La nazionale di rugby a 15 femminile dell'Italia è la selezione di rugby a 15 femminile che rappresenta l'Italia in ambito internazionale.

Attiva dal 1985, opera dal 1991 sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Rugby e partecipa dal 2007 all'edizione femminile del Sei Nazioni. Ha anche vinto tre trofei femminili internazionali FIRA, uno dei quali, quello del 2005, valido per l'assegnazione del titolo di campione d'Europa.

Ha disputato 5 edizioni della Coppa del Mondo femminile riportando come miglior piazzamento il raggiungimento dei quarti di finale nell'edizione 2021.

Da gennaio 2025 il commissario tecnico della nazionale è Fabio Roselli, che ha rilevato l'incarico ricoperto dal 2022 al 2024 da Giovanni Raineri. La squadra non ha un impianto fisso di gioco, anche se in occasione del Sei Nazioni utilizza spesso il "Sergio Lanfranchi" di Parma.

Storia Origini Alla fine degli anni settanta del XX secolo iniziò a svilupparsi un movimento rugbistico femminile, in Veneto in primis ma a seguire anche in altre piazze come Milano, Roma e Benevento.

Le cronache raccontano che il primo incontro ufficiale di rugby femminile in Italia risale all'aprile 1980 a Villorba tra una rappresentativa trevigiana e una del , finita 8 a 4 per le venete; nel 1982 da tali pioniere nacque la sezione femminile del e successivamente la UISP, nel 1985 Da , prese in carico la gestione del rugby femminile italiano istituendo il primo campionato e, a seguire, l'organizzazione di una squadra nazionale.

Il lo stadio Nicoletti di Riccione (all'epoca in provincia di Forlì) vide l'esordio della nazionale italiana femminile opposta alle pari categoria della , che tre anni prima aveva, contro i , disputato il primo incontro internazionale femminile di sempre.

L'incontro terminò 0-0 e fu replicato un anno più tardi a Bardos, località francese dei Pirenei Atlantici in cui le transalpine vinsero 12-0; i primi punti vennero nel terzo incontro tra le due vicine, a Roma nel 1987: la vinse 16-4 ma l'Italia mise a segno la sua prima meta di sempre.

Nel 1988 l'Italia partecipò al primo campionato europeo organizzato a Bourg-en-Bresse in Francia dal locale club femminile, il più antico del Paese; oltre alle padrone di casa, le altre due partecipanti furono la e i ; l'Italia giunse ultima con 3 sconfitte su altrettanti incontri. L'edizione inaugurale di tale campionato, pur significativa per essere la prima competizione per squadre nazionali femminili, non fu mai riconosciuta come ufficiale dalla FIRA e, a seguire, da Rugby Europe.

L'ingresso nella F.I.R. Nel 1991 la gestione di tutto il rugby femminile passò alla Federazione che, quindi, oltre al campionato, prese in carico anche la nazionale; il primo impegno che la selezione dovette affrontare fu l'edizione inaugurale della Coppa del Mondo, che si tenne nell'aprile di quello stesso anno in Galles e in cui le Azzurre, dopo avere chiuso il proprio girone all'ultimo posto, furono tra le migliori quattro dopo le semifinaliste per il titolo. Nel corso di tale torneo, peraltro, giunse anche la prima vittoria della nazionale, un 18-0 alla nei play-off dei posti tra il quinto e l'ottavo.

L'attività della nazionale andò a rilento (nei primi 15 anni di esistenza, fino a tutto il 2000, disputò solamente 33 incontri ufficiali), ma nel 1995 giunse terza nel campionato europeo organizzato in casa a Treviso, risultato eguagliato un anno più tardi a Madrid in Spagna. Dopo un'eliminazione al primo turno con sesto posto finale nel 1997, giunse il dodicesimo posto alla nei Paesi Bassi.

Giunsero, ancora, piazzamenti nelle retrovie nei campionati a cavallo dei due millenni (due settimi e un ottavo posto tra il 1999 e il 2001) e nel 2002 la prima vittoria, alla Coppa delle Nazioni tenutasi in Veneto in preparazione alla successiva Coppa del Mondo, in cui l'Italia giunse al dodicesimo posto. Nel 2005 giunse anche la prima vittoria nel campionato europeo che si tenne ad Amburgo in Germania. Nella successiva Coppa delle Nazioni del 2006 l'Italia guidata da Andrea Cococcetta confermò il titolo vinto l'anno prima.

