Preistoria Età della pietra

Le prime tracce della presenza umana in quest’area risalgono al Paleolitico Medio e sono state localizzate nella zona del Monte Baldo, compreso tra le attuali province di Trento e Verona a sud-est di Riva del Garda. Il periodo del cosiddetto “Ultimo massimo glaciale würmiano” rende inadatto alla vita stanziale il territorio trentino per via della presenza dei ghiacciai che lasciano libere solo le montagne più elevate... Solo dopo il miglioramento delle condizioni climatiche l’Uomo sapiens, organizzato in gruppi di cacciatori nomadi o seminomadi, rimetterà piede nelle vallate trentine libere dai ghiacci, ciò avvenne all’incirca 13.000 anni fa. Tracce della presenza umana sono state rinvenute nei pressi del Riparo di Moletta Patone vicino ad Arco..

Età dei metalli

Con l’avvento delle nuove tecnologie legate alla lavorazione dei metalli e con l’affermarsi dell’agricoltura si riscontrano nella zona nuovi tipi di insediamenti. È il caso degli insediamenti palafitticoli di Molina di Ledro e Fiavé. Questo tipo di insediamenti si riscontra in svariati bacini lacustri dell’Italia settentrionale. Allo stesso tempo il ritrovamento a Molina di Ledro di alcuni oggetti quali ornamenti in ambra provenienti dalla zona baltica attestano l’aumento degli scambi commerciali tra le varie popolazioni. Questi ed altri ritrovamenti confermano inoltre il formarsi di società complesse con una loro gerarchia.. Il rinvenimento di sei statue stele nella zona di Arco (oggi conservate presso il MAG Museo Alto Garda) databili tra la fine del IV e l’inizio del III sec a.C. portano gli storici ad ipotizzare la presenza di una società con una stratificazione sociale di base e con propri riti religiosi.. Queste statue stele rinvenute durante gli scavi per la costruzione dell’ospedale di Arco presentano caratteristiche comuni con le altre rinvenute nelle altre valli trentine e si differenziano per alcuni aspetti da quelle provenienti da territori limitrofi. Le statue raffigurano soggetti maschili e femminili oltre ad un corredo di vestiario e oggetti vari. Come dimostrato dal ritrovamento di svariati reperti, risalenti all’età del ferro, i primi insediamenti umani sono rintracciabili in località San Giacomo, oggi frazione di Riva del Garda, dove si crede vi fosse un luogo di culto...

Storia Storia antica Secondo quanto affermano gli storici antichi Strabone e Plinio il Vecchio la zona della Alpi centro-orientali fu abitata dalla popolazione dei Reti.. Le notizie però sono molte vaghe e talvolta contraddittorie, alcuni storici romani antichi infatti parlando dei Reti fanno riferimento a popolazioni diverse come i Camuni e gli Euganei. La presenza di popolazioni stanziali dedite al commercio, nella zona di Riva del Garda, è certificata anche dal ritrovamento di brocche di importazione etrusca risalenti al V secolo a.C.. Tra i ritrovamenti più importanti vi è la così detta tegola di Monte San Martino, che si trova nei pressi di Riva del Garda. Questa tegola databile tra il I sec. a.C. e il II, reca incisioni in alfabeto camuno, ed è stata ritrovata dove un tempo esisteva un centro abitato riconducibile ai Reti.. Il sito, frequentato già nel III secolo a.C. venne utilizzato anche come luogo di culto legato ai Brandopferplätze alpini (Grandi roghi votivi). Intorno al I secolo a.C. sui resti delle costruzioni preesistenti venne edificato un santuario romano.. A testimonianza della mescolanza della cultura retica con quella romana, in questo luogo, sono stati rinvenuti due altari e una mensa votiva che si pensa risalgano al I secolo d.C..

Questa popolazione, di cui si conosce ancora poco, si stanziò in un territorio compreso tra Trentino-Alto Adige, bassa Engandina, valle dell’Inn e Tirolo orientale, in un periodo compreso tra il VI e il I secolo a.C.. Di queste popolazioni non si conosce con certezza l’origine, per alcuni discenderebbero dagli etruschi, per altri furono una confederazione di più popolazioni, quel che è certo è che si trattò di una popolazione con caratteristiche socio-culturali comuni in tutto il territorio, convenzionalmente gli storici fanno riferimento a questo agglomerato come Cultura di Fritzens-Sanzeno. I Reti ebbero inoltre notevoli scambi con le popolazioni limitrofe, in particolare con Celti ed Etruschi, da quest'ultimi i reti mutuarono il loro alfabeto..

Con la calata dei Cimbri, che discesero la valle dell’Adige per saccheggiare i territori del Veneto alla fine del II secolo a.C., e la precedente invasione celtica che saccheggiò Roma, divenne evidente per i romani la necessità di spostare i confini più a nord per controllare i valichi alpini. Nel 49 a.C. Giulio Cesare fece estendere il pieno diritto di cittadinanza agli abitanti della Transpadania, di conseguenza venne abolita la provincia della Gallia Cisalpina che entrò a far parte dei territori di Roma.. In questo senso è più corretto parlare di un processo di assorbimento delle comunità indigene piuttosto che di una conquista militare delle stesse. Caso emblematico è rappresentato dalla città di Tridentum (oggi Trento), nata come insediamento retico, e importante polo di commercio posto in una posizione strategica, venne progressivamente inglobata nei territori romani.. Le guerre alpine volute da Augusto e combattute tra il 25 e il 14 a.C. portarono al completo assoggettamento dei popoli che abitavano l’arco alpino spostando i confini di Roma ancora più a nord..

