Di seguito viene trattata la storia dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Gozzano, società calcistica italiana con sede nel comune piemontese di Gozzano, dalla fondazione fino ai decenni del Terzo millennio.
Il dilettantismo Dalle origini alla seconda guerra mondiale
Le memorie più antiche sull'avvento del calcio a Gozzano risalgono al 1916, anno in cui i gesuiti (che tra il 1907 e il 1947 ebbero un loro presidio comunitario nel paese e vi fondarono un oratorio, dedicato alla Beata Vergine, presso l'antico castello del colle di San Giuliano) formarono una prima compagine, denominata Fides, la cui attività si dipanò in soli tornei a carattere locale (nella zona del Cusio la pratica del foot-ball era infatti ancora limitata a pochi appassionati)Speciale Gozzano 90 - 1924-2014 (parte 1 di 4) - Radio Calcio Dilettanti, 20 nov 2014.
Si può affermare che la storia "propriamente detta" del calcio a Gozzano inizi il 1º aprile 1920, data di costituzione della polisportiva Club Sportivo Juventus Gozzano, la quale fu capace nel 1922 di vincere il campionato di Terza Categoria giocato tra le squadre del Verbano-Cusio-OssolaContrada Mazzetti 2015 - contradamazzetti.it. Nell'agosto 1920 il giornale locale "L'Amico" dà conto dell'inaugurazione del primo campo da gioco con caratteristiche regolamentari (a nord dell'abitato, lungo la strada per Orta), celebrata dalla disputa di un torneo tra quattro squadreMa quanti anni compie il calcio gozzanese? - L'Azione, 8 lug 2011.
Punto di ritrovo degli appassionati gozzanesi del pallone era la Trattoria Primavera (o Ustaria dal Lisandrin) di via Mazzetti: fu verosimilmente qui che nel 1924 si decise di procedere con l'affiliazione alla FIGC, che venne formalizzata in data 16 giugno.Speciale Gozzano 90 - 1924-2014 (parte 2 di 4) - Radio Calcio Dilettanti, 20 nov 2014 Dato che per decenni non fu possibile risalire a una data esatta di fondazione, è a partire dall’affiliazione che vengono tradizionalmente contati gli anniversari.
Il C.S. Juventus rimase attivo fino al 1932, quindi entrò in quiescenza per cinque anni e ripartì nel 1937 col nuovo nome di Associazione Calcio Gozzano, iscrivendosi alla Prima Divisione piemontese 1937-1938. La memoria della ragione sociale antesignana rimase però viva, tanto che ancora negli anni 1950 alla squadra era localmente attribuito il nomignolo di "Juventina"C'era una volta - webalice.it/tradanui.
L'interesse locale per il calcio andò crescendo, tanto che nello stesso periodo la Ortalion-Bemberg (importante azienda tessile, punto di riferimento dell'economia cusiana) mise a disposizione un terreno nelle pertinenze del proprio stabilimento allo scopo di impiantarvi un nuovo e più capiente campo da gioco.
Le notizie sono tuttavia frammentarie e non è possibile ricostruire appieno il percorso del sodalizio nel suo primo scorcio di vita: quasi sicuramente, tuttavia, l'avvento della seconda guerra mondiale comportò una forzata battuta d'arresto almeno per il 1940, il 1941 e il 1942.
Dal dopoguerra agli anni cinquanta
Il calcio a Gozzano rinacque il 14 febbraio 1943, data in cui venne riaperto il campo sportivo presso la fabbrica Bemberg con la disputa di una partita "strapaesana" tra i "classe 1924" e i "classe 1925 e 1926", terminata 3-3Il calcio a Gozzano - Gazzetta del lago, 20 febbraio 1943.
Per avere una piena riorganizzazione del club si dovette bensì attendere la fine del conflitto: decisiva fu in tal senso l'opera del ventinovenne marchese Alfredo "Fredy" d'Albertas, rampollo di una facoltosa famiglia di antica nobiltà d'origine francese, la cui signorile dimora di via Dante, in pieno centro storico, era diventata un punto di riferimento per i momenti ricreativi della gioventù gozzaneseIl marchese di Gozzano innamorato del calcio - La Stampa Novara, 13 ago 1992.
