Chioggia (; Chioza in dialetto chioggiottoCi limitiamo a inidicare la grafia "Chioza" utilizzata storicamente. In tempi recenti vengono pure utilizzate le grafie alternative: Ciosa e Cioxa.) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto..
Confina con: la laguna veneta a nord, il mare Adriatico a est, la foce dell'Adige che lo divide dalla provincia di Rovigo a sud e la provincia di Padova a ovest.
Geografia fisica Territorio Il centro storico della città sorge all'estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise da canali e collegate fra loro da ponti; se osservato dall'alto, appare a forma di "lisca di pesce". La città viene denominata la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche della zona antica molto simile a quella di Venezia..
Come il capoluogo veneziano Chioggia possiede calli, campi e canali. Il principale, dal punto di vista turistico, per la tipicità dei palazzi e delle chiese che vi si affacciano, è il Canal Vena, attraversato da nove ponti. Gli altri canali sono Canal Lombardo, a ovest, e il Canale San Domenico ad est, che unendosi a nord e a sud racchiudono il centro tra le acque.
Differentemente da Venezia, la gran parte dell'area è percorribile da automobili e mezzi pubblici. Il centro storico è collegato sia con Sottomarina, grazie all'Isola dell'Unione e al suo omonimo ponte, sia con le località di Borgo San Giovanni e Brondolo, grazie al Pontelongo o Ponte Padri Cavanis. Con questi collegamenti si costituisce così un unico centro urbano..
Il resto del comune è localizzato nell'entroterra e va a comprendere le foci del Brenta-Bacchiglione e Adige e con numerosi altri canali in un territorio pianeggiante prevalentemente a vocazione agricola.
Dista in linea d'aria da Venezia, da Rovigo, da Padova, da Verona, da Vicenza, da Treviso e da Belluno.
Per quanto riguarda il rischio sismico, Chioggia è classificata nella zona 3, ovvero rischio molto basso.Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 3.274 del 20-03-2003.
Clima
Il clima di Chioggia è di tipo sub-mediterraneo, grazie alla presenza del Mare Adriatico che mitiga il Clima temperato umido della Pianura Padana. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C, quella del mese più caldo, luglio, è di +23,8 °C. Le precipitazioni si fanno più intense in primavera e autunno mentre in inverno la neve non è molto frequente e duratura a causa del salso proveniente dal mare e dalle acque lagunari. La nebbia d'inverno e l'afa d'estate sono frequenti grazie anche all'elevata umidità della zona. I venti principali sono la bora, lo scirocco, che causa il fenomeno dell'acqua alta, ed il libeccio.
Dal punto di vista legislativo, il comune di Chioggia ricade nella Fascia climatica E con gradi giorno, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.
Anche Chioggia è colpita dai picchi di marea particolarmente pronunciati (noti in tutto il mondo con il termine Acqua alta) che si verificano con particolare intensità nella Laguna di Venezia, tali da provocare allagamenti nelle aree urbane. Generalmente quando il fenomeno dell'acqua alta colpisce Venezia, Chioggia segue le stesse sorti, senza però far nascere un significativo impatto mediatico, ma con identiche conseguenze negative a case, palazzi e attività commerciali.
Il fenomeno dell'acqua alta è fronteggiato con un determinato protocollo atto a prevenire gli effetti negativi derivanti dal fenomeno stesso: le acque sono monitorate costantemente dal Centro Maree del Comune di Venezia che coordina il sistema di allertamento di base caratterizzato dall'allarme acustico di tipo elettromeccanico, il suo suono segnala una marea superiore ai 110 cm; l'eventuale ripetizione avvisa di una previsione superiore ai +140 cm ed una terza ripetizione è associata alla previsione di superamento di quota +160 cm.
Il fenomeno è inoltre fronteggiato dal cosiddetto "Baby MOSE", costituito da paratie mobili situate alle estremità del centrale Canal Vena allo scopo di impedire alle maree sostenute (fino a un massimo di 130 cm) di inondare il centro della città, ad esclusione delle acque alte eccezionali che saranno fronteggiate dal MOSE..
