Gli storici che studiano le cause e le origini della guerra di secessione americana analizzano le motivazioni che indussero sette Stati federati degli Stati Uniti d'America del Sud a proclamare la secessione dall'Unione e a formare gli Stati Confederati d'America, e quelle del Nord che rifiutarono di accettare pacificamente la secessioneAaron Sheehan-Dean, "A Book for Every Perspective: Current Civil War and Reconstruction Textbooks," Civil War History (2005) 51#3 pp 317-320.
Mentre la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che i conflitti ideologici sul tema dello schiavismo e della sua possibilità di estensione, trascinatisi per decenni, crearono le condizioni per lo scoppio della guerra, essi non sono però unanimemente d'accordo se le radici della divisione fossero di tipo economico, politico oppure socialeAaron Sheehan-Dean, "A Book for Every Perspective: Current Civil War and Reconstruction Textbooks," Civil War History (2005) 51#3 pp 321-324.
Il principale catalizzatore fu la questione della schiavitù, in particolar modo la battaglia politica condotta dai sudisti sul "diritto" di estendere la schiavitù anche nei Territori federali del West. Un altro fattore che si incise profondamente nell'idea secessionista fu il nazionalismo bianco meridionale ("White Southerners")John McCardell, The Idea of a Southern Nation: Southern Nationalists and Southern Nationalism, 1830–1860 (1981). La ragione principale per cui il Nord rifiutò il "diritto alla secessione" fu quello della preservazione dell'unità nazionaleSusan-Mary Grant, North Over South: Northern Nationalism and American Identity in the Antebellum Era (2000). La maggior parte del dibattito continua però a concernere la prima domanda: sulle ragioni cioè per cui alcuni Stati del Sud abbiano ad un certo momento scelto di separarsi.
Abraham Lincoln vinse le elezioni presidenziali del 1860, raccogliendo la maggioranza assoluta dei grandi elettori senza presentarsi in ben dieci Stati meridionali. La sua vittoria innescò dichiarazioni di secessione da parte di sette Stati schiavisti del Sud le cui economie erano tutte fondate sul cotone coltivato sfruttando il lavoro gratuito degli schiavi afroamericani. Prima ancora che Lincoln entrasse in carica fu creata la "Confederazione del Sud"; i fautori dell'unità nazionale al nord e coloro che erano rimasti unionisti al sud rifiutarono di riconoscere come legittimi i proclami di secessione. Per tutta la durata della guerra civile nessun governo straniero riconobbe mai ufficialmente i secessionisti.
La presidenza di James Buchanan, in scadenza, rifiutò di rinunciare alle proprie fortezze, situate al Sud ma su terreni di proprietà federale, ma esse vennero immediatamente rivendicate dai secessionisti. Il primo sparo deflagrò il 12 aprile 1861, quando le forze sudiste bombardarono Fort Sumter, un importante fortino dell'Union Army situato all'entrata del porto di Charleston in Carolina del Sud. La battaglia di Fort Sumter fu il primo scontro armato della guerra civile.
Una giuria di storici nel 2011 scrisse "mentre la questione della schiavitù, con i suoi molteplici e sfaccettati malcontenti, fu la causa primaria della disunione, fu la disunione stessa a provocare lo scoppio della guerra"Elizabeth R. Varon, Bruce Levine, Marc Egnal, e Michael Holt a una sessione plenaria dell'organizzazione degli American Historians, 17 marzo 2011, riportata da David A. Walsh "Highlights from the 2011 Annual Meeting of the Organization of American Historians in Houston, Texas" HNN online .
Lo storico David Morris Potter, vincitore del premio Pulitzer, scrive: "Il problema per gli americani che, nell'età di Lincoln, volevano liberare gli schiavi non era semplicemente che i meridionali volevano il contrario, ma tra i loro stessi valori ve ne era uno in conflitto: volevano che la Costituzione degli Stati Uniti d'America, che proteggeva implicitamente la schiavitù, continuasse a venire onorata, ma anche che l'Unione, che avevano in comunione con gli schiavisti, dovesse essere preservata; erano quindi impegnati in due valori ideali contrapposti che non potevano essere riconciliati logicamenteDavid Potter, The Impending Crisis, p.45 (Premio Pulitzer per la storia). Altri fattori che contribuirono furono una politica con due partiti politici fortemente opposti, l'abolizionismo, l'idea di "nullificazione" e la teoria dei diritti degli Stati, una visione di nazione diversa al sud rispetto al nord, la dottrina dell'espansionismo verso ovest (il "destino manifesto") e, con l'espansione nei Territori, anche l'espansione del lavoro schiavista, le due economie radicalmente diverse, la modernizzazione industriale.