L'ammissione al Sei Nazioni A dicembre 2006 il comitato esecutivo del Sei Nazioni decise di allineare la composizione di tutte le categorie del torneo a quella maggiore maschile, che comprendeva , , , , e ; all'epoca l'unica differenza con il torneo femminile era la presenza della , che il comitato rimpiazzò con l'Italia a partire dal .

Facendo seguito al whitewash della prima stagione giunse la prima vittoria assoluta nel contro la a Mira per 31-10 nell'ultima giornata del torneo. Il vide per la prima volta l'Italia conseguire due risultati utili sui cinque incontri del Sei Nazioni: dapprima un pari interno 6-6 a Colleferro contro la e a seguire la prima vittoria esterna della storia italiana nel torneo, a Bridgend contro il per 19 a 15. Lo score azzurro migliorò ulteriormente nel con due vittorie, ancora contro , battuto alla Spezia per 12-8, e , sconfitta 26-0 a Edimburgo.

Dopo avere evitato nel il whitewash battendo di nuovo la , nel le Azzurre colsero una delle vittorie più prestigiose, battendo la a Rovato per 13-12 nella gara d'apertura del torneo grazie a un calcio piazzato trasformato a tempo scaduto e, nella seconda giornata, ancora una volta la per la quarta volta consecutiva, circostanza che proiettò l'Italia alla vetta della classifica con tre gare da giocare (tutte successivamente perse). Nel giunsero di nuovo due vittorie, tra cui la replica di quella esterna in di due anni prima; ma fu nel , edizione valida come qualificazione alla , che l'Italia disputò il suo miglior torneo della sua ancor recente storia nella competizione: dopo due sconfitte iniziali contro e , le italiane batterono in sequenza , e non solo realizzando quindi, con il terzo posto assoluto alle spalle della coppia Irlanda - Francia (che perse il Grande Slam proprio a causa della sconfitta contro le Azzurre), il loro miglior Sei Nazioni fino ad allora, ma anche portandosi alla guida della classifica provvisoria di qualificazione alla rassegna mondiale; nel , con le vittorie di nuovo su Scozia e Galles, l'Italia colse la qualificazione alla Coppa del Mondo a 15 anni di distanza dalla più recente apparizione.

Dopo un inizio insolitamente (visti i risultati degli anni precedenti) chiuso senza vittorie e con un solo punto di bonus, giunse la partecipazione alla Coppa del Mondo in Irlanda in cui l'Italia, nella fase a gironi, dovette fronteggiare , e le rivali continentali della , che già quattro anni prima avevano estromesso le Azzurre dalla qualificazione alla Coppa del 2014. La fase iniziale del mondiale fu chiusa senza vittorie e l'Italia finì insieme alle iberiche nelle semifinali per i posti tra il nono e il dodicesimo; dopo aver battuto 22-0 il le Azzurre ritrovarono le rivali nella finale per il nono posto e prevalsero per 20-15, realizzando quindi il loro miglior piazzamento mondiale.

Ancora nel l'Italia si assicurò due vittorie con bonus (Scozia in casa e Galles fuori, per la prima volta al Millennium Stadium di Cardiff) e chiuse in classifica a pari punteggio con l', terza per la miglior differenza punti fatti/subiti.

Tale risultato fu destinato a essere ulteriormente migliorato nel : dopo un esordio vincente a Glasgow (28-7 alla con punto di bonus) e un 3-3 interno a Lecce contro il , le Azzurre batterono a Parma l', per la prima volta nel torneo e la seconda assoluta, per 29-27, di nuovo incamerando il bonus e presentandosi a Exeter alla quarta giornata come unica nazionale imbattuta a parte le inglesi avversarie di giornata, che si imposero per 55-0. Nell'ultima partita a Padova contro la l'Italia vinse 31-12 riuscendo a guadagnare proprio con la quarta meta, e conseguente punto di bonus, la seconda posizione finale a discapito delle transalpine. La piazza d'onore costituisce, al 2019, il miglior risultato di sempre di una rappresentativa italiana qualsiasi nel torneo. Nell'occasione della vittoria sulla Francia l'Italia si aggiudicò anche il trofeo Anita Garibaldi, riconoscimento in palio dal 2017 in occasione dell'incontro del Sei Nazioni tra i due Paesi dei versanti opposti delle Alpi.