Da sempre appassionato di calcio e tifoso dell', profondamente convinto che lo sport fosse di focale importanza per la vita del comune (in quanto a suo dire capace, oltre che di «esaltare la vigoria atletica dei giovani», anche di «formarli moralmente per diventare buoni cittadini»), attorno al 1944 d'Albertas s'interessò delle sorti della squadra rossoblù: contattò alcuni giocatori d'alto profilo rimasti senza contratto a seguito del conflitto e li convinse a "ricominciare" da Gozzano. Furono dunque ingaggiati il campione argentino Evaristo Barrera (già attaccante di Racing Avellaneda, Lazio e Napoli) e gli ex Piero Dondi e Carlo Grazioli. Inoltre a ottobre 1944 il marchese entrò nell'organigramma della società, ove sarebbe poi rimasto per circa quarant'anni, diventandone il punto di riferimento e il primo mecenateIl Novara in notturna mercoledì col Gozzano - La Stampa Novara, 11 ago 1974.
Guidato in panchina dal tecnico Lovera il Gozzano, forte di tali giocatori e di vari giovani talenti locali, dominò il campionato di Prima Divisione 1945-46, marcando 13 vittorie in 18 incontri. Il cammino si concluse poi nella seconda fase a gironi, ove il Gozzano fu raggruppato con Angerese, Oleggio e Juventus Domo. Nel mentre l'ampliamento dello stabilimento Bemberg rese necessario un ulteriore trasferimento del terreno di gioco, con l'allestimento del campo sportivo di Monterosso, nei pressi della chiesa di Santa Maria di Luzzara.
Pur se con una rosa drasticamente rinnovata nell'estate del 1946, nella stagione successiva il Gozzano si classificò al secondo posto dietro il Villadossola. Frattanto il marchese d'Albertas intensificò il proprio impegno (anche e soprattutto finanziario) in favore della società e nel 1948 ne assunse direttamente la presidenza.
Negli ultimi tre anni del decennio 1940 il Gozzano non seppe però ripetere i risultati pregressi, navigando perlopiù nella media classifica; tra tutti i giocatori impiegati in questi anni si segnalò l'esordio dei giovani Pietro Dalio, Diego Zanetti ed Ermanno Tarabbia, destinati successivamente a carriere professionistiche di buon prestigio.
Dopo la transitoria stagione del 1950-51, il 1951-52 vide i cusiani tornare al successo; il campionato venne dominato con 43 punti in 26 giornate (7 punti di vantaggio sulla Juve Domo) e ben 79 gol fatti. Capocannoniere dei rossoblù fu Boieri, autore di 20 reti, mentre in panchina sedeva il tecnico Pietro Ruga.
Il Gozzano si affacciò così all’allora quinto livello del calcio italiano, ma l'avventura durò un solo anno: sebbene la "truppa" rossoblù si fosse salvata terminando undicesima nel proprio girone (con due lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici Cameri, Libertas Pallanza, Virtus Villa e ), nella successiva estate del 1953 il marchese d'Albertas (ritrovatosi praticamente da solo a finanziare le attività sociali) decise di rinunciare al campionato di competenza e auto-retrocesse il Gozzano nella meno dispendiosa Prima Divisione.
L'annata 1953-54 fu assai difficile per i rossoblù, relegati nelle retrovie e infine piazzati al decimo posto; seguirono poi due stagioni in crescendo (chiuse rispettivamente al terzo e al quarto posto), dopodiché il ritorno di Pietro Ruga in panchina per la stagione 1956-57 (a 4 anni di distanza dalla precedente esperienza) "lanciò" il Gozzano alla promozione nel nuovo Campionato Dilettanti (C.D. - all'epoca sesto livello del calcio italiano). Punto di forza di quella squadra fu il giovane talento locale Carlo Tadini, autore di 24 reti (il quale, dopo una lunga esperienza in rossoblù sia da giocatore che da tecnico delle giovanili, ebbe poi una carriera di buon livello nel golf)Per i trentadue giocatori del Gozzano pochi gli spettatori ma molto esigenti - La Stampa Novara, 1 ago 1974.
I successivi tre anni nel C.D. furono privi di particolari acuti e all'insegna degli alti e bassi, risolvendosi in un settimo, un quarto e un nono posto.
