentare. Anche i versi emessi da animali o persone sono rappresentati con lo stesso metodo, spesso all'interno delle nuvolette. Lo scopo delle onomatopee è di aumentare la partecipazione del lettore con l'atmosfera e il dinamismo della rappresentazione.
Nei fumetti, la maggior parte delle onomatopee sono state esportate dalla lingua inglese e sono così diffuse da essersi affermate anche nel linguaggio comune, anche al di fuori del mondo anglosassone.
Nei fumetti vengono definite con lo stesso termine, "onomatopee", due diversi concetti linguistici: l'onomatopea in senso stretto, ossia un fonema nato come traduzione fonetica di un suono (per esempio il "cri-cri" del grillo) e la "parola onomatopeica", ossia una parola autonoma derivata nel corso del tempo da quel suono (per esempio la parola "frinire", derivata dal suono dello stesso insetto). In lingua inglese nella maggior parte dei casi i due concetti coincidono e il lettore anglosassone riesce, in modo maggiormente immediato, a ricollegare l'onomatopea usata nella vignetta dei fumetti con l'azione corrispondente al suono; è questo il caso di Bang (to bang significa "sparare") oppure Ring (to ring significa "squillare").
Scopo Generalmente le onomatopee sono inserite nelle vignette per rendere più dinamica la storia, aumentando la partecipazione del lettore nelle vicende. A tale scopo le parole vengono disegnate in modo tale da enfatizzare graficamente il suono e quindi l'azione che lo ha prodotto mediante uso accorto del lettering, dei colori, della forma e dei font della parola. Ad esempio, se il disegnatore vuole rappresentare il rumore di una frana e contemporaneamente enfatizzare il suo effetto dinamico, userà l'onomatopea "rumble", distorcendo graficamente la parola, rendendo le sue lettere tremolanti e moltiplicandole come a voler simboleggiare la velocità e il frastuono dell'evento catastrofico.
Alcune onomatopee sono usate dagli autori per caratterizzare maggiormente alcuni personaggi, in particolar modo in situazioni particolari: è questo il caso del rumore degli artigli di adamantio di Wolverine quando fuoriescono prima di un attacco ("snikt!") del tipico rumore ("thwip!") delle ragnatele lanciate dell'Uomo Ragno o ("swiss!") del pugnale lanciato da Diabolik.
Storia L'utilizzo delle onomatopee nei fumetti può essere fatto risalire fin alle origini di questo media, ossia negli Stati Uniti verso la fine dell'ottocento; la disponibilità di molte parole monosillabiche marcate, onomatopeiche, rendeva agli illustratori e fumettisti naturale trasporle direttamente nelle vignette in funzione di onomatopee. Quando il fumetto si diffonderà in Europa e poi nel resto del mondo, il linguaggio grafico e semantico si sarà già consolidato e con esso anche il significato delle onamatopee ricorrenti che, seppure in lingua inglese, sono ugualmente comprensibili anche ai lettori non anglofoni, non tanto per il loro significato semantico, ma per il loro suono e collocazione nel contesto della storia.
Tra le sperimentazioni del connubio testo/disegno, emblematica è la tecnica di Will Eisner che nel suo The Spirit utilizza spesso onomatopee ma relegandole a ruoli comprimari: gli unici elementi testuali ricercati sono i titoli e le didascalie, che si impongono con valore metatestuale nella narrazione. A partire dalla metà degli anni 1960 inizia ad affermarsi un uso delle onomatopee sviluppato sul loro impatto visivo; si può citare come precursore di questa tecnica il fumettista belga Guy Peellaert nelle tavole di Jodelle e di Pravda e successivamente i francesi Jean Rollin e Nicolas Devil nella loro Saga de Xam del 1967.
Contemporaneamente in Italia Dino Battaglia conduce riusciti esperimenti per integrare stilisticamente i disegni con i rumori, seppure mantenendo un attento bilanciamento tra i due elementi. Jacovitti con il suo Cocco Bill sperimenta nuovi tipi di onomatopee, introducendo nelle sue vignette alcuni termini presi dal linguaggio comune e usati come rumori, come ad esempio "schiaff schiaff", "Pugno" e altri inventati di sana pianta: blomp, pamt, ponfete, slappete, cianft, svòff, ciunft, badabanghete, sdenghete, flup.