Riva del Garda e la zona del Basso Sarca vennero aggregate al municipium di Brixia (Brescia).. I restanti territori trentini furono aggregati ai municipium di Tridentum, Feltria e Bellunum ed infine a quello di Verona.. I Romani identificavano i popoli che abitavano le sponde occidentali del Lago di Garda con il termine Benacenses (dal nome del lago Benacus) ed è probabile che questo nome venisse affibbiato anche alle genti del Basso Sarca. Nei terreni fra riva ed Arco sono stati rinvenuti gli antichi tracciati delle centurie le antiche porzioni di terreno agricolo che stavano alla base del sistema di misurazione romano.. Sempre nel Basso Sarca sono state rinvenute diverse iscrizioni riguardanti veterani dell’esercito romano che dopo il loro servizio ottennero la cittadinanza, un compenso in denaro e un podere.. I resti finora rinvenuti riguardano principalmente fattorie di piccole-medie dimensioni, aree cimiteriali, edifici di culto, ma anche una fornace e delle terme.. Sempre attraverso fonti storiche sappiamo che Ripa (antico nome con il quale si presume i romani indicassero la città) fu sede di un collegio nautico, sede della corporazione di battellieri che si occupava di trasferire le merci sull’acqua...

È probabile, così come altre parti dell’Impero romano, che anche queste zone furono interessate dalle invasioni dei popoli di origine germanica risalenti al III secolo d.C. (tra queste si annoverano: Alemanni, Marcomanni, Suebi).. Poco o nulla si conosce del periodo di disgregazione dell’Impero romano con la conseguente deposizione dell’imperatore Romolo Augusto avvenuta del 476 d.C. È probabile che la regione seguì le sorti delle altre entità amministrative dell’Impero, venendo assegnata a uomini di fiducia dei vari comandanti barbari provenienti da Nord. Quel che è certo è che dopo la deposizione di Romolo Augusto avvenuta per mano di Odoacre i territori passarono sotto il dominio di quest’ultimo. Odoacre a sua volta venne sconfitto da Teodorico che si sostituì a lui come sovrano della penisola italica, re dei goti e dei romani..

Storia medievale Il collasso dell’Impero romano dovuto non solo alla invasioni dei popoli barbari ma anche al collasso finanziario e alle lotte intestine, permise la nascita di nuove entità amministrative i così detti regni romano-barbarici. Questi regni si svilupparono in forme diverse con diversi livelli di integrazione tra la vecchia amministrazione romana e i nuovi dominatori barbari. In un primo momento fu Odoacre, generale barbaro dell’esercito romano che si mise a capo di una rivolta che depose l’imperatore Romolo Augusto, a prendere il controllo della penisola italica e di conseguenza anche sulle regioni settentrionali che comprendevano l’attuale Trentino. Nel 489 d.C. il re ostrogoto Teodorico, con l’appoggio dell’Imperatore d’Oriente Zenone, calò in Italia. La guerra terminò nel 493 con l’uccisione di Odoacre. Risalgono al periodo goto due tombe rinvenute nella zona di Riva del Garda, queste tombe appartennero a tali Ianuarius e Cabriolus..

Sotto il regno di Teodorico la regione accrebbe la sua importanza strategica dal momento che ne delimitava il confine settentrionale. Qui venne stanziato anche una parte dell’esercito regolare per controllarne i confini. Alla morte di Teodorico il regno precipitò nel caos per via delle guerre per la sua successione, inoltre l’Imperatore d’Oriente Giustiniano tentò di riconquistare la penisola italica. In questo scenario, si inserì il popolo dei Franchi che tentò di avvantaggiarsi dello scontro tra le due potenze rivali. I Bizantini, dopo aver causato il collasso del regno ostrogoto, assegnarono la gestione di questi territori al generale erulo Sinduald. questi però autoproclamatosi re dei Brenti (termine che probabilmente non indicava un popolo in particolare ma un insieme di più etnie) tentò di fondare un suo regno. Sinduald venne infine sconfitto e ucciso dalle truppe bizantine. Per via degli eventi bellici l’intera regione attraversò un periodo di grave instabilità, gli storici suppongo che le comunità del territorio abbandonarono i grandi centri urbani in favore di piccoli insediamenti fortificati meglio difendibili... Buona parte delle informazioni pervenute fino a noi, in merito agli eventi accaduti in trentino nel corso del VI secolo, vennero raccolte nella Historia Langobardorum per mano dello storico di origine longobarda Paolo Diacono che le scrisse circa 200 anni dopo l’effettivo succedersi degli eventi..

Nel 568, guidati dal loro re Alboino i Longobardi giunsero in Italia. Per quanto riguarda l’insediamento di questa popolazione in trentino non si conosce molto. Alcuni ritrovamenti hanno fatto ipotizzare agli esperti che un gruppo di guerrieri longobardi si fosse stanziato nei pressi di Arco. Questa popolazione comunque non incise particolarmente sull’assetto politico-sociale del territorio. Durante tutto il VI secolo le comunità locali furono vittime delle incursioni dei Franchi che non avevano abbandonato del tutto l’idea di annettere queste aree. Fu solo molto tempo dopo, e più precisamente nel 774, che i Franchi guidati da Carlo Magno ebbero ragione dei Longobardi riuscendo ad annetterne il regno.. Durante queste periodi di instabilità iniziarono a delinearsi tre ceti dominanti: quello legato direttamente al re o al governante, quello dell’aristocrazia militare e infine quello del clero.

Con la conquista da parte dei Franchi, la regione perse importanza dal punto di vista strategico e mantenne pressoché inalterato il preesistente apparato amministrativo. Con la morte di Carlo Magno si aprì una fase di instabilità e scoppiarono conflitti per la successione, nel 843 il Impero carolingio fu spartito tra i vari eredi e la penisola italica venne assegnata a Lotario I. A metà del X secolo il regno d’Italia passò nelle mani di Ottone I di Sassonia..