Sura o Soura (; in licio Surezi) era un antico insediamento della Licia costiera, celebre per l'oracolo ittiomantico di Apollo Sourios (o Surios). Il sito si trova oggi alla periferia di Yuva Köyü, un sobborgo di Demre (l'antica Myra), nella provincia di Adalia in Turchia.
Il sito Sura non fu mai una città autonoma: era una dipendenza di Myra, di cui costituiva uno dei due porti, in età preromana probabilmente il più sicuro e importante, in fondo a una stretta insenatura oggi completamente interrata; come centro non indipendente non batté mai moneta, e al di fuori dell'oracolo è pressoché sconosciuta.; . L'insediamento risale all'età delle dinastie licie (V-IV secolo a.C.): a questa fase appartengono l'acropoli fortificata con una grande residenza dinastica, rimasta in uso anche in epoche successive, una torre di guardia sul versante settentrionale, riutilizzata fino all'età bizantina, e le tombe che documentano il carattere licio del centro. La più notevole, all'estremità meridionale dell'acropoli, associa un basamento a forma di casa licia in imitazione dell'architettura lignea a un sarcofago di altezza tale da ricordare una tomba a pilastro, considerato il più grande della Licia; subito dietro si apre una tomba rupestre di età classica con iscrizione in lingua licia (TL 84), e una seconda iscrizione licia (N 304) è incisa su una base monolitica ricavata dalla roccia, forse una base di statua. Attorno alla collina si distribuisce una dozzina di sarcofagi di età romana con iscrizioni greche..
Ai piedi occidentali della collina, presso l'insenatura e una fonte sacra tuttora attiva, sorgono le cospicue rovine del tempio di Apollo Sourios, un edificio dorico di 7,20 × 13,70 metri con la facciata rivolta a sud, il cui muro settentrionale si conserva fino all'altezza del tetto; una strada processionale a gradini scavata nella roccia lo collegava all'acropoli, e accanto al tempio si trovano i resti di una chiesa bizantina.; . Sul fianco meridionale della collina una fila di grandi lastre marmoree iscritte documenta la vitalità del culto in piena età imperiale: si tratta di cinque dediche ad Apollo Sourios poste nel III secolo d.C. (una è datata al 237) dalla Sebaste plateia, un'associazione di quartiere legata anche al culto imperiale, che vi registra di anno in anno il proprio grammateus (in un caso una donna) e i propri prostatai, da venti a ventisei per testo; i documenti sono datati tramite il sacerdote «a vita» di Apollo Sourios, carica di fatto onorifica e di rotazione annuale, ricoperta in un caso da un cittadino di Myra. Benché situata in una regione impervia, Sura non era un luogo isolato: come gli altri porti licii era toccata dalla rotta obbligata che dall'Egeo conduceva, via Rodi e Cipro, ai porti del Levante e dell'Egitto..
L'oracolo La Licia ospitava tre oracoli di Apollo, a Patara, a Cyaneae e a Sura; quest'ultimo, pur privo degli antecedenti mitistorici vantati da Patara, divenne col tempo il più famoso grazie alla sua peculiarità, unica nel mondo antico: la divinazione fondata sul comportamento di pesci di mare. Il centro oracolare è attivo dall'età ellenistica, alla quale risale anche l'uso del nome greco Sura/Soura, e in età romana la sua attività profetica fece dell'insediamento un centro religioso amministrato da Myra.
Ateneo, nei Deipnosophistai, descrive il funzionamento dell'oracolo: sulla riva del mare si trovava un'area sacra ad Apollo e, presso la spiaggia, un bacino con un gorgo. Il consultante, ammesso alla consultazione previo sacrificio di un vitello, immergeva nel bacino due spiedi di legno con pezzi di carne arrostita; il bacino si riempiva di acqua marina e vi accorreva una gran quantità di pesci di ogni genere, sorprendente per numero, dimensioni e varietà di specie. Gli assistenti del sacerdote (προφήτης, prophetes) registravano numero e specie dei pesci e il loro comportamento verso le carni, e su questa base il sacerdote formulava il responso.Ateneo, Deipnosophistai, VIII, 333d-334b; . Ateneo cita quindi il decimo libro dei Geographoumena di Artemidoro di Efeso, secondo il quale sulla spiaggia sgorgava una fonte d'acqua dolce, e sarebbe stata la mescolanza di acqua dolce e salata nel vortice a spiegare la straordinaria abbondanza di pesce in quel punto; la gente del posto infilzava su spiedi di legno primizie di carne e dei frutti dei campi e le offriva lì, e tanto il porto quanto il luogo dell'oracolo avrebbero preso da quel vortice il nome di Dinos (δῖνος, «gorgo»).Ateneo, Deipnosophistai, VIII, 333d-334b.
Plinio il Vecchio nella Naturalis historia riferisce una procedura leggermente diversa, collocando presso Myra una fonte di Apollo detta Curius (forma che gli editori emendano spesso in Surius): i pesci, richiamati tre volte con il suono di una fistula, uno zufolo di canna, accorrevano per il presagio; se afferravano avidamente le carni gettate era un segno fausto per i consultanti, se le respingevano con la coda un segno funesto.Plinio, Naturalis historia, XXXII, 17. Plinio ricorda anche, in un altro passo, le acque «erranti» di Apollo Surius presso Myra: un riferimento enigmatico che la ricerca recente spiega con la peculiare instabilità idrogeologica della costa licia, dove la subsidenza e l'attività sismica e carsica fanno mutare corso alle sorgenti.Plinio, Naturalis historia, XXXI, 22; .
Sura e l'Apollo di Pyrgi L'oracolo di Sura è stato chiamato in causa da Giovanni Colonna a proposito di Śuri, il dio infero venerato nel santuario etrusco di Pyrgi e identificato dai Greci con Apollo: per un devoto greco, osserva lo studioso, il nome locale del dio non poteva non richiamare l'Apollo Sourios di Sura.; . Colonna rileva inoltre che i due santuari condividevano due connotati di paesaggio sacro che distinguevano Sura da tutti gli altri santuari oracolari di Apollo, compresa la vicina Patara: la prossimità alla spiaggia e quella alle acque di una sorgente copiosa defluente nel mare, presente anche a Pyrgi accanto all'Area Sud; anche il paesaggio avrebbe dunque potuto contribuire a un accostamento mentale fra i due luoghi di culto da parte dei Greci che frequentarono Pyrgi e Caere tra VI e V secolo a.C.
Note
Bibliografia Ateneo, Deipnosophistai, VIII, 333d-334b. Plinio, Naturalis historia, XXXII, 17.
Voci correlate Myra Suri (divinità) Oracolo
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