L'uso di onomatopee con forte impatto grafico si consolida negli anni 1980, tanto da diventare un canone stilistico in particolar modo per gli artisti statunitensi e nei fumetti di Supereroi; le lettere si deformano, entrano a far parte dell'azione stessa e si materializzano quasi con realismo tridimensionale. Le onomatopee sono messe al servizio della spettacolarizzazione e vogliono sollecitare tutti i sensi del lettore, trascinandolo all'interno dell'azione, quasi come in un film. Sperimentatore in questa direzione è il fumettista Frank Miller, a partire dal suo Il ritorno del Cavaliere Oscuro del 1986 e quindi con Daredevil, Wolverine e Ronin.
Le storie d'azione sono permeate di rumori e quindi piene di onomatopee graficamente elaborate; quando però il disegno vuole essere più ricercato, più realistico oppure le storie meno dinamiche, tendono a alleggerirsi da troppi rumori e da onomatopee "invasive".
Elenco di onomatopee Segue un elenco delle onomatopee maggiormente diffuse nei fumetti.
A
Ah Ah Usata per riprodurre una sonora risata. Arf Riproduce l'abbaiare di un cane. Argh L'urlo emesso da un personaggio prima di morire per morte violenta oppure quando è arrabbiato.: Ahi-Ahia Esclamazione di dolore
B
Bang Onomatopea utilizzata per lo sparo di un'arma da fuoco. Deriva dall'inglese to bang, "sparare". usata in alternativa al meno diffuso "Pam". Bark Abbaiare di cane dall'inglese to bark che significa "abbaiare". Usato in alternativa a "Bau" o a "Woof". Bau Abbaiare di cane. Usato in alternativa a "Bark" o a "Woof". Beep Suono di apparecchiatura elettronica come, ad esempio, un radar o una segreteria telefonica. È anche il famoso verso del personaggio dei cartoon Beep Beep. Bla Bla Indica il parlottare indistinto. Blam Rumore di colpo di cannone. Bleah Onomatopea che indica disgusto. Blink Rappresenta la strizzata d'occhio, dall'inglese to blink, appunto, "sbattere le palpebre". Boing Riproduce il suono di una palla che rimbalza. Brr Suono prodotto da chi rabbrividisce per il freddo o per la paura. Bonk Rumore di un oggetto che colpisce la testa. Boom Riproduce il suono di un'esplosione. Broom Il rombo di tuono, o di oggetti pesanti che rotolano, o di veicolo a motore. Deriva dall'inglese to broom, ossia "spazzare". Burp Riproduce il suono di un rutto.
C
Chirp Il cinguettio o il pigolio di un uccello, simile a "Tweet". Chomp Onomatopea per il suono della masticazione o fare un sol boccone di qualcosa. In inglese to chomp significa "masticare rumorosamente". Clang Rumore di oggetto metallico. Clap Riproduce un applauso. Click Usato per riprodurre il rumore di uno scatto metallico, il pulsante di un mouse, una serratura o un interruttore. Clunk Suono che riproduce il tonfo di un oggetto lasciato cadere. Cough Riproduce un colpo di tosse. Crack Il rumore di un oggetto che si spezza. Crash Usato per rappresentare un forte impatto, ad esempio la rottura di un vetro o un incidente automobilistico. Deriva dall'inglese to crash, "schiantarsi". Crunch Onomatopea per indicare la masticazione di qualcosa di croccante, ad esempio, un biscotto oppure il rumore di un urto.
D
Drin Riproduce uno squillo, generalmente quello del telefono, rappresentato graficamente con una o più lettere "i" (esempio: Driin). Din don Riproduce il suono di campane.
E
Eeee Suono di una sirena acustica, riprodotto con più lettere "E" in serie. Eeek Acuto urlo di piacere. Eh eh Riproduce una risata sarcastica e furbesca o il ridacchiare.
F Fap fap
Suono riconducibile alla masturbazione maschile. Ffss Una ruota che si sgonfia. Flap flap Riproduce il suono prodotto dalle pale di un elicottero. Flash Riproduce l'effetto di un lampo.
