La stele di Todi, anche conosciuta come stele bilingue di Todi e stele sepolcrale bilingue di Todi, è una stele funeraria del II sec. a.C. bilingue, con doppia iscrizione in lingua latina e in lingua celto-gallica, conservata oggi al Museo gregoriano etrusco di Roma.
Storia Trovata nel 1839 in Umbria a Todi, antica città sia umbra che etrusca,Si ipotizza che il nome di Todi significhi "città di confine". Etrusco Tular letteralmente "insieme di ceppi di confine", in lingua osco-umbra Tuter-e ovvero "In Todi", "Nella città di confine" (Ribezzo, 1928 e Giacomo Devoto, Gli antichi Italici, Firenze, Vallardi, 1931, p. 93) rappresenta una delle poche testimonianze arrivate fino a noi di scrittura gallo-etrusca al di fuori delle regioni alpine e della Svizzera italiana.
Si ritiene sia una stele funeraria, contenente un’epigrafe funeraria bilingue prima scritta in alfabeto e lingua latina poi redatta in lingua gallica e alfabeto gallo-etrusco derivato dall'alfabeto nord etrusco.
L'iscrizione contiene il nome personale celta Trutos (o Drutos), meglio noto nella forma latina Drusus (Druso).
Note
Bibliografia Secondiano Campanari, Sopra una iscrizione bilingue scoperta a Todi lettera di Secondiano Campanari al ch. sig. cavaliere P. Ercole Visconti commissario delle antichità, Tipografia delle Belle Arti, Roma 1839 Carlo De Simone, I Galli in Italia: testimonianze linguistiche, in Galli 1978, pp. 261-265. Quadro d'insieme sulla celticità linguistica della penisola italiana. Aa.Vv., I Galli e l'Italia, Catalogo della mostra, Roma 1978
Voci correlate Stele di Vercelli
Categoria:Stele Categoria:Epigrafi celtiche