Zombi 2 è un film del 1979 diretto da Lucio Fulci.
È il primo horror diretto da Fulci, autore sino ad allora prevalentemente di commedie e thriller. Il grande successo ottenuto in tutto il mondo dalla pellicola convinse il regista a continuare sulla strada dell'horror, di cui verrà considerato un maestro presso i critici cinematografici francesi. Questi coniarono per lui, grazie a questo film, l'espressione "poeta del macabro".
Alla sua uscita fu accusato di essere una copia di Zombi, diretto da George Romero. In realtà le affinità con Zombi si fermano al titolo, poiché Fulci elimina la critica sociale presente nella pellicola di Romero per concentrarsi sulle origini haitiane degli zombi. Zombi 2 è oggi considerato un cult movie dagli amanti dello splatter. Il trucco e gli effetti speciali furono nominati ai Saturn Award, nel 1981.
Trama Nell'immaginaria isola di Matul, situata nei Caraibi, un corpo avvolto in un sudario risorge su un tavolo. Un uomo gli spara un colpo alla testa, quindi comunica a qualcuno: «Ora il battello può partire».
A New York un vascello alla deriva approda nel porto, rischiando una collisione con altre navi. Due agenti della guardia costiera intervengono per controllare. I due entrano nel vascello, trovandolo in pessime condizioni igieniche, pieno di vermi e in stato di abbandono. Sotto coperta uno dei due agenti viene improvvisamente aggredito da un essere orribile, obeso e sfigurato, che sfonda la porta della cabina dove era stato rinchiuso. Il collega della vittima spara allo strano individuo, che scompare nelle acque del mare.
Peter West, un giornalista, viene incaricato dal suo caporedattore di indagare sul caso che vede coinvolta la figlia del proprietario del vascello misterioso, Anne Bowles. Essa rivela alla polizia di non avere notizie del padre da mesi.
Nel frattempo all'obitorio il medico legale constata che il poliziotto del vascello è morto per dissanguamento, causato da più morsi alla giugulare. Ma il cadavere dell'agente mostra segni di vita alle spalle dei medici ignari, muovendo le mani sotto il lenzuolo.
Anne e Peter si incontrano durante una sortita al vascello abbandonato. Peter trova a bordo una lettera del padre di Anne, indirizzata a lei. Nella lettera il padre parla di strani fenomeni avvenuti sull'isola di Matul, e di aver contratto un misterioso virus. Scoperti dal poliziotto a guardia del vascello, i due fingono di essere una coppietta clandestina, quindi si allontanano.
Il giorno dopo i due partono per Matul. A condurli sull'isola sono Susan e Brian, una coppia di statunitensi in vacanza con la loro imbarcazione.
Intanto sull'isola avvengono fatti inspiegabili e orribili. Decine di cadaveri e di persone ferite sono sistemati in un ospedale di fortuna, e gli abitanti del luogo si affidano alla magia. David Menard, uno scienziato che studia questi strani fenomeni, abita in una villa con la moglie Paula, terrorizzata da ciò che avviene. Paula vorrebbe abbandonare l'isola, ma David è del parere opposto. Dopo una violenta lite David si allontana dalla villa.
Il viaggio di Anne e Peter continua. Durante una sosta Susan si immerge per effettuare alcune fotografie subacquee, ma a un tratto viene aggredita da uno strano essere. Susan riesce a liberarsi del mostro che, insensibile al dolore, ingaggia un duello con uno squalo. Il mostro perde un braccio, ma riesce ad avere la meglio, squarciando il ventre dello squalo, e cibandosene. Susan riemerge dall'acqua sconvolta, e racconta l'accaduto agli allibiti Brian, Peter e Anne.
A Matul, Paula, rimasta sola in casa, si sta facendo una doccia. Dei colpi alla porta la fanno sussultare. Si avvicina per vedere chi sia, e viene straziata da un essere orribile e molto forte, che le trafigge un occhio con una scheggia della porta, appena sfondata.