G
Garagulp Indica un gulp di stupore all'ennesima potenza. Gasp Indica stupore, timore o affanno. Deriva dal suono del prendere fiato o restare senza fiato; è usato anche quando un personaggio prende fiato mentre mangia. Glab Indica il rimanere senza parole dinanzi ad un evento dalle ineluttabili conseguenze negative. Glu glu Onomatopea che indica l'azione del bere. Gnam Indica il masticare o il mangiare voracemente. Growl Deriva dall'inglese "ringhiare" e riproduce, appunto, questo suono. Grrr Usato per riprodurre un ringhio. Grunt Onomatopea usata per riprodurre il borbottio rabbioso o il fastidio., in alternativa a "Sgrunt". Gulp Onomatopea che indica stupore, sorpresa. Deriva dall'inglese to gulp, "deglutire". Gurgle Suono che riproduce il gorgoglio.
H
Hic Riproduce il singhiozzo. Hiii Riproduce il nitrito di un cavallo. Hiss Il sibilo di un serpente.
I Iiih
Il rumore della porta che si apre
J
K
Ka-blam Riproduce il suono di un impatto molto violento, ad esempio di una cannonata o di un fulmine. Kaboom Riproduce il boato di una grande esplosione. Ka-rank suono usato per rappresentare un calcolatore (in particolare meccanico) che esegue un calcolo. Knock Il rumore del bussare. Krakk Riproduce il crepitio di un fulmine.
L
Lick Leccare, dall'inglese "to lick". Anche ripetuto "lick lick lick". M Meow Miagolio del gatto (in inglese to meow significa "miagolare"). Mmmm Tentativo di parlare con la bocca imbavagliata. Mumble mumble Riproduce il rumore che fanno i personaggi quando sono assorti, quando riflettono, quando borbottano o brontolano o parlano sommessamente.
N
Nch indica un segno di dissenso senza aprire la bocca, alternativa Nz Nz.
O
Ops Indica la consapevolezza di aver commesso un errore, dall'inglese Oops Ouch Espressione di dolore
P
Pant pant Riproduce il respiro affannoso ad esempio durante o dopo un lavoro faticoso, usato in alternativa a "Puff puff". Para-pa-zum Onomatopea che rappresenta il suono tipico di una fanfara o di una banda; usata in alternativa "Tara-ta-zum". Ploff Il rumore di un tuffo in acqua. Pfui Esclamazione di scetticismo. Prot Riproduce il rumore di un peto. Puff puff Riproduce il respiro affannoso ad esempio durante o dopo un lavoro faticoso; simile a "Pant pant". Purr Le fusa di un gatto.
Q Quack
Il verso di una papera o di anatra (spesso usato con personaggi come Paperino)
R
Ratatata Rumore di mitragliatrice. Ring Il suono di un campanello. Rip Il rumore di uno strappo, una lacerazione. Roar Onomatopea che indica il ruggito di un animale feroce, tipicamente un leone, o il rombo di un veicolo a motore. Reso graficamente anche come "Roarrr". Ronf Il rumore del russare, in alternativa a "Ron ron". Rumble Usato per riprodurre il rombo di un tuono, di un crollo, il rotolare di oggetti pesanti.
S
Scrib Riproduce il suono di una matita o penna che scrive su un foglio. Sgrunt Riproduce il mugugno, in alternativa a "grunt". Shhh Riproduce il sibilio prodotto da qualcuno per imporre il silenzio, usato in alternativa a "Ssssst". Sigh Indica il sospirare: dall'inglese to sigh. Skreek Riproduce la frenata delle automobili. Slam Lo sbattere di una porta chiusa con violenza. Deriva dall'inglese to slam, ossia "sbattere". Slurp Riproduce il rumore che emettono i personaggi quando mangiano, in particolare quando si leccano i baffi. Smack Lo schiocco di un bacio. Snap Lo schiocco delle dita. Sniff Indica tristezza o pianto, dal rumore che si fa tirando su con il naso. Questa onomatopea è anche usata per indicare l'atto dell'annusare, ad esempio per un cane che sta fiutando una traccia. Snikt! Riproduce il rumore prodotto dagli artigli metallici retrattili del supereroe Wolverine quando fuoriescono prima di un attacco. Snort Riproduce la rabbia. Deriva dal soffiare delle narici, ed è spesso usato per tori, arieti o cavalli arrabbiati.