I Calusa erano una tribù di nativi americani stanziata sulla costa sud-occidentale della Florida. La loro società si sviluppò a partire da quella dei popoli arcaici che abitavano la regione delle Everglades, presenti nell'area da migliaia di anni.

Quando entrarono in contatto con gli europei nel XVI e XVII secolo, i Calusa erano rappresentanti della cosiddetta cultura Caloosahatchee. Essi avevano sviluppato una cultura complessa incentrata più sulla pesca negli estuari che sull'agricoltura. Il loro territorio si estendeva da Charlotte Harbor a Capo Sable, in quelle che oggi sono le contee di Charlotte, Lee e Collier, comprendendo anche le Florida Keys in certi periodi. Erano il più numeroso dei popoli della Florida meridionale: si stima che al momento del contatto con gli europei fossero fra i 10.000 e diverse volte di più, ma si tratta solamente di ipotesi.

I Calusa esercitarono una grande influenza culturale e politica su altre tribù della Florida meridionale, come i Mayaimi del lago Okeechobee e i Tequesta e i Jaega della costa sud-orientale della penisola. Forse l'influenza calusa si estendeva fino alla tribù degli Ais della costa centro-orientale della Florida..

Origine del nome Le prime fonti spagnole e francesi si riferivano alla tribù, alla sua capitale e al suo capo come Calos, Calus, Caalus e Carlos. Hernando de Escalante Fontaneda, uno spagnolo tenuto prigioniero dai Calusa nel XVI secolo, scrisse che Calusa significava «gente feroce» nella loro lingua. Fu solo all'inizio del XIX secolo che gli angloamericani della zona iniziarono a utilizzare il termine Calusa per indicare questo popolo. Esso trae origine dall'etnonimo creek e mikasuki (le lingue parlate dalle odierne nazioni Seminole e Miccosukee) usato per indicare le persone che avevano vissuto intorno al fiume Caloosahatchee (anch'esso un toponimo di lingua creek). e .

Juan Rogel, un missionario gesuita che visse tra i Calusa alla fine degli anni '60 del XVI secolo, annotò che il loro capo si chiamava Carlos, ma scrisse che il nome del regno era Escampaba, talvolta indicato con la grafia alternativa Escampaha. Rogel affermò anche che il nome originario del capo era Caalus, poi cambiato in Carlos dagli spagnoli. Marquardt cita una dichiarazione degli anni '70 del XVI secolo in cui si afferma che «la baia di Carlos [...] nella lingua indiana è chiamata Escampaba, dal nome del cacicco di questa città, che in seguito venne chiamato Carlos in segno di devozione all'imperatore» (Carlo V d'Asburgo). Escampaba potrebbe essere correlata a un luogo chiamato Stapaba, identificato in quest'area su una mappa dell'inizio del XVI secolo.

Origini I Paleondiani raggiunsero quella che oggi è la Florida almeno 12.000 anni fa. A partire dal 5000 a.C. circa gli abitanti iniziarono a vivere in villaggi nei pressi delle zone umide. I siti preferiti furono probabilmente occupati per più generazioni. Il clima della Florida e il livello del mare divennero più o meno simili a quelli attuali intorno al 3000 a.C. Gli abitanti occupavano indistintamente sia le zone umide di acqua dolce che di acqua salata. A causa della loro dipendenza alimentare dai frutti di mare, durante questo periodo accumularono grandi cumuli di conchiglie. Molti abitanti vivevano in grandi villaggi, spesso situati su terrapieni appositamente costruiti, come a Horr's Island. I locali iniziarono a fabbricare oggetti in terracotta a partire dal 2000 a.C. e .

Più o meno intorno al 500 a.C., la cultura arcaica, che fino ad allora aveva mostrato caratteri pressoché uniformi in tutta la Florida, iniziò a trasformarsi in culture regionali più distinte. Alcuni manufatti arcaici sono stati trovati anche nella regione successivamente occupata dai Calusa, come in un sito del periodo arcaico antico risalente a prima del 5000 a.C. Le prove indicano che gli abitanti sfruttavano intensamente le risorse acquatiche di Charlotte Harbor prima del 3500 a.C. Ceramiche non decorate appartenenti alla prima cultura Glades comparvero nella regione intorno al 500 a.C. Il tipo di ceramica prodotta nella regione iniziò a differenziarsi da quello proprio della tradizione Glades intorno al 500 d.C., segnando l'inizio della cultura Caloosahatchee. Questa, cui apparteneva il popolo dei Calusa, durò fino al 1750 circa. A partire dall'880 si sviluppò una società complessa con un'elevata densità demografica. I periodi successivi della cultura Caloosahatchee vengono definiti nella tradizione archeologica sulla base dell'apparizione di ceramiche di altre tradizioni.

La cultura Caloosahatchee abitava la costa occidentale della Florida da Estero Bay a Charlotte Harbor, spingendosi nell'entroterra più o meno fino a metà della distanza che separa il litorale dal lago Okeechobee, coprendo più o meno il territorio delle attuali contee di Charlotte e di Lee. All'epoca del primo contatto con gli europei, la regione della cultura Caloosahatchee costituiva il nucleo del dominio calusa. I manufatti legati alle attività di pesca sono cambiati lentamente durante questo periodo, senza evidenti interruzioni nella tradizione che potrebbero indicare un ricambio della popolazione...

