Originario di Norimberga, tra il 1489 e il 1491 circa, produsse almeno una mappa del mondo straordinariamente simile al globo terrestre prodotto da Martin Behaim intorno al 1492, l'Erdapfel. Entrambi mostrano nuovi adattamenti dell'esistente modello tolemaico, con l'apertura di un passaggio a sud dell'Africa e la creazione di un'enorme nuova penisola ad est del Chersoneso Aureo (penisola malese). È possibile che entrambi i cartografi si siano ispirati alle mappe create intorno al 1485 a Lisbona da Bartolomeo Colombo.
L'unica mappa del mondo ad esso attribuita, delle dimensioni di 201 × 122 cm, venne riscoperta negli anni '60 e donata alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library di Yale; Chet Van Duzer, Henricus Martellus’s World Map at Yale (c. 1491): Multispectral Imaging, Sources, and Influence, Berlino, Springer International Publishing, 2018.. Un'iscrizione nell'angolo in basso a sinistra dichiara: «Sebbene Strabone e Tolomeo e la maggior parte degli antichi fossero i più assidui nel descrivere il mondo, noi, tuttavia, riuniamo in questa immagine e mostriamo con cura nei suoi veri luoghi la nuova conoscenza che sfuggì alla loro diligenza e rimase a loro sconosciuta»ETSI STRABO AC PTOLEMEUS ET PLERIQUE VETERUM DESCRIBENDI ORBIS FUERE STUDIOSISSIMI NOVORUM TAMEN DILIGENTIA QUEDAM AB EIS TANQUAM INCOGNITA PRETERMISSA ADINVENIT QUE NOS HOC PICTURE AD VERAM LOCORUM SCIENTIAM EXPRIMENDAM STUDIOSE IUNXIMUS.
La mappa di Martello servì come fonte di ispirazione per la mappa di Waldseemüller del 1507. La disposizione generale è simile, e Martin Waldseemüller utilizzò la stessa proiezione di Martello, quella pallioforme (D.Baratono-C.Piani). Entrambi i cartografi aggiunsero teste che soffiano venti dalla bocca, e hanno sfruttato anche lo spazio rimasto vuoto negli angoli inferiori delle mappe creato dalle linee curve della proiezione per aggiungere pezzi di testo. La forma dell'Africa settentrionale è la stessa in entrambe le mappe, di chiara foggia tolemaica con un angolo nord-occidentale acuto. Simile è anche la forma dell'Asia orientale, con un'enorme penisola che si protende verso sud-ovest nell'oceano Indiano e il Giappone situato precisamente nella stessa posizione in entrambe le mappe, all'estremità orientaleChet Van Duzer, “Waldseemüller's World Maps of 1507 and 1516: Sources and Development”, The Portolan, No. 1, Winter 2012, p. 12..
Martello produsse anche un Insularium Illustratum («Libro Illustrato delle Isole»), del quale sono giunti a noi quattro manoscritti, più una bozza conservata nella Biblioteca Laurenziana. Esso comprende una descrizione illustrata delle isole del mar Egeo, per lo più copiate da un precedente lavoro di Cristoforo Buondelmonti, oltre a mappe di altre isole, alcune mappe regionali e un planisfero.
Personaggio avvolto nel mistero, del quale sappiamo pochissimo, è stato identificato con un certo Arrigho di Federigho che produsse la prima traduzione in tedesco del Decameron di Boccaccio. Secondo questa teoria, il cognome Martello trarrebbe origine da quello della famiglia Martelli, alla quale Henricus/Arrigho era imparentatoRezension von L. Böninger: Die deutsche Einwanderung nach Florenz (2006)..
Note
Bibliografia Roberto Almagià, I Mappamondi di Enrico Martello e alcuni concetti geografici di Cristoforo Colombo, Firenze, Bibliopolis, 1941.
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Collegamenti esterni
Arthur Davies: Behaim, Martellus and Columbus, The Geographical Journal, Vol. 143, No. 3 (Nov., 1977), pp. 451-459. Alexander O. Vietor: A Pre-Columbian Map of the World, Circa 1489, Imago Mundi, Vol. 17, 1963 (1963), pp. 95-96. An essay on the world maps created by Henricus Martellus Germanus . Recent findings via multispectral imaging: presentation by Chet van Duzer, Hidden secrets of Yale’s 1491 world map revealed via multispectral imaging press release by Yale University.