Notti veneziane (Eine venezianische Nacht) è un film tedesco del 1914 diretto da Max Reinhardt, con Alfred Abel, Maria Carmi e, non accreditato, Ernst Lubitsch.
Trama Anselmus Aselmeyer visita finalmente Venezia, la città dei suoi sogni. Appena giuntovi, un tale, che si fa chiamare Pipistrello, lo porta in giro per i canali in gondola. Si imbattono in un corteo nuziale: la giovane Marchesina dei Bisognosi sposa il ricco Mangiabene, ma probabilmente solo per necessità e controvoglia, dato che lancia occhiate languide, ed un fiore, ad un giovane ufficiale. Anselmus crede che le occhiate siano rivolte a lui, e raccoglie il fiore.
L’albergo dove si tiene la festa nuziale, e dove la coppia passerà la prima notte di nozze, è quello in cui alloggia anche Anselmus. La sposa si ritira per prima dalla festa, e va nella camera nuziale, di fianco a quella in cui Anselmus, addormentatosi, sogna.
Sogno di Anselmus: l’ufficiale entra nella camera della sposa, ma, all’arrivo del marito, si nasconde; poi il marito si allontana, entra Pipistrello e uccide l’ufficiale. La sposa chiede aiuto ad Anselmus, che, accompagnato da Pipistrello, trasporta il cadavere in gondola un po’ al largo, e lo getta a mare. Ma Pipistrello ripesca dall’acqua l’ufficiale insieme ad altre tre sue repliche. Tornato in città Anselmus incontra i quattro ufficiali, e si batte di scherma con tutti, poi, inseguito, si rifugia nella camera della sposa e le racconta tutto. Lo sposo trova la camera nuziale chiusa, e il personale lo fa accomodare nella camera di Anselmus.
Al risveglio, Anselmus, trova sopra di sé, a letto, il voluminoso corpo dello sposo, addormentato.
La coppia di sposi lascia l’albergo in gondola. Anselmus, sconsolato, getta nel canale il fiore che la sposa aveva lanciato.
Note
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