Terrazzo (Teràsso o Teràzo in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.

Geografia fisica Terrazzo dista circa 50 chilometri da Verona ed è situato nella parte sud-est della provincia di Verona, al confine con la provincia di Padova (comuni di Merlara e Castelbaldo). È lambito dal fiume Adige nella parte meridionale, e lungo il fiume sorgono le due frazioni comunali: Begosso e Nichesola. Il fiume è superato (dal 2008) da un ponte che collega Terrazzo alla sponda destra, riducendo molto la distanza con i due comuni contigui di Villa Bartolomea e di Castagnaro, anch'essi posti all'estremo sud della provincia di Verona e da sempre in rapporti con Terrazzo (fino a cinquant'anni erano raggiungibili attraverso traghetti posti in prossimità delle due frazioni). Anche il centro del paese è attraversato da un altro corso d'acqua minore, il Terrazzo, che divide in due il centro urbano (oggi ha solo funzioni irrigue, è regolato da un sistema di chiuse, ma in passato era utilizzato anche per trasporto di merci su piccole chiatte).

Origini del nome L'etimologia del toponimo non è ancora del tutto chiara. L'ipotesi più accreditata è quella che associa il nome del comune al termine derivante dall'antica lingua veneta di "torazo", nel senso di torrione, bastione (il paese è citato in un documento ecclesiastico del 1145 come Turracii). La torre corrisponderebbe ad una fortificazione costruita attorno al XII secolo presente in una storica villa del paese.

Storia La Preistoria In quest'area era presente una popolazione numerosa, stabile ed organizzata in abitati nell'ultimo periodo dell'Età del bronzo (all'incirca tra il 1400 e 1200 a.C.), ma presenze più antiche arrivano sino al 1600 a.C. La comunità fu stimata intorno alle 300-400 persone. I ritrovamenti più importanti sono stati fatti presso via Brazzetto durante la costruzione delle scuole elementari (anni Novanta). È da sottolineare la presenza di un ecosistema discretamente diverso: l'elemento più importante era l'assenza del corso d'acqua. L'Adige infatti modificò il suo percorso ed inizio a scorrere a Terrazzo dall'Alto Medioevo, in seguito alla rotta della Cucca.

La storia In epoca romana la zona non era attraversata se non da strade minori, che comunicavano tuttavia con le vie Postumia e Annia (la prima a nord, la seconda ad est), e aveva come probabile punto di riferimento Montagnana. Con la rotta della Cucca (17 ottobre 589) si modificò in maniera molto negativa l'assetto dell'area corrispondente all'attuale Bassa Veronese, passando da una zona di terre fertili e sicure da inondazioni, ad una situazione di equilibri precari; nel tempo di stabilizzazione del nuovo alveo dell'Adige il territorio fu soggetto ad abbandono in seguito alla creazione di una grande ed instabile palude sino al X secolo. Pochi centri abitati rimasero stabili e solo dopo 300-400 anni il territorio assunse un aspetto simile all'attuale. La maggior stabilità del corso dell'Adige permise in seguito di inaugurare lavori di bonifica e difesa efficaci, dopo un periodo terribile per la zona, dove i problemi del nuovo fiume si sommarono all'instabilità politica nata dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente, con le conseguenze di scorrerie di nuovi e vecchi barbari.

Bovosio (Begosso) appare nei documenti la prima volta nel 932 in una donazione del diacono di Verona al Capitolo della Cattedrale. Il paese fece parte delle dodici ville che versavano le decime alla pieve di San Pietro in Tillida, attualmente conosciuta come San Pietro in Cantalovo, a Bevilacqua. In quei tempi era una pieve veronese importante, ora appare nelle bibliografie ad esempio del sistema delle decime, che permetteva la sopravvivenza di chiese che non avevano territori propri.

Nichesola prese il nome da una famiglia nobile che sin dal X secolo possedeva i terreni della zona.

