Palazzo Bonaventura Odasi è un edificio di Urbino, uno dei più estesi del centro storico.

Storia

Il palazzo sorge ai margini della città romana, tanto che alcune parti dell'antica cinta muraria sono state inglobate nel muro di sostegno del giardino, verso via Budassi. Inoltre, nel 1972, fu scoperto, nei sotterranei del palazzo, un muro, alto circa due metri, risalente alla prima età imperialeLuni, 1985, p. 22.. I primi proprietari conosciuti ed anche coloro che hanno maggiormente ampliato ed arricchito il palazzo furono i Bonaventura, famiglia originaria delle campagne intorno ad Urbino, giunta in città verso il XIV secolo e sviluppatasi in più rami con diversi nomi (Bonaventura, Arcangeli e Giordani), ma mantenendo lo stesso stemma, un leccio sopra a sei monti. In questo palazzo si stabilì il ramo Arcangeli. I lavori di sistemazione e di progressivo ampliamento del palazzo iniziarono verso gli anni quaranta del XV secolo.

Nel 1564Negroni, 2005, p. 86. i Bonaventura-Arcangeli cedettero il palazzo alla famiglia Odasi, originaria di Padova, tramite permuta perché il palazzo era troppo vasto e bisognoso di urgenti lavori di risistemazione, mentre la vicina casa Odasi, che occupava parzialmente l'area dell'attuale giardino, era più piccola e in migliori condizioni. Col passaggio agli Odasi furono attuati ulteriori interventi di sistemazione, come quelli effettuati con Giulio Cesare Odasi, figlio di Ludovico, dopo che nel 1539 il duca Guidobaldo II della Rovere gli riconfermò il titolo di conte, come rivelano le sue iniziali inscritte su diversi portali negli ambienti interni del palazzo, "JCOIFC" (Julius Caesar Odasius Insulae Fusariae Comes). Gli Odasi mantennero la proprietà fino al 1672, quando Laura Caterina Odasi, ultima esponente della famiglia, sposò Matteo Grillotti, sancendo così il passaggio di proprietà del palazzo a quest'ultima famiglia. Fu dei Grillotti fino al 1761, quando si estinse anche tale famiglia e il palazzo passò alla Fraternita di Santa Maria della Misericordia.

Questa Fraternita mantenne la proprietà fino all'Unità d'Italia, quando in seguito alla confisca dei beni ecclesiastici, il palazzo fu acquisito dal Comune di Urbino per sistemarvi un asilo, istituito per volere di Lorenzo Valerio, regio commissario straordinario per le Marche, precedentemente ospitato nell'ex convento di San Girolamo. Quest'ultima destinazione d'uso comportò i più gravi stravolgimenti per il palazzo, come l'eliminazione degli affreschi quattrocenteschi sulla facciata principale. Parte di queste manomissioni sono state sanate con l'ultimo restauro, avvenuto agli inizi del XXI secolo.

In occasione di tale restauro, furono recuperati molti ambienti del palazzo, soprattutto al primo piano e in quello seminterrato. In quest'ultimo piano vi fu inizialmente allocato il Museo della Città (inaugurato il giorno 8 giugno 2007), poi sostituito, a partire dal 2015, dalla Casa della Poesia. Al piano terra vi è rimasta la Scuola dell'Infanzia "Lorenzo Valerio" dell'Istituto Comprensivo Statale "P. Volponi - G. Pascoli". Nel 2023 gli ambienti del piano seminterrato (ex Casa della Poesia) sono stati dati in concessione all'Accademia di Belle Arti, che vi ha allocato la sede della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte.

Giardino del palazzo Si tratta di un ampio giardino, situato sul lato meridionale del palazzo, dotato anche di un ingresso indipendente a monte (lato occidentale) su via Valerio, da cui è diviso mediante un alto muro di cinta. Invece a valle (lato orientale) si apre verso il paesaggio ed affaccia su via Budassi. Dalla fine del XIX secolo è usato dall'attigua Scuola Materna e si caratterizza per la presenza di un platano, risalente probabilmente al 1700 circa, inserito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nell'elenco nazionale degl'alberi monumentali secondo quanto stabilito dalla legge 10/2013.