A causa della pandemia di COVID-19 l'Italia fu una delle squadre che non disputò tutti gli incontri del Sei Nazioni 2020: terminò tale edizione di torneo al quarto posto con una vittoria (contro il ) e tre sconfitte, mentre il match contro la fu annullato; l'anno successivo, con un'estemporanea formula ridotta che prevedeva due gironi da tre squadre ciascuna, l'Italia giunse seconda del proprio raggruppamento e perse la finale per il terzo posto contro l', ma nel settembre successivo si aggiudicò il torneo di qualificazione europea alla Coppa del Mondo 2021 battendo e ed eliminando dalla corsa mondiale proprio l'Irlanda dalla quale aveva subito l'unica sconfitta in tale torneo; per le Azzurre fu la seconda qualificazione consecutiva alla Coppa del Mondo nonché la quinta partecipazione di sempre.

Al torneo mondiale, tenutosi con un anno di ritardo per via della pandemia, l'Italia ha sconfitto per la prima volta nella sua storia gli , ponendo le basi per una storica qualificazione ai play-off, giunta alfine battendo il nell'ultima partita della fase ai gironi: per la prima volta una nazionale italiana di rugby, di qualsiasi classe di competizione o categoria d'età, si è aggiudicata il passaggio alla fase eliminatoria di una competizione mondiale. Il torneo delle italiane è terminato con la successiva sconfitta contro la nei quarti di finale.

Dopo la il C.T. Di Giandomenico ha cessato il suo mandato alla guida della squadra, come già annunciato da prima del torneo, per passare ad altro incarico federale; al suo posto la F.I.R. ha designato Giovanni Raineri, già tecnico presso le accademie giovanili maschili.

Sotto la guida di Raineri l'Italia ha ottenuto la prima vittoria di sempre in casa dell' al Sei Nazioni, nonché due secondi posti al WXV nel 2023 e 2024, quest'ultimo idoneo a garantire alle Azzurre la qualificazione alla ; a fine 2024 la F.I.R., ritenendo raggiunti gli obiettivi posti a Raineri, lo ha destinato ad altro incarico e ha nominato al suo posto il romano Fabio Roselli, in carica dal .

Colori e simboli delle uniformi La maglia della nazionale, come gran parte delle tenute degli sportivi che rappresentano l'Italia a livello internazionale, è azzurra, anche se la tonalità è spesso variata nel corso degli anni.

Il disegno e il fornitore delle uniformi da gioco è lo stesso di quella maschile, ovvero la bolognese Macron, che ha un accordo di sponsorizzazione tecnica di 8 anni con la Federazione Italiana Rugby dal 1º luglio 2017 al 30 giugno 2025. In precedenza, dal 2012 al 2017, lo sponsor tecnico della nazionale femminile fu la tedesca Adidas, che forniva equipaggiamento a tutte le selezioni nazionali italiane. Prima dell'unificazione degli sponsor tecnici nel 2012 la nazionale femminile vestiva equipaggiamento Gilbert e lo scudetto federale presentava, sul campo bianco, una lettera f nera minuscola in stile di scrittura a mano, mentre la nazionale maschile era rifornita da Kappa.

La prima maglietta vestita dalle atlete italiane nel 1985 fu completamente bianca per doveri di ospitalità, dovendo ricevere a Riccione la : a produrla fu la citata Adidas e lo stemma, non essendo all'epoca la nazionale ancora ufficialmente sotto giurisdizione F.I.R., fu un generico scudetto tricolore sovrastato dalla scritta ITALIA in lettere d'oro su campo azzurro Savoia; già qualche anno più tardi, alla , la maglietta riportò le insegne federali sullo scudetto invece del generico nome ITALIA.

Palmarès

2002, 2006

2005

Statistiche

A ottobre 2022 la giocatrice con il maggior numero di presenze internazionali per l'Italia è la trevigiana Sara Barattin (1986-), esordiente in azzurro il , che detiene tale primato dalla quarta partita del Sei Nazioni 2019 a Exeter contro l', nel corso della quale totalizzò la sua ottantottesima presenza.