Il paese attuale di Terrazzo risale al XII secolo e nel 1234, durante l'azione di Ezzelino III da Romano contro Legnago, fu teatro di scontri per il controllo del fortilizio (di cui oggi rimane la Torre). Nel 1630 la zona fu duramente colpita dalla peste, portata da soldati olandesi di stanza a Mantova. La bassa veronese fu colpita in modo ancor più grave per la concomitante carestia che costringeva la gente a nutrirsi senza troppe protezioni.

Nel XVII secolo era attivo a Begosso un porto attrezzato per l'attracco di barconi per il trasporto della ghiaia e un traghetto per le merci molto attivo. Nel 1813, le ragioni sconosciute si possono ipotizzare, le truppe austriache distrussero il porto e il traghetto fu limitato. Il sistema precedente si sostituì con un piccolo traghetto soprannominato la Finanza, comunque molto utile, stante la lunga distanza (12 km) altrimenti da percorrere per raggiungere i confinanti comuni veronesi di Villa Bartolomea e Castagnaro utilizzando il ponte di Legnago.

Fin dal XVIII secolo la via d'acqua che attraversa il centro abitato prese il nome di Terrazzo. Ha un corso di 24 chilometri, da Bonavigo a Merlara, dove si getta nel fiume Fratta; oggi serve come canale di controllo delle acque e come fonte per l'irrigazione, mentre in passato era sfruttato anche per il trasporto a mezzo di chiatte. È regolato da un sistema di chiuse.

Simboli Lo stemma del comune è stato riconosciuto con DCG del 4 agosto 1931 e vi è rappresentato l'elemento che da sempre è legato a Terrazzo e al suo nome, la torre. Essa è d'oro e murata di nero, merlata, compresa in uno scudo dallo sfondo rosso timbrato dalla corona muraria di comune e ornato da due ramoscelli, uno di alloro, l'altro di quercia. Il gonfalone è stato concesso con regio decreto del 28 agosto 1930 ed è costituito da un drappo di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Parrocchiale di San Paolo - XI secolo

La chiesa di Terrazzo è di origine molto antica e lo conferma la presenza del campanile risalente al 1100. In facciata è riportata una scritta a San Paolo e sempre al patrono è dedicata l'immagine impressa sulla bandierina presente sulla sommità. Il campanile, posto a destra del tempio, riporta un antico stemma nobiliare ed è dotato di una croce in ferro battuto di recente realizzazione; la cella campanaria ospita un concerto di 6 campane in scala Re maggiore, opera della ditta Cavadini. All'interno l'aula si presenta ad unica navata con soffitto a cassettoni. La vetrata dell'abside è novecentesca e rappresenta la conversione di San Paolo; l'arco che separa il presbiterio dalla navata è databile al XVII secolo. Ai lati dell'altare si trovano due tele raffiguranti Sant'Antonio da Padova con il Bambino Gesù (a sinistra) e San Bovo (sotto al quale è riportata l'immagine della chiesa parrocchiale) a cavallo con il cardinale Carlo Borromeo assieme a Sant'Apollonia (che regge una tenaglia ed un dente) e alla Madonna (tela a destra). Sulla cantoria in controfacciata è collocato un organo risalente al 1753, oggi non funzionante e sostituito nel servizio liturgico da un altro, posto in abside. La chiesa è dotata di cinque altari laterali: i due di sinistra sono dedicati alla Madonna Addolorata, ottocentesco, e al Crocifisso (un tempo votato a San Rocco e San Sebastiano),del 1690; a destra invece gli altari a Sant'Antonio (dove un tempo si trovava il fonte battesimale), all'Immacolata Concezione (risalente al 1790) e al Sacro Cuore di Gesù. L'altare maggiore è del 1741.

Parrocchiale di San Lorenzo Martire - XIX secolo La nuova chiesa parrocchiale di Begosso venne costruita tra il 1845 e il 1856 su una preesistente del Cinquecento che già era eretta su una risalente all'XI secolo. Sulla facciata spicca un grande mosaico realizzato nel 1951 e situato sopra il portale d'ingresso tra due delle quattro colonne che sorreggono il timpano dotato di cornice sporgente. Ai lati della raffigurazione musiva sono scavate due nicchie vuote. Il campanile risale al 1912 e sorge staccato dalla chiesa. È dotato di cupola ottagonale che sovrasta la cella campanaria e l'orologio. All'interno dalla chiesa si trova una preziosa tela raffigurante il martirio di San Lorenzo e una pittura a olio che rappresenta i santi Sebastiano, Cristoforo e al centro Lorenzo Martire. È curioso notare che, in occasione del restauro del 1845/46, l'ingresso della chiesa fu spostato nella sede attuale, mentre in precedenza si trovava sul lato opposto, come si vede anche dalla stessa struttura della chiesa.