Nell'ospedale di fortuna allestito da David intanto la situazione precipita: i pazienti muoiono l'uno dopo l'altro e poco dopo si risvegliano. David deve sparare loro alla testa, per farli morire definitivamente. Alcune notizie comunicano che strani esseri si stanno dirigendo verso il villaggio. La situazione è ormai chiara: i morti risorgono, e David si ostina a cercare una spiegazione scientifica al fenomeno.
Anne, Peter, Susan e Brian rimangono alla deriva, e sparano dei razzi per attirare l'attenzione. Lucas, un uomo del luogo aiutante di David, si accorge dei segnali e avverte lo scienziato, che li aiuta e spiega loro che il padre di Anne, un suo caro amico, è morto chiedendogli di fare avere un'ultima lettera alla figlia. David sta tentando di frenare l'epidemia, ma senza successo. Il gruppo di statunitensi è incredulo. David chiede loro di andare nella sua villa, per far compagnia a Paula, rimasta sola. Arrivati sul luogo, i quattro trovano un gruppo di zombi intenti a divorare il cadavere della donna.
Fuggiti dalla villa sulla jeep di David, i quattro hanno un incidente e Peter si ferisce alla caviglia. Durante una sosta assistono atterriti alla resurrezione di un nutrito gruppo di cadaveri, e scoprono di essere arrivati in un vecchio cimitero di conquistadores spagnoli. Gli zombi emergono lentamente dalla terra, e hanno un aspetto spaventoso. I volti sono scarnificati, le orbite vuote e piene di vermi. Susan viene sgozzata da uno zombi. Peter, Anne e Brian fuggono fino all'ospedale di David. Qui trovano gli zombi che, sempre più numerosi, assediano la struttura. I tre si barricano dentro, insieme a David, Lucas e un'infermiera. Questi ultimi tre vengono uccisi dagli zombi, mentre Brian viene morso dalla rediviva Susan. Peter e Anne danno fuoco all'ospedale e riescono a fuggire, portandosi dietro Brian.
Raggiunto il battello chiudono Brian, ormai morto, dentro la cabina. Stanno per raggiungere New York, quando la radio avverte che una tremenda epidemia ha colpito la città: orde di cadaveri sono tornati in vita e aggrediscono le persone, mangiandole. Intanto Brian si è risvegliato e cerca di uscire dalla cabina.
Sul ponte di Brooklyn decine di orribili zombi si dirigono lentamente verso la città.
Produzione Regia Zombi 2 in origine doveva essere un film horror a basso budget, diretto da Joe D'Amato. Il produttore Ugo Tucci però riteneva D'Amato troppo legato al cinema erotico, quindi il film fu proposto in un secondo tempo, quando i produttori decisero di aumentare il budget, a Enzo G. Castellari, che rifiutò, chiedendo 40 milioni di lire dell'epoca, perché poco interessato al cinema horror. Castellari allora propose per la regia Lucio Fulci, che non aveva mai girato un horror, ma aveva realizzato dei thriller che presentavano alcune scene degne di un horror, come Una lucertola con la pelle di donna e Non si sevizia un paperino, ed un western I quattro dell'apocalisse, che mostrava una scena di cannibalismo.
Ugo Tucci, che aveva già lavorato con Fulci, stava lavorando al poliziottesco di Umberto Lenzi Da Corleone a Brooklyn. Per quel film Tucci voleva Mario Merola come attore, che però aveva rifiutato. Tucci allora parlò con Fulci, per convincere l'attore napoletano ad accettare. Fulci ci riuscì, e in cambio del favore Tucci gli propose la regia di Zombi 2. Fulci accettò, accontentandosi di 6 milioni di lire, e Castellari in seguito si disse felice del fatto che il suo rifiuto avesse consentito il ritorno al cinema di Fulci, dopo un paio di film che non riscossero buoni incassi.
Sceneggiatura Il soggetto e la sceneggiatura del film sono firmati da Elisa Briganti, moglie dello sceneggiatore Dardano Sacchetti. Questi fu chiamato dal produttore Gianfranco Couyoumdjian, che gli parlò di un albo di Tex in cui il protagonista era coinvolto in una storia di zombi, in un ambiente western.Intervista a Dardano Sacchetti, presente nei contenuti speciali del DVD francese, edito dalla Neo Publishing. Secondo altre interpretazioni si trattava di una storia di Zagor.