Gli anni sessanta Dopo un'altra stagione conclusa al decimo posto, il quinto anno nel medesimo campionato (che la riforma voluta da Zauli aveva ridenominato Prima Categoria) vide i rossoblù restare imbattuti nelle loro gare interne e terminare la stagione al quinto posto, dietro a Verbania, Cossatese, Arona e Omegna.
Gli inconsistenti aiuti economici ricevuti e le poche presenze allo stadio delusero però il marchese d'Albertas, che nell'estate del 1962 prese la drastica decisione di abbandonare il Gozzano ed entrare nei quadri dirigenziali dello Sportiva (club dell'omonima città sul Verbano).
Per 5 anni, dal 1962 al 1966, il campo sportivo di Monterosso rimase chiuso: nessuno infatti si era proposto per rilevare la società e la pratica calcistica gozzanese era rimasta unicamente appannaggio dell’oratorio parrocchiale, che però non esprimeva squadre in alcun campionato federale e partecipava estemporaneamente ai tornei amatoriali del Centro Sportivo Italiano.
Nel 1966 il campo venne dato in comodato per un anno dal comune alla società Humilitas di Arona, che si fece carico di ripristinare il manto erboso (deterioratosi a causa della lunga inattività). Non gradendo tale circostanza, molti appassionati e simpatizzanti dei colori rossoblù iniziarono a far pressione su "Fredy" affinché facesse ritorno a Gozzano e rifondasse la società.
Il nobiluomo infine accondiscese e nella stagione 1967-68 re-iscrisse i rossoblù all'ultimo livello del calco italiano, la Terza Categoria. La compagine, composta quasi interamente da giocatori originari del paese (al pari dell'allenatore Gianni Alliata), vinse da imbattuta (unica squadra piemontese a riuscirciA.C. Gozzano: promosso - L'Amico, mag 1968) il campionato.
Seguirono poi due stagioni in Seconda Categoria: nel 1968-69 il Gozzano fu secondo e l'anno seguente primo, garantendosi l'ulteriore passaggio in Prima Categoria.
Gli anni settanta Il nuovo decennio si aprì con un quinto posto in Prima Categoria, che tuttavia bastò per far includere il Gozzano (guidato dall'allenatore Pierino Podestà) tra le squadre ammesse alla Promozione, donde i rossoblù mancavano ormai da 9 anni.
Anche l'annata 1971-72 fu costellata da buoni risultati, risolvendosi nel quinto posto finale alle spalle di Istituto Sociale Torino, Ciriè, Virtus Villa e . Non altrettanto si poté dire dei cinque anni successivi, ove all'allontanamento del maggiore artefice dei successi del triennio precedente, il tecnico Alessandro Cardoletti (curiosamente accusato di essersi disinteressato alla squadra per via del proprio matrimonioCalcio d'angolo - Il Verbano, 18 mag 1973), fecero seguito vari altri esoneri e subentri in panchina, che si ripercossero negativamente sul livello della squadra; il miglior risultato fu il settimo posto nel campionato 1974-1975. Quest'ultima stagione fu peraltro funestata dalla morte del calciatore Giuliano Borghini, scontratosi frontalmente con la sua moto contro un furgone nei pressi di Mergozzo, la notte del 9 maggio 1975Un calciatore del Gozzano in Kawasaki muore nello scontro con un furgoncino - La Stampa Novara, 10 mag 1975: il club rossoblù ne onorò successivamente la memoria istituendo un premio annuale da attribuirsi al tesserato maggiormente distintosi nel corso di una stagione agonisticaAnche una torta che riproduce lo stadio per festeggiare il Gozzano promosso in D - La Stampa Novara, 26 giu 1979.
Nella stagione 1976-1977 i cusiani, pur presentatisi alla partenza del torneo con una rosa d'alto livello (guidata in panchina dall'ex portiere milanista Luciano Alfieri) rischiarono concretamente di essere relegati: il repentino esonero del “mister” (sostituito da Renato Cocconi dopo due sole giornate) non risollevò più di tanto il Gozzano, che si salvò solo in extremis grazie al dodicesimo posto con 27 punti guadagnati (uno in più del Bollengo, penultimo e retrocesso).