Rivalità geografiche e dati demografici
Alla metà del XIX secolo gli Stati Uniti d'America erano diventati una nazione con due regioni nettamente distinte. Da una parte gli Stati liberi della Nuova Inghilterra, degli Stati Uniti d'America nord-orientali e degli Stati Uniti d'America medio-occidentaliLa linea Mason-Dixon e il fiume Ohio erano i principali confini. possedevano un'economia in rapido sviluppo fondata soprattutto sulle fattorie a gestione familiare, l'industria, l'estrazione mineraria, il commercio e i trasporti, con una popolazione urbana ampia ed in forte crescita. Una tale crescita era alimentata da un alto tasso di natalità e da un gran numero di immigrati, soprattutto di irlandesi, tedeschi e anglosassoni in genere. Il Sud era invece dominato da un sistema tradizionale di economia di piantagione, perlopiù a monocoltura, essenzialmente basato sul lavoro servile. La popolazione del sud cresceva anche di meno, a parte casi particolari come nel Texas grazie ad alti tassi di natalità associati ad una consistente immigrazione proveniente dagli altri Stati del Sudest, mentre quella europea fu in misura assai minore. Il Sud, rimasto sostanzialmente rurale, aveva pochi centri urbani di una dimensione considerevole e una scarsa produzione industriale, tranne nelle zone di confine come Saint Louis e Baltimora. I grandi proprietari di schiavi e di latifondo controllavano interamente la politica ed il sistema economico della regione, e questo sebbene almeno il 75% delle famiglie di bianchi americani non possedessero schiavi.
La crescita della popolazione del Nord molto più rapida rispetto al Sud rese sempre più difficoltoso per il Sud continuare ad influenzare le istituzioni federali quanto nei decenni precedenti, grazie al Partito Democratico, ideologicamente favorevole al Sud. Alle elezioni del 1860 gli Stati meridionali agricoli contavano meno, nel collegio elettorale, rispetto agli Stati settentrionali sulla via dell'industrializzazione. Lincoln fu quindi in grado di vincere le elezioni senza presentarsi in ben dieci Stati sudisti; questi ultimi ebbero la sensazione di essere ignorati da parte delle istituzioni federali e temettero di essere estromessi dal potere politico nazionale, che avevano a lungo dominato.
Nel tentativo di mantenere l'unità della nazione, i politici di spicco avevano fino ad allora moderato la loro opposizione alla pratica schiavista, con il risultato più evidente d'introdurre numerosi "compromessi", ad iniziare dal compromesso del Missouri nel 1820 nel corso della presidenza di James Monroe. A seguito della guerra messico-statunitense fortemente voluta dalla presidenza di James Knox Polk (1846 - 1848) la questione della schiavitù nei nuovi vasti territori acquisiti grazie alla cessione messicana portò al successivo compromesso del 1850. Esso evitava un'immediata crisi politica, ma non risolveva però la questione del cosiddetto potere schiavista: la capacità degli Stati schiavisti di controllare le decisioni legislative nazionali. Parte integrante del compromesso del 1850 fu la Fugitive Slave Law, che molti nordisti trovarono estremamente offensiva in quanto richiedeva loro di favorire la cattura degli schiavi fuggiaschi, imponendone la restituzione ai legittimi proprietari che ne avessero reclamata la proprietà.
Con l'emergere di una contrapposizione virulenta tra le due ideologie a base geografica, il crollo del "secondo sistema dei partiti" durante gli anni 1850 ostacolò ancor più i tentativi di un nuovo compromesso.
La legge detta Kansas-Nebraska Act del 1854 indignò ulteriormente un gran numero di nordisti, tanto da indurli a creare una nuova formazione politica: il Partito Repubblicano. Questo fin da principio si basò quasi interamente sul sostegno che gli poteva provenire dal Nord. Il Nord in via di industrializzazione e il Medio-Ovest agrario si schierarono per un'etica del "lavoro libero"Leonard L. Richards, The Slave Power: The Free North and Southern Domination, 1780--1860 (2000)..
Correnti di pensiero che sostenevano che la schiavitù fosse indesiderabile per la nazione esistevano già dall'inizio degli Stati Uniti, e nei primi tempi avevano visto concordare anche alcuni importanti esponenti del Sud. Dopo il 1840 gli abolizionisti incominciarono a denunciare la schiavitù non più solo come un male sociale ma anche come un "errore morale". Il militante del Partito Repubblicano, solidamente nordista, aveva un differente punto di vista: credeva che la cospirazione del "potere schiavista" ambisse a mantenere sotto controllo il governo federale con l'obiettivo di estendere lo schiavismo all'intera nazione William E. Gienapp, "The Republican Party and the Slave Power" in Michael Perman and Amy Murrell Taylor, eds. Major Problems in the Civil War and Reconstruction: Documents and Essays (2010): 74.. I difensori della schiavitù meridionali da parte loro sostenevano sempre più che il sistema schiavista portava beneficio ai neri stessi.
Tensioni regionali e compromessi I primi anni dell'indipendenza Al tempo della rivoluzione americana l'istituto schiavista era saldamente stabilito nelle Tredici colonie, specialmente nei sei Stati meridionali, dal Maryland alla Georgia; circa mezzo milione di schiavi in totale erano sparsi in tutte le colonie. Nel Sud oltre il 40% della popolazione era costituita da schiavi afroamericani e mentre i coloni e i pionieri si trasferivano nel Kentucky appena istituito, quasi un sesto dei nuovi abitanti era schiavoFehrenbacher pp. 15-16. Dopo la guerra d'indipendenza americana gli Stati della Nuova Inghilterra erano l'origine della maggior parte delle navi negriere statunitensi utilizzate nella tratta atlantica degli schiavi africani; mentre la maggior parte dei loro clienti si trovava in Georgia, in Carolina del Nord e in quella del SudFehrenbacher pp. 16-17. Fehrenbacher scrisse: "Come sistema di caste su base razziale, la schiavitù era l'elemento distintivo della struttura sociale del Sud. La produzione tramite schiavi di grandi quantità di prodotti agricoli era l'asse portante dell'agricoltura del Sud e fu utile allo sviluppo di un'economia di mercato nazionale.".