Choreutinae è una sottofamiglia di lepidotteri, appartenente alla famiglia Choreutidae, diffusa in tutti i continenti con circa 350 specie.
Etimologia Il nome del genere tipo di questo raggruppamento, Choreutis , deriva dal termine greco χορευτής (choreutḗs = danzatore), con riferimento all'incedere "ballerino" degli adulti di alcune specie.
Descrizione I membri di questa sottofamiglia sono piccole falene eteroneure, appartenenti ai Ditrysia, con abitudini diurne e un'apertura alare compresa tra 5 e 20 mm.
Adulto Capo Le scaglie della regione frontale sono più addossate alla superficie del capo, mentre quelle del vertice appaiono più distanziate.
Gli ocelli sono presenti e ben sviluppati, ma mancano i chaetosemata.
Le antenne sono filiformi in entrambi i sessi, ma nei maschi di regola presentano una fila di lunghe setole sulla superficie ventrale, e in alcuni casi gli antennomeri del flagello sono inspessiti dalla presenza di scaglie.
Nell'apparato boccale, la spirotromba è presente e munita di scaglie alla base. I palpi mascellari sono molto ridotti, con uno o due articoli. I palpi labiali sono invece più sviluppati e ricurvi verso l'alto, spesso con ciuffi di scaglie ventrali sul secondo segmento; distalmente si nota la presenza di un organo di vom Rath a forma di coppa.
Torace Nelle zampe, l'epifisi è presente e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4; la metatibia è liscia, ma si osservano ciuffi di scaglie in prossimità della base degli speroni.
Nell'ala anteriore, lo pterostigma è presente, così come la spinarea. L'ala appare ampia e grosso modo triangolare, con apice ad angolo acuto ma arrotondato, e spesso con macchie di colorazione "metallica", ossia iridescenze dovute all'angolo di incidenza della luce rispetto alla superficie delle scaglie. L'accoppiamento alare è di tipo frenato: nel maschio il frenulum è costituito da una robusta setola, agganciata ad un piccolo retinaculum membranoso sulla subcosta, al di sotto dell'ala anteriore, mentre nella femmina il frenulum è costituito da tre setole più sottili, laddove il retinaculum si compone di una serie di setole ricurve, poste in prossimità della base della costa, sempre sulla pagina inferiore dell'ala anteriore. Le nervature sono tutte separate; Sc ha un andamento sinusoidale, mentre R appare più diritta; si osservano quattro distinti rami di Rs, ciascuno che parte separatamente dalla cellula discale; anche i tre rami di M partono separatamente dalla cellula discale, ma M e CuA si originano entrambe dall'angolo posteriore della cellula. La chorda è sempre presente, anche se talvolta vestigiale. CuA e CuA sono ben delineate, mentre CuP è ridotta ad una struttura residuale in prossimità del margine. 1A+2A presenta una lunga e robusta biforcazione basale.
Nell'ala posteriore, più tozza e squadrata, M e CuA possono essere unite parzialmente, oppure correre separate per tutta la propria lunghezza. Anche qui CuP è vestigiale e presente solo in prossimità del margine. 1A+2A mostra una biforcazione basale, mentre 3A è sempre presente.
Addome L'apparato riproduttore è alquanto variabile in entrambi i sessi.
Nel genitale maschile luncus e lo gnathos sono presenti in pochi casi, tuttavia il tegumen rivela degli inspessimenti provvisti di setole in prossimità della parte apicale. Spesso il saccus può essere sviluppato, mentre le valve possono essere semplici, lobate, oppure di forma più articolata. L'edeago talvolta è munito di un ampio coecum penis, e si può notare un solo cornutus. Non sono presenti coremata.
Nella femmina, i segmenti A8 e A10 non sono estensibili. Il genitale rivela apofisi alquanto ridotte in lunghezza. Il ductus bursae può essere sclerotizzato oppure membranoso, e in quest'ultimo caso può assumere una forma a spirale, oppure essere notevolmente allungato e sottile. Il corpus bursae è membranoso e arrotondato, spesso provvisto di un signum che può avere anche notevoli proporzioni.
Uovo In Anthophila, l'uovo è del tipo verticale, con una zona concava circolare all'estremità superiore, al centro della quale è posizionato il micropilo. In Choreutis, al contrario, appare appiattito, con una serie radiale di inspessimenti verticali.
Larva A maturazione completa, le larve non superano di solito i 20 mm, con un colore del corpo che può variare dal verde pallido al bianco-giallastro, oppure al brunastro; la capsula cefalica tende di regola al giallo o al color ambra, spesso con zone di colore più scuro. Sono presenti esclusivamente setole primarie.