Sacchetti quindi iniziò a scrivere il film, un anno prima che Zombi uscisse in Italia, fondendo generi diversi, quali l'horror, l'avventuroso, il western, il poliziesco e la commedia. Alla fine però Sacchetti preferì non porre la sua firma come sceneggiatore, a causa della morte del padre avvenuta poco prima, preferendo far firmare il copione alla moglie Elisa.
La scena dell'occhio trafitto riempì quattro pagine della sceneggiatura, con i movimenti e gli angoli di ripresa dettagliati. Il prologo e il finale del film, ambientati a New York, furono aggiunte dopo l'uscita italiana di Zombi, per volere dei produttori, a voler creare un collegamento, quasi un prequel, alla pellicola di George Romero.
Fulci sostenne più volte di aver cambiato parte della sceneggiatura, aumentando l'aspetto fantastico del film.
Cast Il cast del film inizialmente comprendeva, oltre ad Al Cliver, anche Leonard Mann e Monica Zanchi.
Alla fine furono scelti Ian McCulloch e Tisa Farrow (sorella di Mia Farrow) per interpretare i protagonisti, Richard Johnson e Olga Karlatos, per interpretare lo scienziato e la moglie. Lucio Fulci appare come suo solito in un cameo nel ruolo del caporedattore. La Karlatos alla fine della scena in cui il suo occhio viene trafitto da una scheggia di legno, ebbe una crisi di nervi e scoppiò a piangere per l'emozione e la paura. Fulci, saputa la notizia, era felicissimo: «Bene! Siamo riusciti nell'intento! Ho scioccato la Karlatos... figuriamoci il pubblico!» esclamò entusiasta.
Il giorno della ripresa subacquea Fulci scoprì che Auretta Gay non sapeva nuotare. Fu chiamato subito un istruttore di nuoto, che però non si rivelò tanto bravo. Con uno stratagemma la Gay venne allora letteralmente gettata in mare, ma arrancò subito. L'istruttore la raggiunse, ma i due andarono rapidamente a fondo. Intervenne allora il capitano della nave che era sul set, lanciando loro una ciambella di salvataggio. Proprio in quell'istante Al Cliver si gettò in mare per accorrere in aiuto, ma fu colpito dalla ciambella. Fu la volta di Ian McCulloch, che si tuffò ma prese in pieno la bombola d'ossigeno della Gay, e ci vollero 14 punti per suturare la ferita. Fulci fissò tutta la scena in silenzio, allibito, sbottando alla fine, in romanesco: «Questa équipe non vale un cazzo!», quindi iniziò a chiamare la Gay "Caghetta Gay".Intervista a Maurizio Trani presente nei contenuti speciali del DVD francese, edito dalla Neo Publishing.
Per Al Cliver fu il primo film girato con Fulci, del quale diventerà l'attore feticcio. In realtà Fulci aveva già cercato di lavorare con Cliver per il suo spaghetti-western Sella d'argento, girato nel 1978, ma non si era messo d'accordo con il suo agente. Fulci, sul set, aveva soprannominato Cliver Tufus, perché a suo parere era "duro" come una pietra. Durante una scena, che prevedeva l'incendio dell'ospedale, Cliver si era addormentato. Fulci disse: «Dobbiamo bruciare a destra, perché a sinistra c'è Tufus che dorme!».
Effetti speciali Per gli effetti speciali del film la produzione pensò subito a Giannetto De Rossi. Fabrizio De Angelis, uno dei tre produttori, aveva infatti apprezzato il lavoro di De Rossi sul set di Emanuelle in America, diretto da Joe D'Amato nel 1976. De Rossi, tra l'altro, aveva già lavorato con Fulci, per le commedie I maniaci e Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne. De Rossi fu affiancato da Maurizio Trani e dal giovane Rosario Prestopino, alla sua prima esperienza in veste di truccatore.
La produzione suggerì a De Rossi di riprodurre il trucco e gli effetti speciali degli zombi di Romero (creati da Tom Savini). De Rossi rifiutò subito la proposta, poiché aveva visto il film e considerava gli zombi pallidi, tendenti al bluastro, cosa che non permetteva loro di essere veramente paurosi.