Tra il 500 e il 1000, la ceramica non decorata e temperata con la sabbia che era stata comune nella zona venne sostituita dalla cosiddetta ceramica «Belle Glade», realizzata con argilla contenente spicole di spugne d'acqua dolce (Spongilla) e comparsa per la prima volta nell'entroterra in siti sulle sponde del lago Okeechobee. Questo cambiamento potrebbe essere dovuto alla migrazione di individui dall'interno verso la regione costiera o potrebbe riflettere influenze commerciali e culturali. In seguito sarebbero stati pochi i cambiamenti per quanto riguarda la tradizione della ceramica. I Calusa discendevano da individui che avevano vissuto nell'area per almeno 1000 anni o forse più prima del contatto con gli europei.

Società

Quella dei Calusa era una società stratificata, composta da «gente comune» e da «nobili», per utilizzare i termini dei cronisti spagnoli. Sebbene non ci siano prove dell'esistenza di una schiavitù istituzionalizzata, gli studi indicano che i Calusa utilizzavano i prigionieri nei lavori pesanti o addirittura nei sacrifici. La tribù era governata da alcuni capi, che vivevano del frutto del lavoro della maggioranza dei Calusa. Tra questi vi erano il capo supremo, o «re»; un capo militare (capitán general in spagnolo); e un sommo sacerdote. La capitale dei Calusa, la sede da cui i governanti amministravano il potere, era Mound Key, vicino all'odierna Estero. Nel 1566 un testimone oculare scrisse che la «casa del re» a Mound Key era grande abbastanza da «ospitare persone». Nel 1564, secondo una fonte spagnola, il sacerdote era il padre del capo e il capo militare era suo cugino. Gli spagnoli hanno documentato quattro casi noti di successione alla carica di capo supremo, registrando la maggior parte dei nomi nella forma spagnola. Senquene successe a suo fratello (di cui non sappiamo il nome), e a lui successe il figlio Carlos. A Carlos successe suo cugino (e cognato) Felipe, a cui successe un altro cugino di Carlos, Pedro. Gli spagnoli riferiscono che una delle mogli del capo doveva essere sua sorella. e . Gli archeologi contemporanei MacMahon e Marquardt ritengono che questa affermazione potrebbe essere nata da un malinteso sull'obbligo di sposare una «sorella di clan»; il capo, infatti, sposava anche donne provenienti da città soggette e tribù alleate. Questo utilizzo dei matrimoni per assicurarsi alleanze venne dimostrato quando Carlos offrì sua sorella Antonia in sposa all'esploratore spagnolo Pedro Menéndez de Avilés nel 1566.

Cultura materiale Alimentazione La dieta dei Calusa stanziati negli insediamenti lungo la costa e gli estuari consisteva principalmente di pesce, in particolare saraghi (Lagodon rhomboides), grugnitori (Orthopristis chrysoptera) e pesci gatto (Ariopsis felis). A questi piccoli pesci venivano aggiunti pesci ossei più grandi, squali e razze, molluschi, crostacei, anatre, tartarughe marine e terrestri e altri animali terricoli. Quando Pedro Menéndez de Avilés li visitò nel 1566, i Calusa servirono agli spagnoli solo pesce e ostriche. Un'analisi dei resti animali nel sito di un insediamento costiero, Wightman (a Sanibel Island), ha dimostrato che oltre il 93% della dieta animale proveniva da pesci e frutti di mare, meno del 6% da mammiferi e meno dell'1% da uccelli e rettili. Al contrario, in un sito nell'entroterra, Platt Island, i mammiferi (principalmente cervi) rappresentavano oltre il 60% della dieta animale, mentre il pesce forniva poco meno del 20%., e .

Alcuni autori hanno ipotizzato che i Calusa coltivassero il mais e la cicadacea Zamia integrifolia a scopo alimentare, ma Widmer sostiene al contrario che le prove a favore di questa teoria sarebbero valide solo se le spedizioni di Narváez e de Soto fossero sbarcate a Charlotte Harbor piuttosto che nella baia di Tampa, come oggi ritiene la maggioranza degli storici. Nessun granello di polline di Zamia è mai stato trovato in un sito associato ai Calusa, né questa pianta cresce nelle zone umide dove viveva la maggior parte di loro. Marquardt sottolinea che i Calusa rifiutarono l'offerta di attrezzi agricoli fatta loro dagli spagnoli, dicendo che non ne avevano bisogno. Anche se non coltivavano, i Calusa raccoglievano una grande varietà di bacche selvatiche, frutti, noci, radici e parti di altre piante. Widmer cita la stima effettuata da George Murdock, secondo cui solo il 20% circa della dieta dei Calusa era costituita da piante selvatiche raccolte. Anche se nel sito di Wightman non sono state raccolte prove a sostegno del consumo di cibo di origine vegetale, in altri luoghi, come Sanibel Island e Useppa Island, gli scavi archeologici hanno rivelato prove indicanti che i Calusa consumassero effettivamente piante selvatiche come il palmetto, il fico d'India, i frutti di Ximenia americana, le ghiande, la papaya selvatica e i peperoncini. Altre prove indicano anche che già 2000 anni fa i Calusa coltivavano le zucche della specie Cucurbita pepo e la zucca da vino, che venivano utilizzate per realizzare galleggianti o pesi per le reti da pesca.

Utensili

I Calusa catturavano la maggior parte dei pesci con le reti. Queste presentavano quasi sempre maglie delle stesse dimensioni: solo in certe stagioni venivano utilizzate reti con maglie di dimensioni differenti per catturare le specie di pesci più abbondanti e facilmente accessibili. I Calusa realizzavano strumenti in osso e conchiglia che usavano per tessere le reti. Le zucche coltivate venivano usate come galleggianti, mentre i pesi per tenere le reti sul fondo erano realizzati con conchiglie. I Calusa usavano anche lance, ami e lacci per catturare i pesci. Reti, galleggianti e ami ben conservati sono stati trovati a Key Marco, nel territorio abitato dalla vicina tribù dei Muspa...