Capo Il capo è ipognato ma non raggiunge le dimensioni osservabili nelle Brenthinae. Il frontoclipeo si estende fino a metà o anche ai tre quarti della sutura epicraniale. Sono presenti sei stemmata, disposti più o meno a semicerchio, col sesto e ultimo talmente ridotto da essere difficilmente osservabile. Le setole anteriori A1, A2 e A3 sono disposte a formare un triangolo fortemente ottuso, in una posizione più caudale rispetto a quanto si osserva di solito nei Lepidoptera, con A2 vicinissima al secondo stemma.
Torace Lo scudo protoracico è alquanto sviluppato, ben sclerificato e di un colore che va dal giallo-brunastro fin quasi al nero. Sempre nel protorace, le setole prespiracolari laterali (gruppo L) sono tre e i pinacula sono nettamente contornati, con tonalità comprese tra il giallo-brunastro e il bruno-nerastro. Sul meso- e metatorace, L1 ed L2 sono ravvicinate.
Addome Nell'addome, tutti i segmenti sono sviluppati, con pinacula ben delineati. Nei primi otto segmenti, la setola laterale L2 è disposta anteroventralmente rispetto a L1, ma molto vicina a quest'ultima. In A2 il gruppo di setole subventrali SV è disposto a triangolo.
Le pseudozampe sono molto lunghe e sottili; sono presenti sui segmenti III-VI e X, con uncini disposti a cerchio su un singolo ordine, oppure lateralmente a ellisse incompleta, come in Hemerophila.
Pupa Il capo della pupa è arrotondato. I palpi mascellari sono sviluppati, mentre quelli labiali sono esposti, così come i profemori. Le appendici sono appena unite tra loro e col resto del corpo. Le antenne e la spirotromba non raggiungono la punta delle ali, che a loro volta si spingono fino ai segmenti A4 o A5. Ciascuno dei segmenti da A2 ad A7 possiede una fila di spinule sulla superficie dorsale, rivolte caudalmente; in alcuni generi, anche il segmento A8 può presentare le vestigia di tale struttura. I segmenti da A3 ad A7 nel maschio, e da A3 ad A6 nella femmina, sono mobili. Le setole sono corte, inconsistenti e dotate di doppia punta. Non esiste un vero e proprio cremaster, ma, in alcuni casi, sui segmenti A9-A10 si possono osservare alcune setole uncinate, oppure una coppia di speroni sulla superficie dorsale.
Biologia Gli adulti volano durante il giorno in pieno sole e possono anche essere notati in prossimità delle piante nutrici, sulle cui foglie rimangono con le ali sollevate e leggermente "accartocciate"; sono soliti procedere avanti e indietro con un'andatura a rapidi scatti, e possono anche saltare da una foglia all'altra in una sorta di danza (da cui il nome della famiglia; cfr. sezione Etimologia); qualora siano disturbati, volano via prontamente.
Ciclo biologico Le uova sono deposte di solito singolarmente sulla pianta nutrice.
Le larve non sono minatrici fogliari, ma al contrario si alimentano all'esterno delle foglie, spesso protette da una esile trama di seta, oppure in un riparo costituito da due foglie unite da fili sericei o da una tasca formata da una foglia parzialmente ripiegata su sé stessa. Va tuttavia segnalato che una specie si alimenta all'interno del seme della pianta ospite, mentre altre due scavano una galleria all'interno del fusto, pur mancando delle caratteristiche anatomiche tipiche delle minatrici fogliari.
L'impupamento avviene all'interno di un bozzolo sericeo a due o tre strati, talvolta dalla struttura complessa, attaccato alla foglia della pianta ospite; la pupa si spinge attivamente fuori dal proprio riparo prima dell'emersione dell'adulto.
Le Choreutinae sono di regola bi- o trivoltine.