Origini del nome
Storia Mito e leggenda La leggenda sulle origini di Chioggia si collega a quella di Enea, mitico eroe troiano fuggito alla distruzione di Troia che navigò per il Mediterraneo per poi stanziarsi nel Latium e fondare Roma. Con Enea partirono anche Antenore, Aquilio e Clodio che, a metà del viaggio, si separarono dal loro concittadino per dirigersi verso la laguna veneta fondando rispettivamente Padova, Aquileia e Clodia.
Si richiama a questo mito il simbolo della città, un leone rampante rosso su campo argento, scelto da Clodio stesso in ricordo della sua città natale, e il nome della città stessa.
Altre ipotesi collocano la nascita della città intorno al 2000 a.C. da parte dei Pelasgi, popolo di navigatori originario della Tessaglia, che avrebbero colonizzato numerose città nelle coste adriatiche. Il nome Chioggia, quindi, deriverebbe da Cluza, "costruita artificialmente", da spiegare con la natura insulare-lagunare della città che senza modificazioni umane sarebbe stata sommersa dalle acque a ogni alta marea. Altri nomi presenti nella città sono di indubbia origine pre-ellenica, come Lusenzo, laguna che si trova fra Chioggia e Sottomarina, Bebe, antica torre che serviva da avamposto al confine fra territorio veneziano e padovano, Perotolo ed Evrone.M. Marcozzi, Chioggia, pp 7-9..
Secondo questa teoria, i primi insediamenti della città di Chioggia sono da localizzarsi verso l'attuale foce del Brenta-Bacchiglione (l'attuale zona di Brondolo), nell'isoletta di Vicus a levante della Fossa Clodia, canale che corrisponde ora alla Laguna del Lusenzo, e nell'Evrone, che corrisponde al porto di Chioggia.L. Padoan, cap V pp. 15-17.
Età antica Certo è che la città fosse già esistente in età romana: ne è prova la struttura tipica del reticolato geometrico che contraddistingue Chioggia, formata da un cardo, l'attuale Corso del Popolo, e da un decumano.
Come le altre città venete, Chioggia faceva parte della decima regio, che comprendeva anche l'Istria.M. Marcozzi, pp 15-28.
Le prime fonti storiche ci provengono da Plinio il Vecchio, che nella Naturalis Historia descrive la zona lagunare veneta come "la terra dei fiumi", dicendo inoltre che: Attraverso scavi archeologici si è dedotto che, in origine, questo territorio era uno scalo commerciale, con la sua posizione strategica per il commercio navale, essendo vicino alle foci dei fiumi, a diversi canali navigabili, alla laguna e al mare. Da qui passava infatti quella via di navigazione interna che attraverso lagune e canali artificiali portava le imbarcazioni da Ravenna ad Altino, in un viaggio sicuro dalle mareggiate..
Nonostante ai giorni nostri non vi siano più saline in funzione, Chioggia, in origine, era importante soprattutto per le sue saline, centro di produzione del sal Clugiae, considerato uno dei più pregiati da Cassiodoro e Plinio stesso. Questa risorsa era considerata un bene dello Stato, e porterà la confederazione veneziana a combattere numerose volte contro Padovani, Ferraresi, Romagnoli e Bolognesi..
Il sale prodotto, infatti, era indispensabile per i commerci e il suo pregio permetteva agli abitanti di poter acquistare qualsiasi altra merce difficile da reperire nelle terre lagunari.
Nelle acque di Chioggia vi erano fino a 72 recinti acquei, detti anche "fondamenti di salina", che andavano dal porto della città alle rive adiacenti ai domini padovani, che impegnavano gran parte della popolazione e che riuscivano a produrre circa 216 volte il bisogno dell'intera popolazione per un anno.L. Padovan, cap XXIII.
Età medievale Dopo il declino dell'Impero romano d'Occidente, le popolazioni dell'entroterra veneto trovarono rifugio nelle isole della laguna, fra cui Chioggia..
La zona lagunare, in questo periodo, faceva parte dell'Esarcato di Ravenna, quindi era sotto l'influenza dell'Impero romano d'Oriente..