Parrocchiale di San Pietro Celestino - XII secolo È la chiesa di Nichesola e risale al 1330. Nel tempo venne ruotata di 180 gradi per esigenze di posizione geografica del centro della frazione. La facciata a capanna è molto semplice ed è delimitata dal campanile sul lato sinistro. Al centro è appesa una croce molto lavorata. Sempre sul fronte della chiesa è presente un portico a tre archi con l'arco di fronte alla porta d'ingresso più ampio e inserito in una piccola facciata a capanna. Al suo interno sono presenti opere di importante valore: oltre all'altare Maggiore, fiancheggiato da due statue in marmo, sono presenti un fonte battesimale del Cinquecento in marmo rosso ed un crocifisso del 1720. Sono visibili sul lato destro della chiesa affreschi risalenti al 1748, scoperti nel 1947 e nel 1980 in occasione di alcuni restauri, mentre sul muro opposto è dipinto un viso di un angelo, fatto risalire per le tecniche di disegno al Trecento, secolo di costruzione della chiesa. Altri elementi di abbellimento sono il soffitto del presbiterio a cassettoni decorati e un affresco di metà Novecento impresso sulla parete dell'abside. Sulla cantoria in controfacciata è presente un organo settecentesco a trasmissione meccanica, tuttora funzionante.

Ville Villa Fascinato

Il complesso sorge nella parte ovest del territorio, sulla strada per Legnago, e risale al XV secolo. Prende il nome dalla famiglia che l'ha posseduta dal 1867, ereditandola dalla ricca famiglia dei Bevilacqua-Lazise, al 1996 quando venne venduta alla famiglia Chiari di Legnago (in precedenza fino alla metà del Seicento era appartenuta alla potente famiglia dei Nichesola). La villa costruita nel corso del Cinquecento ha caratteristiche che risalgono anche ad un paio di secoli prima. Si può pensare che la villa e gli edifici annessi un tempo facessero parte di un sistema difensivo adottato contro i Carraresi, signori di Padova, che avevano nelle vicine Montagnana e Castelbaldo due punti di forza. Villa Fascinato si presenta su due piani (il secondo costruito nel 1630) ed è dotata di quattro torri. La facciata è abbellita da decorazioni floreali sulle grondaie, da tante altre decorazioni attorno a finestre e porte e da un timpano con impresso il nome della famiglia Fascinato. L'interno della villa è di particolare importanza artistica: compaiono infatti molti affreschi e decori nelle stanze, dotate quasi tutte di camino, e raffinati materiali di costruzione. La villa è sita all'interno di un parco, nel quale è presente un magnifico pozzo quattrocentesco e un oratorio risalente al 1884 dedicato a San Carlo Borromeo, eretto per volere di Carlotta Fascinato, l'allora proprietaria. Al suo interno oggi possiamo trovare solo poche delle opere che un tempo abbellivano la chiesetta: le più importanti sono un affresco raffigurante Carlo Borromeo e una Via Crucis impressa sul soffitto, oltre che all'altare.

Corte Bottagisio-Nani Mocenigo quindi Graziani-Pesarin La villa quattrocentesca è inserita all'interno di un complesso al quale appartengono anche rustici, aia e barchesse oltre alla torre medioevale; tutt'intorno è circondata da un muro in cotto. La casa patronale conserva un loggiato a volta a botte e comprende molte stanze al suo interno, date le dimensioni della struttura. Si affaccia sul fiume Terrazzo, sul quale possiede anche un ponte abbellito dalla presenza una pianta secolare.

Ca’ Nogarola