Alimentazione Le larve si accrescono soprattutto su membri delle Asteraceae, delle Moraceae (in particolare Ficus), delle Fabaceae e delle Rosaceae, ma in realtà la gamma delle piante ospiti è abbastanza ampia e articolata, anche tenendo conto del fatto che in alcuni casi una specie può essere alquanto polifaga, e attaccare diversi membri di un unico genere vegetale, o anche di generi differenti. La lista riportata qui sotto non ha pertanto pretese di completezza. Tra le possibili piante nutrici ricordiamo, a titolo di esempio:
Apiaceae Lindl., 1836 Eryngium L., 1753 (calcatreppole) Asteraceae Martinov, 1820 Acourtia D. Don, 1830 Anaphalis DC., 1837 Anaphalis margaritacea (L.) Benth. & Hook.f., 1873 Arctium L., 1753 Arctium lappa L., 1753 (bardana maggiore) Arctotheca J.C. Wendl., 1798 Arctotheca calendula (L.) Levyns, 1942 Arnica L., 1753 Artemisia L., 1753 Artemisia vulgaris L., 1753 (artemisia comune) Aster L., 1753 (astri) Balsamorhiza Hook. ex Nutt., 1840 Balsamorhiza sagittata (Pursh) Nutt., 1840 Blumea DC., 1833 Blumea balsamifera (L.) DC., 1836 Brachyglottis J.R. Forst. & G. Forst., 1775 Brachyglottis bellidioides (Hook.f.) B.Nord., 1978 Carduus L., 1753 (cardi) Carlina L., 1753 Cirsium Mill., 1754 Cirsium horridulum Michx., 1803 Cirsium vulgare (Savi) Ten., 1835 (cardo asinino) Cynara L., 1753 Cynara scolymus L., 1753 (carciofo) Eleutheranthera Poit., 1811 Eleutheranthera ruderalis (Sw.) Sch.Bip., 1866 Erechtites Raf., 1817 Erigeron L., 1753 Erigeron bonariensis L., 1753 (saeppola di Buenos Aires) Helichrysum Mill., 1754 Helichrysum bracteatum (Venten.) Willd., 1803 Inula L., 1753 (enule) Inula orientalis Lam., 1789 Onopordum L., 1753 Onopordum acanthium L., 1753 (acanzio) Petasites Mill., 1754 Petasites frigidus (L.) Fr., 1845 Pseudognaphalium Kirp., 1950 Pseudognaphalium obtusifolium (L.) Hilliard & B.L.Burtt, 1981 Pulicaria Gaertn., 1791 Pulicaria dysenterica (L.) Gaertn., 1791 (incensaria comune) Senecio L., 1753 Senecio triangularis Hook., 1834 Silphium L., 1753 Silphium integrifolium Michx., 1803 Sphaeranthus L., 1753 Sphaeranthus indicus L., 1753 Betulaceae Gray, 1821 Alnus Mill., 1754 (ontani) Alnus rubra Bong., 1833 Betula L., 1753 (betulle) Betula papyrifera Marshall, 1785 Boraginaceae Juss., 1789 Cynoglossum L., 1753 Cynoglossum grande Douglas ex Lehm., 1830 Hydrophyllum L., 1753 Hydrophyllum tenuipes A.Heller, 1898 Mertensia Roth, 1797 Mertensia paniculata (Aiton) G. Don, 1837 Convolvulaceae Juss., 1789 Ipomoea L., 1753 Dipterocarpaceae Blume, 1825 Shorea Roxb. ex C.F. Gaertn., 1805 Shorea robusta Gaertn., 1805 Euphorbiaceae Juss., 1789 Fabaceae Lindl., 1836 Cullen Medik., 1787 Cullen corylifolium (L.) Medik., 1787 Lupinus L., 1753 Lupinus latifolius J.Agardh, 1835 Lamiaceae Martinov, 1820 Mentha L., 1753 Scutellaria L., 1753 Scutellaria galericulata L., 1753 (scutellaria palustre) Scutellaria lateriflora L., 1753 Scutellaria minor Huds., 1762 Moraceae Gaudich., 1835 Artocarpus J.R.Forst. e G.Forst, 1775 (alberi del pane) Artocarpus integer (Thunb.) Merr., 1917 Ficus L., 1753 Ficus aurea Nutt., 1846 (fico strangolatore della Florida) Ficus barclayana (Miq.) Miq., 1867 Ficus benghalensis L., 1753 (baniano) Ficus benjamina L., 1767 Ficus carica L., 1753 (fico comune) Ficus citrifolia Mill., 1768 Ficus microcarpa L.f., 1782 Ficus pumila L., 1753 (fico rampicante) Ficus racemosa L., 1753 Ficus sycomorus L., 1753 (sicomoro) Ficus trichopoda Baker, 1883 Streblus Lour., 1790 Streblus asper Lour., 1790 Rosaceae Juss., 1789 Cotoneaster Medik., 1789 (cotonastri) Crataegus L., 1753 Malus Mill., 1754 Malus domestica Borkh., 1803 (melo comune) Malus pumila Mill., 1768 Malus sylvestris (L.) Mill., 1768 (melo selvatico) Prunus L., 1753 Prunus persica (L.) Batsch, 1801 (pesco) Pyracantha M. Roem., 1847 Pyrus L., 1753 (peri)