Le più grandi entità istituzionali della laguna, che erano Grado, Bibione, Caorle, Eraclea, Equilio, Torcello, Murano, Rialto, Malamocco, Poveglia, Chioggia Maggiore e Chioggia Minore (Sottomarina), venivano governate indipendentemente da tribuni, ma nel 697, per fronteggiare le invasioni da parte dei Longobardi, si riunirono per eleggere un capo militare chiamato Doge: a quest'evento si attribuisce la nascita della Repubblica di Venezia.
All'inizio del IX secolo, durante l'invasione franca di Venezia, l'esercito di Pipino tentò di sottomettere la confederazione lagunare, attaccando varie cittadine fra cui Chioggia, che venne rasa al suolo nell'810. In questa occasione venne deciso di spostare la sede dogale da Malamocco al più sicuro Rialto..
La città subì un'altra distruzione durante le Invasioni ungare nel 902. La popolazione clodiense nulla poté contro gli Ungari, che vennero bloccati dall'esercito veneziano guidato dal doge Pietro Tribuno ad Albiola, attuale San Pietro in Volta..
Chioggia faceva allora parte della Diocesi di Malamocco, antica capitale della Repubblica, ma una serie di eventi naturali quali l'abbassamento del suolo, burrasche eccezionali e l'erosione del mare, cancellarono lentamente la città, che si spopolò e finì sommersa. Essendo diventata Chioggia la città più importante della diocesi, nel 1110 si decise di spostare la sede vescovile proprio nella città del sale, portando anche le reliquie dei santi martiri Felice e Fortunato, ancora oggi patroni della città.
Importante evento fu l'arrivo a Chioggia dell'imperatore Federico Barbarossa nel 1177, che firmò qui il "trattato Clodiano", preliminare alla Pace di Venezia che sancì un breve periodo di pace fra Sacro Romano Impero e Comuni italiani..
Negli anni a seguire per Chioggia ci fu un periodo di prosperità, intervallato da qualche piccolo scontro con i rivali Padovani e Trevigiani, come quello nominato "guerra del castello d'amore" avvenuto nel 1215. Esso nasce per una scaramuccia sorta durante una festa paesana a Treviso, che si sviluppò in uno scontro armato alla Torre delle Bebe, dove il comandante Marco Cauco (chiamato anche Marco Caco), assieme a un plotone di clodiensi, riuscì a difendere la posizione..
Fondamentale il contributo dei chioggiotti nel sedare la Congiura del Tiepolo, architettata da alcuni nobili veneziani, con l'aiuto di alcuni mercenari padovani, la quale aveva l'obiettivo di ribaltare il governo della Serenissima e di assassinare il doge Pietro Gradenigo. I fatti si svolsero nel giugno del 1310; il doge, avvisato dell'imminente agguato, chiese aiuto ai podestà di alcune città vicine, fra cui quello di Chioggia. Quest'ultimo venne inviato, assieme alla sua milizia di clodiensi, a intercettare e arrestare la colonna patavina che sopraggiungeva in città. Questa azione, assieme alla tempestività del doge, riuscì a sedare la congiura..
Una pagina importante della storia della città avvenne durante la cosiddetta guerra di Chioggia (rievocata nel Palio della Marciliana), cioè l'ultimo scontro tra Repubblica di Genova e Serenissima Repubblica di Venezia. Il conflitto, che nacque per il controllo del commercio con l'Oriente, vide la città conquistata da truppe genovesi e padovane nel 1379 per poi essere ripresa dei veneziani nel 1380. L'evento lasciò un'importante cicatrice nella cittadina: i danni più evidenti furono la completa distruzione di Clodia Minor e Pellestrina, la soppressione della produzione del sale e il divieto di edificare al di fuori delle mura cittadine costringendo l'intera popolazione sopravvissuta a vivere all'interno dell'attuale centro storico. Dopo questo cruento conflitto, un particolare interessante riguarda la migrazione del cognome genovese Doria nella città, ancora oggi presente..