L'edificio che vi sorgeva occupava la parte anteriore dell'odierno giardino verso via Valerio ed era separata dai vicini palazzi Bonaventura e Cerioni da una strada pubblica, che in origine scendeva fin nella sottostante via BudassiCesarini, 1985, p. 752, di cui restano le estremità sul lato a valle di via Valerio, una sul lato nord di palazzo Cerioni e l'altra, riaperta recentemente, sul lato sud di palazzo Bonaventura. La casa che sorgeva in quest'area acquisì verso il 1460 anche una grande cantina voltata a botte davanti ad essa, all'odierno numero civico 18 di via Valerio. Agli inizi del XVI secolo la casa fu acquistata dalla famiglia padovana degli Odasi, con Ludovico umanista e segretario del duca Guidobaldo da Montefeltro. Passò poi per permuta col vicino palazzo ai Bonaventura-Arcangeli. Nel 1585 Battista Arcangeli Bonaventura portò in dote questa casa al suo sposo, Orazio Alessandri. L'Alessandri cedette nel 1613 la grande cantina difronte alla casa. Nel 1636 Battista rimasta vedova lasciò la casa al nipote Agostino Arcangeli. Passò poi dalla famiglia Oddi, da cui la comprò nel 1730 la Congregazione dei santi Venanzio e Liborio, per erigervi la propria chiesa, ma poi preferì ristrutturare la chiesa di San Pietro Celestino, nell'odierna via A. Saffi (San Polo), non prima di aver prelevato dalla casa svariati materiali da costruzione che furono rivenduti per coprire le spese di ristrutturazione della chiesa suddetta e poi cedettero ciò che rimaneva alle Maestre Pie Venerini, insediate all'epoca nel palazzo CerioniNegroni, 2005, pp. 76-77.. Presumibilmente in questo periodo furono abbattuti i resti della casa. Dopo l'Unità d'Italia, i palazzi Cerioni e Bonaventura furono confiscati agli enti religiosi che ne erano proprietari e passarono al Comune, il quale usò quest'area per ampliare il giardino di palazzo Bonaventura, destinato ad ospitare l'asilo d'infanzia. La parte a nord di quest'area, inclusa l'estremità dell'antica strada fu occupata da un ampliamento di palazzo Bonaventura destinato ad ospitare un grande salone ad uso dell'asilo.

Descrizione Si trova sul declivio del versante orientale del colle del Poggio. La facciata principale prospetta, a monte (lato occidentale), verso via Lorenzo Valerio; mentre il lato settentrionale confina in parte con palazzo Felici Bonaventura e in parte con via dei fornari. Il lato meridionale, tramite l'ampio giardino, confina con palazzo Cerioni; invece a valle (lato orientale) il palazzo confina con altri fabbricati mentre il giardino affaccia su via Francesco Budassi. Nonostante gli stravolgimenti e le mutilazioni delle epoche successive, il palazzo conserva ancora la testimonianza, soprattutto nella mole, del passato splendore quattrocentesco.

Ancora oggi, nonostante le modifiche del XIX secolo, nel palazzo si possono ben distinguere due parti, una superiore e una inferiore. La porzione inferiore è dominata al centro dal cortile porticato, risalente al XIV secolo (ma modificato nel secolo successivo), ed attorno al quale si sviluppa la maggior parte degli ambienti del piano seminterrato. Il cortile ha un ingresso principale abbellito da un portale ogivale, collegato da un vialetto (in gran parte coperto) a via Valerio, ultimo resto dell'antica strada pubblica, chiuso nella seconda metà del XIX secolo e riaperto dopo i recenti lavori di restauro. Un ingresso secondario al cortile è posto sul lato settentrionale, verso via dei fornari. Nel piano seminterrato si accede ad una stanza sottostante e dotata di un autonomo ingresso a valle (lato orientale) su via Budassi, realizzato a seguito dei recenti restauri.

Invece nella porzione superiore spicca la loggia sulla facciata principale, sostenuta da due colonne di ordine ionico, e decorata da un pregevole soffitto ligneo dipinto, a cassettoni, recante sia gli stemmi della famiglia Bonaventura che gli stemmi e alcune sigle del duca Federico III da Montefeltro. Quest'ultime sono "F.D.", acronimo di Federicus Dux, "F.F.", acronimo di Federicus Feltrius, e "SE.P.FE.", acronimo di Secunda per Federicum, in particolare quest'ultima voleva significare che la famiglia Bonaventura - Arcangeli era la seconda più importante dopo quella ducale, in modo da ostentare i forti legami intessuti tra la famiglia e la corte. Proprio la presenza delle sigle ducali fanno datare il soffitto al periodo compreso tra il 1474, anno in cui Federico da Montefeltro fu investito del titolo di duca, ed il 1482, anno della morte del duca FedericoCesarini, 1985, p. 752.. La loggia è antistante agli ingressi principali, posti sul lato orientale, per il piano terra e il primo piano, ed affaccia a monte su un piccolo slargo verso via Valerio (lato occidentale). Per il resto, altre parti notevoli sono costituite da alcuni portali in pietra, in stile rinascimentale, nel piano terra e in quello seminterrato. Un altro resto del passato splendore del palazzo è testimoniato da un battente di porta con decorazioni gotiche, ora conservato presso la Galleria Nazionale delle Marche.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ludovico Odasio Lorenzo Valerio Museo della città (Urbino)

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Bonaventura Odasi Categoria:Architetture rinascimentali di Urbino Categoria:Accademia di belle arti di Urbino